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lunedì 19 maggio 2014

Muffin di kamut con erba cipollina e parmigiano reggiano

Muffin con erba cipollina 11

Lo devo riconoscere, non sono un'amante della prima colazione. Sono sempre di corsa, non amo molto mangiare cose dolci, soprattutto la mattina, non mi piace il cappuccino, non bevo caffè, insomma, ho sempre dedicato pochissimo tempo a questo pasto, soprattutto quando ero molto giovane.
Poi, col tempo ho capito che è sbagliato non mangiare nulla, anzi, avendo tutta la giornata davanti si ha tempo per smaltire e soprattutto ci vuole "carburante" per iniziare la giornata.
Quindi, con gli anni sono diventata diligente, e yogurt, tè, pane e qualcosa, solitamente olio extravergine o in stagione pomodori, o fette biscottate sono le cose che solitamente consumo, difficilmente programmo una colazione particolare.

Muffin con erba cipollina 3

Però, sono molto mattiniera, mi piace alzarmi presto e vedere la giornata che nasce. Certo, durante la settimana, ho poco da vedere, è tutto un correre, tra il timer del tè che suona, il bollitore dell'acqua che fischia, io che corro di qua e di là a prepararmi, fare colazione, decidere.
Però, quando ho tempo che bello! Vado in cucina, mi preparo il tè e leggo qualcosa, o mi perdo nei miei pensieri.
Di recente, tralasciando i classici, sto alternando la lettura dei libri di Anne Tyler a quelli di Christopher Isherwood, due autori completamente diversi, anzi potrei quasi dire che Isherwood è davvero uno scrittore.
Però, i libri della Tyler, mi piacciono un sacco, perché parlando della quotidianità, di cose spicce, dei piccoli avvenimenti ed eventi che si ripetono nella vita di tutti, alla fine descrive la vita per quello che è, senza abbellimenti, senza infingimenti, però senza drammaticità, in pratica descrive la vita che viviamo un po' tutti, con una grande levità.
Il suo ultimo libro che ho letto è un Matrimonio da dilettanti, ovvero la storia di due persone che si conoscono casualmente, si sposano troppo presto, conoscendosi poco e anche parecchio incerti sui sentimenti che l'una nutre per l'altro, il che determina continue tensioni e litigi.
E come due dilettanti i due protagonisti affrontano e portano avanti il loro matrimonio.
Ecco, ho pensato alla fine del libro, ma in fondo in fondo, e forse neppure troppo in fondo, non siamo tutti un po' dilettanti nell'affrontare la vita?
E non è questo che la rende affascinante, complicata, intricata, bella, talvolta deludente, ma sempre e comunque entusiasmante?
Chi di noi, non si è mai sentito dilettante di fronte a qualcosa? E non mi riferisco alla prima volta che abbiamo intrapreso una nuova attività, iniziato un corso qualunque esso sia, o imparato che so una lingua nuova.
L'essere dilettanti al quale mi riferisco è quello che proviamo in una situazione nuova, o quando dobbiamo risolvere qualcosa, quando ci sentiamo incerti e valutiamo, soppesiamo, ponderiamo e alla fine decidiamo, chiedendoci, se quella presa è la decisione giusta o meno.
E questo stato di cose, tra mille decisioni da prendere, tanti dubbi e incertezze rappresenta la vita e la sua essenza.
Ok, prima che mi dilungo nello scrivere altre banalità, proseguo nella mia colazione.
Dunque, dicevo che non la amo molto, quindi è raro che prepari qualcosa finalizzato alla colazione, però, di tanto in tanto, il venerdì sera o il sabato preparo qualcosa di carino da mangiare a colazione, sorseggiando un tè, leggendo il quotidiano, attardandosi a tavola facendo quattro chiacchiere.

Muffin con erba cipollina 8

Di solito preparo un cake o dei muffin dolci, ma qualche mese fa, mi era venuta voglia di fare qualcosa che fosse una via di mezzo tra la colazione e il brunch, che come sapete a differenza della colazione amo moltissimo.
Avevo voglia di sperimentare un po', quindi con i muffin mi sono sbizzarrita. Volevo che il sapore dell'erba cipollina predominasse, quindi, ne ho utilizzata un bel po', aggiungendo soltanto del parmigiano.
Poi, lo sapete sono nel trip del kamut, e così l'ho utilizzato per i muffin, inoltre, li volevo sofficissimi, quasi una nuvola e ho sostituito una parte della farina 00 con la fecola di patate.
Risultato un muffin molto soffice e leggero, dalle note aromatiche date dal parmigiano e - soprattutto - dall'erba cipollina.
Come tè ho abbinato l'English Breakfast, perfetto con i piatti salati.

Muffin di kamut con erba cipollina e parmigiano reggiano

tempo di preparazione: 15 minuti,
tempo di cottura: circa 25 minuti,

ingredienti per 12 muffin:

100 g. di farina 00,
80 g. di grano kamut,
260 g. di latte,
40 g. di fecola di patate,
40 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
5,5 g. di erba cipollina,
16 g. di lievito per dolci,
2 uova,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
un pizzico di sale.

Setacciate la farina 00, il grano kamut, la fecola di patate e il lievito, unite il parmigiano reggiano. Aggiungete la uova, l'olio extravergine di oliva, il latte, l'erba cipollina tagliata sottilmente, mescolate bene ponete la pastella in uno stampo da muffin rivestito dagli appositi pirottini.
Ponete in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti, come sempre vale la prova stecchino.
Una volta sfornati, sformateli e fateli raffreddare. Serviteli tiepidi.

Muffin con erba cipollina 9

Abbinamento col tè. L'English Breakfast, un blend perfetto con i piatti salati e con le erbe aromatiche.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

giovedì 15 maggio 2014

Carrè al forno Lenti, con contorno di carciofi in tegame e patate al forno

Carrè di maiale con carciofi e patate arrosto 4

Amo le domeniche di primavera, luminose, tiepide, soleggiate, profumate. Mi piace alzarmi molto presto, se per questo sono mattiniera anche in pieno inverno, anche se in quel caso l'alzarmi di buonora assume un altro tipo di fascino.
Tornando a queste domeniche, se resto a Milano, mi alzo prestissimo e anche se sono di umore cupo, capita, capita, mica sono sempre allegra e contenta, preparo il tè e mentre le foglie sono in infusione, mi dedico alle piante, aromatiche, of course!, che ho sul balcone.
Al pari del giardino zen, curare le piante, togliere le foglie secche, innaffiarle, mi rilassa.
Poi, sorseggio il tè mentre sfoglio una rivista. Di solito evito i libri, temo che rimarrei incollata a lungo, senza riuscire a staccarmi...
Quindi, inizio a preparare il pane. Uno dei miei esercizi zen preferiti. :-)
Se decido di postarlo, allora, peso i vari ingredienti, annoto, sono pignola e precisa.
Se invece è una ricetta che conoscete già, allora vado ad occhio. Farina, kamut, lievito, olio e varie, ovvero olive, frutta secca, erbe aromatiche, semi, lo sapete, col pane mi sbizzarrisco.
Mescolo, assemblo, impasto, penso alle cose da fare e mano a mano mi concentro sempre più sull'impasto.

Carrè di maiale con carciofi e patate arrosto 1

Una volta pronto, faccio colazione e se non ho nulla di impegnativo da cucinare, allora, infilo il jeans, le Hogan e vado al parco.
Che meraviglia! Passeggio, passeggio mi immergo nella natura, mi perdo nei miei pensieri, mi perdo anche nei vari sentieri. :-)
Poi, torno a casa e se l'impasto è lievitato, proseguo con la  preparazione del pane e inizio a preparare il pranzo.

Ecco, la primavera ha un vantaggio enorme. Una quantità di verdure buonissime che si preparano in pochissimo tempo, regalando piatti profumati, ricchi di sapore e di colore.

Salvia 2

Se poi in dispensa si hanno gli ingredienti giusti, in un lampo si ottiene un piatto delizioso.
Proprio come questo che vi presento oggi. Ideale sia come secondo piatto che come piatto unico. 
Carciofi, nello specifico i romaneschi, patate novelle, tante erbe aromatiche e il buonissimo carrè al forno della Lenti.
Magrissimo, morbidissimo, molto aromatico, è ottimo sia tagliato sottile che leggermente spesso.
Nella ricetta di oggi, l'ho passato velocemente in padella per intiepidirlo e poi l'ho condito col sughetto dei carciofi. Delizioso!
I carciofi, li ho preparati velocemente, ovvero li ho tagliati a spicchi e cotti con aglio, prezzemolo, olio extravergine, una manciata di funghi secchi, un filo di acqua, in casseruola.
Le patate, invece le ho cotte col microonde, con la funzione crisp e a fine cottura le ho insaporite con salvia e rosmarino, sale e pepe.
Nell'insieme un piatto golosissimo e molto molto veloce.
E come sempre il tè, in questo caso l'English Breakfast, un blend perfetto col mio piatto.
Anche questa ricetta la potete leggere nel Ricettario eclettico, che si sta arricchendo di tanti piatti preparati con nuovi prodotti.

Carrè di maiale arrosto Lenti, con contorno di carciofi in tegame e patate al forno

tempo di preparazione: 20 minuti,
tempo di cottura: 25 minuti,

ingredienti per 4 persone:

10 fette di carrè al forno Lenti,
4 carciofi romaneschi,
600 g. di patate novelle,
4 g. di funghi secchi,
un aglio,
erbe aromatiche, salvia, rosmarino, prezzemolo,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe.

Lavate e pulite le patate con uno straccio in modo da eliminare superficialmente la buccia, tagliatele a dadi e ponetele in acqua fredda.
Intanto ammollate i funghi, come da istruzioni riportate sulla confezione.
Pulite i carciofi e tagliateli a spicchi sottili. Poneteli in una casseruola, aggiungete l'aglio, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, i funghi strizzati e tritati grossolanamente a coltello, salate, aggiungete un filo d'acqua, mescolate, coprite con un coperchio e cuocete per una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura aromatizzateli con prezzemolo tritato.
Intanto scolate e asciugate le patate, ponetele in una teglia ricoperta di carta forno, aiutandovi con le mani ungetele e fatele cuocere nel microonde, con la funzione crisp per circa 20 minuti, girandole tre, quattro volte.
A fine cottura aromatizzatele con salvia e rosmarino tritati, pepe nero macinato al momento e salatele.
Passate le fette di carrè in una padella calda, fatele riscaldare un minuto per lato e servitele condite col sugo di cottura dei carciofi e accompagnate dai carciofi e dalle patate.

Carrè di maiale con carciofi e patate arrosto 2

Abbinamento col tè. L'English Breakfast, un blend perfetto con gli ingredienti del piatto.

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 12 maggio 2014

Baccalà in umido con pomodori, olive, capperi ed erbe aromatiche

Baccalà con pomodoro e olive 2

Ci sono dei piatti che, con poco impegno, trasformano il pranzo in una festa.
Uno di questi è sicuramente il baccalà in umido. Certo, è indispensabile che piaccia il pesce e nello specifico il baccalà, ma se piace, con qualche pomodoro, una manciata di capperi e olive, qualche erba aromatica, in un lampo si ottiene un pranzetto da leccarsi i baffi.
Questo l'ho preparato con i pomodori pelati, ma era una domenica di fine inverno, e i pomodori freschi ancora non li utilizzavo, in realtà, tranne alcuni acquistati la scorsa settimana, sto ancora utilizzando pelati e passate, mi sembra troppo presto per i pomodori freschi.

Baccalà con pomodoro e olive 8

Dunque, baccalà in umido. Preparato una domenica mattina dopo una passeggiata tonificante al parco.
Una di quelle passeggiate fatte al mattino presto, quando c'è ancora quella nebbiolina fitta, e un'aria fredda e pulita.
Al ritorno, tè caldo e con calma, per non perdere la calma zen raggiunta con la passeggiata,  la preparazione del pranzo.
In questo caso baccalà in umido, un piatto che si può preparare poco prima di andare a tavola.
Accompagnato, in inverno, da polenta, o da pane tostato e seguito da frutta fresca, può rappresentare un piatto unico.

Salvia 1

Il baccalà in umido è un piatto che preparo spesso, variando di volta in volta la ricetta, a seconda dell'umore, di quello che ho in dispensa o della stagione.
Per esempio, in estate con i pomodori freschi e una melanzana tagliata a dadi, aggiunta pochi minuti prima della fine della cottura è una vera delizia.
Questa versione è molto semplice, pomodori, olive, capperi e tante erbe aromatiche, che conferiscono sapore e fanno, davvero, la differenza.
Ho lasciato la pelle, sia perché i tranci mantengono meglio la forma, sia per la gelatina che rilascia e conferisce cremosità e densità.
Ho fatto attenzione col sale, si sa il baccalà ne rilascia parecchio e non volevo correre il rischio di trovarmi un piatto salato.
Anche in questo caso ho abbinato il tè, un nero cinese, il Lapsang Souchong, che con le sue note affumicate, era perfetto con un piatto dai sapori molto complessi.

Baccalà con pomodoro e olive 5

Baccalà in umido con pomodori, olive, capperi ed erbe aromatiche

tempo di preparazione: 10 minuti,
tempo di cottura: 20 minuti,

ingredienti per 2 persone:

un trancio di baccalà di 400 g.da ammollare,
una scatola di pomodori pelati,
un cucchiaio di capperi sotto sale,
2 cucchiai di olive taggiasche,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
un aglio,
erbe aromatiche, salvia e rosmarino,
un pizzico di sale. (Eventualmente)

Riscaldate una casseruola, aggiungete l'aglio e l'olio extravergine, fate dorare l'aglio, quindi aggiungete i pomodori pelati, tagliateli grossolanamente, salate poco, il baccalà potrebbe salare troppo la preparazione, aggiungete le olive, i capperi dissalati, un rametto di rosmarino e un paio di foglia di salvia piccole.
Fate cuocere a fiamma medio bassa per circa 5 minuti, quindi aggiungete il baccalà, precedentemente ammollato, tagliato in tranci, privato delle lische e senza togliere la pelle.
Fate cuocere per circa 15 minuti, girando un paio di volte, facendo attenzione a non rompere i tranci.
A fine cottura il sugo deve risultare abbastanza denso, e i tranci morbidi ma non sfatti e sodi.
Fate riposare qualche minuto a fiamma spenta, aromatizzate con salvia e rosmarino tritato e servite con pane tostato.

Baccalà con pomodoro e olive 6

Abbinamento col tè. Nero cinese, il Lapsang Souchong, col suo sapore deciso e le sue note affumicate, regge molto bene la complessità dei sapori del baccalà.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

venerdì 2 maggio 2014

Pollo allo yogurt con salsa allo yogurt, erba cipollina e pepe rosa

Pollo allo yogurt 6

Ci sono dei cibi che, almeno per me. creano un'atmosfera. Uno di questi è il pollo.
Dici pollo e penso al suo profumo che si sprigiona in cucina, la tavola apparecchiata in modo semplice, familiare, rustico.
Penso a delle patate cotte al forno o ad un cremoso e delicato purè. Oppure, in estate, a melanzane e zucchine grigliate che accompagnano il polletto.
Penso ad una bottiglia di vino bianco, fresco e leggero o ad un tè dalle note tostate.
Immagino una coscia, la parte che in assoluto preferisco, succulenta, cotta a puntino e profumata da spezie ed erbe aromatiche.
Si, decisamente il pollo mi piace, lo preparo spesso, e nonostante mi piaccia molto sperimentare nuovi sapori, per il pollo seguo sempre le stesse ricette, quelle che faccio da sempre, rassicuranti e che amo molto.
Ovvero cotto in forno, oppure in tegame.
In entrambi i casi sempre insaporito da qualche spezia, anche se preferisco di gran lunga le erbe aromatiche, che non mancano mai.
Semmai mi sbizzarrisco variando erbe aromatiche e spezie, oppure sperimentando di volta in volta diversi tipi di marinatura.
Succo di arancia, limone, lime, yogurt, vino bianco, birra, nel tempo ho provato e riprovato vari ingredienti e possibilità.
Il pollo di oggi è stato marinato con yogurt e succo di limone per circa 3 ore, poi l'ho cotto con erbe aromatiche (salvia e rosmarino), spezie (chiodi di garofano, bacche di ginepro, pepe rosa), scalogno tagliato a fettine sottili e un filo di olio.
Il risultato è stato un pollo molto tenero, la marinatura nello yogurt l'aveva ammorbidito, molto aromatico, profumatissimo e buonissimo.
Per dare un senso di freschezza al piatto ho abbinato una salsina preparata con yogurt, erba cipollina e bacche di pepe rosa.
L'ho presentato in tavola ruspante, senza togliere, come faccio solitamente, erbe e scalogno.
Per un piatto così aromatico, ho optato per un tè nero cinese, dal sapore deciso ed affumicato, quale il Lapsang Souchong.

Pollo allo yogurt con salsa allo yogurt, erba cipollina e pepe rosa

tempo di preparazione: 25 minuti, più 3 ore di marinatura,
tempo di cottura: un'ora,

ingredienti per due persone:

2 cosce di pollo,
180 g. di yogurt bianco intero,
il succo di mezzo limone,
salvia,
uno scalogno,
rosmarino,
erba cipollina,
chiodi di garofano,
bacche di ginepro,
bacche di pepe rosa,
olio extravergine di oliva,
sale.

Lavate le cosce di pollo, asciugatele e ponetele in una terrina. Ponete in una ciotola il succo del limone, 65 g. di yogurt, mescolate con una forchetta e con la salsa ottenuta massaggiate bene le cosce.
Copritele con la pellicola e fatele marinare per 3 ore in frigorifero.
Quindi, ripulitele bene dalla marinatura, ponetele in una teglia e aromatizzatele con 3 - 4 rametti di rosmarino, una decina di foglie di salvia grossolanamente spezzettate, qualche bacca di ginepro e di pepe rosa, un paio di chiodi di garofano, tutti leggermente pestati nel mortaio.
Unite lo scalogno tagliato a rondelle sottili, un filo d'olio. Salate e ponete in forno preriscaldato a 180° per circa un'ora o fino a quando risulta rosolato in superficie.
Intanto preparate col restante yogurt, qualche filo di erba cipollina tagliato a rocchetto e qualche bacca di pepe rosa leggermente pestata una salsina.
Quando il pollo è pronto, coprite la teglia con carta argentata, fate riposare per 5 minuti in modo che i succhi si ridistribuiscano e servite accompagnato dalla salsa allo yogurt.

Pollo allo yogurt 11

Abbinamento col tè. Nero, cinese, il Lapsang Souchong con le sue note affumicate è perfetto con la sapidità del pollo.

Alla prossima!

Buon fine settimana!

Giovanna

lunedì 28 aprile 2014

Pizza al formaggio

Pizza di formaggio 10

La settimana precedente la Pasqua è stata bellissima, intensa, piacevole, divertente e piena, mooolto mooolto piena.
A Milano c'è stato il Salone del Mobile e relativo Fuorisalone. Ho partecipato ad un sacco di eventi interessanti, piacevoli, istruttivi, golosi che mi hanno fatto attraversare mezza (o tutta la città) e conoscere un sacco di posti che avevo visto sempre molto di fretta.
Eppoi, una serie di altri impegni, sempre piacevoli, eleganti e golosi.
Dunque, sono arrivata a Pasqua con l'intenzione di leggere, passeggiare, bere tè, riposarmi e cosa ho fatto?
Ho cucinato! :-)

Pizza di formaggio 23

D'altra parte mi conosco, il relax per me, spesso, è fare qualcosa. 
E questo qualcosa molto spesso è un lievitato. Nello specifico la pizza al formaggio.
Ma andiamo con ordine.
Nel mio girovagare tra un evento e l'altro, taccuino alla mano, mi è capitata una pagina dove avevo scritto una (delle tante) liste di cose da fare.
Ricette in primis, posti da visitare, ristoranti dove andare, pasticcerie dove mangiare il croissant preparato con lievito madre, perfino film da vedere o spettacoli teatrali dove andare.
Fra le ricette da fare, avevo segnato una serie di piatti regionali, qualche idea presa da libri o riviste di Donna Hay, lo sapete che la adoro, vero? e un'infinità di lievitati, fra i quali la pizza al formaggio.

Pizza di formaggio 13

Sapevo che la pizza era una ricetta che avevo adocchiato in una rivista, ma quale? Risalire alla rivista in questione mi sembrava impresa vana e disperata, considerato il numero ragguardevole che hanno raggiunto le riviste di cucina in casa.
Certo, potevo prendere la ricetta in rete, ma sono caparbia e volevo la rivista, e dopo un'oretta passata a sfogliare vecchi numeri di Cucina Italiana, Sale & Pepe, Cucina del Corriere, speciali e varie, ho realizzato che moltissimi anni fa, mi era stata regalata, da un'amica che conosceva la mia passione per le ricette tipiche, una rivista dedicata alla cucina regionale.
Così, cercando cercando, ho trovato uno speciale di Cucina Moderna dove era riportata la ricetta della pizza al formaggio.
A quel punto ho fatto un giro in rete e ho trovato che su per giù, le ricette, essendo un piatto regionale dell'Italia centrale tipico pasquale, erano all'incirca simili, ho deciso di seguire quella della "mia" rivista, con qualche variante.

Pizza di formaggio 15

La più significativa indubbiamente concerne la farina, ne ho aumentato la quantità, ovvero invece di 400 g, 500 (anche se ho fatto metà dose) e ho utilizzato sia la 00 che il grano Kamut, lo uso molto e ultimamente cerco alternative alla classica 00.
Poi, invece di un pecorino semistagionato, ho optato per il pecorino romano, scelta tattica, avevo tanti formaggi e non volevo prenderne altri.
Inoltre, la rivista proponeva il burro, io ho usato solo olio extravergine, lo sapete, quando posso lo sostituisco sempre volentieri. 
Per il resto mi sono attenuta alla ricetta della rivista.
Ah, si. Una nota riguarda il miele. Non essendo riportato quale utilizzare, ho pensato che il suo scopo era fare da catalizzatore, quindi ne ho scelto uno dal gusto delicato che non coprisse i vari sapori, tipo quello di castagno per intenderci, e ho utilizzato il miele di acacia della Rigoni di Asiago.

Pizza di formaggio ricetta

Il risultato è stato una pizza buonissima, che abbiamo abbinato si con i salumi, come tradizione vuole, ma anche a delle verdure di stagione, come dei semplici piselli freschi, cotti velocemente con un filo di olio extravergine, un cipollotto fresco e qualche foglia di menta.
Tè? Certo! Senza indugi, ho preparato una teiera di Yunnan Imperial, ottimo con la sapidità della pizza.

Pizza di formaggio 20

Abbinamento col tè. Yunnan Imperial, adatto ai sapori dei formaggi presenti nella pizza.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

giovedì 10 aprile 2014

Conchiglioni farciti con arrosto di culatello Lenti, mozzarella, parmigiano e salvia

Conchiglioni al prosciutto 4

Tra un brunch agognato, un pic nic sognato, una merenda in terrazza descritta, si deve iniziare a pensare alla Pasqua.
L'obiettivo principale della mia Pasqua sarà: relax! relax! relax!.
Però, tra un rilassamento ed un altro, si deve pur mangiare, e poi, Pasqua è proprio la "mia" festa.
Tralasciando che spessissimo il mio compleanno coincide con Pasqua, pasquetta e Sabato Santo.
Sorvolando che sono nata proprio il giorno di Pasquetta, in primo pomeriggio, a ridosso del pranzo :-).
Però, tra un tralasciare e un sorvolare, devo riconoscere che Pasqua è la mia festa, per le pietanze.
Asparagi, lattughino, barba di frate, spinacino, patate novelle sono le verdure primaverili e pasquali maggiormente presenti sulla tavola delle feste.
E sono anche verdure che amo tantissimo e delle quali, in stagione, of course!, faccio autentiche scorpacciate.
Ma la pietanza che rende Pasqua la "mia" festa è l'amatissimo casatiello.
Nel corso degli anni, tra la versione "canonica" e varie rivisitazioni, l'ho fatto e rifatto.
E anche quest'anno, non mancherà. Versione canonica? Rivisitazione? Poi lo scoprirete.... :-)

E nell'attesa di casatiello e varie ricette pasquali, possiamo gustarci questi conchiglioni ripieni di tante cose buone, quali mozzarella, arrosto di culatello Lenti, parmigiano e un tocco, ma un tocco proprio di salvia e una volta farciti, avvolti in tanto tanto sugo e cotti in forno .
Un sugo semplice, di quelli che piacciono a me. Ovvero, passata di pomodoro (per i pomodori freschi aspetto l'estate, quella vera), scalogno, olio extravergine e...tempo, ovvero un paio d'ore di cottura per un sugo denso e profumato.
Questi conchiglioni, possono essere preparati il giorno prima, riscaldati prima di essere serviti e a pensarci bene, sono ideali per un brunch, un aperitivo in terrazza.....e come primo per il pranzo di Pasqua :-)
Ma è solo un'idea, il menù di Pasqua, con ricette colorate, primaverili e con verdure di stagione arriverà la prossima settimana.
Soffermandomi ancora sui conchiglioni, aggiungo che, come sempre, ho abbinato il tè, in questo caso un nero cinese che amo tantissimo, ovvero il Grand Keemun, che con le sue note tostate è perfetto con il sapore delicato dell'arrosto di culatello.
Termino dicendo che sono piaciuti tantissimo e finiti in un lampo....
Anche questa ricetta la potete leggere nel Ricettario eclettico.

Conchiglioni farciti con arrosto di culatello Lenti, mozzarella, parmigiano e salvia

tempo di preparazione: un'ora,
tempo di cottura: circa 3 ore,

ingredienti per 32 conchiglioni:

32 conchiglioni,

per il sugo:

800 g. di passata di pomodoro,
2 cucchiai di olio extravergine,
uno scalogno,
sale,

per la farcitura:

200 g. di mozzarella di bufala,
120 g. di arrosto di culatello Lenti,
parmigiano reggiano,
salvia,
pepe.

Tritate finemente lo scalogno e stufatelo in 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e un dito di acqua. Un volta che l'acqua si è consumata aggiungete la passata di pomodoro, il sale e cuocete fino a quando il sugo risulta denso.
Intanto tagliate a dadini la mozzarella e l'arrosto di culatello, ponetelo in una terrina, aggiungete un paio di foglie piccole di salvia tritata, 2 cucchiai di parmigiano e un paio di mestolini di salsa di pomodoro.
Amalgamate bene i vari ingredienti e ponete in luogo fresco ad insaporire.
Intanto lessate i conchiglioni, poneteli su un canovaccio a raffreddare. "Sporcate" di sugo il fondo di una teglia, farcite i conchiglioni e poneteli nella teglia.
Ogni volta che terminate una fila cospargeteli di sugo. Completate fino ad esaurimento dei conchiglioni.
Cospargete di sugo e parmigiano reggiano grattugiato. Ponete in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti poi gratinateli per 5 minuti col grill.
Serviteli caldi, nappati da un cucchiaio di sugo e cosparsi con un paio di foglie di salvia tritate e parmigiano reggiano grattugiato.

Conchiglioni al prosciutto 3

Abbinamento col tè. Nero, cinese, il Grand Keemun, con le sue note tostate è perfetto con la dolcezza e delicatezza dell'arrosto di culatello.

Stay tuned per il menù di Pasqua! :-)

Alla prossima!!!!

Giovanna

lunedì 31 marzo 2014

Paté di lenticchie con quadrotti di polenta croccante

Patè di lenticchie e polenta 5

Solitamente, in Italia, i paté sono considerati un prodotto natalizio, o quasi.
Io, invece, non per il gusto di andare controcorrente, li preparo tantissimo in questo periodo.
Mi piacciono molto come pietanza per un buffet, e li apprezzo  tantissimo nei pic nic.
Ecco, forse più che un pic nic, immagino una colazione sull'erba, stile british, con plaid, thermos pieno di bevande calde, bibite fresche, e tante pietanze golose.
Focaccine, insalata mista, sandwich preparati con cura, pane fresco, paté, muffin, crostata, almeno una ci vuole, e un cestino di frutta fresca.

Patè di lenticchie e polenta 1

Il paté presentato oggi, è leggerissimo, golosissimo, si prepara in un attimo ed è molto, molto salutare, essendo a base di lenticchie.
Abbinato, come in questo caso, alla polenta, è un gustoso piatto unico, considerato che fra gli ingredienti vi sono carote, sedano e scalogno.

Patè di lenticchie e polenta 16

Patè di lenticchie e polenta 18

Certo, se mi piace, nelle colazioni sull'erba, mettere nel cestino un vasetto di paté, home made, of course!, da spalmare su pane fresco, una baguette fragrante è perfetta, in questo caso, la presenza della polenta, da consumare calda, lo rende più adatto ad un aperitivo, dove fra tanti stuzzichini e piatti invitanti, il paté di legumi, può rappresentare un accorgimento per gli ospiti vegani o vegetariani, o una piacevole variante ai classici paté che, beninteso, amo e preparo regolarmente.

Patè di lenticchie e polenta 8

Patè di lenticchie e polenta 4

Mi piacerebbe scrivere che il paté presentato oggi ha arricchito un buffet, o è stato il protagonista di un aperitivo, invece, molto più banalmente, ha rappresentato una comunissima, ma apprezzatissima cena.
In questo periodo, ho il trip per i legumi in generale e le lenticchie in particolare.

Patè di lenticchie e polenta 14

Quest'ultime, hanno il pregio che, rispetto agli altri legumi, si cucinano velocemente, e alcune varietà, come Castelluccio o Colfiorito, non necessitano nemmeno di ammollo.
Quindi, in un'oretta sono pronte. Dettaglio non trascurabile, quando il tempo ha disposizione è poco, e si ha voglia di mangiare legumi.

Patè di lenticchie e polenta 11

Dunque, dopo aver soddisfatto il trip momentaneo di lenticchie, con zuppa una sera e pasta un'altra, vuoi per variare, vuoi perché c'ho sempre mille idee che mi frullano per la testa, e così, insieme alle idee, ho frullato le lenticchie, ho pensato ad un paté.
Giochi di parole a parte, se con le lenticchie, c'ho preparato pure i muffin, il paté al confronto, mi sembrava una cosa più "normale". Avevo pensato di abbinare delle bruschette, semplicissime, ovvero aglio e un buon extravergine, poi, un sacchetto di polenta integrale ha attirato la mia attenzione e le bruschette, sono diventate quadrotti di polenta.
In pratica ho preparato la polenta, l'ho fatta raffreddare, una parte l'ho tagliata a bastoncini, un'altra a quadrati, li ho spennellati tutti con olio extravergine di oliva e li ho passati nel microonde, utilizzando la funzione crisp, che in un attimo, li ha resi morbidi all'interno e croccanti all'esterno.
Dopo cotti, li ho salati e pepati.
Le lenticchie, invece, le ho preparate come faccio solitamente, ovvero, in pentola con carote, sedano, scalogno, aglio, erbe aromatiche, peperoncino e olio extravergine di oliva.
Dopo la cottura, le ho frullate col frullatore ad immersione e le ho servite con la polenta.
Come lenticchie ho utilizzato quelle di Castelluccio, la qualità che in assoluto amo di più.
Come olio, senza indugi, il Roggianella, dell'Azienda Agricola Doria, perfetto nel paté.
Come sempre tè, in questo caso l'English Breakfast che ho aromatizzato con anice stellato.

Patè di lenticchie e polenta 13

Paté di lenticchie con quadrotti di polenta croccante

tempo di preparazione: 25 minuti, più il tempo per la polenta
tempo di cottura: circa un'ora,

ingredienti per 4 persone:

150 g. di lenticchie di Castelluccio,
150 g. di farina integrale di mais,
3 carote medie,
2 coste di sedano bianco con foglie,
uno scalogno,
un aglio,
peperoncino,
rosmarino,
salvia,
olio extravergine di oliva, Roggianella Azienda Agricola Doria
pepe,
sale.

Per prima cosa preparate la polenta, una volta cotta, ponetela su un tagliere o su un vassoio a raffreddare.
Intanto sciacquate le lenticchie, ponetele in un tegame con le carote lavate, pelate e tagliate grossolanamente, aggiungete il sedano lavato e tagliato, lo scalogno tagliato a pezzi, l'aglio intero, un rametto di rosmarino, il peperoncino, un cucchiaio di olio extravergine e il sale.
Coprite a filo con l'acqua, coprite la casseruola col coperchio e portate a cottura, mescolando di tanto in tanto, eventualmente, se fosse necessario, aggiungete acqua calda, pochissima, in quanto per ottenere il paté. le lenticchie devono risultare asciutte.
Tagliate la polenta a bastoncini e quadrotti, spennellatela da ambo i lati di olio extravergine di oliva e ponetela su una teglia ricoperta di carta forno e cuocetela nel microonde, con la funzione crisp, per circa 15 minuti, girando un 2/3 volte.
Frullate col frullatore ad immersione le lenticchie, aromatizzatelo con qualche foglia di salvia tritata e pepe nero macinato al momento, servite con la polenta calda, salata e pepata.

Patè di lenticchie e polenta 19

Abbinamento col tè. Un blend, l'English Breakfast, aromatizzato con anice stellato, perfetto con le pietanze salate.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

giovedì 27 marzo 2014

Sformatini di patate farciti con arrosto di culatello Lenti, fiordilatte ed erba cipollina

Sformatini di patate 8

....i muffin si, quelli sono immancabili, sia dolci che salati; eppoi le uova, strapazzate con erbe aromatiche, si mangiano sempre volentieri.
Un paio di crostate, una con confettura e una di frutta fresca. Ah, si, la frutta fresca. Dunque, macedonia e un cestino di frutti di bosco.
Poi sformatini di verdure, tortine salate, un'insalata mista.
Pasta? Si, ma monoporzione. Calda o fredda poco conta, l'importante è che sia ricca di verdure, colorata, bella, allegra.
Da bere? Vino bianco, bibite fresche home made, tè, of course! :-)
Buongiorno a tutti. Non sono impazzita. è semplicemente la lista per un brunch che voglio preparare.

Sformatini di patate 5

Saranno state le temperature alte dei giorni scorsi, che hanno portato tepore e anche una ventata di allegria e di novità, sarà che i pranzi canonici mi piacciono sempre meno, ma in questo ultimo periodo, quando posso, ovvero il sabato e la domenica, preferisco preparare qualcosa che sia, o per lo meno assomigli, al brunch.
Come ho più volte scritto, il cibo, per me, non è soltanto qualcosa da preparare e mangiare.
Mi piace il cibo per l'atmosfera che riesce a creare. E mi piace che sia presentato bene, in una bella cornice.
Il brunch, per me, racchiude tutto questo. Le pietanze di un brunch sono belle, colorate e golose.
Assaggini piacevoli, da mangiare nella sequenza che preferiamo, senza le etichette di "primo", "secondo", "contorno" e così via.

Sformatini di patate 12

Per creare una cornice piacevole basta poco. Tovagliette all'americana, stile shabby chic, elegante, ma con un tocco rustico, che rende informale e più accogliente il momento del brunch.
Poi, piattini, perfetti per le monoporzioni, di colori e fogge diverse, da scegliere in base al cibo, o all'umore.
Bicchieri, molti bicchieri, di diversi tipi, quindi calici e flute per il vino, i tumbler che mi piacciono un sacco per le bibite e tazze per il tè.
Dalla classica inglese, a quella giapponese, senza dimenticare la gaiwan, perfetta per diverse infusioni con le stesse foglie.
Quando organizzo un brunch, dispongo le varie portate su tavolini, vassoi, etagere, mescolando i cibi salati con quelli dolci, ovvero non faccio una rigida contrapposizione fra dolce e salato.

Sformatini di patate 3

Per quanto riguarda la parte mangereccia, invece, devo acquistare un minimo di concretezza, e non affidarmi al mio amato/odiato mantra: "tanto che ci vuole!".
No, no, per organizzare le cose fatte bene, ci vuole tempo, considerato che non amo preparare il cibo con largo anticipo.
Quindi, se il brunch lo organizzo la domenica, inizio a cucinare il sabato mattina.
E se mi piace passare una giornata tra sbuffi di vapore, forno acceso, impasti che lievitano, profumi che si sprigionano, mi piace anche non arrivare distrutta, alla domenica, con troppo cibo preparato e tanta voglia di rilassarmi e fare altro.
Quindi, poche cose ma buone.
Fra le cose da preparare inserisco sicuramente gli sformatini di patate farciti con arrosto di culatello, fiordilatte ed erba cipollina.
Questi sformatini, sono la rielaborazione del classico gattò di patate, che nel blog ho presentato innumerevoli volte.
Ma che dire, a me il gattò piace un sacco, lo preparo abbastanza spesso, giocando a fare un sacco di versioni.
Questa è una delle tante. Monoporzione, quindi adattissima per un brunch, o un buffet, molto aromatica per la presenza dell'erba cipollina.
Anzi, sembra che l'erba cipollina, sia fatta apposta per aromatizzare gattò e sformati di patate. :-)
Diciamo che volevo provare l'arrosto di culatello della Lenti, in un classico della cucina napoletana, ed inoltre, volevo valutare l'effetto che dava l'erba cipollina.
Il risultato è stato davvero soddisfacente. L'arrosto di culatello è perfetto come farcitura e l'erba cipollina ha aromatizzato alla perfezione.
Gli sformatini li ho preparati negli stampi da muffin, dopo averli unti molto bene e fatto molta attenzione che il pangrattato aderisse bene alle pareti.

Ovviamente ho abbinato il tè, una teiera calda accompagna tutti i miei pasti, e sicuramente non poteva mancare in un brunch, ispirato alla Francia.
Ebbene si, quando ho preparato gli sformatini, volevo un brunch molto francese, quindi baguette, burro fresco, patate aromatizzate e gli sformatini di patate, rivisitazione del gattò, piatto campano, creato dai cuochi francesi che lavoravano nelle cucine dei Borboni.
E il tè, cosa c'entra con la Francia? C'entra, c'entra, visto che i francesi amano tantissimo il tè.
Nel  mio caso, per i miei sformatini volevo un tè verde. Mi piaceva giocare con l'abbinamento all'erba cipollina, e quindi, ho scelto un verde giapponese, il Sencha Ariake, che ho aromatizzato con zenzero fresco.
Perfetto, davvero perfetto.
Anche questa ricetta la potete leggere sul Ricettario eclettico, ricco di piatti e proposte per un brunch di primavera.

Sformatini di patate 6

Sformatini di patate farciti con arrosto di culatello, fiordilatte ed erba cipollina

tempo di preparazione: circa un'ora,
tempo di cottura: per le patate, 40 minuti circa, per gli sformatini, all'incirca 30 minuti,

ingredienti per 6 persone:

un kg di patate,
200 g. di arrosto di culatello Lenti,
200 g. di fiordilatte,
100 g. tra parmigiano reggiano e pecorino romano,
2 uova,
60 g. di latte,
4 cucchiai di olio extravergine di oliva, più un po'
11 g. di erba cipollina,
pangrattato,
sale.

Lessate le patate. Intanto tagliate a dadini molto piccoli l'arrosto di culatello e il fiordilatte, dopo averlo fatto sgocciolare.
Tritate finemente l'erba cipollina.
Appena le patate sono cotte, pelatele, passatele allo schiacciapatate e ponetele in una terrina. Aggiungete le uova battute, l'olio extravergine di oliva, l'erba cipollina, 3/4 del mix di parmigiano e pecorino romano, 3/4 di arrosto di culatello e fiordilatte, il sale e il latte.
Amalgamate bene, quindi ponete metà dell'impasto negli stampi da muffin, precedentemente unti e ben ricoperti di pangrattato.
Aggiungete una piccola parte del prosciutto e dell'arrosto di culatello, un po' del mix di parmigiano e pecorino.
Coprite con il restante impasto, spolverate col pan grattato e ponete le teglie in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
Gli sformatini devono risultare ben dorati in superficie.
Sformateli facendo molta attenzione e serviteli caldi.

Sformatini di patate 15

Alla prossima!

Giovanna

giovedì 20 marzo 2014

Minestra di riso, patate prosciutto cotto Rustichello Lenti e provolone

Riso e patate 2

Anche se col tempo ho imparato che il sabato è una giornata come le altre, ovvero di sole 24 ore, e che non posso fare mille cose insieme, non ho perso l'abitudine di preparare qualcosa di gustoso da mangiare.
Dopo una settimana di pranzi un po' così, il sabato (e la domenica, of course!) mi piace apparecchiare la tavola con cura, niente di particolare sia chiaro, cose semplici, ma che invogliano a sedersi, mangiare, chiacchierare, raccontarsi la settimana.
Spesso qualche amica o amico di passaggio si ferma e pranza con noi, condividendo il nostro pranzo, semplice, ma curato.
Ecco, per me, preparare qualcosa di gustoso, non significa stare ore in cucina preparando manicaretti prelibati, certo faccio anche quello, ma per me, e chi passa da queste parti lo sa, l'eccellenza, i piatti gustosi si ottengono con ingredienti di ottima qualità ben abbinati.
Un piatto eccellente è una buona mozzarella di bufala, degli ottimi pomodori e un buon pane.
Oppure, un piatto di spaghetti al pomodoro, o delle penne condite con un sugo al radicchio e gorgonzola, insomma, piatti veloci, ma preparati con ingredienti di eccellente qualità.
In qualunque stagione, amo minestre, zuppe e vellutate.
In inverno calde e fumanti riscaldano e confortano, in estate fresche e aromatiche dissetano e non appesantiscono.

Quindi, se è vero che la primavera è ormai arrivata, anzi, sembra quasi estate, è altrettanto vero, che una minestra la si mangia sempre volentieri.
Questa, per dovere di cronaca, l'ho preparata qualche settimana fa, quando, anche se il vero inverno non è mai arrivato, una minestra calda la si mangiava moooolto volentieri.
Ed è uno di quei piatti che io chiamo del sabato. 
Ovvero, al rientro dalle commissioni, o da una passeggiata, oppure dopo una mattina a casa, questa minestra si prepara velocemente ed è gustosissima.
Ma forse io sono di parte perché amo molto l'abbinamento riso e patate e partendo da questi ingredienti ho preparato la minestra, arricchendola con prosciutto cotto Rustichello della Lenti, sapete bene quanto mi piaccia e quanto apprezzi il suo sapore aromatico; ecco, nelle minestre è perfetto, le erbe aromatiche conferiscono una nota fresca e gradevole al piatto.
Provolone e crosta di parmigiano hanno ulteriormente arricchito il piatto. Eppoi che altro? Beh, i soliti aromi, ovvero scalogno, sedano e salvia.
Ebbene si, adoro le erbe aromatiche e non paga di quelle contenute nel prosciutto cotto,ho aggiunto qualche foglia di salvia.
La minestra l'ho voluta densa, quasi un risotto. Il risultato è stato buonissimo e io e mio marito ci siamo gustati questo piatto, raccontandoci la nostra settimana...
Come tè ho abbinato un verde giapponese, il Sencha Ariake, che ho aromatizzato con qualche lamella di zenzero, perfetto con la minestra.

Anche questa ricetta la potete leggere nel Ricettario eclettico.

Minestra di riso, patate, prosciutto cotto Rustichello e provolone

tempo di preparazione: 15 minuti,
tempo di cottura: 45 minuti,

ingredienti per 2 persone:

180 g. di riso Carnaroli,
4 patate medie,
80 g. di prosciutto cotto Rustichello Lenti,
60 g. di provolone dolce,
una piccola costa di sedano con foglie,
uno scalogno,
una crosta di parmigiano,
salvia in foglie,
olio extravergine di oliva,
pepe nero,
sale.

Lavate, pelate e tagliate le patate a pezzettoni, poneteli in una casseruola, unite il sedano e lo scalogno tritati, un cucchiaio di olio extravergine, la crosta di parmigiano e il sale. Coprite a filo con acqua e cuocete per circa 30 minuti, aggiungendo, eventualmente acqua calda.
Quindi, aggiungete il riso, qualche foglia di salvia spezzettata, regolate di sale e portate a cottura. Pochi minuti prima della fine della cottura, unite il prosciutto cotto tagliato a dadini non troppo piccoli.
Appena pronto mantecate col provolone tagliato a dadini, aromatizzate con pepe nero, mescolate, fate riposare qualche minuto e servite subito.

Riso e patate 7

Abbinamento col tè. Verde giapponese, il Sencha Ariake, arricchito da qualche lamella di zenzero, con le sue note fresche, persistenti, è perfetto con la minestra.

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 10 marzo 2014

Involtini con uva passa, pinoli, aglio, prezzemolo, cotti in salsa di pomodoro

Ragù 4

Qualche tempo fa, una mia amica, di ritorno da un viaggio mi ha regalato delle specialità regionali acquistate in loco.
Fra le varie cose, c'erano le orecchiette, era stata anche in Puglia, e sapendo quanto mi piacciano, ha pensato di portarmele.
Certo, non fresche, ma lei non prevedeva di rientrare subito, ma prese in un pastificio, che produce pasta artigianale, erano comunque buonissime.
Poiché a me piace condividere le cose mangerecce con le persone che me le regalano, ho pensato di fare un sugo come in Puglia, ovvero con involtini di carne.
Anche se mangio poca carne, avevo in programma di fare gli involtini secondo la ricetta napoletana, e avendo a disposizione le orecchiette ho pensato di unire le due cose.
Dunque, involtini come a Napoli, ovvero, farciti con uva passa, pinoli, aglio, prezzemolo, qualche scaglia di parmigiano e qualche altra di pecorino romano.
La presenza dell'uva passa non addolcisce la preparazione, ma conferisce un sapore particolare, davvero buono.
Questo stesso ripieno, a Napoli, lo utilizziamo anche per preparare le polpette.
La sapidità del pecorino, stempera la (poca) dolcezza dell'uvetta, l'aglio e il prezzemolo conferiscono una nota decisa e il sapore è molto interessante.
Il sugo l'ho preparato con la passata di pomodoro, chi passa da queste parti sa che utilizzo solo frutta e verdura di stagione, e in inverno, non farei mai, ma proprio mai, un sugo con i pomodori freschi.
Se per questo non compro proprio pomodori freschi e nemmeno peperoni, melanzane, fagiolini e così via.
Dicevo passata di pomodoro, cipolla dorata, olio extravergine. Che ho utilizzato per cuocere gli involtini e dopo per condire le orecchiette.
Gli involtini li faccio cuocere a lungo, mi piacciono morbidi e mi piace il sapore che la carne conferisce al sugo.
Come sempre, per rendere il sugo molto saporito, ma nel contempo leggero ho cotto la cipolla, tritata finemente in olio extravergine e un paio di dita di acqua.
In questo modo la cipolla si ammorbidisce e nel contempo cede tutti i suoi aromi all'acqua.
Quando l'acqua si è consumata tutta, verso la passata e proseguo.
Ecco, oggi prima di proseguire, mi soffermerei sull'olio extravergine utilizzato.
Ricordate con quanto entusiasmo lo scorso anno avevo scritto dell'olio extravergine dell'Azienda Agricola Doria, e del Roggianella?
Ebbene, anche quest'anno, li ho ricevuti. Il primo che ho aperto, lasciandomi guidare dall'istinto, è stato il Roggianella.
Come sempre, l'ho assaggiato su una fetta di pane leggermente tostato.
Già dalla consistenza e dal profumo si percepiva quanto fosse buono. All'assaggio, la sua intensità, il suo carattere, la sua forza si percepiva tutto.
Decidere di utilizzarlo in un sugo dai sapori robusti è stato immediato, ed un successo.
Il sugo era buonissimo e il Roggianella ha regalato al sugo la sua intensità e la sua forza.
Anche la mia mia amica l'ha apprezzato moltissimo.
Così, come ha gradito l'abbinamento col tè.
Per un piatto dai sapori complessi, e considerato che la mia amica non è molto avvezza al tè e all'abbinamento con i piatti salati, ho optato per il Grand Keemun, un nero cinese che amo moltissimo.
Le sue note tostate erano perfette con il sugo e la mia amica l'ha bevuto per tutto il pasto....

Ragù 5

Involtini con uva passa, pinoli, aglio, prezzemolo cotti in salsa di pomodoro

tempo di preparazione: 30 minuti,
tempo di cottura: 3 ore circa,

ingredienti per 4 persone:

per il sugo:

1kg di passata di pomodoro,
1 cipolla dorata media,
olio extravergine Roggianella, Azienda Agricola Doria
sale,

per gli involtini:

6 fette di scottona piemontese,
scaglie di parmigiano reggiano,
scaglie di pecorino romano,
uva passa,
pinoli,
aglio,
prezzemolo.

Tritate la cipolla al coltello, ponetela in una casseruola capiente, aggiungete 4 cucchiai di olio extravergine, due dita di acqua e fate cuocere a fiamma bassa, fino a quando l'acqua si è consumata tutta e la cipolla è morbida.
Intanto ammollate un cucchiaio di uva passa, asciugatela bene e ponetela in una terrina con un cucchiaio di pinoli, un aglio tritato, qualche ciuffo di prezzemolo tritato.
Mescolate bene. Ponete le fette di carne sul tagliere, ponete al centro, su ognuna, qualche scaglia di parmigiano e pecorino romano. Aggiungete un cucchiaino di composto, sempre al centro. Ripiegata la parte laterale sul composto, in modo che non fuoriesca durante la cottura, quindi avvolgetele e chiudetele con spago da cucina.
Fatele rosolare su ogni lato nell'intingolo di olio extravergine e cipolla.
Unite la passata di pomodoro, salate e portate a cottura. Il sugo deve risultare denso e gli involtini morbidissimi.

Condite col sugo la pasta che avete scelto, e servite gli involtini caldissimi abbinati a cime di rapa saltati in padella.

Ragù 2

Abbinamento col tè. Grand Keemun, nero cinese, dalle note tostate, perfetto con sughi a base di carne.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna