domenica 30 dicembre 2012

Muffin al cioccolato ripieni di confettura di more di rovo

Muffin 5

Pant pant è da stamattina che corro. Nessuna maratona, neanche footing al parco. Se per questo neanche giro tra i negozi e tanto meno shopping sfrenato.
E allora? Allora preparazione del pan brioche seguendo la ricetta de La Cucina Italiana. Poi tagliolini all'uovo. Preparazione del sugo. Il resto ve lo risparmio perché noiosissimo.
Non ho neanche fatto colazione, in compenso ho bevuto tanto tè e tisane e ascoltato un paio di CD dei Police.
La colazione, una vera colazione l'ho fatta qualche giorno fa con questi muffin, dolci e dal cuore marmellatoso.

Muffin 1

In pratica uno scrigno di cioccolato che racchiude confettura di more di rovo. Per dare un tocco di colore li ho decorati con lamelle di mandorle.
L'abbinamento cacao e confettura di more si è rivelato delizioso. Nel giro di un istante mio marito ha divorato quattro muffin.
Li ho poi rifatti, variando il gusto delle confetture. Al momento ho provato l'abbinamento con arance amare e con albicocche. In entrambi i casi i  muffin erano molto buoni e golosi.

Muffin 13

I muffin li ho preparati per colazione, chiaramente sono ottimi anche a merenda, o per uno snack goloso e leggero.
Ovviamente ho abbinato il tè, il French Breakfast, un blend molto aromatico, dalle note di cioccolato, molto indicate con i dolcetti.

Muffin 2

Dalla mia cucina, uno dei posti che più amo in casa, tra le note aromatiche del tè e quelle dei muffin, chiacchierando allegramente con voi,  vi auguro un bellissimo, lieto e sereno Anno Nuovo!

Muffin 15

Muffin al cioccolato ripieni di confettura di more di rovo

ingredienti per 12 muffin:

200 g. di farina più un po',
320 g. di latte,
4 cucchiaini di cacao amaro,
6 cucchiaini di zucchero,
2 uova,
una bustina di lievito per dolci,
4 cucchiai di olio extravergine di oliva più un po',
lamelle di mandorle
confettura di more di rovo Rigoni di Asiago.

Ho setacciato in una bastardella la farina col cacao e il lievito, ho unito lo zucchero, le uova, il latte, l'olio extravergine e con un cucchiaio di legno ho mecolato bene.
Ho unto e spolverato di farina gli incavi degli stampi da muffin e vi ho posto un cucchiaio di pastella, quindi un cucchiaino di confettura di more e un altro cucchiaio di pastella. Ho decorato con le lamelle di mandorle.
Ho posto gli stampi in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Ho sfornato, sformato, posto su una gratella a raffreddare.

Muffin 11

Ho abbinato il tè nero French Breakfast

Alla prossima!

Ancora tanti, tanti, tanti auguri di Buon 2013!

Giovanna

venerdì 28 dicembre 2012

Cioccolata calda con panna

Cioccolata calda 4

Rieccomi dopo le giornate festive appena trascorse. Avete passato buone feste? Le mie sono state in sintonia con i miei desideri.
Ovvero giornate tranquille, serene, in completo relax. Lo sapete, lo scrivo tutti gli anni, mi piace il minimàl e quest'anno il minimàl è stato molto molto minimàl.
Come dire, una concessione alla tradizione, un'altra alla sobrietà, un'altra alla voglia di rilassarmi, insomma niente grandi pranzi, niente piatti speciali, ma soltanto buon cibo, molta armonia, tanto tè, candele accese in soggiorno, qualche vecchio film in cassetta e dvd rivisto insieme a mio marito.
E poi? E poi molto cioccolato, dai cioccolatini home made regalo di un'amica alla cioccolata calda preparata il giorno di Santo Stefano, tanta lettura, ancora campagna inglese, ancora omicidi, ancora ambientazione natalizia. :-)
Quest'anno mi sono divertita a sovvertire un po' di schemi. Tipo una colazione abbondante, quasi un brunch in tarda mattinata, un pranzo leggero e veloce e il pomeriggio di Santo Stefano dedicato alla preparazione del sugo per la pasta al forno e relativa pasta, of course!
Poco natalizio, forse, (forse?) ma tanto rilassante e divertente. Insomma, lo sapete, uscire dagli schemi per me è linfa vitale.
Già ho cominciato il giorno della Vigilia. Come avevo scritto ho lavorato, ma solo la mattina.
Ad ora di pranzo ho appuntamento con mio marito per qualche commissione e invece del solito spuntino, in attesa della cena corposa della Vigilia, andiamo in pizzeria. Certo solo per una pizza, ma già questo mi ha messo di buonumore, fare una cosa inaspettata, invece di seguire un ruolino di marcia, che beninteso non c'era, mi è piaciuto.
A ruota è seguito il resto, ovvero passeggiata con la pioggerellina, ritorno a casa e preparazione di pochi piatti, tra cui l'insalata russa che da tanto tempo desideravo mangiare e da altrettanto tempo non mangiavo.

Cioccolata calda 2

Il giorno di Santo Stefano mi sono alzata tardi e con l'idea di preparare una colazione corposa, ovvero cioccolata calda con sbuffo di panna e il panettone artigianale ma acquistato.
Così, finalmente, ho preparato 'sta cioccolata calda e con molta gioia l'ho divorata con una bella fetta di panettone, a pranzo poi broccoli al vapore, salmone affumicato e pane tostato con ricciolo di burro, olè!

Sulla cioccolata calda potrei aprire, anzi l'apro, una lunga parentesi.
Anche se io e gli stereotipi non siamo mai stati molto amici, nel mio immaginario di bambina, forse la lettura di Piccole donne, forse qualche film, insomma ho sempre avuto l'immagine della cioccolata calda come colazione ideale, anzi la Colazione del giorno di Natale.
Cioccolata calda, panna, una spolverata di cacao, un croissant caldo e la giornata cominciava in bellezza, anzi in dolcezza.
Che poi io ami i cibi salati e la mia colazione ideale è pane e pomodoro, panino con prosciutto, questo è un fatto risaputo ed anche un altro discorso.
Ma l'immaginario non sempre ama la realtà e spesso si nutre di sogni, ideali, fantasie.
Ecco quindi l'idea della colazione a base di cioccolata calda. Come accompagnamento sarebbe stato perfetto un croissant caldo, home made, ma poiché se la perfezione non esiste, perché avrei dovuto fare una colazione perfetta? :-)

Dunque cioccolata calda con panna, e qui apro un'altra parentesi. Una food blogger "seria" sa che la panna nella cioccolata calda si scioglie in un attimo, ma la golosità ha prevalso sulla "serietà" ed invece di attendere che la cioccolata fosse tiepida per metterci la panna e ottenere una foto decente, ho messo lo sbuffo di panna appena la cioccolata era pronta, il tempo di una foto e già si stava sciogliendo...

Cioccolata calda con panna

ingredienti per due tazze:

350 g. di latte,
50 g. di cioccolato fondente al 75% di cacao,
25 g. di zucchero a velo,
10 g. di fecola di patate,

per decorare:

panna fresca,
cacao amaro in polvere.

Per prima cosa ho montato la panna col frullatore ad immersione. Poi, ho grattugiato il cioccolato, l'ho posto in una casseruola, ho unito lo zucchero, la fecola e ho stemperato col latte.
Sul fuoco dolce ho raggiunto il bollore fino a quando la cioccolata si è addensata.
L'ho servita calda con panna montata e cacao amaro.

Cioccolata calda 5

Alla prossima!

Buon fine settimana!

Giovanna

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale!

Natale 5

Le pentole sui fornelli borbottano, le padelle sfrigolano, la maggior parte dei piatti è pronto in attesa della cena, la tavola apparecchiata, le candele accese e i tizzoni ardono nel caminetto.
Una bella immagine, indubbiamente, ma nella realtà stamattina ho lavorato, dopo una serie di commissioni sono, finalmente!, tornata a casa e ho iniziato da poco a cucinare, adesso le patate stanno lessando.
Intanto ho preparato il tè, un nero aromatizzato all'arancia e cannella. Molto indicato per questa Vigilia di Natale milanese, fredda e umida.

Con questa tazza di tè calda e avvolgente vi faccio i miei più cari auguri di trascorrere un Natale lieto e gioioso! 

Buon Natale!

Giovanna

venerdì 21 dicembre 2012

Polpettone di ricotta ed erbette

Polpettone di ricotta ed erbette 8

In questo periodo la domanda (o meglio le domande) che ricevo con maggiore frequenza sono: "cosa cucini a Natale?" seguita a ruota da: "mi suggerisci una ricetta, elegante, della tradizione e possibilmente veloce?".
La mia risposta: "non lo so, non ho ancora deciso nulla" sorprende e non incoraggia i miei interlocutori.
Sia chiaro la mia risposta è sincera, non avrei motivo di non dirlo, ma davvero non ho deciso nulla.
Un giorno penso che voglio riposare e non preparare pranzi impegnativi, in tal caso penso alle lasagne napoletane, altri invece decido di preparare i tortellini in brodo, tradizionali, moooolto natalizi e tanto tanto tanto buoni.
Poi, poi, poi e la mia lista continua. La certezza è che per la Vigilia metterò in tavola piatti a base di pesce, oggi ho comprato un ingrediente essenziali per uno dei piatti.
Poi vi racconterò tutto...

Polpettone di ricotta ed erbette 4

In questi giorni, lavoro a parte, commissioni a parte, pulizie a parte, insomma quel poco tempo che ho lo dedico alla lettura e non alla compilazione del menù di Natale.
Dopo libri corposi ed impegnativi, quali Irene Nemirovsky, Forster, dopo l'incantevole libro di E. Von Armin, tutto ambientato in Italia, mi sto dedicando a letture più amene.
Sono tornata nella campagna inglese e sto seguendo Poirot in un delitto compiuto il 24 dicembre.
E si il Natale se non è presente nei miei pranzi, almeno per il momento, è presente nelle mie letture.
Ovviamente non è casuale, ma molto, molto voluto.
Qualche settimana fa sono andata nel mio secondo negozio preferito, ovvero la libreria ed ho comprato qualche libro giallo ambientato nella campagna inglese a Natale.
Trovo la lettura dei libri gialli molto piacevole, distensiva e anche istruttiva. Se lo scrittore è bravo, riesce  a tratteggiare l'animo umano, la psicologia dei personaggi, elementi che insieme al movente, indizi e affini servono per arrivare oltre che al colpevole alla motivazione che non sempre è legata a motivi di interesse, o almeno non solo a quelli.
Nella scelta dei libri sono molto selettiva, preferisco quelli ambientati nei primi decenni del novecento in Inghilterra, meglio ancora la campagna inglese.

Tra una lettura e l'altra cucino, elaboro ricette, penso, anche se con poco impegno, a cosa cucinerò a Natale.
Non potrei mai trascurare la mia grande passione per i fornelli.
Il polpettone di ricotta ed erbette è nato per realizzare un piatto a base di verdura corposo. Ho pensato ad un polpettone da preparare con la ricotta. Insomma il classico ripieno dei ravioli di magro con qualche variante.
In primis l'aggiunta dell'uovo, mi serviva un legante e mi piacciono le uova abbinate alla ricotta.
Le erbette dopo averle lessate, le ho saltate in padella con un filo di olio extravergine. In questo modo le ho asciugate ed insaporite. Una grattugiatina di noce moscata ha conferito una nota gradevole.
Inoltre, per dare consistenza ho unito all'impasto del pan grattato. L'ho cotto al cartoccio come quasi tutti i miei polpettoni.
In questo modo il polpettone è venuto consistente, ma nel contempo morbido. Le erbette avevano mantenuto perfettamente la loro umidità.
L'ho preparato come secondo piatto, ma è perfetto anche come antipasto, mi sembra carino anche per uno dei pranzi delle feste.
Tè, tè a volontà. In questo caso un verde cinese il Gunpowder, perfetto con i sapori del polpettone.

Polpettone di ricotta ed erbette 5

Polpettone di ricotta ed erbette

250 g. di ricotta,
380 g. di erbette,
4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato,
un uovo,
pan grattato,
olio extravergine di oliva,
noce moscata,
sale.

Ho mondato, lavato e cotto le erbette. Le ho strizzate, tritate a coltello e saltate in padella in un filo di olio extravergine.
In una terrina ho setacciato la ricotta e aggiunto le erbette, l'uovo, un pizzico di noce moscata, il parmigiano. Con una frusta ho mescolato bene i vari ingredienti.
Poi ho aggiunto il pan grattato, fino ad ottenere un impasto consistente ma non durissimo.
La quantità di pan grattato dipende dall'umidità della ricotta e delle erbette.
Ho salato e con le mani ho amalgamato il tutto.
Ho spennellato di olio extravergine un rettangolo di carta forno e vi ho posto l'impasto dandogli la forma del polpettone.
Ho chiuso il cartoccio e posto in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti.
Ho sfornato, aperto il cartoccio e lasciato intiepidire, quindi ho posto il polpettone su un piatto di portata.

Polpettone di ricotta ed erbette 6

Ho abbinato il tè verde cinese Gunpowder

Alla prossima!

Buon fine settimana!

Giovanna

mercoledì 19 dicembre 2012

Muffin con funghi porcini secchi e fontina

Muffin funghi e fontina 18

Giornate intensissime e frenetiche, corro, corro, faccio cento cose insieme e arrivo a sera stanca, quasi senza rendermi conto di quello che ho fatto.
In tutto questo il Natale non c'entra. Nessuna frenesia di acquisti. Niente shopping folle. Neanche passeggiate in centro.
E allora? A parte il lavoro che, come sempre, assorbe gran parte del mio tempo, sabato è stata una giornata lunga e frenetica.
Iniziata prestissimo. La città ancora innevata, anche se la neve aveva ceduto il posto alla pioggia.
Una pioggerellina tanto noiosa, quanto persistente.
Sotto la pioggia esco. Prima tappa, il negozio dove acquistare la bilancia del tè. Assolutamente necessaria! :-)
Poi un corso. In pomeriggio proseguo con tappa al mio negozio preferito, quello del tè of course! Mi serviva di tutto. Da un pregiato oolong ad un pregiato tè del Darjeeling, senza dimenticare il tè nero arancia e cannella.
Lo sapete, in inverno lo adoro e poi siamo a Natale e la cannella e l'arancia sono indispensabili.
Finalmente casa! Il che significa tè caldo, biscottino ristoratore, libro e riviste.

Muffin funghi e fontina 19

Muffin funghi e fontina 11

Domenica mattina ho organizzato con le mie amiche in un bellissimo localino a Milano un brunch. Cioccolata calda, brioche, spremuta d'arancia e tante chiacchiere.
Bellissimo! Fuori faceva freddissimo e noi al caldo a chiacchierare sorseggiando bevande calde e gustando dolci e brioche salate, preparate col lievito madre. Non aggiungo quanto fossero buone.

Lunedì mi sono incontrata in centro con una mia amica, altre chiacchiere, altre risate e altro tè e stavolta panino.

Muffin funghi e fontina 15

Insomma, sono arrivata a mercoledì stanca ma contenta.
Non aggiungo che non avendo ancora in dotazione - però mi sto organizzando - il set da Wonder Woman, non ho cucinato quasi nulla. In compenso ho bevuto tanto tè.
I muffin di oggi li ho preparati nel periodo, non che sia finito, chalet, montagna, neve, baita e camino.
Camino, chalet e così via non li ho ancora, la neve è arrivata e andata via, ma l'atmosfera della montagna ho cercato di ricostruirla col cibo.
Dunque muffin al sapore di montagna. Per realizzarli ho utilizzato i funghi porcini secchi, la fontina e le nocciole per conferire sapore e anche una nota croccante.
Inoltre i funghi secchi, dopo l'ammollo, li ho saltati velocemente in un filo di olio extravergine.
Il risultato è stato delizioso. In un lampo sono volati via.
Ho abbinato il pregiatissimo tè nero indiano del Darjeeling il Mim proveniente dall'omonima piantagione.
Il raccolto è quello di primavera. Quindi note fresche che si abbinavano molto bene con il sapore deciso dei muffin.

Muffin funghi e fontina 16

Muffin con funghi porcini secchi e fontina

ingredienti per 12 muffin:

200 g. di farina 00,
200 g. di latte,
75 g. di fontina,
25 g. di nocciole,
10 g. di funghi secchi,
2 uova,
olio extravergine di oliva,
una bustina di lievito per dolci,

Ho ammollato come da istruzioni riportate sulla confezione i funghi secchi, quindi li ho tritati grossolanamente a coltello e saltati in padella in un filo di olio extravergine.
Ho tritato a coltello le nocciole e tagliato a dadini la fontina.
In una bastardella ho setacciato la farina col lievito, quindi ho unito le uova, il latte, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e ho mescolato.
Quindi ho aggiunto la fontina, le nocciole tritate e i funghi secchi, ho mescolato bene per fare amalgamare il tutto e posto la pastella in uno stampo da muffin, dopo aver unto e spolverato di farina gli incavi.
Ho cotto in forno preriscaldato per circa 30 minuti.
Ho sfornato, sformato i muffin, posti su una griglia a raffreddare.

Muffin funghi e fontina 2

Ho abbinato il tè nero del Darjeeling Mim

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 17 dicembre 2012

Biscotti di farina integrale al tè nero Grand Lapsang Souchong

Biscotti al Lapsang Souchong 6

Dopo aver assaggiato durante uno degli incontri tè e letteratura, dei biscotti preparati col tè Grand Lapsang Souchong, il sabato successivo alla riunione sono andata nel mio negozio preferito, ovvero quello del tè, dove ho acquistato il tè nero Grand Lapsang Souchong, il mio era finito, la farina integrale, ebbene si, il mio negozio preferito vende anche una farina eccellente, ovvero quella del Molino Quaglia, quella con la quale ho fatto anche il pane al miele e formaggi.
Già che c'ero ho preso anche un tè nero aromatizzato alle arance rosse di Siviglia. 
Sebbene ami i tè puri, in inverno mi piace berne qualcuno aromatizzato, mi danno la sensazione di calore e l'aroma lo trovo molto in sintonia con la stagione fredda.

Biscotti al Lapsang Souchong 12

Dunque, la farina c'era, il tè pure cosa mancava? Il tempo, il tempo per realizzare i biscotti.
Non appena l'ho trovato li ho preparati, farina, acqua, infuso di tè, olio extravergine di oliva e sale.
Semplici e veloci. Impasto gli ingredienti, formo il panetto, lo stendo col mattarello, lo ritaglio senza separare i vari biscotti e pongo la teglia in forno.
Li sforno, separo i biscotti, attendo che si raffreddano e li assaggio. Non male, ma molto molto diversi da quelli assaggiati nel corso dell'incontro.
Cosa faccio, mi scoraggio? Macché! Dopo aver consumato quelli preparati, mio marito si è offerto moooolto spontaneamente, :-) li rifaccio, aumentando sia il quantitativo di olio, sempre extravergine, of course!, che di tè.
Ci siamo! ci piacciono, li troviamo abbastanza simili a quelli dell'incontro, (in dispensa c'era un pacchetto sfornato dalla panetteria che ho utilizzato come parametro) e li abbiamo mangiati molto volentieri abbinati sia a formaggi che al salmone affumicato.

Biscotti al Lapsang Souchong 1

Biscotti al Lapsang Souchong 10

Ci sono piaciuti così tanto che ho deciso di rifarli per la cena della Vigilia di Natale. E qui apro una parentesi.
Sebbene sia un'amante delle ricette regionali, nonostante adori quelle tradizionali e sia convinta che vadano preservate per non perdere una traccia del nostro passato, da sempre non sono molto incline a dedicarmi alle festività in genere, preparando quintali di cibo e partecipando ai vari riti che le festività "impongono".
Mi piace la sobrietà e il minimalismo. Anche a tavola.
Da sempre ritengo che ogni giorno vada celebrato, che non si debba aspettare le varie ricorrenze per mangiare, o per fare regali.
Quindi, sia a Natale che a Pasqua, Capodanno compreso, perché gira gira sono queste le tre feste da "celebrare" cucino quello che mi piace senza strafare e senza sentirmi in obbligo di dover rispettare qualcosa.
Tranne, e si c'è sempre l'eccezione, il mangiare pesce alle due Vigilie, Natale e Capodanno e in entrambi i casi pranzare di sera.
Quindi si a pranzi alternativi, purché di pesce alle Vigilie.
Tornando ai biscotti, ho abbinato il tè. 
Con i formaggi, in particolare al gorgonzola, ho abbinato il Grand Keemun, le sue note tostate legavano sia con i biscotti e col Lapsang che col gorgonzola.
Col salmone affumicato mi piaceva un verde cinese il Gunpowder.

Biscotti al Lapsang Souchong 2

Biscotti di farina integrale al tè nero Grand Lapsang Souchong
200 g. di farina integrale,
4 g. di tè nero Grand Lapsang Souchong,
6 cucchiai di olio extravergine di oliva,
sale.

Per prima cosa ho fatto il tè. Ho lasciato in infusione per 5 minuti il tè in 25 cl di acqua calda a 95°.
In una terrina ho posto la farina, l'olio extravergine, il sale, qualche foglia di tè infusa tagliuzzata con le forbici e aggiunto tè fino ad ottenere un impasto da lavorare sodo non troppo morbido e neanche densissimo.
Ho mescolato bene, ho ottenuto un panetto che ho steso col matterello.
L'ho posto su una teglia ricoperta di carta forno, con una rotella ho ritagliato delle losanghe senza separarle, ho posto la teglia in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.
Ho sfornato, una volta raffreddati ho separato i biscotti.
Si conservano per 3-4 giorni in una scatola di latta.

Biscotti al Lapsang Souchong 7

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun col gorgonzola e il tè verde cinese Gunpowder con salmone affumicato.

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

venerdì 14 dicembre 2012

Pane a cassetta con formaggi e miele di castagno

Pane 10

Scosto la tendina dalla finestra e il paesaggio è tutto imbiancato. Fiocchi di neve, sempre più fitti, danzano prima vorticosamente, poi rallentano per poi posarsi e imbiancare tutto il paesaggio.
Gli alberi sono tutti bianchi, ogni tanto della neve cade da un ramo scuotendolo.
I rumori sono attutiti dalla neve. Io osservo, osservo e penso al Natale, osservo e mi sento triste.
Non che in città ci sia grande fermento per le festività imminenti, anzi.
Poche luminarie, passanti frettolosi, poca aria di festa.
Pian piano i ricordi iniziano ad affluire. La strada dell'Università. L'esame fatto il 23 dicembre, ancora poche ore e con  i miei colleghi avrei festeggiato il Natale nell'aula di sismologia...
E poi l'albero che preparavo l'otto dicembre, la felicità di quando collegavo le luci all'interruttore e...magia! l'albero scintillava.
Pignola come sempre spostavo una pallina per farla risaltare meglio, cambiavo di posto ad un pupazzetto di legno, illuminavo maggiormente un angioletto.
In cucina c'era grande fermento. Piano piano la credenza si riempiva di tutti gli ingredienti necessari per i dolci.
La farina di mandorle, il "pisto" un blend di spezie - cannella, chiodi di garofano, anice stellato - indispensabile per i roccocò i dolci tipici napoletani natalizi.
E poi le mandorle, la giardiniera di verdure, il cavolfiore, il baccalà, i vari torroni, le olive - verdi e nere - farine di tutti i tipi, cioccolato, ingredienti indispensabili per l'insalata di rinforzo, il baccalà all'insalata, l'insalata russa, i vari dolci.
Ormai i ricordi sono come un fiume in piena, inarrestabili mi riportano alle tombolate con gli amici, alle passeggiate in centro, uno sguardo alle vetrine in cerca di qualcosa di particolare da regalare alle persone care.
E poi e poi e poi, basta! Voglio interrompere questo flusso, e decido di mettere le mani in pasta.
Impastare, decidere gli ingredienti con i quali arricchire il mio pane, pesarli, tritarli è un sollievo.
In un lampo l'impasto è pronto e adesso inizia un'altra magia, la lievitazione.
Di tanto in tanto sollevo con delicatezza i canovacci che coprono la ciotola per controllare la lievitazione e per appagare la mia curiosità.
Amo vedere l'impasto crescere, amo sentire il profumo che si sprigiona in cottura, amo quando taglio la prima fetta, valuto la fragranza, percepisco il profumo, la divido e la offro a mio marito.
Dividere il pane mi piace tanto, il forte simbolismo della condivisione del cibo mi affascina.

Pane 7

Il pane preparato l'ho farcito con fontina, parmigiano reggiano e formaggio latteria, inoltre ho utilizzato del miele di castagno che non solo ha agito da catalizzatore della lievitazione, ma ha anche dato al pane un gusto deciso e molto particolare.
Il pane l'ho abbinato ad un vassoio di salumi, confetture, mieli e frutta secca. Era davvero delizioso.
Ho anche pensato di rifarlo per Natale, però in formato panini mignon per arricchire il cestino del pane.

Pane 13

La preparazione del pane ha interrotto il flusso di pensieri e ricordi e mi ha innescato una miriade di idee su altre ricette.
Qualcuna l'ho già fatta, altre sono in lista e nel frattempo sorseggiando un tè caldo, guardo i fiocchi di neve volteggiare e penso che la neve è proprio magica.
Indubbiamente poco pratica per muoversi in città, sicuramente fonte di mille disagi, ma tanto tanto affascinante.

Pane 4

Per questo pane ho usato una farina forte, macinata a pietra.
Come tè ho abbinato il Grand Lapsang Souchong, un nero cinese che con le sue note affumicati ha retto bene sia il sapore deciso del pane con formaggi e miele, sia dei salumi che ho accompagnato al pane.

Pane 8

Pane a cassetta con formaggi e miele di castagno

ingredienti:

500 g. di farina,
60 g. di formaggio latteria,
40 g. di fontina,
25 g. di parmigiano reggiano,
12,5 g. di lievito di birra,
un cucchiaio di miele di castagno,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
8 g. di sale.

Ho tagliato a dadini i formaggi, grattugiato il parmigiano, quindi in una bastardella ho setacciato la farina, aggiunto tutti gli ingredienti compresi i formaggi e aggiungendo mano a mano acqua leggermente tiepida ho impastato fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico, ho formato un panetto, l'ho posto nella bastardella, ho unto la superficie, coperto con uno strofinaccio umido e lasciato lievitare per un paio d'ore o fino a quando l'impasto è raddoppiato.
Quindi l'ho lavorato velocemente e l'ho posto nello stampo, precedentemente foderato di carta forno e spennellato di olio extravergine, gli ho dato una forma di filoncino l'ho spennellato con olio extravergine, coperto con un canovaccio umido e lasciato lievitare fino a quando l'ho stampo era quasi tutto ricoperto.
Quindi l'ho posto in forno preriscaldato a 200° per circa 45 minuti.
Una volta cotto l'ho sfornato, sformato, posto su una gratella a raffreddare.

Pane 3

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong

Alla prossima!

Buon fine settimana!

Giovanna

mercoledì 12 dicembre 2012

Degustazione di tè e formaggi

Tè e formaggi 5

Qualche anno fa un noto regista cinematografico, Ferzan Ozptek, se la memoria non mi inganna, affermò che uno dei piaceri del vedere un film a cinema, consisteva nel condividere con gli altri spettatori, un momento topico che sottolinea la storia, l'emozione di una rivelazione.
L'emozione della condivisione è un concetto applicabile a tantissimi campi, come ha detto Massimo Bottura al termine del Laboratorio del Gusto al Salone del Gusto, non c'è gioia vera senza condivisione.
Condividere le emozioni, le passioni per me è un grande piacere, il sale della vita.
E' ovvio, un libro lo si legge da soli, una tazza di tè la si sorseggia apprezzandola sorso dopo sorso e le sensazioni sono personali, però, dopo aver apprezzato e amato un libro, un film, un tramonto, dopo aver assaporato una buona tazza di tè o una fetta di Sacher Torte, nasce il bisogno di condividere emozioni e sensazioni.
Il piacere della condivisione è uno dei motivi per cui amo tantissimo partecipare alle degustazioni di tè.
Proprio qualche mese fa ho partecipato ad un incontro dedicato ai tè neri cinesi, tè che bevo abitualmente, amo molto e conosco benissimo, ciò nonostante il piacere di sorseggiare il tè in compagnia di altre persone, ascoltare le varie sensazioni che i vari tè suscitavano nei partecipanti, confrontarle con le mie, condividerle con le amiche presenti, mi ha regalato una gioia enorme.
In realtà, lo riconosco sono pignola, sono fermamente convinta che le passioni debbano essere prima di tutto reali, vere e non soggette a mode, inoltre credo che la passione non debba essere fine a se stessa.
Amare davvero qualcosa significa studiare, approfondire, capire, conoscere.
Almeno così faccio io con le cose che amo veramente.
Il tè, credo sia ridondante scriverlo, è una delle mie grandi passioni. Il che non significa berne una o più tazze al giorno, ma anche studiarne la storia, capire perché si è diffuso così tanto in Europa, saper distinguere tra i vari tipi di tè, valutare gli abbinamenti col cibo, scegliere un aroma in base all'umore.

Amare il tè significa anche approfondirne i vari aspetti seguendo corsi, degustazione, seminari, come disse un maestro del rito del tè giapponese, lo studio del tè dura tutta la vita.
Di recente ho partecipato a due degustazioni di tè molto interessanti nonché golosissime. :-)
Una era dedicata all'abbinamento tè e dolci, un altro, tè e formaggi.
Entrambi, come tutte le altre degustazioni alle quali ho partecipato, si sono svolte presso La Scuola de La Cucina Italiana, ed erano condotte da Barbara Sighieri, grande esperta di tè.

Tè e formaggi 22

Dunque tè e formaggi. Potrebbe sembrare un abbinamento inconsueto considerato che gli orientali non sono consumatori di formaggi.
Invece i tè e i formaggi si sposano benissimo, l'importante è abbinare bene il tè ai formaggi.
Alcuni tipi di tè rischiano di essere coperti dai sapori troppo forti e decisi dei formaggi. 
Un abbinamento fatto con criterio e una buona conoscenza del tè e del formaggio, può, invece, offrire nuovi spunti ed enfatizzare alcune note del formaggio.
Talvolta gli abbinamenti più improbabili si sono dimostrati vincenti e convincenti.
In tutti i casi, sorseggiare del tè, dopo aver mangiato il formaggio regala oltre ad una gamma di note aromatiche che giocano con quelle rilasciate dai formaggi, anche una piacevole sensazione di freschezza.

Tè e formaggi 10

Nell'incontro siamo partiti dalla mozzarella, per poi approdare ad un formaggio cremasco, il Salva,  scelto da Barbara Sighieri in due diversi gradi di stagionatura per terminare col gorgonzola.
Quindi formaggi con caratteristiche molto diverse. 
Alla mozzarella è stato abbinato un tè bianco del Nepal. Una rivelazione! Sebbene il tè bianco abbia un gusto molto delicato con la mozzarella era perfetto.
Le note aromatiche della mozzarella erano enfatizzate al massimo, addirittura mi sembrava di scoprire un nuovi sapori nella mozzarella.

Tè e formaggi 3

Per il Salva cremasco sono stati scelti due tè, un verde giapponese, il Kulicha abbinato a quello più fresco e un Oolong del Fujen per quello più stagionato.
Stesso formaggio, diverse stagionature, due tè diversi, hanno regalato a questi assaggi note aromatiche diverse e sapori meglio evidenziati dal tè.
Per il gorgonzola è stato fatto un assaggio comparativo. Lo stesso formaggio è stato abbinato ad un tè nero, lo Yunnan D'Or e un Pu-erh, ovvero un tè che durante la lavorazione subisce un processo di fermentazione.
Ebbene, lo Yunnan D'Or con le sue note morbide, veniva completamente coperto dal sapore del gorgonzola, mentre il Pu-erh non solo lo reggeva molto bene, ma consentiva di percepire una maggiore gamma aromatica nel formaggio.

Tè e formaggi 16

Tè e formaggi 17

Tè e formaggi 11

L'incontro dedicato ai tè e formaggi è stato molto importante. Ho imparato nuove cose, valutato diversi tipi di abbinamenti e ho condiviso con gli altri partecipanti, oltre che con le mie amiche il viaggio sensoriale e le suggestioni offerte da tè e formaggi due prodotti che amo moltissimo.

Tè e formaggi 21

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 10 dicembre 2012

Risotto con castagne e funghi porcini secchi

Risotto con castagne 1

Sarà che mi ha influenzato un articolo ambientato in provincia di Aosta letto su La Cucina Italiana di questo mese, ma in questi giorni sto preparando una serie di ricette ispirate alla montagna.
Cucino e penso ad uno chalet immerso nella neve, cucino e penso ad una cioccolata calda con uno sbuffo di panna, cucino e penso al vin brulè.
Inutile aggiungere che la dispensa si è arricchita di funghi secchi, castagne, fontina, verze con i quali mi sto divertendo a preparare una serie di piatti e a comporre un menù.
Avendo il tempo preparerei tanti menù, ma come sempre bisogna adattarsi e fare quello che si può! :-)
Il risotto l'ho preparato la scorsa domenica, quando le giornate iniziavano a tendere al freddo, ma il clima non era sicuramente polare come in questi ultimi giorni, decisamente più indicati per mangiare un risotto con castagne, funghi secchi e fontina.

Però, sebbene viva a Milano, quindi niente passeggiate sui sentieri di montagna, niente piste da sci, il che non è un gran male considerato che non so sciare :-), niente chalet, il giorno di Sant'Ambrogio ha nevicato tanto e   tra tè, lettura, pranzi preparati al forno e il mio stare rintanata a casa, un po' l'atmosfera dello chalet l'ho vissuta.
Anche senza cioccolata calda con sbuffo di panna, ma prima o poi la preparerò!

Risotto con castagne 9

Dicevo risotto con le castagne. Di solito con le castagne faccio le caldarroste, o in forno o utilizzando la padella forata, talvolta le lesso, ma difficilmente le utilizzo nei piatti salati.
Poi mi è venuta voglia di fare un risotto, ma proprio voglia di prepararlo, dovendolo mangiare lo volevo con i funghi. Volendo dargli una marcia in più, considerato che con i funghi lo faccio spessissimo, mi è venuta l'idea delle castagne.
La fontina l'ho scelta sia per il suo sapore deciso, sia per rimanere nell'ambito del piatto preparato con ingredienti tipici di montagna, una scamorza, per fare un esempio, avrebbe tolto al risotto la connotazione che volevo dargli.
A volte mi piace fare una fusion tra regioni, ingredienti, ricette, altre, come in questo caso, mi piace tipicizzare un piatto.
Le castagne le ho lessate, private della pellicina e tritate grossolanamente. Niente pepe, volevo che si sentisse appieno e "nature" il sapore dei funghi e delle castagne.
Il risotto era delizioso, la combinazione degli ingredienti perfetta.

Da bere tè, ovviamente tè. Ho abbinato l'English Breakfast un tè che amo molto abbinato ai piatti salati.

Risotto con castagne e funghi porcini secchi

ingredienti per due perone:

200 g. di riso Carnaroli,
180 g. di castagne lesse e private della pellicina,
70 g. di fontina,
6 g. di funghi porcini secchi,
2 piccoli scalogni,
olio extravergine di oliva,
brodo vegetale,
sale.

Ho fatto rinvenire i funghi come da istruzioni riportate sulla confezione, ho tritato a coltello le castagne, tagliato a dadini la fontina.
Quindi ho fatto soffriggere in due cucchiai di olio extravergine di oliva gli scalogni tritati finemente a coltello, ho unito il riso, dopo la tostatura ho salato e aggiungendo mano a mano brodo caldo l'ho portato a cottura.
Circa cinque minuti prima della fine cottura ho unito le castagne e i funghi strizzati e tagliati grossolanamente a coltello.
Ho mantecato con la fontina tagliata a dadini e servito subito.

Risotto con castagne 4

Ho abbinato il tè nero English Breakfast

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

domenica 9 dicembre 2012

Una sera al Teatro 7

Teatro 1

Quando a fine ottobre sono stata invitata dal Teatro 7 alla serata-evento "Patate e raclette" con lo chef Danilo Angè,  ho accettato con entusiasmo.
Mi piaceva trascorrere una serata al Teatro 7, ero contenta di conoscere lo chef Danilo Angè e  adoro i piatti a base di formaggi e patate.
Così, una sera di novembre di qualche settimana fa, una di quelle sere calde e piacevoli che questo strano autunno ci ha regalato, sono andata al Teatro 7,come sempre munita di taccuino, penna e macchina fotografica.

Appena arrivata, dopo aver salutato tutto lo staff della Scuola, ho conosciuto lo chef e la serata è cominciata.
Una serata bellissima, all'insegna della convivialità, del buon cibo e di tanto divertimento.
Le ore sono trascorse piacevolmente, fotografando, mangiando e chiacchierando.

Teatro 4

Sono sincera, ho cucinato poco, ma in compenso fotografato tanto e parlato a lungo con lo chef.
Il menù era davvero delizioso, a partire da un antipasto a base di patate e raclette.

Teatro 25

Teatro 7

Teatro 10

Teatro 19

Teatro 3

Teatro 23

Teatro 13

La preparazione della Tarte a base di cipolle e patate.

Teatro 31

Pesce spada, patate e raclette, un abbinamento vincente.

Teatro 49

Pappa al pomodoro, preparata, nel rispetto della stagionalità, con i pomodori pelati in scatola, e gnocchi di patate viola.
Una vera delizia!

Teatro 51

La tarte di patate con fonduta di raclette.

Teatro 16

Teatro 34

Teatro 36

Teatro 41

Le frittelle di raclette.

Teatro 47

Teatro 46

Crema di patate, fave di cacao e frittelle di raclette, un piatto eccellente. Le frittelle erano leggere e golose.

Teatro 43

Teatro 53

Il pesce spada servito su una crema di broccoletti, perfetto!

Teatro 55

Il dolce, uno sformato a base di patate e nocciole con spuma al caffè.

Teatro 22

Teatro 18

Teatro 5

Le patate viola erano bellissime, mi incuriosiva il sapore, mi piaceva il colore.

Teatro 12

La serata-evento è stata davvero molto bella, ottimo cibo, tanta professionalità.

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna