lunedì 30 luglio 2012

Granita di tè al gelsomino

Granita di tè al gelsomino 1

Se le domeniche invernali inducono al raccoglimento, e quelle primaverili ed autunnali a passeggiate in campagna e a visite a città d'arte, quelle estive, mi sembrano adatte per escursioni, pic nic, giornate in spiaggia.
Le torride temperature di questi giorni, unite ad una fortissima afa, invece, sembravano fatte solo per essere trascorse in luoghi freschi, ben ventilati, refrigerandosi con bibite o granite.
Quindi, niente passeggiate al parco, nessuna giornata in spiaggia, ma relax casalingo, cucina leggera e molte, ma molte bevande fresche.

Granita di tè al gelsomino 2

Il tè, come sempre, è stato il protagonista di questo fine settimana. L'ho sicuramente bevuto caldo, eh si, non avrei potuto farne a meno e poi, quando leggo mi piace bere tè.
Dicevo di aver bevuto tanto tè caldo, oltre che freddo, ma in questi giorni ne ho consumato tantissimo anche sotto forma di granite.
Deliziose e refrigeranti, oltre che completamente prive di calorie considerato che anche le granite le ho consumate in purezza.
Per prepararle sono partita dal tè freddo, quindi ho infuso le foglie del tè per quattro ore se nero e sei se verde, poi ho filtrato il tutto in un contenitore a chiusura ermetica e posto nel freezer per circa quattro ore avendo cura di mescolare di tanto in tanto per evitare il formarsi dei cristalli di ghiaccio.
Per dovere di cronaca, la granita al gelsomino l'ho preparata sia senza zucchero che dolcificando con un cucchiaino di zucchero di canna, entrambe le versioni erano buone, ma ho preferito quella senza zucchero, più dissetante e dal sapore di tè più accentuato.

Le dosi? Per mezzo litro di granita occorrono mezzo litro di acqua minerale naturale e 5 g. di tè, a meno che non utilizziate alcuni tè del Darjeeling, che richiedono un maggiore quantitativo di tè.
Ma questi tè, così pregiati, è preferibile berli alla giusta temperatura di infusione, e non freddi e men che mai per granite.
La granita presentata oggi è stata preparata col tè verde al gelsomino, ma ne ho preparate altre con l'Earl Gray o col Grand Keemun, nonché con alcuni tè verdi aromatizzati alla menta, ed erano tutte molto aromatiche e gradevoli.

Granita di tè al gelsomino 4

Alla prossima!


Buona settimana! :-)


Giovanna

venerdì 27 luglio 2012

Conchiglioni ripieni con melanzane e mozzarella

Conchiglioni ripieni con le melanzane 2


L'ho atteso così a lungo, ma alla fine ne è valsa la pena. Chi? No, la domanda da porre è: cosa? Infatti, non mi riferisco ad una persona, ma ad un libro. Libertà di J. Franzen. Ne ho letto meno della metà ed è bellissimo. Forte, intenso, duro, un'analisi lucida sulla società attuale.
Dopo aver letto più volte, ed amato moltissimo, "Le correzioni" temevo di provare delusione nel leggere la sua opera successiva.
Così non è stato, Le correzioni e Libertà sono due libri diversi, ma entrambi intensi. Mi sembra quasi che entrambi siano legati da un filo: dalla famiglia, passando per la coppia, fino ad un'analisi della società.
Libertà è stato proprio, una ventata di freschezza in questa torrida ed afosa estate.

Conchiglioni ripieni con le melanzane 6

Lettura a parte, in questi giorni sto cucinando molto poco. Lo so, sono strana, in quei giorni di afa e temperature elevate, non facevo altro che sfornare verdure, torte salate, pasta al forno, mentre nei giorni scorsi con temperature decisamente più agevoli, ho preparato insalatone e verdure grigliate.
Ma tant'è! Ed a proposito di ricette e verdure estive, oggi ho letto il numero di agosto de La Cucina Italiana, bellissimo, sono già col taccuino a compilare una lista interminabile di ricette da fare.

Conchiglioni ripieni con le melanzane 4

Questi conchiglioni, invece, li ho preparati proprio per caso. L'idea iniziale era di preparare i maccheroni alla siciliana, uno dei piatti estivi che amo di più.
In pratica, melanzane fritte, si lo so, non è sano mangiare la frittura, soprattutto in estate, ma di tanto in tanto uno strappetto si può fare, o no?
Comunque, melanzane fritte, sugo di pomodoro fresco, con o senza carne, io lo preferisco senza, mozzarella, parmigiano e, se piace, pecorino romano grattugiato. Insomma una pasta deliziosa e buonissima.
Poi, in dispensa ho visto  i conchiglioni, giusto un paio di porzioni e ho pensato di utilizzarli, farcendoli col ripieno di melanzane e mozzarella.
In questo caso le melanzane invece di tagliarle a fette per il lungo, le ho tagliate a tocchetti, inoltre, i pomodori non li ho passati al passaverdure, lasciandoli, seppure ben cotti, quasi a pezzettoni.

Conchiglioni ripieni con le melanzane 9

Risultato? Talmente buoni che il giorno dopo ho acquistato altri conchiglioni per accontentare mio marito che me li aveva richiesti.
Come sempre ho abbinato il tè. Considerato la complessità dei sapori, ho optato per il Grand Keemun, il suo gusto deciso e le sue note affumicate hanno accompagnato molto bene il piatto.

Conchiglioni ripieni con le melanzane 3

Conchiglioni ripieni con melanzane e mozzarella

ingredienti per due persone:

180 g, di conchiglioni,
800 g. di pomodori datterini,
3 melanzane,
250 g. di mozzarella di bufala,
parmigiano e pecorino grattugiati,
un aglio,
olio extravergine di oliva,
basilico,
sale.

Per prima cosa ho lavato le melanzane, le ho tagliate a tocchetti e poste nel colapasta a strati, salandole tra uno strato e l'altro, coperte con un piatto e lasciate per circa un'ora a spurgare.
Intanto ho lavato i pomodori, tagliati a tocchetti, ho fatto soffriggere l'aglio in un paio di cucchiai di olio extravergine, quindi ho unito i pomodori, salato, insaporito con una decina di foglie di basilico, mescolato bene e fatto cuocere a fiamma bassa, fino a quando il sugo risultava addensato, i pomodori cotti. A metà e fine cottura ho aggiunto qualche altra foglia di basilico.
In abbondante olio extravergine ho fritto le melanzane, dopo averle sciacquate bene per eliminare il sale ed asciugate. Ho lessato i conchiglioni lasciandoli molto al dente.
In una terrina ho unito metà delle melanzane, un paio di cucchiaio di parmigiano e pecorino grattugiati, qualche foglia di basilico, più della metà della mozzarella tagliata a dadini e la metà del sugo, ho amalgamato bene e aiutandomi con un cucchiaino ho farcito i conchiglioni.
Ho cosparso con un cucchiaio di sugo il fondo di due teglie mono porzioni, e vi ho posto i conchiglioni, li ho ricoperti con i dadini di mozzarella tenuti da parte, qualche cucchiaio di sugo e spolverizzati col parmigiano e pecorino, quindi ho posto le teglie in forno preriscaldato a 180° e ho cotto i conchiglioni per circa 30 minuti.
Li ho serviti tiepidi, accompagnati dalle restanti melanzane condite con abbondante pecorino e parmigiano grattugiato e qualche foglia di basilico.

Conchiglioni ripieni con le melanzane 8

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 25 luglio 2012

Muffin al pesto

Muffin al pesto 1


Dopo una settimana molto molto lunga e tanto tanto pesante alle spalle, ma soprattutto dopo un fine settimana non molto rilassante e riposante, ieri, appena tornata a casa dall'ufficio, invece di tuffarmi in mille attività, tipo preparare la cena, mettere in ordine e così via, mi sono imposta, ebbene si, imposta di dedicare del tempo al riposo.
Quindi tè indiano pregiato, sorseggiato con calma, Mozart in sottofondo e la lettura del libro di J. Franzen.
E' servito? No, non molto, perché come sappiamo bene, il relax è soprattutto una condizione spirituale e mentale.
Le note di Mozart, per quanto sublimi, il tè, per quanto pregiato, non aiutano molto se si continua a pensare e compilare liste mentali di cose da fare.
La verità è che sono stanca, sento il bisogno di trascorrere qualche giorno in pieno relax, facendo cose semplici, ma in totale libertà.

Muffin al pesto 5

Semplici come una passeggiata sul lungolago, visitare un museo, alzarmi presto per fotografare l'alba, seguire i miei tempi, cucinare con calma, perdermi nella lettura di un libro, sorseggiare il tè assaporandolo sorso dopo sorso.
Nel frattempo, ancora una volta, ho portato l'aria di vacanza in cucina, preparando questi muffin al pesto, uno dei condimenti estivi per eccellenza.
Inizialmente volevo preparare una contrapposizione tra il pomodoro presentato come mousse o budino e i muffin al pesto, una dedica a due ingredienti estivi che amo molto, il pomodoro e basilico.
Poi, mille altre cose da fare hanno preso il sopravvento e mi sono limitata ai muffin al pesto, accompagnati, però da pomodorini datterini.

Muffin al pesto 7

Poiché il pesto doveva essere cotto con i muffin, ho voluto prepararlo col mortaio, in tal modo il basilico non si ossida, come invece accade col frullatore, rendendo il sapore del pesto più ricco e pieno, in grado di reggere meglio al calore del forno.
Volevo ottenere dei muffin dal colore uniforme e non marmorizzato, quindi ho "sciolto" il pesto nel latte, mescolando, poi, con cura i vari ingredienti.
Per dodici muffin ho utilizzato 2 cucchiai colmi di pesto; il sapore del pesto si sentiva appieno, senza però prevalere.
Per renderli leggermente croccanti ho unito all'impasto una manciata di pinoli. Essendo il pesto già ricco di parmigiano reggiano e pecorino, non ho unito altri formaggi. Lo scopo era proprio di ottenere dei muffin al sapore di pesto.
Il risultato è stato ecellente, i muffin erano morbidi e corposi e il pesto regalava profumo e carattere.
Abbinati ad una fresca insalata di pomodori datterini e caciocavallo silano, erano perfetti.
Golosi e profumati, li ho trovati ideali per un pic nic o una cena estiva in terrazza.

Muffin al pesto 9

Da bere ho abbinato un pregiato tè nero indiano del raccolto di questa primavera, il Mim. Il suo gustofresco, ma nel contempo deciso reggeva bene la complessità di sapori del pesto.

Muffin al pesto

ingredienti per 12 muffin:

200 g, di farina 00,
200 g. di latte,
2 uova,
2 cucchiai di pesto ligure,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
una manciata di pinoli,
una bustina di lievito per dolci,
sale.

Ho setacciato la farina e il lievito, aggiunto un pizzico di sale; quindi ho sciolto il pesto nel latte e unito la miscela alla farina e al lievito, aggiunto le uova, l'olio di extravegine di oliva, i pinoli e mescolato bene, in modo da amalgamare bene i vari ingredienti.
Ho posto i pirottini negli incavi degli stampi da muffin e li ho riempiti per 3/4 con la pastella. Ho posto le teglie in forno preriscaldato a 180° e cotto per circa 20 minuti, fino a quando i muffin risultano gonfi e dorati, come sempre vale la prova stecchino.
Dopo averli sformati li ho fatti raffreddare su una gratella da pasticciere.

Muffin al pesto 11

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling Mim

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 23 luglio 2012

Sformato di pappardelle al ragù di verdure

Sformato di pasta 4


Se lo scorso fine settimana è stato all'insegna del "take it easy", in quello appena passato di "easy" non c'è stato proprio nulla.
Soltanto pulizie in casa, spesa, impegni e....vabbè, vi (e mi) risparmio l'elenco.
Però, che noia!
Ciò nonostante,  sono riuscita a ritagliarmi del tempo per la lettura del libro di J. Franzen e il mio amato tè.
Anzi, domenica pomeriggio, è stato proprio un pregiato e raro tè bianco del Darjeeling, zona sicuramente più famosa per la produzione dei tè neri, regalo di una cara amica, a riconciliarmi, sorso dopo sorso con la giornata.
Vi avevo anche accennato che, sempre lo scorso fine settimana, avevo rimandato la preparazione dello sformato al pomeriggio, preferendo fare di mattina un giro in centro.
Lo sformato postato oggi è proprio quello preparato la scorsa settimana, anche perché non è che prepari sformati quotidianamente. Anche se mi piacerebbe, oltre per il piacere di mangiarlo, per il divertimento nel farlo.
Lo sformato in questione è molto leggero, preparato con un ragù di verdure di stagione e farcito con mozzarella di bufala.

Sformato di pasta 3

Ne ho preparato una doppia dose, realizzando, in tal modo, anche la cena per il lunedì.
Il giorno dopo, era ancora più buono.
Dunque, verdure di stagione, ovvero pomodori, melanzane e zucchine. Cotture al forno, a parte il sugo, preparato ovviamente in casseruola.

Sformato di pasta 1

Le melanzane e le zucchine, dopo essere state tagliate a dadini, sono state cotte in forno a 125° per circa 40 minuti, risultando cotte, ma croccanti e dorate. Le ho aggiunte al sugo e fatte insaporire per qualche minuto e poi, col sugo ho condito le pappardelle all'uovo. La mozzarella di bufala e un'abbondante dose di parmigiano reggiano e di pecorino romano hanno completato il piatto.

Ovviamente tè. Ho scelto un pregiato tè nero del nuovo raccolto l'Yixing Mao Feng, dal gusto morbido e delicato era ideale con le verdure e le pappardelle.

Sformato di pappardelle al ragù di verdure

ingredienti per 4 persone:

500 g. di matassine formato pappardelle Giuseppe Cocco,
600 g. di pomodori perini,
2 melanzane lunghe,
3 zucchine,
250 g. di mozzarella di bufala,
parmigiano reggiano,
pecorino romano,
basilico,
un aglio,
olio extravergine di oliva,
pan grattato,
sale.

Ho lavato, asciugato e tagliato a dadini le melanzane e le zucchine, le ho poste in una teglia ricoperta di carta forno, condite con un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e mescolate bene, in modo da distribuire l'olio extravergine. Quindi, le ho poste in forno preriscaldato a 125° e le ho cotte per circa 40 minuti, girandole un due, tre volte, fino a quando le verdure sono risultate dorate e croccanti.
Dopo la cottura le ho leggermente salate.
Intanto che le verdure erano in forno, ho preparato il sugo: lavato e tagliato a dadini i pomodori, fatto soffriggere un aglio in due cucchiai di olio extravergine, quindi ho unito i pomodori, aggiunto una decina di foglie di basilico grossolanamente spezzettate, salate e portate a cottura.
Una volta pronto, ho unito le melanzane e le zucchine e ho continuato la cottura per altri 5 minuti.
Dopo aver lessato le pappardella piuttosto al dente, le ho condite con 3/4 del sugo, un paio di cucchiai di parmigiano e pecorino grattugiati, metà della mozzarella tagliata a dadini e qualche foglia di basilico.
Ho mescolato bene per amalgamare i vari ingredienti e posto metà delle pappardelle in una teglia da ciambella, precedentemente oliata e spolverizzata col pan grattato. Col dorso del cucchiaio ho premuto bene la pasta per farla aderire al fondo e alle pareti, quindi ho farcito con la restante mozzarella, un altro paio di cucchiai di parmigiano e pecorino, un paio di cucchiai di sugo e ho coperto con le restanti pappardelle.
Ho insaporito con un altro paio di cucchiai di sugo, e del pan grattato e cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti. Se dovessi dorare molto, a metà cottura è preferibile coprire con carta argentata.
Quindi l'ho sfornato e una volta raffreddato l'ho sformato.
Prima di servirlo l'ho riscaldato, è buono anche tiepido.

Sformato di pasta 2

Ho abbinato il tè nero cinese Yixing Mao Feng

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

giovedì 19 luglio 2012

Taglierini con le melanzane e la feta

Taglierini con le melanzane 2


Dopo averlo aspettato così tanto, finalmente è arrivato! In libreria. Adesso a casa mia. Cosa? Ma, il libro di Jonathan Franzen, Libertà.
Ho letto una ventina di pagine e mi ha già catturato. Peccato che con la stessa tenacia richiedono la mia attenzione il lavoro, la cucina, la casa.
Certo, non è che in questi giorni stia facendo chissà quali grandi pranzi, ma un minimo devo pur farlo.
Col caldo, comunque, a parte le insalate fredde, una strategia sono le verdure al forno. Mentre cucinano faccio altro, poi arieggio e intanto una bella teglia ricca di verdure colorata e golosa è in tavola.
Le verdure al forno, per me, sono una grande risorsa, ci condisco la pasta, preparo un contorno.

Spesso preparo il caviale di melanzane, in pratica melanzane tagliate a metà, cotte al forno e frullate con olio extravergine, pinoli, formaggio, non ho una ricetta unica. Poi ci condisco la pasta o la spalmo sui crostini.
In questo caso, avevo comprato della ricotta di capra per condire la pasta, avendo della feta, ho pensato di fare un piatto mediterraneo per eccellenza, aggiungendo alla ricotta il pesto di melanzane e condendo il tutto con la feta.
Una manciata di pinoli hanno completato il pesto e arricchito il piatto.

Come tè senza indugio ho scelto un pregiato first flush del Darjeeling, il Risheeat, il suo gusto armonizzava benissimo con quello delle melanzane.

Taglierini con melanzane e feta.

Ingredienti per due persone:

250 g. di matassine formato taglierini Giuseppe Cocco,
2 melanzane lunghe,
150 g. di ricotta di capra,
una manciata di pinoli,
feta,
olio extravergine di oliva,
basilico,
sale.

Dopo aver lavato, tagliato a metà le melanzane le ho inciso a griglia e poste su una teglia, ricoperta di carta forno, condite con un filo di olio extravergine di oliva, quindi le ho cotte in forno preriscaldato a 150°, girandole un due, tre volte, per circa un'ora, o fino a quando erano molto morbide.
Quindi ho prelevato delicatamente la polpa, tagliato a dadini la parte esterna di una sola melanzana e l'ho frullata con un paio di cucchiai di olio, un pizzico di sale, mezzo cucchiaino di pinoli, qualche foglia di basilico, fino ad ottenere un pesto leggermente grossolano. Ho unito la ricotta di capra, ho frullato ancora un attimo. Ho aggiunto un mestolino di acqua di cottura della pasta, fino ad ottenere un pesto non troppo denso, leggermente morbido.
Intanto ho tagliato a listarelle sottili l'involucro della restante melanzana e l'ho fritto in abbondante olio extravergine.
Ho tostato in una padella calda mezzo cucchiaino di pinoli, ho lessato la pasta, l'ho condita con la crema di melanzane e ricotta, perché il piatto risultasse cremoso ho aggiunto un altro mestolino dell'acqua di cottura della pasta. Ho unito i pinoli tostati, qualche foglia di basilico, le bucce di melanzane fritte e la feta sbriciolata.

Taglierini con le melanzane 4

Ho abbinato il tè nero indiano Resheeat

Alla prossima!

Giovanna

mercoledì 18 luglio 2012

Storie di cibo, racconti di vita


Lunedì sera al Piccolo Teatro di Milano è stato presentato: "Storie di cibo, racconti di vita" un'antologia, una raccolta di racconti  dedicati al cibo.
L'antologia pubblicata da Skira, è stata realizzata nell'ambito di Expo Milano 2015 ed è la prima di una collana dedicata a Milano, raccontata attraverso i luoghi del cibo.
Dieci giornalisti, intellettuali, scrittori, nei loro racconti, hanno parlato di cibo, vita e uomini.
Parlare del cibo, raccontarlo, rappresentarlo è insito nell'uomo. Da sempre, arte e cibo sono un binomio imprescindibile.
Cibo come nutrimento del corpo e dell'anima.

Paolo Marchi, tra gli autori dell'antologia, ha dedicato il suo racconto ad Aimo e Nadia, due grandi, illustri, rappresentanti della cucina milanese con Il luogo di Aimo e Nadia.
Lunedì sera, nel chiostro del Piccolo Teatro di Milano, cibo, parole, vita, profumi, ricette, si sono intrecciati in un percorso suggestivo ed emozionante.
Sul palco, Aimo e Nadia, in un dialogo serrato e fitto con Paolo Marchi hanno raccontato  la loro storia, Tommaso Minniti, un attore teatrale ha letto alcuni brani del racconto di Paolo Marchi, mentre Alessandro Negrini uno dei due chef de Il luogo di Aimo e Nadiadietro ai fornelli, sullo stesso palco, ha preparato i celeberrimi spaghetti al cipollotto e peperoncino. Fabio Pisani, l'altro chef de Il luogo di Aimo e Nadia era rimasto al ristorante.

Tutto inizia nell'immediato dopoguerra, quando Aimo, non ancora quindicenne arrivò a Milano per vendere le caldarroste con lo zio Silvio.
Anni difficili, il cibo scarseggiava e i sogni lo condivano. Aimo, grande affabulatore, ha raccontato che la polenta rappresentava il pranzo e la cena e il condimento, dal coniglio ai funghi esisteva solo nella fantasia e nei racconti.
Mentre, invece, reali e concreti erano i ghisa, i vigili milanesi, temibili per un ragazzino non ancora quindicenne e, quindi, non in regola col permesso di lavoro.
Emozionante e vibrante il ricordo di quando fu salvato da una bellissima signora bionda e da un elegante signore che l'accompagnava. Solo anni dopo, Aimo scoprì che si trattava di Wanda Osiris e Carlo Dapporto.
Dalla sua prima cucina in via Copernico, un bar tabacchi gestito con sua madre, fino al locale storico in via Monteccuccoli, quando ancora non era nemmeno asfaltata, il locale che dal 98 ha assunto l'insegna definitiva: Il Luogo di Aimo e Nadia.
La vita di Aimo è stata dedicata interamente al cibo, al buon cibo. La sua passione, il suo entusiasmo si avverte in ogni sua parola.
Racconta la sua vita e ci parla del cibo. "Non esistono piatti ricchi o poveri, ma piatti buoni", "l'olio extravergine è il vero ed unico condimento".
Quando Stefania Moroni sale sul palco, sceglie di stare affianco alla madre, perché lei, a partire dalla Signora Nunzia, la madre di Aimo, una grande cuoca precisa Nadia,  è la terza generazione delle donne Moroni in cucina.

Mentre la storia si dipana, nell'aria si sparge il profumo del cipollotto e del peperoncino cucinato da Alessandro Negrini, che assistito da Elisa Pella, ci racconta la ricetta degli spaghetti col peperoncino e i cipollotti.
La zuppa etrusca, piatto toscano per eccellenza, chiude la serata, mentre sullo sfondo è ancora possibile vedere le fotografie di questa grande coppia e nell'aria echeggiano le parole che hanno raccontato la storia di una grande famiglia.

Giovanna

lunedì 16 luglio 2012

Muffin con pesche e amaretti

Muffin con pesche e amaretti 9


Buongiorno a tutti! Avete trascorso un buon fine settimana? Il mio è stato all'insegna del "take it easy!"
Dopo giornate intense, impegnative, lunghe, stancanti, ma per molti aspetti anche piacevoli, per il fine settimana ho abolito la parola: "impegni" e "devo fare!".
Il che non significa che non abbia fatto nulla, anzi!, ma le varie attività, tra le quali il cucinare, of course!, sono state guidate soltanto dalla voglia di fare, senza il vincolo di doverle fare assolutamente.
Come ieri mattina, quando, ho rimandato la preparazione dello sformato di pasta al pomeriggio, preferendo fare  una passeggiata.

Muffin con pesche e amaretti 1

I muffin, li ho preparati, in settimana, per la merenda. Sani, di stagione, golosi. Stavolta erano in versione dolce, ripieni di pesche gialle e amaretti. Un binomio perfetto, anche nei muffin.
Come sempre, invece del burro ho preferito l'olio extravergine. Inoltre, volendo percepire appieno il sapore della pesca, ho preferito evitare dolcificanti, considerato che la frutta contiene il fruttosio.

Muffin con pesche e amaretti 2

Muffin con pesche e amaretti 4

Ovviamente tanto tè, lo sapete, è la mia bevanda d'elezione. Ma il tè, per me, è molto di più di una bevanda.
Tra le degustazioni, lo studio del tè, partendo dalle sue proprietà organolettiche, passando per la sua storia, affascinante ed interessante, e le conversazioni con persone addentro questo meraviglioso mondo, sto sempre con le mani, la testa e, soprattutto,  il cuore in questa bevanda.
Tra l'altro, avendo fatto il break con i muffin e il tè, intorno alle cinque, ho realizzato un tè estivo domenicale, molto amato dagli inglesi.
Mancavano gli scones, le pietanze salate, mancava soprattutto il giardino, ma lo spirito, quello si, c'era tutto.
Ho abbinato un pregiato tè nero, proveniente dalla piantagione Mim, situata nel Darjeeling, del raccolto di primavera.
Quindi, foglie dal sapore morbido, fresco. Sorseggiandolo, la sensazione era di camminare nella piantagione, nelle prime ore dell'alba, quando il profumo della terra, misto alla rugiada, si espande gentilmente nell'aria.

Muffin alle pesche e amaretti

ingredienti per 12 muffin

200 g. di farina 00,
200 g. di latte,
una pesca,
2  uova,
20 g. di amaretti,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
una bustina di lievito per dolci,
lamelle di mandorle,
sale.

Ho setacciato il lievito e la farina, ho aggiunto un pizzico di sale e gli amaretti sbriciolati grossolanamente, ho mescolato bene, quindi ho unito la pesca tagliata a pezzetti, l'olio extravergine di oliva, il latte e le uova, ho amalgamato bene i vari ingredienti.
Negli incavi degli stampi da muffin ho posto i pirottini e li ho riempiti per 3/4 con la pastella, alcuni li ho decorati con le lamelle di mandorle, quindi ho cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti, Comunque, vale sempre la prova stecchino. Li ho sformati e serviti a temperatura ambiente.

Muffin con pesche e amaretti 6

Ho abbinato il tè nero indiano Mim

Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 13 luglio 2012

Torta salata con pomodori e feta

Sfogliata con pomodori e feta 2


Ci sono ricette che, al pari di un vestito, di un profumo, vivono un periodo di "massima celebrità" per poi essere completamente dimenticate.
Però, basta un piccolo episodio, un profumo, un colore a ricordarle e farle rivivere, talvolta, una seconda stagione.
Come questa torta salata, per molto tempo la protagonista di cene estive, molto informali, tra amici.
Quelle cene organizzate per il piacere di incontrarsi, conversare, condividere un momento della propria vita tra persone amiche.
Cene nate per il gusto di stare insieme, decise in un minuto. Cene, dove ogni partecipante portava qualcosa per arricchire il buffet.
Di quegli incontri serbo ancora, gelosamente, il ricordo di sogni, progetti, desideri, risate, teglie di pasta al forno e torte salate, piatti che ero solita preparare.
Se il tempo a disposizione era poco preparavo una torta salata con pasta sfoglia, pomodori e mozzarella.
Una ricetta non consuetissima, considerato che la pasta sfoglia, si era soliti farcirla con ricotta, mozzarella, formaggi e prosciutto, o salame.

L'idea di preparare una torta salata con pomodori, mozzarella e pasta sfoglia, l'avevo presa su uno dei primi numeri di Sale & Pepe, se la memoria non mi inganna, e mi era piaciuta per l'immediatezza: srotolavo un rotolo di pasta sfoglia, aggiungevo pomodori e mozzarella et voilà la torta era già pronta per andare in forno.
Col tempo avevo apportato alcune varianti, fino a non farla più, senza un motivo preciso. Forse, come per molte cose, la sua stagione era finita.

In questi ultimi mesi, il pensiero indugia molto su quegli anni, facendomi ricordare cose, apparentemente, dimenticate, fra le quali quelle serate, quelle cene e quella torta, che ho rifatto diverse volte, variando di volta in volta gli ingredienti.
Questa versione, fatta di recente, prevede la feta e la senape come base tra la pasta e i pomodori, spennellata in una piccolissima quantità, il suo gusto piccante contrasta con la dolcezza dei pomodori, senza, però, imporsi.
I pomodori, li ho fatti appassire in forno aromatizzandoli con qualche fogliolina di timo e condendoli con un filo d'olio extravergine.
Il passaggio in forno, li rende più asciutti, adatti per la pasta sfoglia.

Il tè è, come sempre, presente. In questo caso ho abbinato un nero cinese, l'Yixing Mao Feng, proveniente dalla cittadina di Yixing, la stessa delle teiere di terracotta.
Il tè, dal gusto morbido e delicato era perfetto per la feta e i pomodori.

Torta salata con pomodori e feta

un rotolo di pasta sfoglia surgelata,
2 pomodori insalatari,
feta,
erbe aromatiche - timo e basilico,
olio extravergine di oliva,
senape.

Ho lavato, asciugato e tagliato a fette i pomodori. Li ho posti un una teglia ricoperta di carta forno, aromatizzati con qualche fogliolina di timo e un filo di olio extravergine e li ho cotti, per circa un'ora, in forno preriscaldato a 125°.
Dopo aver scongelato la pasta sfoglia, l'ho assottigliato leggermente e stesa in una teglia rotonda, ho spennellato il fondo con una punta di senape, l'ho ricoperto con i pomodori e cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti, o fino a quando la pasta è risultata gonfia e dorata.
L'ho condita con un filo d'olio extravergine, qualche foglia di basilico e la feta grossolanamente tritata.
E' ottima abbinata alla mozzarella di bufala e al caviale di melanzane.

Sfogliata con pomodori e feta 3

Ho abbinato il tè nero cinese Yixing Mao Feng

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 11 luglio 2012

Tè alla menta

Tè alla menta 5

Se nei mesi più freddi è confortante il pensiero di tornare a casa e prepararsi un tè caldo, nella stagione estiva è altrettanto piacevole l'idea di preparare, una volta a casa, un tè caldo, aromatico e rinfrescante.
Si, ho scritto proprio tè caldo, rinfrescante. Sembra un ossimoro, ma il tè aromatizzato alla menta, bevuto caldo, infonde una sensazione di freschezza che perdura a lungo.
Il tè alla menta, mi piace berlo tutto l'anno, ma  durante la stagione estiva ne aumento, considerevolmente il consumo.
 
Tè alla menta 8

Bevanda tipica dei paesi mediorientali, soprattutto del MaroccoSolitamente, per accentuare il sapore della menta fresca e le sue note fresche e aromatiche si beve zuccherato.

Qualche anno fa ho letto il bel libro di Tahar Ben Jalloun "Partire", nel quale di tanto in tanto affiorava l'immagine di un bar del porto, dove ai tavolini i vari personaggi sorseggiando un tè caldo, aromatizzato alla menta, vagheggiavano la partenza per la Spagna.
In effetti è proprio bello sorseggiare una tazza di tè e lasciare la mente libera di vagare...

Tè alla menta 1

Il tè alla menta si prepara utilizzando tè verde, molto indicati i cinesi "Chun Mee" o "Gunpowder Pingsuey".
In questo caso ho scelto il Gunpowder, dalle caratteristiche foglie arrotolate in palline piccolissime. Dopo l'infusione si aprono dispiegandosi, dando luogo ad un infuso molto rinfrescante.
Come scrive Helen Simpson nel delizioso "Un tè al Ritz": "Il liquido che si ottiene è in netto contrasto col nome bellicoso: fine, pallido, timido, leggermente amaro e color paglia".
Inoltre, come menta andrebbe usata la Nanà e come già scritto, il tè va bevuto zuccherato, sia per accentuare il sapore di menta e la sua nota fresca ed aromatica, ma anche perché in Marocco, si tende a preparare un tè molto ristretto, con lunghi tempi di infusione, quindi lo zucchero serve a stemperare il sapore forte ed addolcirlo.
 
Tè alla menta 6

Il sapore del tè varia moltissimo in base alla varietà di menta e alla quantità di zucchero utilizzato. Solitamente uso la menta piperita, la Nanà non è facilmente reperibile. Ma quando ho avuto l'occasione di assaggiarlo con la Nanà, seppure essiccata, il suo sapore era completamente diverso, molo più fresco ed aromatico.

Tè alla menta 3

Se ho dosato tè e quantitativo di acqua, sono andata ad occhio per la menta, regolandomi su una ventina di foglie spezzettate unite al tè durante l'infusione e qualche foglia posta nella teiera subito dopo l'infusione.

Tè verde alla menta

per 1/2 l di tè occorrono: 50 cl di acqua minerale, 5 g di tè verde in foglie Gunpowder Pingsuey, una trentina di foglie fresche di menta, zucchero di canna.
Si fa bollire l'acqua alla giusta temperatura di infusione, in questo caso 85°, si versa nella teiera sulle foglie di tè e di menta, si lascia in infusione per il giusto tempo, nel caso del Gunpowder 3 minuti, poi si filtra e si addolcisce con zucchero di canna.
Tè alla menta 10

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 9 luglio 2012

Pizza chiena, molto chiena

Pizza chiena 6

Cerca, consulta,  leggi, sfoglia, sfoglia, sfoglia, sfoglia, alla fine, ho trovato la pizza chiena. No, non la pizza, bensì, la ricetta...
E' andata così. Stavo preparando un piatto regionale e volevo una precisazione,
Mi sono persa tra la miriade di libri e riviste che ho, e dopo una ricerca, tanto lunga, quanto infruttuosa, l'idea: "perché non consultare il cucchiaio d'argento?", già, perché?
Dopo una beve consultazione ho trovato ricetta e precisazione.

Pizza chiena 3

Eppoi, eppoi, invece di chiudere il libro, ringraziare e andare a terminare il piatto, mi sono persa tra le mille ricette presenti nel libro: olive all'ascolana, bagnet, polpi affogati, cassata siciliana, arancine di riso,  risi e bisi, torta pasqualina, zuppa pavese, bucatini all'amatriciana fino a quando è apparsa lei, la pizza chiena.

Pizza chiena 4

Va da se, che per una "fanatica" di ricette regionali, lievitati, torte salate, questa ricetta era irresistibile. Se poi, aggiungiamo che è tipica delle mie parti, ed io la conoscevo solo di nome, ma non l'avevo mai mangiata, allora, direi che siamo quasi alla perfezione.
Con buona pace dei puristi delle ricette regionali, tra i quali, in taluni casi, mi ci colloco anch'io, premetto che ho fatto delle variazioni, cosa, d'altra parte, abbastanza normale per le ricette tipiche.
La mia variazione è stata dettata dai soliti motivi salutistici: considerato il caldo, sebbene la pizza l'abbia preparata a fine primavera quando di caldo manco a parlarne, ho sostituito il salame, col prosciutto cotto.
Inoltre, e qui rispetto ai motivi salutistici sono in controtendenza, ho aumentato le dosi del caciocavallo, del prosciutto e delle uova, ma la pizza la volevo "assai chiena"!
Dunque, pizza chiena. Tipica ricetta di origine campana, farcita con caciocavallo, salame e uova. Senza contare le numerose varianti.
Oltre che come "pizza chiena" è conosciuta anche "canascione"

La pizza accompagnata da una fresca insalatina, l'abbiamo consumata per cena. E' chiaramente, perfetta per un pic nic.

Tè, tè a volontà! La sapidità della pizza richiedeva un tè aromatico, dalle note decise. Ero incerta tra due tipi, alla fine ho optato per Grand Keemun, il suo gusto affumicato si abbinava bene alla pizza, accompagnandola senza, però, imporsi.
Mio marito ha preferito un vino bianco, rimanendo nei confini regionali ha abbinato un Fiano di Avellino.

Pizza chiena 2

Pizza chiena

per la pasta:

250 g. di farina,
20 g. di lievito di birra,
2 cucchiai di olio extravergine,
1/2 cucchiaino di sale,
zucchero,

per il ripieno:

4 uova,
140 g. di prosciutto cotto Lenti,
140 g. di caciocavallo della Sila,
pepe.

In un bicchiere ho diluito il lievito e un cucchiaino di zucchero con poca acqua tiepida, ho fatto fermentare per circa 15 minuti. Quindi, sulla spianatoia ho fatto la fontana con la farina, al centro ho aggiunto il lievito preparato, il sale, l'olio extravergine e ho lavorato il tutto fino ad ottenere liscio ed omogeneo. L'ho posto in un recipiente, coperto con un canovaccio inumidito e posto per circa un'ora a lievitare.
Intanto ho preparato il ripieno. In una terrina ho posto le uova leggermente sbattute, il caciocavallo e il prosciutto cotto tagliato a dadini e un'abbondante macinata di pepe fresco.
Ho amalgamato bene il tutto.
Ho steso la pasta in due dischi, uno leggermente più grande dell'altro, col quale ho ricoperto una teglia del diametro di 24 cm, precedentemente ricoperta di carta forno ed unta. Ho fatto risalire la pasta oltre il bordo della teglia e farcito col ripieno preparato, livellato bene e chiuso col secondo disco. Quindi ho ripiegato verso l'interno la pasta che oltrepassava il bordo.
Ho spennellato la superficie con l'olio extravergine e cotto in forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti, fino a quando la torta è risultata dorata in superficie. L'ho sformata ponendola su una griglia a raffreddare e l'ho servita fredda.

Pizza chiena 1

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

giovedì 5 luglio 2012

Orecchiette col sugo di pomodoro fresco e involtini di carne

Orecchiette 1


Eravamo rimasti alle orecchiette home made, cucina regionale e tradizioni. Ma queste orecchiette, poi, come le ho condite? Nel post parlavo di un sugo molto tradizionale e di stagione, no, non lo ricordo a memoria, l'ho appena letto...
Tradizionale, perché in Puglia, le orecchiette oltre che con le cime di rapa, si condiscono anche col ragù e gli involtini.
In questo caso si al sugo, si anche agli involtini, ma non ho seguito alcuna ricetta regionale facendo a modo mio.
Peraltro, i miei amici pugliesi e puristi delle tradizioni gastronomiche - locali - mi dicono che gli involtini si preparerebbero con la carne di cavallo, opzioni per me assolutamente, e sono ultra perentoria sull'assolutamente, improponibile: non riuscirei né a prepararli e men che mai a mangiarli, quindi si al vitellone...e anche in questo caso proprio di tanto in tanto. 

Orecchiette 3

Il sugo l'ho preparato con i pomodori freschi, seguendo il solito metodo: metto in pentola i pomodori tagliati in due o quattro parti, unisco il basilico, la cipolla grossolanamente tritata, l'aglio, l'olio extravergine, il sale e cucinando a fiamma bassa e mescolando in continuazione, lo faccio andare fino a quando i pomodori sono ormai molto morbidi, quindi,  passo tutto al passaverdura e faccio cuocere a fiamma bassa, fino a quando il sugo è ristretto.
Ristretto è un concetto molto, ma molto relativo, Se i pomodori sono di buona qualità, quindi coltivati con tutti i criteri, insomma, quello che dovrebbe essere  un pomodoro normale, il sugo in un attimo si addensa ed è pronto.
Altrimenti, se il pomodoro è un po' acquoso i tempi si allungano. Per intenderci, quelli coltivati dal contadino e venduti al suo banco al mercato, sicuramente appartengono alla prina categoria.
In ogni caso, il sugo preparato mettendo prima tutto in pentola e poi passato al passaverdure è molto più profumato, considerato che parte del basilico, dell'aglio e della cipolla, vengono "tritati" insieme ai pomodori, regalando al sugo un sapore eccellente.
Gli involtini, invece, li ho preparati prendendo spunto da come li facciamo a Napoli, ovvero uva passa, pinoli, parmigiano, pecorino, prezzemolo e pangrattato, una vera bontà!

Andando oltre il concetto di regionalità, ho abbinato il tè, in questo caso, considerata la complessità di sapori, mi sono orientata su un tè affumicato, il Grand Lapsang Souchong, che ha retto benissimo sia le orecchiette col sugo che gli involtini.

Orecchiette col sugo di pomodoro fresco e involtini di carne

ingredienti per due persone:

1,5 kg di pomodorini perini,
2 fette di vitellone,
2 cipollotti di Tropea,
un paio di spicchi di aglio,
una manciata di uva passa,
una manciata di pinoli,
pecorino romano,
parmigiano reggiano,
olio extravergine di oliva
basilico,
prezzemolo,
pan grattato,
sale.

Ho cominciato preparando il sugo, quindi, ho lavato i pomodorini, essendo piccoli li ho tagliati a metà, li ho posti in pentola con i cipollotti tagliati grossolanamente, l'aglio tagliato a fettine, un bel po' di foglie di basilico, due cucchiai di olio extravrgine di oliva e il sale. A fiamma bassa e mescoalndo continuamente ho fatto cuocere il tutto per circa 30 minuti, o fino a quando i pomodori e i cipollotti erano molto morbidi; quindi ho passato tutto al passaverdure, aggiunto un altro po' di foglie di basilico e cotto fino a quando si è ben addensato.
Intanto, ho farcito le fette di carne con l'uva passa, i pinoli, un paio di scaglie di pecorino e parmigiano, il prezzemolo tritato grossolanamente, ho spolverizzato col pangrattato e avvolto su se stesso, chiudendo l'involtino con lo spago da cucina, li ho posti nel sugo subito dopo averlo passato al passaverdure e li ho fatti cuocete per una mezz'ora, la carne deve risultare morbida ma non sfatta.
Ho lessato le orecchiette e  le ho condite col sugo, qualche foglia di basilico fresco e spolverizzato col parmigiano e il pecorino romano.
Gli involtini sono ottimi con delle melanzane a funghetti o con un'insalata di stagione. 

Orecchiette 5

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 2 luglio 2012

Di gamberi rossi, calamari, polpi, con la presenza di Venere!

Misto di mare 8


La scorsa settimana, tra il caldo, la poca voglia di dedicarmi a qualsiasi attività, la necessità invece di dover fare tutto, sono arrivata a sabato quasi senza rendermene conto.
Possibile? Si, visto che ero molto presa, molto presa anche a ritagliarmi del tempo per me, dove tra una tisana o un tè fresco, un libro, un giro con un'amica il tempo è passato in maniera piacevole.

Così come piacevole, ma soprattutto fruttuosa, è stata la giornata di sabato. Cominciato di traverso, un giro al mercato e un altro in pescheria, nonché tappa in libreria, mi hanno riconciliata con la giornata.
Il merito va anche a questo pesce freschissimo, e ai gamberi rossi.
Dolcissimi, profumatissimi, hanno arricchito l'insalata di mare dopo un veloce giro in padella.

Misto di mare 9

Infatti, per far risaltare appieno il loro sapore, ho preferiti saltarli in padella, con un filo di olio extravergine e un aglio, proprio un paio di minuti, altrimenti diventavano stopposi e avrebbero perso la loro fragranza, nonché il loro profumo.

Misto di mare 2

I molluschi li ho lessati e conditi con aglio, prezzemolo e olio extravergine di oliva. Un monocultivar dalle note speziate di pepe e peperoncino.
A completare il piatto, pomodorini datterini confit, stavolta ho aggiunto anche un pizzico di zucchero, per rimarcare la dolcezza dei gamberi e il riso venere, lessato e condito con l'olio di cottura dei pomodorini.

Misto di mare 3

Un piatto semplicissimo, preparato rispettando il sapore e le peculiarità dei vari ingredienti.
A  un eccellente olio extravergine e ai  gamberi rossi, non potevo che abbinare un tè pregiato. 
Stavolta ho azzardato un po', decidendo,  senza indugi di abbinare un tè avendone solo sentito il profumo, senza ancora assaggiarlo.
Un tè verde cinese, proveniente dalla provincia di Hubei, del raccolto di questa primavera, quindi foglie freschissime, che conferiscono all'infuso una grande morbidezza, nonché un sapore delicato ma persistente, lo En Shi Yu Lu.
Ma essendo un tè verde, sapevo che col pesce, e soprattutto con un'insalata così delicata, l'accostamento sarebbe stato comunque buono.
Bevuto senza essere accompagnato dal cibo, quindi percependo soltanto il sapore del tè, dava la sensazione di camminare in un campo nelle prime ore del mattino, quando l'erba è bagnata di rugiada e il suo profumo è delicatamente inebriante.
Mi sono persa nella campagna e tra le note del tè...

Misto di mare 4

Insalata di calamari, polpi e gamberi rossi, con riso venere e pomodorini confit

ingredienti per due persone:

un polpo da 900 g.,
tre calamari medio/grandi,
6 gamberi rossi,
100 g. di riso venere,
20 pomodorini datterini,
erbe aromatiche - prezzemolo e timo,
due agli,
olio extravergine di oliva Frantoio Pruneti,
zucchero,
sale.

Per prima cosa ho preparato i pomodorini confit: dopo averli lavati ed asciugati li ho tagliati a metà, li ho posti in un teglia col lato tagliato rivolto verso l'alto. Li ho conditi con un filo di olio extravergine, qualche fogliolina di timo e un pizzico di zucchero; quindi li ho posti un forno preriscaldato a 100° per un'ora e un quarto.
Intanto ho lessato il polpo, dopo la cottura l'ho lasciato raffreddare in acqua.
Poi ho pulito, lavato, tagliato ad anelli i calamari e li ho lessati per pochi minuti in acqua bollente, leggermente salata, ho tagliato il polpo a pezzi, l'ho unito agli anelli di calamaro e ai ciuffi, e condito con aglio tagliato a fettine, prezzemolo tritato e un filo di olio extravergine. Ho mescolato bene e ho posto l'insalata in un luogo fresco, considerato il caldo ho preferito il frigorifero, per insaporire bene i molluschi.
Ho lessato il riso e l'ho "condito" con l'olio di cottura dei pomodori, molto aromatico.
Prima di mangiare ho pulito i gamberi, asciugati bene e salatati in padella per un paio di minuti con un filo di olio extravergine e uno spicchio di aglio, ho preparato i piatti e servito.

Misto di mare 7

Ho abbinato il tè verde cinese En Shi Yu Lu

Alla prossima!!!

Buona settimana! :-)

Giovanna

domenica 1 luglio 2012

Break col tè freddo!

Tè freddo 2


Mare, laghi, monti, campagna, collina e mezza collina, olé! Per non tacere dello studio, cucina, soggiorno, insomma, indipendentemente dalla locazione, faccio un break e mi rinfresco con un bicchiere di tè freddo.


Prepararlo è semplicissimo, e a seconda del tempo a disposizione ci sono diverse modalità, ne ho parlato qua


Dunque, tè, acqua minerale, ghiaccio, ma solo se il tempo a disposizione per prepararlo è poco, o l'arsura incombente, eventualmente zucchero e miele ed ecco pronto un ottimo tè freddo, che ha conservato la sua aromaticità.
Come si fa? Si mettono in infusione 5 g. di tè in mezzo litro di acqua a temperatura, si copre la teiera consentendo all'aria di passare, e si pone in frigorifero per 4 ore se il tè è nero, 6 se è verde.
Poi, si filtra, eventualmente si dolcifica. 


Ospiti assetati? Inattesi? Ecco il metodo veloce: per un litro di tè occorrono 10 g. di tè, verde o nero. Si dispongono le foglie di tè nella teiera, si riscalda mezzo litro di acqua alla giusta temperatura di infusione, si versa nella teiera e le si lascia per il giusto tempo di infusione, poi, si filtra e si aggiunge mezzo chilo di ghiaccio. In un lampo il tè è pronto. Il trucco è avere sempre del ghiaccio a disposizione.
Partendo dall'acqua a temperatura ambiente, il tè mantiene la sua aromaticità e il suo colore limpido senza diventare torbido.
Ci prendiamo un tè freddo insieme?

Tè freddo 1

Alla prossima!


Buona domenica!


Giovanna