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giovedì 12 giugno 2014

Bruschette di pane integrale con prosciutto cotto al basilico Lenti, crescenza e pesto leggero di basilico

Bruschette 5

Sarà che il caldo incalza, sarà che sono stanca e ho bisogno di ferie, sarà che sto nuovamente ririririleggendo i libri di Forster e cammino con lui nella Londra dei primi del novecento e nella campagna inglese, ah si, sarà che abito a pochi minuti dal parco e il profumo dei gelsomini, languido e immaginifico, si percepisce benissimo in casa, insomma, saranno tutti questi motivi, ma io con la testa sono proiettata in vacanza, al mare, ma soprattutto, immagino passeggiate in campagna, giornate in campagna, domeniche in campagna.

olio aromatizzato 2

Poi, che vivo, molto felicemente in città è un altro discorso, ma al momento, desidero essere circondata da un paesaggio bucolico.
Immagino di passeggiare lentamente, soffermarmi sui profumi, i suoni, ecco per i suoni andrebbe benissimo un ruscelletto che gorgoglia piano piano.
E poi, perdermi nella bellezza della natura, fermarmi all'ombra di un albero e leggere.
Ovviamente Forster e la sua bellissima campagna inglese.

Bruschette 9

Ma immagino anche una cascina, una cucina, con un grande tavolo, pieno di frutta e verdura appena colta.
Sbocconcellare una pesca, assaggiare qualche ciliegia, assaporare qualche fragola e poi, iniziare ad impastare.
Ah, si, nella mia immaginazione, pane, pizze, focacce, sono presenti, molto presenti.

Bruschette 3

E dopo aver fatto l'impasto, mentre il pane lievita e cuoce, dedicarmi a preparare il pranzo, leggero e con i prodotti dell'orto.
Per il pane non avrei dubbi, farei sicuramente quello integrale, e se per questo non avrei alcun dubbio circa l'antipasto, ovvero verdure al forno e bruschette.

Bruschette 12

Tante bruschette come queste, preparate per aprire un pranzo domenicale, non in campagna!, e divorate in un lampo.
Ma erano davvero buonissime, sono piaciute a tutti i commensali.
Niente di complicato, ma ingredienti eccellenti, abbinati con molta cura e particolare non irrilevante, il pane era proprio quello integrale, preparato da me con il lievito madre essiccato.

Bruschette 4

Ma andiamo con ordine. Dunque, da quando ho ricevuto il prosciutto cotto al basilico della Lenti, non vedevo l'ora di provarlo in un piatto "estivo".
Tipo una caprese particolare, un'insalata, delle bruschette, oppure....ma questo ve lo racconto poi. :-)

olio aromatizzato 3

Sono partita dalle bruschette, per le quali ho preparato appositamente il pane integrale.
Col prosciutto volevo un formaggio spalmabile ma dal gusto fresco e leggero, la crescenza, che peraltro mi piace davvero tanto, mi sembrava perfetta.
Poi volevo una salsina e il basilico (del prosciutto) chiamava il pesto e così ecco pronta la bruschetta.
Il pesto doveva essere leggero, più che un pesto un olio abbastanza denso aromatizzato al basilico, ho aggiunto anche i pinoli e l'aglio per dare una nota più accentuata e lievemente piccante.
La preparazione è semplicissima, ovvero ho passato nel forno per pochi minuti il pane sul quale avevo spalmato la crescenza, poi ho aggiunto il prosciutto cotto al basilico e condito col pesto e i pinoli tostati in padella che danno davvero una nota interessante.
Il pesto l'ho preparato col frullatore ad immersione, desidererò pure la vita calma e bucolica, ma il tempo è quello che è! :-)
Semplice, ma golosissimi. 
Come sempre, tanto tè. Sono andata sul classico e ho preparato una teiera di Grand Keemun, che con le sue note affumicate era perfetto con la bruschetta.
Anche questa ricetta la potete leggere nel Ricettario eclettico, che mano a mano si sta arricchendo di nuove proposte per l'estate.

Bruschette di pane integrale con prosciutto cotto al basilico Lenti, crescenza e pesto leggero di basilico

tempo di preparazione: 25 minuti,
tempo di cottura: 5 - 8 minuti,

ingredienti per 4 persone:

8 fette di pane integrale,
150 g. di prosciutto cotto al basilico Lenti,
150 g. di crescenza,
35 foglie di basilico,
un cucchiaio di pinoli,
un aglio,
8 cucchiai di olio extravergine.

Lavate e asciugate le foglie di basilico, ponetele nel bicchiere del frullatore ad immersione, aggiungete l'aglio tagliato a fettine e 3/4 dei pinoli.
Unite l'olio extravergine di oliva e frullate fino ad ottenere una salsa non troppo densa e abbastanza grossolana.
Spalmate le fette di pane con la crescenza, disponetele in una teglia e ponetele nel forno preriscaldato a 150° per qualche minuto, fino a quando la crescenza si è sciolta.
Intanto tostate in una padella i pinoli. Appena la crescenza si è sciolta aggiungete il prosciutto cotto al basilico e condite col pesto e i pinoli tostati.
Consumatele subito.

Bruschette 7

Abbinamento col tè. Nero, cinese, il Grand Keemun, con le sue note tostate è perfetto con la sapidità della bruschetta.

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 10 marzo 2014

Involtini con uva passa, pinoli, aglio, prezzemolo, cotti in salsa di pomodoro

Ragù 4

Qualche tempo fa, una mia amica, di ritorno da un viaggio mi ha regalato delle specialità regionali acquistate in loco.
Fra le varie cose, c'erano le orecchiette, era stata anche in Puglia, e sapendo quanto mi piacciano, ha pensato di portarmele.
Certo, non fresche, ma lei non prevedeva di rientrare subito, ma prese in un pastificio, che produce pasta artigianale, erano comunque buonissime.
Poiché a me piace condividere le cose mangerecce con le persone che me le regalano, ho pensato di fare un sugo come in Puglia, ovvero con involtini di carne.
Anche se mangio poca carne, avevo in programma di fare gli involtini secondo la ricetta napoletana, e avendo a disposizione le orecchiette ho pensato di unire le due cose.
Dunque, involtini come a Napoli, ovvero, farciti con uva passa, pinoli, aglio, prezzemolo, qualche scaglia di parmigiano e qualche altra di pecorino romano.
La presenza dell'uva passa non addolcisce la preparazione, ma conferisce un sapore particolare, davvero buono.
Questo stesso ripieno, a Napoli, lo utilizziamo anche per preparare le polpette.
La sapidità del pecorino, stempera la (poca) dolcezza dell'uvetta, l'aglio e il prezzemolo conferiscono una nota decisa e il sapore è molto interessante.
Il sugo l'ho preparato con la passata di pomodoro, chi passa da queste parti sa che utilizzo solo frutta e verdura di stagione, e in inverno, non farei mai, ma proprio mai, un sugo con i pomodori freschi.
Se per questo non compro proprio pomodori freschi e nemmeno peperoni, melanzane, fagiolini e così via.
Dicevo passata di pomodoro, cipolla dorata, olio extravergine. Che ho utilizzato per cuocere gli involtini e dopo per condire le orecchiette.
Gli involtini li faccio cuocere a lungo, mi piacciono morbidi e mi piace il sapore che la carne conferisce al sugo.
Come sempre, per rendere il sugo molto saporito, ma nel contempo leggero ho cotto la cipolla, tritata finemente in olio extravergine e un paio di dita di acqua.
In questo modo la cipolla si ammorbidisce e nel contempo cede tutti i suoi aromi all'acqua.
Quando l'acqua si è consumata tutta, verso la passata e proseguo.
Ecco, oggi prima di proseguire, mi soffermerei sull'olio extravergine utilizzato.
Ricordate con quanto entusiasmo lo scorso anno avevo scritto dell'olio extravergine dell'Azienda Agricola Doria, e del Roggianella?
Ebbene, anche quest'anno, li ho ricevuti. Il primo che ho aperto, lasciandomi guidare dall'istinto, è stato il Roggianella.
Come sempre, l'ho assaggiato su una fetta di pane leggermente tostato.
Già dalla consistenza e dal profumo si percepiva quanto fosse buono. All'assaggio, la sua intensità, il suo carattere, la sua forza si percepiva tutto.
Decidere di utilizzarlo in un sugo dai sapori robusti è stato immediato, ed un successo.
Il sugo era buonissimo e il Roggianella ha regalato al sugo la sua intensità e la sua forza.
Anche la mia mia amica l'ha apprezzato moltissimo.
Così, come ha gradito l'abbinamento col tè.
Per un piatto dai sapori complessi, e considerato che la mia amica non è molto avvezza al tè e all'abbinamento con i piatti salati, ho optato per il Grand Keemun, un nero cinese che amo moltissimo.
Le sue note tostate erano perfette con il sugo e la mia amica l'ha bevuto per tutto il pasto....

Ragù 5

Involtini con uva passa, pinoli, aglio, prezzemolo cotti in salsa di pomodoro

tempo di preparazione: 30 minuti,
tempo di cottura: 3 ore circa,

ingredienti per 4 persone:

per il sugo:

1kg di passata di pomodoro,
1 cipolla dorata media,
olio extravergine Roggianella, Azienda Agricola Doria
sale,

per gli involtini:

6 fette di scottona piemontese,
scaglie di parmigiano reggiano,
scaglie di pecorino romano,
uva passa,
pinoli,
aglio,
prezzemolo.

Tritate la cipolla al coltello, ponetela in una casseruola capiente, aggiungete 4 cucchiai di olio extravergine, due dita di acqua e fate cuocere a fiamma bassa, fino a quando l'acqua si è consumata tutta e la cipolla è morbida.
Intanto ammollate un cucchiaio di uva passa, asciugatela bene e ponetela in una terrina con un cucchiaio di pinoli, un aglio tritato, qualche ciuffo di prezzemolo tritato.
Mescolate bene. Ponete le fette di carne sul tagliere, ponete al centro, su ognuna, qualche scaglia di parmigiano e pecorino romano. Aggiungete un cucchiaino di composto, sempre al centro. Ripiegata la parte laterale sul composto, in modo che non fuoriesca durante la cottura, quindi avvolgetele e chiudetele con spago da cucina.
Fatele rosolare su ogni lato nell'intingolo di olio extravergine e cipolla.
Unite la passata di pomodoro, salate e portate a cottura. Il sugo deve risultare denso e gli involtini morbidissimi.

Condite col sugo la pasta che avete scelto, e servite gli involtini caldissimi abbinati a cime di rapa saltati in padella.

Ragù 2

Abbinamento col tè. Grand Keemun, nero cinese, dalle note tostate, perfetto con sughi a base di carne.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

mercoledì 24 aprile 2013

Carciofi ripieni con prosciutto cotto e scamorza fresca

Carciofi 1

Tic tac, tic tac ticchettavano i tacchi sul selciato. Tic tac, tic tac, ticchettavano ancora sulle lisce, e poco idonee ai tacchi, scale in pietra che collegavano i vari istituti universitari.
Il ticchettio si distingueva  chiaro e preciso anche sugli scaloni di marmo della facoltà universitaria.
I tacchi erano i miei che, accantonato ogni principio di buon senso, avevo deciso di indossarli, sicuramente sarebbero state più adeguate le ballerine che ero solita indossare.
In facoltà ci andavo per seguire i corsi, studiare, incontrarmi con i colleghi - che erano anche i miei più cari amici - e sebbene curassi molto il mio abbigliamento, gonnelline, pantaloni, camicie bianche, pulloverini in inverno,  t-shirt in estate, indossavo - sempre - scarpe basse, solitamente ballerine, per potermi muovere agevolmente tra un corso e l'altro e per i vari dipartimenti.
E' inutile aggiungere che ero molto più interessata a libri, studio, corsi, esami che a curare mise particolari.

Carciofi 8

Ma quel giorno c'era un motivo specifico che mi aveva indotta ad indossare delle calzature così scomode.
Essendo vicine le vacanze pasquali, avevamo organizzato con i colleghi fuori sede un pranzo per salutarli.
Pranzo, forse è una parola esagerata, poco adatta ai nostri parchi, ma soprattutto economici, propositi.
Una pizza, un panino, un pezzo di focaccia sicuramente non possono essere definiti pranzo, ma per noi l'importante era stare insieme, parlare, progettare, pianificare, raccontare e raccontarci.
L'amicizia era così forte e stretta che - quasi - non badavamo a quello che mangiavamo.
Quasi, perché sia io che un'altra mia amica eravamo molto attente a mangiare cibi sani e salutari - e gustosi. Anche se di tanto in tanto uno strappetto....
Quel giorno, tra un corso e l'altro, una nostra amica ci propose di andare a mangiare a casa sua.
Alle nostre perplessità, eravamo una decina di persone, lei fece spallucce aggiungendo che la zia e la madre erano abituate ad avere ospiti improvvisi a casa e, comunque, prima di uscire aveva visto la madre fare scorte di carciofi.
Ahia, i carciofi, pensai. Adesso mi piacciono tantissimo, ma all'epoca li amavo moltissimo sott'olio e - se fatti bene, ovvero con una ricca farcitura - li mangiavo volentieri ripieni, per il resto non rientravano tra le mie verdure più gradite .
Evidentemente la madre e la zia della mia amica trascorrevano la loro vita cucinando carciofi, infatti li prepararono in molti modi ed erano deliziosi. :-)
E' ovvio, lo scopo del pranzare insieme era il piacere della compagnia, però, appena varcato la soglia della villetta, ci accolse un profumo fantastico di carciofi che venivano grigliati in giardino.
In cucina, invece la zia e la nonna, eh si c'era anche lei, erano alle prese con la pulizia dei carciofi.
Io e le mie amiche, sebbene più interessate a programmare il successivo esame, quindi appunti da reperire, turni di sbobinamento e così via, iniziammo a guardare incantate le signore.
La zia toglieva le foglie, la nonna tagliava l'estremità e li torniva.
Muovevano le mani con fare esperto ed erano così veloci, ma nel contempo così armoniose che sembrava danzassero.
Alcuni, con mia grande gioia, venivano preparati per essere farciti, un paio di colpetti sul tagliere, un giro veloce per aprirli et voilà in un lampo il carciofo era pronto per essere riempito.
Di cosa non l'ho mai saputo. I nostri amici, molto poco interessati alla cucina, reclamavano la nostra presenza  ed attenzione.
Certo c'era il pane, le uova, l'uva passa, i pinoli, li vedevi e ne percepivo il sapore. Eppoi? Forse l'aglio, avvertivo un sapore piccantino, un formaggio filante, ma quale?, e il salame, quello si si vedeva.
A tavola, quando chiedemmo cosa ci fosse nel ripieno, la risposta fu laconica: mangia!
E noi mangiammo. Ah se mangiammo!!!!

Carciofi 4

I carciofi ripieni da allora li ho mangiati con grande frequenza, ma quando li ho preparati qualche settimana fa, sarà stata l'aria della primavera, sarà che stavo leggendo La società letteraria di Guernsay che - non so perché - mi ricordava il mio periodo universitario - sarà che la Pasqua era appena passata, mi sono ricordata questo episodio.
In questo caso, però, so cosa c'è nel ripieno: un sacco di cose buone! :-)
Ovviamente la mollica di pane e uova. Uva passa, pinoli e aglio? Certo, fanno parte della cucina napoletana, delle mie tradizioni e potrei non metterli?
Eppoi il parmigiano e la scamorza fresca e il prosciutto cotto Lenti 10 & Lode.
I carciofi erano buonissimi, probabilmente anche nonna e zia della mia amica avrebbero approvato e apprezzato.
Come carciofi ho scelto le mammole, li adoro e in questo periodo ne faccio scorpacciate.
Tè? Si, grazie! In questo caso un  oolong cinese ovvero il Ti Kuan Yin D'or perfetto sia con i carciofi che con la farcitura.
Anche questa ricetta la potete leggere sul Ricettario eclettico.

Carciofi ripieni

ingredienti per tre carciofi:

tre mammole,
220 g. di mollica di pane,
80 g. di prosciutto cotto Lenti,
60 g. di scamorza fresca,
un uovo,
una manciata di pinoli,
una manciata di uva passa,
due agli,
parmigiano reggiano,
latte q.b.
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho tagliato il pane a cubetti, l'ho posto in una ciotola e ricoperto a filo col latte.
Intanto ho ammollato l'uva passa, tagliato a dadini la scamorza e il prosciutto cotto, tritato l'aglio.
Dopo aver strizzato bene il pane, l'ho posto in una terrina e unito il prosciutto cotto, la scamorza, l'uva passa, i pinoli, l'aglio, due cucchiai di parmigiano grattugiato, l'uovo battuto e un pizzico di sale.
Ho amalgamato bene fino ad ottenere un composto sodo.
Ho pulito i carciofi, lasciandoli interi, con molta delicatezza li ho aperti e con uno scavino li ho privati della barba interna.
Facendo attenzione a non romperli li ho farciti. Ho riscaldato una padella antiaderente, ho aggiunto un filo di olio extravergine di oliva. Quindi vi ho posto i carciofi, uno per volta per seguire bene la cottura, capovolti e li ho fatti cuocere per 3-4 minuti a fiamma medio bassa, fino a quando la calotta è diventata bella dorata.
Quindi li ho posti diritti, ovvero con la calotta verso l'alto, in una pentola, ho unito un filo d'olio extravergine, un aglio, il sale, un dito di acqua, li ho coperti e li ho fatti cuocere per circa 15 minuti, in modo che i carciofi fossero morbidi, ma ancora belli consistenti. Li ho serviti col loro sughetto.

Carciofi 7

Ho abbinato il tè oolong Ti Kuan Yin D'Or

Alla prossima!

Giovanna

mercoledì 20 febbraio 2013

Minestra di tagliolini all'uovo e polpette in brodo

Tagliolini 7

Qualche settimana fa mentre ritiravo la posta dalla cassetta delle lettere, la vicina che mi stava aspettando per salire insieme con l'ascensore, pensando all'imminente cena con i suoceri, mi diceva che sarebbe stato bello se  dalla cassetta si fosse materializzato qualcosa di pronto e di buono da offrire ai suoceri.
Visto che la cena ci sarebbe stata la sera dopo, le ho suggerito un polpettone. E mentre le elencavo tutti i pregi - è buono, si può preparare in anticipo, piace a tutti - mi è venuta voglia di prepararlo e mangiarlo, più mangiarlo che prepararlo, ero affamatissima!

La stessa sera, dopo cena, ho rivisto in dvd Le fate ignoranti, un film che amo moltissimo. L'ho visto e rivisto, senza stancarmi mai.
La storia molto ricca, coinvolgente e scorrevole presenta molte sfaccettature. Come in - quasi - tutti i film di Ozpetek, ebbene si, tranne un paio li ho visti tutti, l'amicizia assume un ruolo fondamentale.
L'amicizia che descrive Ozpetek non è quella esclusiva di due amici che vivono nel loro micromondo, convinti di essere sempre nel giusto, supportandosi a vicenda e confortandosi di tutte le "cattiverie" del mondo.
Al contrario, Ozpetek narra un'amicizia corale, tra persone, talvolta diversissime tra di loro, ma legate da affetto, stima, fratellanza, interessi.
Nei suoi film non mancano mai scene di allegre tavolate. Si mangia, si beve, si conversa, si discute, si spettegola, in una parola si vive.
Il cibo, aggrega anche durante la fase della preparazione. Affettare cipolle, grattugiare il parmigiano, condire la pasta, sono scene che si ripetono di frequente nei film di Ozpetek.
Ma il piatto per eccellenza, spesso celebrato in molti film sono le polpette.
Beninteso, pur apprezzando molto le scene di amicizia e convivialità, non è sicuramente la parte "gastronomica" che mi fa amare Ozpetek.
Amo i suoi film per il senso di libertà che si respira. Libertà di essere se stessi. Libertà di fare ciò che rende felici. Libertà di vivere la vita senza crearsi inutili e dannosi vincoli.
Mentre rivedevo il film, e riflettevo su quello che ho scritto è apparsa un personaggio con un magnifico piatto di polpette e ha iniziato a descriverle.
Mmmm, mi è venuta l'acquolina, ma quando tra gli ingredienti è stata citata la scorza d'arancia e il succo di mela, si è scatenato un'irresistibile voglia di polpette e tra una scena e l'altra ha fatto capolino il polpettone della vicina, o meglio il polpettone suggerito.

Tagliolini 4

In quel momento, proprio come la mia vicina, avrei voluto che si materializzasse un piatto di polpette col sugo. :-)
Qualche giorno dopo il film e l'incontro con la vicina, parlando con un conoscente di tè giapponesi si inizia a parlare di letteratura - giapponese - e subito dopo di cucina sempre giapponese, nello specifico di ramen, le zuppe.
Confessando di sapere molto poco della cucina orientale, mi spiega che queste zuppe vengono preparate con tagliatelline e brodo di carne o pesce.
Tagliatelle, brodo e carne? Ma a Napoli a Natale e Pasqua si prepara la minestra con molte verdure, tagliolini all'uovo e polpettine.
Ecco! Ho trovato la mia ricetta, la mia zuppa, le mie polpette e il mio pranzo della domenica.
Anche se...Dunque, comincio con le mie liste. Allora, i tagliolini li ho fatti a mano, lo sapete io sono quella del "tanto che ci vuole" e comunque, fare la pasta mi piace e mi rilassa.
Brodo vegetale. Non volevo un brodo pesante, anzi, qualcosa di fresco. Ora parlare di un brodo fresco sembra quasi un ossimoro, ma per fresco intendo leggero, vegetale, dal profumo di verdure, non grasso.
Pensavo al libro di Anthony Bourdain Il viaggio di un cuoco e il suo racconto di una giornata trascorsa in un mercato di Saigon.
Fra una moltitudine di cibi che descrive, nell'intero libro e nel capitolo dedicato al Vietnam, ne ricordo vividamente alcuni, fra questi i pho, delle zuppe di carne, pesce, verdure.
Speziate e aromatiche, ricche di legumi e di erbe aromatiche quali il coriandolo, il pho ha attirato la mia attenzione fin dalla prima lettura del libro.
Senza scomodare la storia della gastronomia occidentale e orientale, alla fin fine di una minestra sto parlando,   quando l'ho preparata avevo ben chiaro cosa volevo. Tagliolini all'uovo, un brodo vegetale leggero e ricco di verdure, le polpette cotte in brodo ma in un'altra pentola in modo che il brodo col quale avrei preparato la zuppa non risultasse troppo grasso.
Tutto qui? No, i tagliolini li volevo tenaci, quindi ho usato una miscela 50 e 50 di farina e semola. Le polpette le volevo molto aromatiche e che si rifacessero alla tradizione napoletana. Quindi nell'impasto uva passa, pinoli e prezzemolo, beh, la tradizione parla anche di aglio ma trattandosi di polpette che dovevano andare in brodo, l'aglio non mi ispirava.
Avrei voluto il coriandolo fresco, ma dopo aver tanto e tanto girato - si e no un paio di posti, ma fa più scena dire che l'ho tanto cercato - non l'ho trovato e ho ripiegato sul prezzemolo.
Lo so, lo so è diversissimo, ma quello avevo.
Troppi studi per una zuppa? Forse si, forse no, ma quando cucino, mi piace costruire un piatto partendo da una tradizione, un'usanza, un paese e poi comporre il tutto seguendo i miei desideri, i miei interessi, le mie passioni.
In questo caso la pasta all'uovo che, pur non facendo parte della tradizione napoletana, mi è sempre piaciuta molto.
Poi il dolce salato, come le polpette, con la farcitura ricca di uva passa e pinoli.
Per arrivare al brodo. Non amo quelli di carne, sapidi, pesanti, mentre mi piacciono vegetali, freschi.
Per finire, volevo un piatto colorato, come lo sono quelli orientali, anche se il mio non ha né la stessa classe e neanche bellezza.
Senza indugi ho abbinato un pregiato tè verde, lo En Shi Yu Lu, un first flush, ovvero un tè proveniente dal raccolto di primavera, era davvero indicato con la mia zuppa.
Cosa ne dite, vi piace?
Per la cronaca, la vicina ha preparato il pollo. :-)

Minestra di tagliolini all'uovo e polpette in brodo

ingredienti per quattro persone:

per i tagliolini:

100 g. di semola di grano duro,
100 g. di farina,
2 uova,
un pizzico di sale,

per il brodo vegetale:

300 g. di patate,
250 g. di sedano,
250 g. di carote,
200 g. di cipolle,
una crosta di parmigiano,
4 pomodori pelati,
un chiodo di garofano,
prezzemolo,
sale,
pepe,

per le polpette:

400 g. di vitellone,
200 g. di pane ammollato,
un uovo,
due cucchiai di parmigiano reggiano grattugiati,
una manciata di uva passa,
una manciata di pinoli,
prezzemolo,
sale,
pepe.

Per prima cosa ho preparato il brodo. Ho lavato e pelato le verdure, ho posto in una casseruola capiente le patate intere, le cipolle tagliate a pezzettoni, le carote e il sedano tagliato a listarelle. Ho unito i pomodori pelati, il chiodo di garofano, qualche foglia di prezzemolo compresi i gambi.
Dopo aver salato e pepato, un unito un paio di litri di acqua, e portato a cottura, avendo cura di far sobbollire il brodo dopo il primo bollore.
A metà cottura ho unito la crosta di parmigiano, dopo averla raschiata.
Intanto ho preparato i tagliolini come riportato qui.
Una volta che l'impasto ha riposato, ho tirato la sfoglia e ricavato i tagliolini.
Ho tritato la carne di vitellone, l'ho posta in una terrina, unito il pane ammollato, l'uovo, il parmigiano, l'uva passa ammollata e asciugata, i pinoli, una manciata di foglie di prezzemolo finemente tritate, il sale, il pepe.
Ho amalgamato il tutto e formato delle polpette piuttosto piccine che ho cotto in 4-5 mestoli del brodo vegetale preparato.
Ho lessato i tagliolini nel brodo, unito a fine cottura qualche foglia di prezzemolo. Ho composto il piatto con i tagliolini, le polpettine e le verdure lessate nel brodo.

Tagliolini 1

Ho abbinato il tè verde cinese En Shi Yu Lu

Alla prossima!

Giovanna

venerdì 30 novembre 2012

Cake alle mele e al tè verde al gesomino

Cake con mele e gelsomino 2

Domenica mattina mi sono alzata di buonora, destinazione cucina. Per prima cosa ho preparato la pasta per i ravioli, intanto che l'impasto riposava io lavoravo alacremente dedicandomi alla preparazione del cake.
Ormai quasi tutte le domeniche preparo un dolcetto a base di mele. Per i dolci semplici, casalinghi ho una vera passione.
Le torte di mele, varianti comprese, sono le mie preferite. Sono preparate con frutta di stagione, le trovo ideali sia a colazione che a merenda, un po' di più a merenda :-) e mi piacciono tanto per la merenda domenicale autunnale.
Se resto a casa, abbinate ad una buona tazza di tè, rallegrano il pomeriggio. Se invece esco mi piace trovare al ritorno la casa che profuma di torta di mele, preparare il tè e sorseggiarlo accompagnato dalla torta.
Lo so, sembro fanatica, ma la cucina è o non è anche atmosfera?

Cake con mele e gelsomino 1

Dunque, domenica mattina mentre l'impasto per i ravioli riposava io preparavo il cake alle mele, in compagnia dei Beatles a tutto volume.
Help!, I need somebody,
ed io impastavo,
Help!, not just anybody,
e affettavo le mele,
Help!, you know I need someone, Help!
e a quel punto è stato mio marito a dire Help! considerato che, completamente incurante di essere stonatissima, cucinavo e cantavo con i Beatles.
Adesso non esageriamo nel dire che "cantavo con i Beatles",  la cassetta andava nel registratore e io rovinavo la canzone cantandoci sopra. :-))
Audiocassette, ebbene si. Ho "rispolverato" quelle acquistate quando ancora andavo all'Università.
Urge procurarsi i cd!
Prima di iniziare a parlare dei miei vent'anni, l'Università e i Beatles, perché se mi prende la mano altro che Proust e Alla ricerca del tempo perduto, inizio a scrivere e posso continuare a lungo, come per le mie famose liste.
Dunque cake, un semplicissimo cake fatto sulla falsariga del precedente cake.
In questo caso, però, ho sostituito l'amido di frumento con la fecola di patate, il burro con l'olio extravergine, forse meno fragrante ma sicuramente più leggera,  e ho aggiunto il tè verde al gelsomino.
Come l'ho messo? Ho lasciato in infusione il tè nel latte caldo e poi ho filtrato il tutto.
Il sapore del tè e del gelsomino aromatizzavano lievemente il cake, regalando una nota molto gradevole.
Il cake era morbidissimo, umido al punto giusto e delizioso.

Ovviamente ho abbinato il tè. In questo caso ho optato per un pregiato tè nero cinese lo Yunnan d'Or.
Lo avevo già abbinato ai ravioli e volevo provare le sue note morbide e piene col cake alle mele.
Perfetto, semplicemente perfetto!

Cake alle mele e al tè verde al gelsomino

300 g. di farina 00,
50 g. di fecola di patate,
80 g. di zucchero di canna,
500 g. di mele annurche,
100 g. di latte,
3 uova,
40 g. di uva passa,
40 g. di pinoli,
una bustina di lievito per dolci,
olio extravergine di oliva,
4 g. di tè verde al gelsomino,

Ho riscaldato il latte, l'ho versato sulle foglie di tè al gelsomino e ho lasciato in infusione per 4 minuti.
Ho lavato, asciugato, pelato e tagliato a fette le mele, ho ammollato l'uva passa e asciugata.
In una bastardella ho setacciato la farina, la fecola di patate e il lievito, ho unito il latte aromatizzato al tè al gelsomino, le uova, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e ho mescolato bene con un cucchiaio di legno.
Ho unito l'uva passa, i pinoli e le mele, mescolato bene. Ho versato l'impasto in uno stampo da cake precedentemente spennellato di olio, foderato con carta forno bagnata e strizzata e spennellato di olio extravergine.
Ho posto lo stampo in forno preriscaldato a 180° e cotto per circa 40 minuti. Vale sempre la prova stecchino.
Dopo circa 25 minuti di cottura ho coperto il cake con carta stagnola, onde evitare di farlo scurire troppo in superficie.
Una volta cotto l'ho sformato e posto su una gratella a raffreddare.

Cake con mele e gelsomino 4

Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 28 novembre 2012

Tagliatelle con crema di zucca, pinoli e semi di papavero

Tagliatelle con la zucca 1

Giornata uggiosa, piovosa, umida. Il traffico è molto sostenuto, i mezzi pubblici affollatissimi e la voglia di fare altro mi assale.
Vorrei, vorrei, vorrei sorseggiare una tazza di tè con calma, rifare colazione seguendo i miei ritmi non quelli imposti dall'orologio.
Vorrei immergermi nella lettura del libro. Vorrei incontrarmi con un'amica e conversare.
Ma è inutile continuare la lista, tanto è solo una serie di vorrei. Faccio prima a chiamarla: "Vorrei, ma non posso."
Poi mi chiedo: "e se la ricetta della felicità è racchiusa proprio nel formulare desideri?". Certo, una parte dei desideri è necessario appagarli, altrimenti altro che felicità, dal mero desiderio nasce solo frustrazione.
Però, di tanto in tanto, desiderare qualcosa e costruirci su un'immagine, non è già di suo appagante?
Realizzare tutti i desideri, alla lunga non genererebbe una totale mancanza di desideri?
Anche perché, la mia lista è fatta di cose semplici, realizzabili. La telefonata con l'amica prima o poi la faccio, nella lettura riesco ad immergermi con una certa frequenza, quanto al tè, stasera appena arrivata a casa l'ho subito preparato e l'ho sorseggiato con calma.
Dopo cena mi dedicherò alla lettura. Dopo aver terminato Forster, eh si l'ho letto avidamente, ne ho iniziato uno nuovo appena acquistato, La preda di Irene Nemirovsky.
La sua scrittura fluida, elegante mi cattura sempre. Le sue descrizioni della società francese degli anni trenta sono puntuali e nitide.
Il suo scandagliare nell'animo umano è acuto.

Tutto questa premessa non c'entra nulla con le mie tagliatelle di zucca, preparate per appagare la voglia di un condimento di stagione, vegetariano e gustoso.
La zucca mi sembrava ideale. A Napoli pasta e zucca è un piatto tipico estivo. Si prepara con la zucca di forma allungata, una varietà che si trova prevalentemente in estate.
In pratica si taglia la zucca a pezzettoni, si pone in casseruola con aglio, olio extravergine, sale, si ricopre con acqua e quando la zucca è morbida ma ancora tenace si aggiunge la pasta mista, il prezzemolo.
Una grattugiata di pepe nero è il coronamento ideale.
Da bambina ne andavo matta, mi piaceva tantissimo. Adesso la preparo di tanto in tanto, ma in autunno considerato che la zucca in estate non la trovo.
Ma in questo caso non volevo né un piatto estivo e neanche tipico. Mi allettava l'idea di preparare delle tagliatelle all'uovo e condirle con un sugo leggero.
Detto fatto ho posto la zucca in casseruola con lo scalogno, l'olio extravergine, il sale. Ho coperto con acqua a filo delle verdure e una volta cotta la zucca col frullatore ad immersione ho ottenuto una crema non troppo  densa, con la quale ho condito le tagliatelle.
Per dare una nota di croccantezza al piatto, ho cotto una parte della zucca nel forno a microonde con la funzione crisp e ho aggiunto dei pinoli tostati in padella.
Qualche fogliolina di timo e semi di papavero hanno completato il piatto.
Non lasciatevi fuorviare dalla foto. Niente vino, almeno non per me, ma tè, tanto tè.
L'English Breakfast mi piace molto con i piatti salati, anche con la zucca si è rivelato un ottimo abbinamento.
E ottime sono state le tagliatelle, il sugo leggero ma nel contempo molto saporito.

Tagliatelle con crema di zucca, pinoli e semi di papavero

ingredienti per due persone

per le tagliatelle:

160 g. di farina 00,
60 g. di semola di grano duro,
un uovo,
un pizzico di sale,

per la crema di zucca:

600 g. di zucca,
uno scalogno,
olio extravergine di oliva,
sale,

inoltre:

timo fresco,
pinoli,
semi di papavero.

Per prima cosa ho preparato l'impasto per le tagliatelle come riportato qui.
Una volta pronto, dopo il riposo, con la macchina per la pasta ho ricavato le sfoglie e poi le tagliatelle, che ho posto su un panno di tela ad asciugarsi.
Ho mondato, tagliato a pezzi la zucca, lavata e posta in una casseruola, avendo cura di tenerne da parte circa 100 g.
Ho unito lo scalogno tritato, un cucchiaio di olio extravergine, salato e ricoperto con acqua a filo.
Ho fatto cuocere fino a quando la zucca è risultata morbida, quindi l'ho frullata col frullatore ad immersione, ottenendo una crema vellutata, non troppo densa.
Intanto ho tagliato a dadini la restante zucca, lo posta sul piatto del crisp, oliata e cotta per pochi minuti, fino a quando è risultata esternamente croccante.
Ho lessato le tagliatelle in abbondante acqua salata, tostato i pinoli.
Ho condito le tagliatelle con la crema di zucca, decorato la zucca cotta nel forno, i pinoli, i semi di papavero e qualche fogliolina di timo.

Tagliatelle con la zucca 2

Ho abbinato il tè nero English Breakfast

Alla prossima!

Giovanna

martedì 20 novembre 2012

Cake con le mele

Cake con le mele 4

Passione per i dolci? Non lo so, una certezza è che adoro torte, cake e ciambelle alle mele e in autunno e in inverno la voglia di mangiare cose dolci aumenta.
Anche se per colazione continuo a preferire il salato, dopo pranzo o in pomeriggio un dolcetto lo mangio volentieri.
Ecco perché, negli ultimi tempi, e negli ultimi post :-), ho sfornato molti dolci, molti rispetto ai miei standard of course!.
Dunque cake alle mele. Dopo i mini cake eccone un altro. Lo preparato la scorsa settimana,  l'altra domenica, quando ispiratissima, ho allegramente trascorso molte ore in cucina.
Sfornavo il cake e infornavo i muffin e nel mentre fotografavo o preparavo la vellutata.
Questa domenica invece, proprio no. Ero stanca, sono sopraggiunti degli imprevisti e non ho cucinato per niente.

Cake con le mele 9

Rispetto alle solite torte e cake, in questo ho utilizzato il burro. Avevo voglia di un bel dolce soffice e per quanto l'olio extravergine mi piaccia, stavolta volevo proprio andare sul classico.
Dunque burro, anche se poco. Poi tantissime mele, uva passa e pinoli che con le mele ci stanno benissimo e cannella.
La cannella, invece di metterla nell'impasto l'ho utilizzata per aromatizzare il latte, in questo modo il sapore era delicatissimo, proprio una sfumatura.
Anche se in dispensa c'erano noci, mandorle e nocciole e non mancavano neanche i datteri e i fichi secchi, ho preferito non aggiungere altro.
Volevo una torta che sapesse di mele, soffice soffice.
Insomma, la classica torta senza effetti crocchiarelli che, sia chiaro, amo moltissimo.
Tanto un'altra versione di torta di mele è già scritta, attende solo di essere realizzata.
Inoltre, ho sostituito una parte della farina con l'amido di frumento, per accentuare l'effetto soffice.
Tutti accorgimenti che mi hanno ripagata, visto che il cake è riuscito soffice, dalle note di cannella che si percepivano leggere leggere, con la mela che si sentiva ad ogni assaggio.
Davvero delizioso!

Cake con le mele 1

Anche in questo caso, come per i muffin al gorgonzola,  ho abbinato due tè. Con una torta di mele l'abbinamento è abbastanza semplice, la difficoltà è nel non essere scontati, cadere nel banale.
Per esempio è facile abbinare il tè nero aromatizzato all'arancia e cannella, ci sta benissimo, i suoi aromi fanno pendant col cake, ma a me le cose ovvie non mi piacciono e ho cercato qualche tè che potesse offrire qualche spunto interessante.
Subito mi sono decisa per un tè bianco. Di solito non li abbino con i cibi. 
Sono talmente delicati e nello stesso tempo intensi, persistenti che mi piace sorseggiarli percependo appieno il loro sapore, senza mescolarlo con i cibi.
In questo caso volevo provare qualcosa di diverso e ho optato per un tè bianco del Darjeeling, una vera rarità considerato che questa regione dell'India è famosa per i tè neri.
Abbinare un tè bianco poteva essere "rischioso" in quanto le delicate note del tè potevano essere coperte dal sapore indubbiamente più deciso del cake.
Invece, hanno legato benissimo, anzi il tè regalava una nota interessante al dolce.
Rimanendo in India ho abbinato il Risheeat, un first flush, ovvero un tè del raccolto primaverile, che con le sue note fresche, ha ricordato una giornata primaverile, calda soleggiata, un giorno adatto per passeggiare nell'erba, non da trascorrere in salotto a mangiare un dolce tipicamente invernale.
Ecco, l'abbinamento è stato fatto proprio in base alle sensazioni che il tè offre all'assaggio, tese a decontestualizzare il cake come dolce autunnale.

Cake con le mele 8

Cake alle mele

250 g. di farina 00,
50 g. di amido di frumento,
80 g. di zucchero di canna,
400 g. di mele annurche,
150 g. di latte,
50 g. di burro,
3 uova,
un cucchiaio di uva passa,
un cucchiaio e mezzo di pinoli,
un bastoncino di cannella,
una bustina di lievito per dolci.

Ho lavato, pelato e tagliato a fettine le mele. Le ho poste in un recipiente e le ho cosparse con una parte degli 80 g. di zucchero.
Ho messo in ammollo l'uva passa. Riscaldato il latte e lasciato in infusione la cannella per una decina di minuti, fuso il burro.
In una bastardella ho setacciato la farina, l'amido di frumento e il lievito, quindi ho unito lo zucchero, le uova, il latte privato della cannella, il burro e mescolato bene.
Ho unito l'uva passa asciugata, i pinoli e le mele.
Ho mescolato con un cucchiaio di legno e versato l'impasto in uno stampo da cake oliato, ricoperto di carta forno oliata.
Ho posto lo stampo nel forno preriscaldato a 180° e cotto circa 40 minuti.
L'ho sfornato, sformato e posto su una gratella a raffreddare.

Cake con le mele 5

Ho abbinato il tè nero indiano Resheeat e un tè bianco indiano del Darjeeling

Alla prossima!

Giovanna

venerdì 26 ottobre 2012

Mini cake alle mele e Salone del Gusto

Mini apple cake 6

Sto scoprendo una passione per i dolci. A distanza di pochi giorni ho preparato prima la crostata e poi i mini cake. Due dolci diversissimi, ma che amo moltissimo.
La torta di mele e varianti, come appunto i cake di oggi, tra l'autunno e l'inverno la preparo in continuazione, apportando di volta in volta qualche variazione in base all'umore del momento.
Tendenzialmente, però, non utilizzo mai il burro, sostituendolo con yogurt o olio extravergine, certo sarà meno friabile, ma indubbiamente più leggera e salutare.
I mini cake di oggi sono stati ispirati da un articolo dedicato al tè e alla pasticceria, letto su La Cucina Italiana di ottobre.
L'attrazione è scaturita, ovviamente, dalla presenza del tè fra gli ingredienti, poi dalla bellezza della foto, senza trascurare la passione per le torte di mele.
Invece di riprodurre la ricetta, avrei partecipato dopo pochi giorni ad una degustazione organizzata da La Scuola de La Cucina Italiana dedicata proprio a quelle ricette e al tè, of course!, ho deciso di preparare un cake alle mele, utilizzando gli stampini monoporzione.

Mini apple cake 4

Così, ho preparato un impasto classico a base di farina, latte, uova, aggiungendo alle mele l'uva passa e i pinoli secondo la ricetta dello strudel e delle mandorle tritate a coltello per regalare ai cake una variante alla coppia uva passa pinoli, mele e mandorle sono deliziose abbinate e nel contempo una nota crocchiarella.
Inoltre, ho decorato la superficie con lamelle di mandorle e granella di zucchero.
Come tè ho abbinato il mio amato Yunnan d'Or che con le sue note morbide era perfetto con i cake.
Avendo solo quattro mini stampini ho utilizzato uno stampo grande da cake per il restante impasto.
Tra i cake e il tè, il mio pomeriggio domenicale è trascorso in dolcezza.

Mini apple cake 2

Ieri a Torino è iniziato il Salone del Gusto, la bellissima e ricchissima manifestazione organizzata da Slow Food.
A questa manifestazione parteciperò anch'io con gli amici di Gente del Fud, il bellissimo progetto della Garofalo e tantissimi food blogger che, come me, con molto entusiasmo, partecipano al progetto di Gente del Fud.
All'insegna del "Che follia abbia inizio", per tutti i giorni della kermesse gastronomica alcuni food blogger cucineranno nello stand Garofalo altri presenteranno prodotti slow food nei vari stand.
Io presenterò un prodotto territoriale lombardo, il Grana Padano.
Domani mattina partirò per Torino, al ritorno vi racconterò tutto. :-)
E prima "che follia abbia inizio" la ricetta dei mini cake. :-)

Mini cake alle mele

ingredienti:

300 g. di farina 00,
80 g. di zucchero di canna,
450 g. di mele annurche,
160 g. di latte,
3 cucchiai di yogurt,
2 uova,
olio extravergine di oliva,
2 cucchiai di uva passa,
2 cucchiai di pinoli,
30 g. di mandorle,
una bustina di lievito,
lamelle di mandorle,
granella di zucchero,
un pizzico di sale.

Ho tritato a coltello le mandorle, ammollato l'uva passa nell'acqua, pelato e tagliato a spicchi le mele.
Ho setacciato la farina col lievito, unito lo zucchero, un pizzico di sale e mescolato.
Ho aggiunto il latte, le uova, lo yogurt, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e con una frusta ho amalgamato bene.
Quindi ho unito l'uva passa sgocciolata ed asciugata, i pinoli, le mandorle e con un cucchiaio di legno ho amalgamato bene.
Ho spennellato di olio gli stampini e lo stampo da cake, foderato con carta forno, spennellato ancora con olio e riempito per tre quarti.
Ho spolverato i mini cake con lamelle di mandorle e il cake di lamelle di mandorle e granella di zucchero, quindi ho posto in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
A fine cottura ho coperto con carta argentata per non far scurire troppo la superficie, pochi minuti prima della fine della cottura l'ho tolta.
Una volta sfornati li ho sformati e posti su una gratella a raffreddare.

Mini apple cake 5

Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

sabato 3 marzo 2012

Muffin con uva passa e pinoli

Muffin con uvetta e pinoli 6


Questi muffin hanno allietato la colazione di una calda e soleggiata mattina dello scorso giugno. Ero in vacanza, mi era venuto il desiderio di prepararli e pur non avendo l'apposito stampo, facendo un po' di attenzione, avevo riempito i vari pirottini, infatti, come si vede dalle foto, non hanno tutti le stesse dimensioni.

Muffin con uvetta e pinoli 1

Non mi ero dimenticata di postarli, poi, le ricette preparate con i prodotti di stagione, ovviamente, hanno la precedenza, qualche altra volta avevo voglia di postare quella o quell'altra ricetta e rimandavo.
Comunque, eccoli qui.

Muffin con uvetta e pinoli 3

Come dicevo, li ho preparati per colazione, in realtà, come molti dei muffin che preparo, sono neutri, quindi si prestano molto bene anche ad accompagnare sia pietanze salate che dolci. In questo caso, volevo preparare una sorta di colazione "internazionale", quindi yogurt, latte, tè, succhi di frutta, formaggi e confettura, in questo caso quella di visciole della Rigoni di Asiago, che col suo gusto asprigno, legava molto bene con la dolcezza dell'uva passa.
I formaggi, invece, erano stati acquistati al Farmers Market e li ho scelti dal gusto deciso, leggermente piccantino.
Come tè, considerato la presenza dei formaggi, ho abbinato un nero cinese, il Grand Keemun, le cui note affumicate legavano con tutte le pietanze.

MarmellaTè

Muffin con uvetta e pinoli 8

Muffin con uva passa e pinoli

ingredienti per 15 muffin:

250 g. di farina 00,
200 g. di latte,
2 uova,
2,5 cucchiai di uva passa,
20 g. di pinoli,
2 cucchiai di olio extravergine,
una bustina di lievito,
un pizzico di sale,

inoltre:

Confettura di Visciole Rigoni di Asiago,
formaggi di alpeggio.

In una ciotola ho preparato la pastella amalgamando con una frusta tutti gli ingredienti, poi l'ho versata nei pirottini, posti su una teglia e posti in forno preriscaldato a 180 ° per circa 20 minuti.
Li ho serviti abbinati alla confettura di visciole e formaggi d'alpeggio.

Muffin con uvetta e pinoli 5

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

lunedì 11 luglio 2011

Dal produttore al consumatore....

Pasta con le melanzane 6 bis


Dopo tanto tempo, riprendo la rubrica "I miei menù", trascurata senza un motivo particolare. Le ricette che compongono il menù di oggi sono nate nelle settimane di vacanza sul Garda.
In quel periodo ho acquistato spesso frutta, verdura e formaggi nei mercati contadini o nelle aziende agricole.
Prodotti davvero molto buoni, dai quali mi sono lasciata ispirare per preparare tante ricette semplici, ma molto gustose.

E' veramente piacevole e, perchè no?, liberatorio, andare a fare la spesa senza essere pressati dalla folla, scegliere con tranquillità, vedere un pomodoro e già immaginare un sughetto, oppure comprare delle zucchine, senza avere alcuna idea, scelte soltanto per la freschezza e la qualità del prodotto.

Nei vari giri, ho trovato le melanzane coralline, le ho comprate senza avere la più pallida idea di come le avrei preparate.
E poichè due tipi di melanzane è sempre meglio che uno, ne ho prese anche due piccole, rotonde, da farcire. Come, ci avrei pensato dopo.

Melanzane ripiene 1 bis

Senza fare l'elenco della spesa, a parte i pinoli, l'uva passa e il pecorino romano, tutti gli altri ingredienti, parmigiano compreso, con i quali ho preparato le ricette del menù sono stati prodotti in loco, oppure derivano dalle piante del mio balcone.

Per questo motivo ho chiamato il menù "dal produttore al consumatore". Piatti semplici e, a parte le melanzane al forno, abbastanza veloci da preparare.

Dal produttore al consumatore

pomodorini ripieni
rigatoni al sugo di melanzane
melanzane ripiene con patate novelle al forno
macedonia di yogurt e frutta

I pomodorini ripieni sono un antipasto veloce e fresco. Si tagliano a metà i pomodori, si svuotano e si farciscono o con un formaggio cremoso tipo caprino, oppure, come ho fatto io, con del pane raffermo, ne ho ammorbidito la mollica in acqua e l'ho condita con un pizzico di sale, qualche goccia di olio extravergine di oliva, del Garda, of course!, e un trito di timo e basilico, e la parte interna del pomodorino. Leggeri e gustosissimi. Non li ho fotografati, considerata la banalità della preparazione.

Il sugo dei rigatoni, velocissimo, l'ho realizzato facendo soffriggere un paio di cipollotti rossi in un paio di cucchiai di olio extravergine, sempre del Garda, ho aggiunto pomodorini ciliegini tagliati a spicchi, non li ho pesati, sono andata ad "occhio", più o meno 300 grammi, ho insaporito col basilico, salato e quando il sughetto era quasi pronto, ho aggiunto le melanzane coralline tagliate a rondelle, circa 250 grammi.
In questo modo, le melanzane a fine cottura erano morbide, ma ancora consistenti, qualche foglia di basilico fresco e pecorino romano hanno completato il piatto.

Pasta con le melanzane 21 bis

La macedonia si prepara velocemente con frutta di stagione, nel mio caso pesche, ciliegie e albicocche, tagliate a dadotti e condite con yogurt (acquistato al mercato contadino, veramente buono) e foglioline di menta.

Le melanzane e patate al forno le ho preparate per cena, ma possono comunque essere considerate un secondo e contorno leggero, soprattutto se il quantitativo di pasta non è elevato.
Il ripieno l'ho preparato in progress, nel senso che mentre le melanzane erano in forno per ammorbidirle e ricavarne la polpa, ho iniziato con i miei: "e se aggiungessi questo?" fino a preparare una farcia molto tipica del meridione, aglio, uva passa, pinoli, pecorino e parmigiano.
Veramente deliziose.

Melanzane ripiene 6 bis

Anche in questo caso ho abbinato il tè, un oolong del Nepal, il Saphir Himalaya, che col suo aroma persistente, ma nel contempo morbido, accompagnava molto bene le melanzane.

Melanzane ripiene al forno con contorno di patate novelle

ingredienti per due persone

2 melanzane rotonde,
una decina di patate novelle di media grandezza,
una decina di pomodorini,
30 g. di parmigiano e pecorino grattugiati,
1 cucchiaio di uva passa,
1/2 cucchiaio di pinoli,
olio extravergine di oliva,
1 aglio,
basilico,
timo,
sale.

Lavate le melanzane, tagliate la parte sommitale e tenetela da parte. Incidete la polpa della melanzana, con tagli profondi, avendo cura di non rovinare la parte esterna. Ponetele in una teglia e nel forno preriscaldato  a 180° per circa 15 minuti, o fino a quando risulteranno molto morbide.
Intanto, lavate, pelate, tagliate a dadini una patata e lessatela in acqua bollente, per circa 15 minuti.
Lavate e pelate le altre, tagliandole in due parti. Acidulate l'acqua dove avete lessato la patata con un cucchiaio di aceto e sbianchitele per 4 -5 minuti, raccoglietele con la schiumarola e lasciatele intiepidire.Ponete in una teglia un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e riscaldate l'olio, ponendo la teglia sulla pentola ripiena di acqua dove avete lessato le patate.
Svuotate le melanzane e ricavate la polpa, ponetela in una terrina con la patata a dadini, i formaggi grattugiati, l'uva passa, precedentemente ammollata e asciugata, i pinoli, l'aglio tritato, un pizzico di sale, amalgamate bene il composto e farcite le melanzane.
Nella teglia ponete le patate, i pomodorini lavati e tagliati a metà e mescolate bene per farli per insaporire, aggiungete le melanzane ripiene, condite con un filo di olio extravergine e ponete in forno preriscaldato a 180° per circa 14 minuti, quindi girate delicatamente le patate, unite la parte sommitale delle melanzane e fate cuocere per altri 12 -14 minuti.
Condite le patate col sale e un trito di timo.

Melanzane ripiene 16 bis

Ho abbinato il tè oolong nepalese Saphir Himalaya

Buona settimana!

Giovanna