martedì 30 ottobre 2012

Salone del Gusto, un primo accenno

Salone del Gusto 1

Rieccomi, dopo le intensissime giornate trascorse al Salone del Gusto.
Sono ancora frastornata e navigo in un mare di sensazioni, emozioni, sapori, profumi.
Non avevo mai partecipato al Salone e al piacere di vedere dal vivo un evento così significativo, si è aggiunto quello di conoscere gli amici di Gente del Fud, rivedere gli amici blogger, incontrare di persona quelli con i quali ci si "vede" su FB e sui blog.
Il Salone del Gusto è un insieme di realtà, i produttori regionali italiani, lo street food, il salone della pizza, Terra Madre, il vino, i workshop e potrei continuare a lungo.
Tutto questo si trasforma in un percorso emozionante, la storia di un paese raccontata attraverso il cibo, e "lungo il percorso"  nascono molte considerazioni su quanto sia importante salvaguardare il territorio, l'ambiente, il lavoro della terra, quello degli artigiani.

Salone del Gusto 11

Per questo mi sono soffermata moltissimo su Terra Madre.
E' stata un'esperienza incredibile vedere riuniti sotto "lo stesso tetto" allevatori, coltivatori, contadini, artigiani, proveniente da ogni parte del mondo.
In un unico spazio tante lingue, spesso incomprensibili, tanti volti, tante storie, unite da un filo comune, l'orgoglio per i loro prodotti.

Salone del Gusto 10
Salone del Gusto 42
Salone del Gusto 3

Questo post è soltanto un accenno. 
In me, nonostante dal rientro a Milano, abbia già ripreso a pieno ritmo il lavoro, nonché altri eventi food, palpitano ancora tante sensazioni, emozioni legate al Salone che fatico a descrivere in maniera chiara ed esaustiva.

Salone del Gusto 12

Salone del Gusto 8
Salone del Gusto 20
Salone del Gusto 9

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Nei giorni del Salone ho visitato anche gli stabilimenti della Lavazza, e partecipato al laboratorio del gusto di Massimo Bottura.

Salone del Gusto 29
Salone del Gusto 38
Salone del Gusto 31
Salone del Gusto 46

Nel prossimo post vi parlerò a lungo del laboratorio del gusto di Massimo Bottura e dei piatti presentati.


Salone del Gusto 34
Salone del Gusto 47

Alla prossima!

Giovanna

venerdì 26 ottobre 2012

Mini cake alle mele e Salone del Gusto

Mini apple cake 6

Sto scoprendo una passione per i dolci. A distanza di pochi giorni ho preparato prima la crostata e poi i mini cake. Due dolci diversissimi, ma che amo moltissimo.
La torta di mele e varianti, come appunto i cake di oggi, tra l'autunno e l'inverno la preparo in continuazione, apportando di volta in volta qualche variazione in base all'umore del momento.
Tendenzialmente, però, non utilizzo mai il burro, sostituendolo con yogurt o olio extravergine, certo sarà meno friabile, ma indubbiamente più leggera e salutare.
I mini cake di oggi sono stati ispirati da un articolo dedicato al tè e alla pasticceria, letto su La Cucina Italiana di ottobre.
L'attrazione è scaturita, ovviamente, dalla presenza del tè fra gli ingredienti, poi dalla bellezza della foto, senza trascurare la passione per le torte di mele.
Invece di riprodurre la ricetta, avrei partecipato dopo pochi giorni ad una degustazione organizzata da La Scuola de La Cucina Italiana dedicata proprio a quelle ricette e al tè, of course!, ho deciso di preparare un cake alle mele, utilizzando gli stampini monoporzione.

Mini apple cake 4

Così, ho preparato un impasto classico a base di farina, latte, uova, aggiungendo alle mele l'uva passa e i pinoli secondo la ricetta dello strudel e delle mandorle tritate a coltello per regalare ai cake una variante alla coppia uva passa pinoli, mele e mandorle sono deliziose abbinate e nel contempo una nota crocchiarella.
Inoltre, ho decorato la superficie con lamelle di mandorle e granella di zucchero.
Come tè ho abbinato il mio amato Yunnan d'Or che con le sue note morbide era perfetto con i cake.
Avendo solo quattro mini stampini ho utilizzato uno stampo grande da cake per il restante impasto.
Tra i cake e il tè, il mio pomeriggio domenicale è trascorso in dolcezza.

Mini apple cake 2

Ieri a Torino è iniziato il Salone del Gusto, la bellissima e ricchissima manifestazione organizzata da Slow Food.
A questa manifestazione parteciperò anch'io con gli amici di Gente del Fud, il bellissimo progetto della Garofalo e tantissimi food blogger che, come me, con molto entusiasmo, partecipano al progetto di Gente del Fud.
All'insegna del "Che follia abbia inizio", per tutti i giorni della kermesse gastronomica alcuni food blogger cucineranno nello stand Garofalo altri presenteranno prodotti slow food nei vari stand.
Io presenterò un prodotto territoriale lombardo, il Grana Padano.
Domani mattina partirò per Torino, al ritorno vi racconterò tutto. :-)
E prima "che follia abbia inizio" la ricetta dei mini cake. :-)

Mini cake alle mele

ingredienti:

300 g. di farina 00,
80 g. di zucchero di canna,
450 g. di mele annurche,
160 g. di latte,
3 cucchiai di yogurt,
2 uova,
olio extravergine di oliva,
2 cucchiai di uva passa,
2 cucchiai di pinoli,
30 g. di mandorle,
una bustina di lievito,
lamelle di mandorle,
granella di zucchero,
un pizzico di sale.

Ho tritato a coltello le mandorle, ammollato l'uva passa nell'acqua, pelato e tagliato a spicchi le mele.
Ho setacciato la farina col lievito, unito lo zucchero, un pizzico di sale e mescolato.
Ho aggiunto il latte, le uova, lo yogurt, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e con una frusta ho amalgamato bene.
Quindi ho unito l'uva passa sgocciolata ed asciugata, i pinoli, le mandorle e con un cucchiaio di legno ho amalgamato bene.
Ho spennellato di olio gli stampini e lo stampo da cake, foderato con carta forno, spennellato ancora con olio e riempito per tre quarti.
Ho spolverato i mini cake con lamelle di mandorle e il cake di lamelle di mandorle e granella di zucchero, quindi ho posto in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
A fine cottura ho coperto con carta argentata per non far scurire troppo la superficie, pochi minuti prima della fine della cottura l'ho tolta.
Una volta sfornati li ho sformati e posti su una gratella a raffreddare.

Mini apple cake 5

Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 24 ottobre 2012

Vellutata di zucca

Vellutata di zucca 6

A fine estate, superata la fase iniziale di autentica gioia per l'arrivo di una stagione amatissima quale l'autunno, pur apprezzando tutte le cose mangerecce che stanno arrivando, castagne in primis, avverto sempre la mancanza delle mie amatissime verdure estive, soprattutto dei pomodori e delle melanzane.
Poi, al primo giro al mercato ritrovo la zucca, il radicchio, i broccoli, i cavoli e il mio taccuino ricomincia ad affollarsi di ricette e di idee.
La zucca mi piace preparata in tantissimi modi, grigliata, al forno, nel risotto o nelle minestre, forse solo nei tortelli non l'apprezzo moltissimo.
Pur amando tantissimo l'agrodolce, non amo tanto il sapore decisamente dolce dei tortelli.
Sicuramente, però, amo le vellutate preparate con la zucca. In quel caso, il suo sapore dolce mi piace tantissimo, senza considerare quanto rallegri un piatto così solare una umida e grigia giornata autunnale.
Di solito non ho una ricetta precisa. Patate sicuro, poi scelgo tra cipolla, scalogno o porro. Talvolta erbe aromatiche fresche, il rosmarino e la salvia sono deliziose abbinate alla zucca, talvolta carote.
Non utilizzo la panna, forse rende la vellutata più cremosa, ma indubbiamente più grassa e pesante, inficiando l'aspetto salutare della vellutata.
Inoltre, mi piace percepire appieno il sapore della zucca.

Vellutata di zucca 2

Le vellutate, così come le zuppe, le amo molto a cena. Ma non per un fatto alimentare, ma per la piacevole atmosfera familiare che creano.
Se la preparo prima di uscire, al rientro mi piace trovare qualcosa di caldo ad accogliermi, se invece la preparo in pomeriggio, amo il profumo di verdure che si diffonde per casa, i vetri delle finestre che si appannano per il vapore, la sensazione di calore che si percepisce cucchiaio dopo cucchiaio.
La vellutata di oggi l'ho preparata ad occhio, senza pesare i vari ingredienti. Ho pensato di aggiungere un paio di cucchiai di yogurt bianco al centro, per ottenere un contrasto tra il dolce della zucca e l'acidulo dello yogurt.
L'idea è piaciuta moltissimo, e nel corso del pranzo, io e mio marito abbiamo più volte aggiunto qualche cucchiaio di yogurt.
Non ho aggiunto erbe aromatiche, volevo che il sapore della zucca si percepisse appieno.
Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun, con le sue note tostate, equilibrava la dolcezza della zucca.

Vellutata di zucca

ingredienti per due persone:

4-5 patate medie, circa 400 g. di zucca,
2-3 carote piccole,
2 scalogni,
yogurt bianco,
brodo vegetale,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho lavato, pelato e tagliato a tocchi le patate. Dopo aver privato la zucca della scorza l'ho lavata e tagliata a pezzettoni. Ho raschiato, lavato e tagliato a pezzi le carote, ho tagliato gli scalogni in 4 parti. Ho posto le verdure in una casseruola, coperto a filo col brodo vegetale, aggiunto un paio di cucchiai di olio, salato e cotto fino a quando le verdure sono risultate morbide.
Ho frullato col minipimer, essendo già densa l'ho cucinata per qualche minuto ancora, l'ho servita nelle fondine accompagnata dallo yogurt bianco.

Vellutata di zucca 5

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Giovanna

domenica 21 ottobre 2012

Crostata alla confettura di pesche e lavanda

Crostata 10

Tardo pomeriggio di inizio autunno, dopo il lavoro, mi incontro in un locale del centro con una cara amica.
Sono felice di vederla, dopo le vacanze, un mare di e-mail e l'incontro ad una degustazione di tè neri cinesi, finalmente possiamo chiacchierare per un paio d'ore davanti ad una tazza di tè fumante, parlando di tè, libri, vacanze, letteratura.
In questa occasione ci scambiamo i nostri regali golosi, acquistati o preparati in vacanza.
Lei mi regala una deliziosa confettura home made, preparata con pesche e lavanda.
Superata la tentazione di lasciare intatto il barattolino, è troppo carino e mi spiace disfarlo, penso subito ad una crostata.
E' il mio dolce preferito e un accogliente guscio di pasta frolla, mi sembra perfetto per la "mia" marmellata.

Crostata 25

I dolci, o comunque i piatti che richiedono più fasi di preparazione, li preparo durante il fine settimana, quando ho più tempo e posso rispettare i tempi di lavorazione, o il tempo intercorrente tra una fase e l'altra, senza fretta, con calma.
La pasta frolla ha riposato veramente con molta molta calma. Dopo averla preparata, l'ho avvolta nella pellicola, posta in frigorifero e l'ho lasciata lì a riposare mentre io facevo la spesa.
Con relativa tappa in profumeria. :-)
Al ritorno la frolla era perfetta, in un lampo l'ho stesa, posta nella teglia e farcita con la marmellata.
E in un lampo il profumo della lavanda, mi ha portato in Provenza, facendomi dimenticare il grigiore e la nebbia dello scorso sabato.

Crostata 24

La frolla l'ho preparata senza aromatizzarla, volevo che il gusto della confettura si percepisse appieno, senza essere coperto da altri aromi.
Con i ritagli di frolla ho preparato dei semplici biscottini, sui quali ho spolverato zucchero a velo aromatizzato alla vaniglia home made.
Niente di particolare o di complicato: in un barattolo di zucchero semolato ho posto un baccello di vaniglia, all'occorrenza, lo passo al mixer e lo riduco in polvere.

Crostata 1

La crostata era deliziosa, l'aroma della lavanda lo adoro abbinato alle pesche.
Peraltro, crostata, tè e biscotti hanno creato una piacevole atmosfera autunnale, in un pomeriggio di un sabato uggioso e umido.
Ovviamente c'è il tè. Lo abbino con i piatti salati, figuriamoci con i dolci.
In questo caso ho optato per un tè verde al gelsomino, mi incuriosiva vedere come avrebbe legato con la lavanda.
Bene, molto bene direi.
E tra una tazza di tè, una fetta di crostata, la lettura del libro, il pomeriggio di sabato, come quello della scorsa domenica è volato in un lampo.

Crostata 5

Crostata 17 Crostata 12

Questo fine settimana, invece, il sole e le temperature piacevoli mi hanno invogliata a fare qualche passeggiata, anche se stamattina tra la preparazione dell'arrosto, la zucca come contorno e i cake alle mele, non mi sono mossa dalla cucina.

Crostata 11 Crostata 22

In pomeriggio relax, tè e lettura. Ho terminato il libro, e la seconda parte era tutt'altro che inconcludente e leziosa.
Contrariamente alla parte iniziale, inutilmente lunga, di una frivolezza fuori tono, la seconda parte si è rivelata più profonda e struggente, anche se comunque lontana dai miei gusti.

Crostata 13
Crostata 14

Crostata alla confettura di pesche e lavande

per la pasta frolla:

200 g. di farina 00,
125 g. di burro,
2 tuorli,
2 cucchiai di zucchero,
un pizzico di sale,

per la farcitura:

un vasetto di confettura di pesche e lavanda,
inoltre:

zucchero a velo.

Per la preparazione della frolla ho fatto come riportato qui. Dopo il riposo in frigorifero, ho suddiviso l'impasto in due parti. La prima l'ho stesa col matterello e posta in una teglia ricoperta di carta forno, quindi ho aggiunto la confettura.
Ho steso il restante impasto e ricavato le strisce, le ho volutamente fatte irregolari, per dare un tocco più casereccio alla crostata.
Quindi, l'ho posta in forno preriscaldato a 180° e cotta per circa 30 minuti, o fino a quando la superficie è risultata dorata.
Dopo averla sfornata, l'ho fatta raffreddare, poi sformata e cosparsa di zucchero a velo.
Ho posto i ritagli l'uno sull'altro senza impastare, li ho stesi col matterello e ricavato dei biscotti che ho posto su una teglia ricoperta di carta forno e cotti in forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti, quindi li ho cosparsi di zucchero a velo.

Crostata 15

Ho abbinato il tè verde al gelsomino

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 19 ottobre 2012

Cake con scamorza e prosciutto crudo

Cake 3

Ci sono mille motivi per preparare una ricetta, realizzare un piatto, sfornare una torta.
In teoria, ma molto in teoria, almeno per me, la molla che fa scattare la voglia di realizzare un piatto dovrebbe essere il desiderio di assaggiarlo, mangiarlo, gustarlo. Per me, invece, non funziona sempre così. Certo, anch'io preparo una pizza perché ho voglia di mangiare proprio quel piatto, o la preparazione di una minestra, di un branzino è guidata dal desiderio di quel determinato cibo.
Ma spesso cucino proprio per il piacere di cucinare. Perché ho voglia di mettere le mani in pasta ed impastare. Perché mi piace l'idea di trascorrere qualche ora tritando, affettando, lessando, amalgamando qualcosa.
Oppure cucino perché ho voglia di sentire un determinato profumo che mi ricorda un preciso momento o un particolare periodo.
Talvolta la cucina assume un ruolo consolatorio. Cucino e mi rilasso. Cucino e scarico il nervosismo o sbollisco la rabbia, eh si, anch'io mi arrabbio.
Spesso cucino sull'onda dei ricordi e della nostalgia. Molti dei piatti preparati l'estate scorsa avevano proprio questo ruolo simbolico, di ricongiungimento col passato.
La cucina si inondava di profumi e la mia mente di ricordi.
La cipolla soffritta, lo so può sembrare sciocco, ricordandomi un preciso momento di una giornata particolare, mi ha provocato ricordi struggenti. Spesso cucino per riciclare, non mi piace lo spreco. Sprecare il cibo lo trovo un gesto immorale, irrispettoso.
Sprecare mi sembra di saccheggiare la terra, le sue risorse, non certo infinite.
Mi sembra irriguardoso nei riguardi di chi ha lavorato per produrre quell'ingrediente e molto, molto poco etico verso chi davvero non ha cibo.

Ho la sensazione di aver fatto una lista troppo lunga e vi parlo del cake di oggi, nato da una serie dei motivi elencati.
L'ho preparato domenica e avevo voglia di una cenetta sprintosa. Inoltre, sentivo l'esigenza di muovermi, essere attiva, fare qualcosa.
Il cake era ideale. Tra il tritare, tagliare, impastare, mescolare non si sta certo fermi.
Inoltre, volevo utilizzare una scamorza fresca, comprata un paio di giorni prima che in frigorifero stava perdendo freschezza, nonché gli albumi avanzati dalla preparazione della pasta frolla, per la crostata con la marmellata di pesche e lavanda home made.

Cake 2

Dunque cake. Un cake buonissimo. La scamorza fresca si abbinava molto bene alla sapidità del prosciutto crudo.
Non ho resistito e ho aggiunto qualche foglia di timo, sapete quanto ami il suo profumo.
Ed ho fatto bene. Ha regalato al cake una nota aromatica davvero gradevole ed interessante.
Inoltre, mi incuriosiva il profumo che il miele del bosco avrebbe conferito al cake.
La mia curiosità è stata felicemente appagata, considerato la morbidezza del cake. Come sempre niente burro, ma olio extravergine.
E come sempre tè. Anche stavolta un nero, ultimamente ne sto bevendo litri, il cinese Grand Keemun, perfetto col cake.

Vi ricordo il pranzo di beneficenza che si terrà domenica 21 ottobre presso l'Opera San Francesco, in collaborazione con Identità Golose.

Cake con scamorza e prosciutto crudo

250 g. di farina 00,
100 g. di latte,
160 g. di scamorza fresca,
75 g. di prosciutto crudo stagionato,
2 uova,
2 albumi,
2 cucchiaini di miele del bosco Rigoni di Asiago,
4 cucchiai di olio extravergine,
una bustina di lievito per dolci,
qualche rametto di timo,
un pizzico di sale.

Ho setacciato la farina col lievito e il sale, ho aggiunto il miele, l'olio extravergine, gli albumi e le uova, il latte, e ho mescolato bene. Quindi, ho unito il prosciutto tritato a coltello, la scamorza tagliata a dadini e le foglioline di timo. Ho mescolato bene per amalgamarli all'impasto. Ho versato l'impasto in uno stampo da cake, foderato di carta forno e spennellato di olio extravergine. Quindi ho posto lo stampo in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti, gli ultimi 10 ho coperto con carta argentata per non scurire la superficie. Una volta sfornato, l'ho sformato e posto su una gratella a raffreddare.
Cake 4

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 17 ottobre 2012

Conchiglioni ripieni con provola e ricotta di pecora

Viva viva il minimal....

Conchiglioni ripieni 2


Stamattina riflettevo che in generale, ognuno di noi, tende a mantenere le sue peculiarità in ogni ambito. Mi spiego meglio, parlando di me.
In molte situazioni amo il minimalismo. Non mi vestirei mai con balze, trine e falpalà. Il mio abbigliamento standard, a parte i tailleur amatissimi quando ero più giovane, molto meno adesso, è pantalone o gonna (dalle linee semplici) e pullover di cachemire in inverno, o camicia in estate. Ballerine o stivali le mie calzature preferite.
Così per l'arredamento, sebbene mi piacciano mobili e oggetti antichi, anche in questo caso tendo a linee pulite, semplici.
I criteri di semplicità li mantengo anche in cucina. Mi piacciono piatti senza troppi fronzoli, tesi ad esaltare la bontà dei vari ingredienti.
E' ovvio, una zuppa dev'essere bella ricca, il sartù di riso preparato semplice semplice, perde la sua connotazione diventando riso al forno con sugo, mozzarella e qualche cosa.
Quindi si alla semplicità, ma accompagnata da un minimo di criterio. 

Conchiglioni ripieni 1

Con le dovute eccezioni, è ovvio. Nella nostra tradizione gastronomica ci sono alcuni piatti ricchissimi, come il citato sartù di riso, che devono essere preparati secondo la ricetta canonica, altrimenti perderebbero il loro fascino intramontabile. Penso alla cassata siciliana, un dolce meraviglioso, opulento e splendido da vedere.
In architettura il barocco lo amo moltissimo e posso contemplare per ore una chiesa di campagna, provando lo stesso piacere della vista di una cattedrale sontuosa.
Eccezioni a parte, però, tendo al minimal, molto minimal.

Anche i conchiglioni di oggi, seguono criteri mimimalistici. Un sugo semplicissimo, preparato con concentrato e passata di pomodoro, provola freschissima e ricotta di pecora.
Pochi ingredienti, ma tanto gusto.
La provola è un latticino tipico campano. E' preparato con il latte di bufala e affumicata. Buonissima. Il sapore è molto deciso, ma gustosissimo.
Purtroppo a Milano e dintorni non i trova facilmente, ma di tanto in tanto, la trovo e in questi casi la compro sempre.
La farcitura, dunque, era semplicissima, ma costituita da due ingredienti gustosissimi. Il sugo era preparato senza carne. In questo caso mi serviva un sugo semplice, teso ad esaltare il gusto della provola e della ricotta.
Non essendo più in stagione, invece dei pomodori freschi, lo so, sono ancora in vendita, ho optato per concentrata e passata.
Ho fatto appassire gli scalogni in poca acqua e olio extravergine, in questo modo gli scalogni rilasciano il loro sapore rendendo più leggero il sugo, quindi ho aggiunto il pomodoro, sale e qualche foglia di basilico. Lo so, non è più stagione, ma le piante sul balcone sono belle floride e sprecarlo mi sembrerebbe un delitto, beh, forse è un po' eagerato....
I conchiglioni, minimalismo a parte, erano davvero buoni.
Ho abbinato il tè nero English Breakfast, con i piatti salati mi piace tantissimo.

Conchiglioni ripieni con provola e ricotta di pecora

ingredienti per 4 persone:

320 g. di conchiglioni,
250 g. di provola,
250 g. di ricotta di pecora,
140 g. di concentrato, 
700 g. di passata di pomodoro,
parmigiano reggiano,
pecorino romano,
2 scalogni,
olio extravergine di oliva,
basilico,
sale.

Ho tritato a coltello gli scalogni, posti in una casseruola con due cucchiai di olio extravergine, unito due dita di acqua e cotto fino a quando l'acqua si è consumata e gli scalogni appassiti.
Ho aggiunto la passata e il concentrato di pomodoro, salato, unito qualche foglia di basilico, coperto e cotto per circa due ore a fiamma bassa.
Dopo aver sgocciolato bene la provola, l'ho tagliata a dadini e posta in una terrina. Ho aggiunto la ricotta, 2 cucchiai di parmigiano reggiano e pecorino romano grattugiati, un paio di mestoli di sugo e lavorato con una piccola frusta, fino ad ottenere un composto omogeneo.
Ho lessato i conchiglioni molto al dente. Ho posto un po' di sugo sul fondo di pirofile monoporzioni, quindi ho farcito i conchiglioni col composto di ricotta e provola.
Li ho posti nelle pirofili, cosparso di sugo e un paio di cucchiai di parmigiano e pecorino e cotti in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Conchiglioni ripieni 5

Ho abbinato il tè nero English Breakfast

Alla prossima!

Giovanna