mercoledì 27 giugno 2012

Sformatini di patate

Sformatini di patate 3


E' bello cambiare abitudini, uscire dagli schemi, percorrere strade diverse. Rivitalizza. Offre un altra visione del mondo. Ci riempie di energia.
Se, nel quotidiano, non è sempre possibile, la cucina offre sempre una gamma di possibilità.

Ecco allora questo sformatini, una rivisitazione del classico gattò di patate partenopeo. Certo, non offrono nuove prospettive, ma è stato divertente elaborarli in chiave light, adatti a queste torride giornate.
Cominciamo dallo stampo, via la teglia e spazio a tante pirofiline monoporzioni, più carine e versatili.
Continuiamo con gli ingredienti, no al salame, troppo pesante e grasso, si invece al prosciutto cotto. Invece dei latticini un caciocavallo silano. Noce moscata al posto del pepe, meno piccante e più delicata per accompagnare il prosciutto cotto.
Niente grassi nell'impasto, solo uova per amalgamare. Inoltre, gli sformatini, li ho serviti freddi.
Tè? Certo! Anche quello è un modo per rompere gli schemi. Ho abbinato un classico, il nero cinese Grand Keemun, dalle note affumicate si accompagnava benissimo al prosciutto e al formaggio.

E se invece di mangiarli a tavola, li mettiamo in un cesto di vimini e prepariamo una fresca tavola all'ombra di un albero? Cosa ne dite?

Sformatini di patate 2

Sformatini di patate

ingredienti per 4 sformatini:

1, 4 kg di patate,
150 g. di prosciutto cotto Lenti,
150 g. di caciocavallo silano,
2 uova,
80 g. di latte,
parmigiano reggiano grattugiato,
pan grattato,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho lavato e lessato le patate con la buccia per circa 40 minuti, poi le ho pelate e passate allo schiacciapatate,
ho unito la metà del prosciutto e del caciocavallo tagliati a dadini, le uova, un paio di cucchiai di parmigiano reggiano, un pizzico di noce moscata grattugiata, sale, il latte e ho amalgamato tutto.
Ho oliato quattro pirofiline, ricoperte col pangrattato, ho aggiunto ad ognuna 1/4 dell'impasto, ho farcito con il caciocavallo, il prosciutto cotto e un paio di cucchiai di parmigiano reggiano tenuti da parte, ricoperto col restante impasto di patate e spolverizzato con pangrattato, parmigiano reggiano grattugiato e un filo di olio extravergine.
Li ho cotti in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti, o fino a quando si è formata la crosticina dorata.
Li ho serviti freddi.

Sformatini di patate 6

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 25 giugno 2012

Mini parmigiane di zucchine

Mini parmigiana di zucchine 8

Alzarsi di buonora è sempre molto piacevole. Si assiste al nascere del giorno, vedendo la notte che mano a mano lascia il posto alla luce, attraverso mille cambiamenti di colori che solcano il cielo.
Adoro vedere la luce fare capolino, passando da sfumature rosate, fino a quelle più chiare.
E' bellissimo il cielo striato dai toni prima rosa e poi rossastri.
Ieri mattina mi sono alzata prestissimo, e dopo aver fatto mangiare il mio Fonci, con relative coccole e fuse, ho preparato il tè, poi, sono andata sul balcone, per una boccata di aria fresca e assistere al meraviglioso spettacolo dell'alba.
Certo, ieri mattina, non è stata molto spettacolare, il cielo non era una tavolozza di rossi e arancioni, ma era, comunque, piacevole vedere la città svegliarsi.
Dopo aver innaffiato le piante, e letto qualche pagina del libro, ho deciso che avrei preparato il pane, un pane speciale.
Poi, è stata la volta del sugo, e la giornata è partita.

Mini parmigiana di zucchine 3

La carica di energia, grazie anche all'aria più fresca, non mi ha abbandonato per il resto della giornata, consentendomi di fare tante cose.
Queste mini parmigiane di zucchine, invece, le ho fatte la scorsa settimana, quando, a causa del caldo,  di energie neanche a parlarne, non ho, comunque, smesso di accendere il forno. 

Mini parmigiana di zucchine

In questo caso si è trattato di una doppia cottura in forno, in quanto le zucchine non sono state fritte, ma cotte in forno.
Ebbene si, preferisco avere il fastidio del forno accesso a lungo, considerato che poi, una volta messo tutto in forno "migro" in un'altra stanza, ma evitare le fritture.
Le zucchine le ho tagliate a fette di salame, le ho condite con un filo di olio extravergine e un pizzico di sale e le ho "massaggiate" in modo che l'olio aderisse bene e le ho cotte in forno preriscaldato a 125° per circa 30 minuti, girandole un due, tre volte.
Le zucchine, non dico che sono venute paro paro a quelle fritte, ma, comunque molto simili, la cottura in forno le ha rese morbide e gustose come quelle fritte.
Invece di fare un'unica teglia, mi piceva prepararle in formato monoporzione, così ho utilizzato gli stampini di alluminio, del formato di quelli per la panna cotta. 
In questo formato sono anche molto adatte per un buffet.
Le parmigiane le ho farcite con mozzarella, parmigiano, pecorino, tanto sugo preparato col pomodoro fresco e l'uovo battuto.
Deliziose, davvero deliziose! Peccato che avevo solo due zucchine, sebbene grandi, e quindi ho potuto preparare solo tre mini parmigiane.

Mini parmigiana di zucchine 5

Ovviamente ho abbinato il tè. In questo caso, volendo preparare una di queste domeniche un brunch, ho sperimentato l'accostamento con l'English breakfast. Perfetto! Il sua aroma deciso, accompagnava molto molto bene le parmigianine.

Mini parmigianine di zucchine

per tre mini parmigiane:

due zucchine grandi,
100 g di mozzarella,
un uovo,
parmigiano reggiano e pecorino grattugiato,
olio extravergine di oliva,
sale.

Per prima cosa ho preparato le zucchine: le ho lavate, asciugate, tagliate a fette di salame, condito con un filo di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale, le ho "massaggiate" per far aderire bene il condimento e le ho poste su una teglia, ricoperta di carta forno, facendo in modo che non si sovrapponessero.
Le ho cotte a 125° per circa 30 minuti, girandole un due, tre volte. Ho ripetuto l'operazione fino ad esaurimento delle zucchine.
Ho posto su tre stampini di alluminio un cucchiaio di sugo, che ho distribuito anche sulle parete, poi ho foderato con qualche fetta di zucchina l'intero fondo e pareti ho farcito con qualche dadino di mozzarella, un po' di parmigiano e pecorino, un cucchiaio di sugo, uno di uovo battuto, ho coperto con qualche fetta di zucchina, ho pressato per eliminare eventuali spazi e ho aggiunto altri dadini di mozzarella, sugo, uovo, parmigiano e pecorino.
Ho ricoperto con qualche fetta di zucchina, pressato, coperto con sugo e uovo battuto, unito un po' di parmigiano e pecorino, ho ripetuto lo stesso procedimento per gli altri stampini e li ho cotti in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti o fino a quando sono risultati dorati.
Li ho fatti raffreddare e li ho sformati. Freddi, come li abbiamo mangiati noi, erano ottimi. Eventualmente si possono riscaldare una volta sformati per qualche minuto.

Mini parmigiana di zucchine 7

Ho abbinato la miscela di tè nero English breakfast.

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 22 giugno 2012

Orata alle erbe aromatiche e patate arrosto



Mangio poco e dormo meno. Bevo essenzialmente tè o tisane non eccessivamente fredde, molte granite, tanta verdura e pesce, frutta un po' meno; ma il caldo, per i miei gusti è sempre troppo intenso.
Sto pensando di comprarmi un igloo, chissà se sono in vendita...
Un bell'igloo freddo freddo, da riscaldare con tanto tè, cibi a lunga cottura, pizze al forno, secondo voi nell'igloo mangeranno la pizza?, e tante belle passeggiate sul ghiaccio. Facendo attenzione a non scivolare!

Ovviamente sto scherzando, non sono un'amante del freddo estremo, ma anche 'sto caldo, come direbbe la mia cara amica toscana, "mi garba poco!".
Certo, se stessi al mare, sarebbe diverso, ma in città, tra l'afa e le zanzare non è molto divertente.

Però, ebbene si c'è un però, mi diverto tanto con le verdure di stagione. Sughi a base di pomodoro fresco e tanto basilico, melanzane e zucchine al forno, cipollotti di Tropea per dare sapore all'insalata, fiori di zucca ripieni, fagiolini col sugo.
Insomma, quando vado a fare la spesa devo contenermi con l'acquisto di verdure, tutte mi piacciono e per ognuna ho sempre qualche idea.

Orata alle erbe aromatiche 9

Ieri, ho visto due belle orate e le ho prese, già immaginandole nel forno su un letto di patate e tante erbe aromatiche del mio balcone, e qualcuna comprata tipo la salvia e il rosmarino.
A casa, mi sono ricordata di avere i cipollotti di Tropea e ho deciso di aggiungerli alle patate.

Orata alle erbe aromatiche 1

E mentre mettevo a punto la ricetta, ho preparato una teiera di tè freddo, per accompagnare l'orata.
Idea felice! Sarà stato il tè fresco alla menta, sarà stato che l'orata e le patate erano buonissime, o forse ha contribuito mio marito che continuava a dirmi quanto fosse buono il tutto, lui, però, ha anche bevuto il vino, insomma, nonostante il forno fosse stato acceso per la cottura delle orate e delle patate, non ho - quasi - avvertito il disagio del caldo prodotto dal forno. Misteri della cucina!

Orata alle erbe aromatiche 2

Solitamente il pesce al forno mi piace molto al cartoccio, questa volta invece l'ho cotto proprio adagiato sul lettino di patate.
Una volta pronte le orate, ne ho prese due che pesavano meno di 400 g., le ho avvolte nella carta argentata, per consentire sia ai succhi di ridistribuirsi all'interno, sia per mantenerle calde e ho continuato la cottura delle patate per altri dieci minuti.
Le orate le ho condite con erbe aromatiche fresche, un filo di buon olio extravergine, ho utilizzato un monocultivar, il moraiolo, del Chianti dell'Azienda Pruneti, un paio di spicchi di aglio hanno completato il tutto.
Nella pancia non ho messo nulla, volevo che il sapore del pesce si sentisse appieno.
Le patate, invece, non le ho sbianchite come faccio sempre, ma le ho preparate come riportato nel bellissimo libro di Donna Hay "Stagioni", ovvero le ho tagliate a spicchi, condite con sale e olio extravergine e cotte in forno per circa 35 minuti.
Deliziose, croccanti all'esterno e morbidissime all'interno.
Ho abbinato il tè verde alla menta nanà, la menta di suo conferiva una freschezza che si sposava bene con l'orata, il passaggio in frigorifero, lo ha reso molto adatto alle temperature di questi giorni.

Orata alle erbe aromatiche 4

Orata alle erbe aromatiche e patate arrosto

ingredienti per due persone:

2 orate di circa 400 g.
7- 8 patate a pasta gialla di media grandezza,
3 - 4 cipollotti di Tropea,
erbe aromatiche fresche - rosmarino, salvia, maggiorana e prezzemolo,
2 - 3 spicchi di aglio,
olio extravergine di oliva Azienda Pruneti,
sale.

Ho eviscerato, squamato, lavato e asciugato le orate. Ho lavato e asciugato le erbe aromatiche e le ho legate con dello spago da cucina intorno ad ognuna.
Ho lavato, pelato e tagliato a spicchi le patate, ponendolo mano a mano nell'acqua fredda, quindi le ho sciacquate bene per farle perdere l'amido, in questo modo risultano più croccanti, le ho asciugate, ho unito i cipollotti pelati, lavati, asciugati e tagliati a rondelle, condito il tutto con olio extravergine e sale e mescolato per far insaporire bene, avendo cura di non sovrapporre le patate, ho unito le orate, gli spicchi di aglio, ho condito ancora con un filo d'olio extravergine e posto in forno preriscaldato a 200°, funzione ventilata, per circa 20 minuti. Le orate erano ben cotte, le ho poste nella carta argentata, ho mescolato le patate e ho continuato la cottura per altri 10 minuti, girandole ancora una volta.

Orata alle erbe aromatiche 6

Ho abbinato il tè verde alla menta nanà

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 20 giugno 2012

Orecchiette

Orecchiette 9


Mi piace tanto preparare i piatti della nostra tradizione gastronomica. Mi sembra di perpetrare un rito, mantenendo vive le nostre tradizioni.
Quando preparo le ricette della mia terra, come sempre si ridestano una ridda di ricordi, sensazioni, emozioni, tanto che, talvolta, più che una ricetta, mi sembra di mettere in scena un simbolismo.
La parmigiana di melanzane diventa la metafora e il simbolo della stagione estiva, della teglia che pronta fin dal mattino veniva consumata la sera, perché: "la parmigiana deve riposare..." detto con un tono che se da un lato non ammetteva repliche, dall'altro, conferiva a questa pietanza un'aria di mistero, quasi di misticismo, perché mai una parmigiana dovrà riposare?
Ovviamente, quando preparo ricette di altre regioni, non ho ricordi specifici, non c'è un retroterra al quale attingere, ciò nonostante, il valore simbolico resta intatto.
Se si tratta di ricette "povere" immagino la creatività degli uomini per ricavare quanto più possibile dalla terra, da un prodotto.
Se invece, preparo un prodotto "ricco" che so il timballo di maccheroni, è immediato il riferimento allo sfarzo, ma soprattutto a cosa si voleva ostentare e simboleggiare con quel piatto.

Orecchiette 3

Le orecchiette, ovviamente non fanno eccezioni. E' una delle ricette tipiche della Puglia. Ho molti amici pugliesi legatissimi alle loro radici, che mi raccontano come, ancora oggi, le orecchiette vengano preparate con molta cura.
E quando le preparo, i racconti dei miei amici, si sovrappongono alle immagini dei campi di grano.

Orecchiette 4

Orecchiette 7

Da tantissimo tempo non le preparavo, ed infatti, domenica, quando le ho fatte, ho dovuto ricordare il movimento col pollice.
Infatti, non mi sembrano particolarmente belle, l'altra volta erano più carine, ma erano deliziose.
Le ho condite con un sugo.....molto tradizionale e di stagione, poi vi racconto.

Ovviamente ho abbinato il tè e anche questo ve lo dirò insieme al sugo.
Le ho preparate con il grano duro e dopo un breve riposo ci ho messo pochissimo a dargli la forma ad orecchietta.

Orecchiette

ingredienti per due persone:

200 g. di semola di grano duro,
sale,
acqua tiepida.

Ho salato leggermente l'acqua e l'ho aggiunta alla semola, fino ad ottenere un impasto sodo che ho lavorato a lungo. Ho formato il panetto che ho posto sotto una bastardella a riposare.
Quindi, su una superficie non infarinata ho formato dei bastoncini che ho tagliato con un coltello ottenendo una serie di cilindretti della lunghezza di circa un cm.
Su una superficie infarinata li ho schiacciati col pollice e poi trascinati, ottenendo le orecchiette.
Le ho poste ad asciugare in un luogo fresco su canovacci spolverizzati di semola.

Orecchiette 1

Alla prossima! :-)

Giovanna

lunedì 18 giugno 2012

Mozzarella in carrozza e...Aperitivo in terrazza

Mozzarella in carrozza 6


Ieri mattina mi sono alzata, come sempre del resto, prestissimo. Mentre preparavo il tè e aspettavo che terminasse l'infusione, timer alla mano, ho iniziato a preparare l'impasto per le orecchiette, quello per la pizza.
Poi ho fatto colazione con calma, ho messo il cd de "Le quattro stagioni" di Vivaldi e sognando aria fresca, nella mia cucina faceva abbastanza caldo, comunque troppo per i miei gusti, ho iniziato a cucinare.
Ho fatto un sacco di cose, ma sarà che non ci ho incastrato tra un tempo di attesa e l'altro altre attività, limitandomi a sfogliare una rivista e ascoltare il cd, sarà che mi sentivo proprio ispirata, mi sono proprio rilassata, al punto che ho trascorso l'intero pomeriggio principalmente a leggere, mettere a punto un paio di progetti e bere tè freddo.
A Milano il caldo era davvero opprimente, e l'idea di uscire e immergermi nella calura mi allettava quanto ad un eschimese rinfrescarsi con una bibita ghiacciata.
Tè e frutti di bosco, il mio spuntino anti caldo e...pizza per cena, con tanto di forno che ha surriscaldato la cucina!

La scorsa settimana avevo postato il pane a cassetta, anticipandovi di averlo preparato per fare una cosa specifica.
Niente di originale o di chissà cosa, ma un classico della nostra cucina: la mozzarella in carrozza.
Un piatto che mi piace tantissimo ma che preparo molto molto raramente, in quanto cerco di evitare i fritti.
Certo, potevo preparala anche col pane a cassetta confezionato, ma se dovevo fare uno strappo, volevo farlo bene, con un pane a cassetta di buona qualità.
Per consentire al pane di assorbire bene le uova e non inzupparsi troppo con la mozzarella, l'ho preparato in anticipo. L'ho fatto il sabato e l'ho utilizzato la domenica, la prossima volta lo farò due giorni prima.
Comunque, la mozzarella in carrozza era buonissima, ed è stata apprezzata tantissimo.
L'ho accompagnata da foglie di lattuga e pomodorini ciliegini confit. Nonché dal mio tè. 
Ho scelto un pregiatissimo first flush, ovvero un tè del primo raccolto primaverile, proveniente dal Darjeeling, il Risheeat.
Le sue note si abbinavano benissimo alla mozzarella e alla complessità di sapori, dovuti alla frittura e ai pomodorini.

Mozzarella in carrozza 4

Aperitivo in terrazza

mozzarella in carrozza

Mozzarella in carrozza 3

Come ho più volte scritto in questi giorni, ho voglia di vacanza. Così, ho iniziato ad anticiparla con piatti freschi e tè freddi.
Dopo il post sui muffin al parmigiano reggiano, nel quale scrivevo che sono ideali per un aperitivo in terrazza, ho ricevuto diverse richieste di ricettine semplici e veloci per un aperitivo da organizzare in estate.
Così, mentre pensavo a varie opzioni, ho deciso di rispolverare la mia rubrica sui menù, che languisce da molto tempo e ho pensato ad un menù a base di tramezzini.
Preparati con un buon pane home made, verdure di stagione e ingredienti di ottima qualità, sono deliziosi e leggeri, ho aggiunto la mozzarella in carrozza, una piccola fetta non è pesante e se si frigge, come ho fatto io, con olio extravergine di oliva, oppure con un buon olio di arachidi, la frittura è indubbiamente più salutare.
E, nel mio aperitivo ideale, io l'ho collocato in terrazza, non poteva mancare il tè freddo, in questo caso una sangria, preparata con il tè nero cinese Grand Keemun, pesca, zenzero e menta, fresca, dissetante, golosa e adatta ai tramezzini, ma anche alla mozzarella in carrozza, considerato che l'aroma di pesca si abbina bene alla mozzarella e lo zenzero aiuta ad eliminare il senso di sapidità della frittura.
D'altra parte, l'ho già sperimentata in un menù dedicato alle tapas.

Tramezzini con pane casereccio 3
Pane casereccio, tonno sott'olio, zucchine grigliate e salsa tonnata
Tramezzini con pane casereccio 1
Pane casereccio, uova sode, zucchine grigliate e salsa tonnata
Sangria 1
Sangria di tè con pesca, zenzero e menta

Mozzarella in carrozza 1

Come vedete è tutto pronto, devo solo decorare il terrazzo e scegliere la musica adatta, vi aspetto?

Mozzarella in carrozza:

ingredienti per due persone:

10 fette di pan carrè,
250 g. di mozzarella di bufala freschissima,
3 uova,
farina q.b.
olio extravergine di oliva,
sale,

Ho posto un tre ore prima la mozzarella in un colino a sgocciolare, quindi l'ho affettata e l'ho fatta ancora sgocciolare.
In un contenitore ho battuto tre uova, quindi ho preparato i sandwich, ho posto una fetta di mozzarella tra due fette di pan carrè, premuto delicatamente per far aderire, passato i bordi nella farina e velocemente in un contenitore contenente acqua, in modo da non far fuoriuscire la mozzarella, quindi le ho passate nell'uovo battuto e le ho fatte impregnare bene, le ho fritte in olio caldo fino a quando sono risultate dorate da ambo i lati. Le ho servite con pomodorini confit e foglie di lattuga

Mozzarella in carrozza 5

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling Risheeat.

Alla prossima!

Buona settimana!!! :-)

Giovanna

venerdì 15 giugno 2012

Muffin al parmigiano reggiano

Muffin al parmigiano reggiano 2


A volte basta poco per ravvivare una giornata moscia, o, al contrario, per alleggerirne una pesante. Dei fiori freschi che rallegrano la vista e l'olfatto, un gelato mangiato mentre si guarda qualche vetrina, una tazza di tè, o un aperitivo preso insieme ad un'amica. Mi fermo qui. La mia tendenza a compilare liste sta prendendo il sopravvento e fra un attimo inizio a scrivere un articolo da rivista femminile del tipo: "Le dieci cose da fare per...", poiché la tentazione è forte, eh si, forte proprio, mi fermo e alla lista aggiungo solo un'altra voce: un bel pranzetto o una bella cenetta. Lo so, ne ho aggiunte due...

Muffin al parmigiano reggiano 3

Eravamo rimasti al pranzetto o alla cenetta, poiché, come già vi ho detto, in questi giorni il bisogno di vacanze è pressante, questo pranzetto, facciamolo in un bel giardino o una bella terrazza e rallegriamolo con tanti bei muffin al parmigiano reggiano.
Semplicissimi. Essenziali. Golosi. Ottimi con un bel vino bianco fresco o delle bollicine, ma io ho abbinato il tè...

Muffin al parmigiano reggiano 5

Con un bel piatto di salumi, opto per il culatello, lo adoro, e qualche verdurina grigliata, è un aperitivo carino ed estivo, seguito da un gelato una cena leggera.

Muffin al parmigiano reggiano 7

Muffin al parmigiano reggiano 4

Comunque, io li ho mangiati anche per colazione, ma lo sapete, prediligo le cose salate e, in ogni caso, il dolce, inizia ad attirarmi dopo pranzo, la mattina, ho bisogno del salato.
Come vi dicevo ho abbinato il tè, un nero indiano proveniente dalla regione del Darjeeling, l'Earl Gray Imperial, la nota del bergamotto armonizzava molto bene con il parmigiano reggiano.

Allora, vi aspetto per l'aperitivo in terrazza?

Muffin al parmigiano reggiano

ingredienti per 12 muffin:

200 g. di farina 00,
100 g. di parmigiano reggiano,
2 uova,
200 g. di latte,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
una bustina di lievito per dolci,
un pizzico di sale.

per i cipollotti:

qualche cipollotto,
olio extravergine di oliva,
pepe.

Ho setacciato lievito e farina, ho aggiunto il parmigiano grattugiato e un pizzico di sale e mescolato bene, quindi ho unito i componenti liquidi: uova, latte e olio extravergine di oliva, quindi ho mischiato per amalgamare tutti gli ingredienti, ottenendo una pastella che ho suddiviso negli stampi da muffin, dopo aver posto nei vari incavi i pirottini. Li ho cotti in forno preirscaldato a 180° per venti minuti, poiché per la presenza del parmigiano tendono a scurirsi, conviene, ad oltre metà cottura ricoprirli con la carta argentata. Una volta sfornati, poneteli su una gratella da pasticciere a raffreddare.
Per i cipollotti procedete come riportato qui.

Muffin al parmigiano reggiano 1

Ho abbinato il tè nero indiano Earl Gray Imperial

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 13 giugno 2012

Insalata con prosciutto cotto, pomodori confit e cipollotti

Pomodori confit, cipollotti e prosciutto 1

Buonumore o non buonumore, in questo periodo mi sento stanca. Vorrei partire ed approdare in una di quelle cittadine di mare, piccole e belle. Passeggiare a lungo sul lungomare, andare in spiaggia, ma fare una puntatina, ma molto ina ina, visto che per me il mare è più un fatto mentale che fisico. Ovvero, mi piace guardarlo a lungo, perdermi nei suoi mille riflessi cangianti, vedere il sole che gioca con le onde. Ammirarlo di sera, chiaro di luna o non. Guardarlo in inverno frustato dalla pioggia. Mi piace percepirne il profumo, quell'aroma salmastro che ti avvicina alla natura e alla tua essenza.
Mi piace il rumore del mare, le onde che sbattono contro la battigia, il sussurro che emette quando è calmo e si muove piano piano.
Insomma, amo follemente il mare, ma non sono amante della vita di spiaggia, e comunque, non in questo momento.
Ora, vorrei girare, perdermi tra le stradine del paese, visitare una chiesa, ammirare uno scorcio panoramico, perdermi in un monumento e contemplarlo a lungo, fotografare, fotografare, fotografare.
E, una volta stanca, sedermi al tavolo di un baretto, ma carino, tipico, caratteristico e ordinare una fresca insalata.
Poiché, almeno per un altro mese, e anche più, tutto questo non posso realizzarlo, ho iniziato ad anticipare l'aria di vacanza preparando una semplice e fresca insalata.
Davvero semplice: prosciutto cotto, lattuga, pomodorini datterini, cipollotti di Tropea e un filo di olio extravergine di oliva.
Come sempre ho privilegiato la qualità. Ho utilizzato il prosciutto cotto Lenti, aromatico, dolce, gustoso, leggero, ne ho parlato a lungo in tanti post.
Poi verdure biologiche ed erbe aromatiche certificate. Da chi? Da me, visto che provengono dal mio balcone...
I pomodorini, come faccio spesso in estate,  li ho cotti a lungo in forno, a basse temperature, conditi con timo e olio, per ottenere un effetto simil confit; in pratica non ho messo lo zucchero e il sale e il pepe per un sapore più naturale.
Anche i cipollotti li ho cotti in forno, sempre a basse temperature, conditi con olio e pepe. Ho regolato la temperatura in modo che risultassero teneri, ma non sfatti.
Il prosciutto, invece, l'ho scottato un attimo nella padella antiaderente, per assaporarlo al meglio, non ho aggiunto olio, in questo modo, si è mantenuta intatta la sua aromaticità.
Un filo di olio extravergine ha completato il piatto. 
Da bere ho abbinato un fresco tè verde, proveniente dalla regine cinese dello Yunnan,  il Jade Snow. 

Insalata con prosciutto cotto, pomodorini confit e cipollotti 

Non ho pesato gli ingredienti, andando un po' ad occhio e a gusto. 

Ho proceduto così:

Ho lavato e asciugato i pomodorini datterini, li ho posti in una teglia ricoperta di carta forno, cosparsi di timo e un filo di olio extravergine e li ho cotti, in forno preriscaldato a 125° per circa 45 minuti. Quindi ho mondato qualche cipollotto di Tropea, tagliati un quattro parti e posti in una teglia rivestita di carta forno, li ho insaporiti col pepe nero macinato al momento e un filo di olio extravergine. Quindi, li ho cotti sempre a 125° per circa un'ora.Ho lavato e asciugato le foglie più tenere della lattuga e le ho poste in un piatto, ho unito il prosciutto cotto Lenti tagliato un po' spesso e scottato velocemente in una padella antiaderente. I pomodorini confit e i cipollotti, entrambi freddi, hanno completato il piatto.Ho condito con un filo di olio extravergine di oliva.
 
Pomodori confit, cipollotti e prosciutto 2

Ho abbinato il tè verde cinese Jade Snow

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 11 giugno 2012

Pane a cassetta

Pane a cassetta 3


Buon lunedì e buona settimana a tutti! Trascorso un buon fine settimana? Il mio tra la pioggia e una serie di cose, non è stato memorabile, però, ho letto tantissimo e cucinato di più.
Ho terminato la lettura di Guerra e pace, adesso sono alla fine di un romanzo giallo: "Una buona tazza di tè".
Cos'è che rende particolare questa tazza di tè? Una particolare cura nel farlo? No! L'utilizzo di foglie pregiate? Macché! Una particolare miscela? Neanche! E allora? Semplice, trattandosi di un libro giallo il tè è avvelenato. Il veleno, comunque, è nello zucchero. Faccio bene, quindi, a bere il mio tè in purezza.
Scherzi a parte, il tè è davvero avvelenato e il libro molto godibile, volete sapere chi è l'assassino? Ma il maggiordomo, ovvio! Non è vero, non lo so, non l'ho ancora finito.

Pane a cassetta 1

Come vi dicevo, ho anche cucinato tantissimo: un piatto a base di riso, pesce e verdure, tante verdurine al forno, con le temperature non propriamente estive e la pioggia, il forno è stato praticamente acceso tutto il fine settimana.
Poi ho fatto questo pane a cassetta, potevo mai trascorrere un fine settimana senza mettere le mani in pasta? Giammai!
E poi col pan carré ho preparato....Ma, no, niente anticipazioni, lo scoprirete nei prossimi giorni!
Non vi aspettate però, cose particolari, o spettacolari, ma un classico della nostra cucina che amo molto.

Pane a cassetta 5

Dunque, fine settimana con le mani in pasta. La ricetta del pane a cassetta l'ho presa su uno speciale de La Cucina Italiana dedicato al pane.
Ho seguito fedelmente la ricetta, omettendo, però, di aggiungere all'impasto i semi di papavero. Mi piacciono molto e li avrei messi volentieri, anzi la prossima volta li metterò senz'altro, ma in questo caso, non legavano con la ricetta per la quale l'avevo realizzato e così, niente semi.

Pane a cassetta 6

Negli ingredienti c'è il burro, ma la quantità è davvero esigua e ho preferito non sostituirlo con l'olio.
Il pane è molto morbido, ha un sapore come dire? genuino, casereccio.
Ne abbiamo mangiato qualche fetta per colazione col miele ed era ottimo.
Ovviamente, il tè si abbina in base alla pietanza con la quale si accompagna il pane.

Pane a cassetta:

ingredienti:

500 g. di manitoba,
150 g. di latte,
30 g. di burro,
20 g. di lievito di birra,
10 g. di zucchero,
10 g. di sale,

In una ciotola ho posto la farina, il sale, lo zucchero, il lievito sbriciolato, il latte e il burro fuso, ho iniziato ad impastare, aggiungendo mano a mano acqua, fino a quando l'impasto è diventato omogeneo ed elastico.
Quindi, l'ho coperto con un panno umido e l'ho posto a lievitare per circa due ore.
Una volta pronto, ho unto e infarinato uno stampo da cake, ho lavorato l'impasto e l'ho posto nello stampo dove gli ho dato la forma di un filoncino.
L'ho coperto ancora col canovaccio umido e ho aspettato che lievitasse fino a riempire di oltre 2/3 lo stampo, quindi l'ho posto in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti. A metà cottura l'ho coperto con carta argentata e gli ultimi minuti di cottura l'ho tolto dallo stampo per far cuocere bene anche la parte sottostante.
Una volta sfornato l'ho posto su una gratella a raffreddare.

Pane a cassetta 2

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 8 giugno 2012

Muffin ai mirtilli

Muffin ai mirtilli 7


Stamattina mi sono svegliata di buonumore. Dopo tanti giorni di malumore, stanchezza, ed anche un po' di cupezza, oggi ho ritrovato il mio solito umore, tendente all'ottimismo.
Il che significa vedere ed essere cosciente dei problemi e delle noie quotidiane, ma nel contempo, trovare il piacere nelle piccole cose, ritagliandosi un momento di serenità.
Il mio momento di serenità me lo sono regalato con una colazione fatta con calma, a base di pietanze salate e il mio immancabile tè, il tutto accompagnato dalla lettura delle riviste di cucina.
La mia colazione è stata a base di muffin al formaggio, ma lo sapete, io amo molto le cose salate e le mangio volentieri a qualunque ora, anche per colazione.

Per contro, i muffin che posto oggi, sono dolci, realizzati con mirtilli e vaniglia. Niente zucchero, la frutta contiene già il fruttosio e, come sempre, volevo percepire il sapore degli ingredienti appieno, in questo caso dei meravigliosi mirtilli.

Muffin ai mirtilli 6

I muffin li ho preparati qualche settimana fa, sull'onda di Taste, quando un po' per calibrare i vari ingredienti, un po' per piacere sfornavo muffin in continuazione.
La verità è che io di questi "bocconcini" mi sono innamorata. Mi piace l'idea di poter realizzare in pochissimo tempo, un qualcosa di tanto goloso. Inoltre, sono estremamente versatili, si possono farcire in mille modi, realizzandoli sia in versione dolce che salata. Se poi aggiungiamo che, poiché non richiedono tempi di lievitazione, spesso li preparo anche dopocena o appena tornata dal lavoro, allora siamo alla perfezione.
Peraltro, mio marito ne è ghiotto e allora continuo a sfornarli.

Muffin ai mirtilli 2

Dicevo, questi ai mirtilli li ho preparati qualche settimana fa, al ritorno dal lavoro. Durante il rientro, in metropolitana, sognavo tre cose: muffin, tè e lettura delle riviste con calma (in effetti le sto leggendo con mooolta calma, visto che siamo a giugno e ho appena iniziato la lettura de La Cucina del Corriere di maggio...).
Quindi, appena rientrata a casa, dopo aver fatto l'indispensabile, fra cui coccole e pappa a Fonci, il mio gatto, ho fatto i muffin.

Muffin ai mirtilli 4

Certo, tra la preparazione e la cottura in forno, l'idea della merenda con lettura delle riviste e tè si è vanificata, però il profumino che veniva dal forno era promettente e, almeno la colazione, o il dopo cena con dolcetto erano assicurati.

Muffin ai mirtilli 1

Come dicevo li ho preparati semplicissimi: mirtilli, qualche cucchiaio di yogurt e semi di vaniglia estratti dal baccello. Qualcuno l'ho decorato con mandorle a lamelle, altri, una volta pronti li ho cosparsi di zucchero di canna e passati velocemente in forno.
Il risultato ci ha pienamente soddisfatti, i mirtilli si percepivano benissimo e lo yogurt li ha resi ancora più morbidi.
Ho abbinato due tipi di tè diversi: dopocena un tè alla violetta, mi intrigava l'abbinamento con la vaniglia e i mirtilli e avevo ragione, insieme i sapori si fondevano benissimo.
Per colazione avevo voglia di assaggiarli col tè verde al gelsomino, e anche se il tè verde non è molto indicato per colazione, il risultato è stato eccellente, il gelsomino, così come la violetta armonizzava benissimo con i mirtilli.

Muffin con i mirtilli:

ingredienti per 12 muffin:

200 g. di farina, più un po',
200 g, di latte,
100 g. di mirtilli,
2 cucchiai di yogurt bianco,
2 uova,
una bustina di lievito per dolci,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
semi di vaniglia,
lamelle di mandorle,
zucchero di canna,
un pizzico di sale.

Ho setacciato la farina e il lievito, aggiunto un pizzico di sale e i semi di vaniglia estratti dal baccello con un coltellino. Ho aggiunto il latte, le uova, lo yogurt, l'olio extravergine e ho mescolato bene. Quindi ho unito i mirtilli lavati, asciugati e passati in un velo di farina. Ho amalgamato bene, ma con delicatezza per non rovinare i mirtilli.
Negli stampi per muffin ho posto i pirottini e li ho riempiti con la pastella. La metà li ho cosparsi con le lamelle di mandorle. Quindi li ho cotti a 180° per circa 35 minuti, lo yogurt ha richiesto qualche minuto in più di cottura. Nel caso, è preferibile coprire gli stampi con la carta argentata per non farli dorare troppo. In ogni caso, come sempre, vale la prova stecchino. Ho tolto dal forno i muffin con le lamelle di mandorle, cosparso gli altri con zucchero di canna e posti in forno per 2 - 3 minuti.

Muffin ai mirtilli 3

Ho abbinato il tè verde al gelsomino e quello nero alla violetta

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

giovedì 7 giugno 2012

Pausa di riflessione, sull'onda della passione

Pausa 6


Qualche tempo fa, io e una mia amica conversavamo sull'importanza delle passioni. 
Entrambe concordavamo che senza la letteratura, la cucina, il tè, il teatro, la corsa, la fotografia, la pittura, in pratica le nostre passioni, comuni e non, la vita sarebbe stata simile ad una landa deserta.
L'impulso vitale, sostenevamo, è dato dalle nostre risorse interiori. E' proprio grazie a queste che non ci annoiamo mai, e se proprio veniamo colte dalla noia riusciamo a veicolarla verso uno dei nostri interessi e renderla così produttiva.
A questo punto, si è aggiunta una comune conoscente, che avendo solo sentito la parola "passioni" e la seguente lista, si è sentita in dovere di chiarirci che per lei la vita è passione e le interessa: "tutto, ma proprio tutto!" aggiungendo che per questo le piace tanto andare nei villaggi turistici o in crociera, dove potendo cimentarsi nella miriade di attività ludiche proposte, può dare sfogo alle sue "innumerevoli passioni".

Abbiamo aspettato che questa persona così "appassionata" chiudesse il discorso, per convenire che, ovviamente, una passione, un interesse richiede tempo, impegno e sacrificio e non è un "cimentarsi in mille attività".
Inoltre, sostenevamo la passione non è frutto di mode, ma è un qualcosa che si pratica da sempre, approfondendola mano a mano nel corso del tempo.

Pausa 2

Ed in effetti è proprio così. La passione è un qualcosa che ci arricchisce la vita, evolvendosi e maturando insieme a noi.
Ho pensato al tè. Durante la vita universitaria, i giorni nei quali studiavo a casa e non andavo in facoltà, mi piaceva prendermi una pausa e prepararmi una tazza di tè. 
Nulla di sofisticato, filtro, tazza, acqua minerale, nessun controllo della temperatura di infusione, anche perché sulle indicazioni veniva riportato un generico: "acqua bollente" e tempo di infusione misurato approssimativamente con l'orologio, senza timer.
Mano a mano ho iniziato ad approfondire e non solo è diventata la mia bevanda di elezione, ma coltivo questa passione studiando la storia di questa "foglia" e scegliendo con molta cura non solo il tè, in base all'umore, al cibo e all'esigenza del momento, ma ponendo la stessa attenzione nella scelta di mug, tazze, gaiwan, teiere in base alla  tipologia di tè, o meglio ancora delle foglie.

Pausa 3

I mercatini dell'antiquariato mi sono sempre piaciuti, e di tanto in tanto vado a dare un'occhiata. A volte vorrei comprarmi tante cose, tutte bellissime e con una storia.
Dovendo scegliere, però, opto sempre per libri che non riesco più a trovare in distribuzione, riviste datate, che piacere, per esempio, leggere vecchi numeri di giornali di cucina, o fumetti che leggevo da bambina!
Ma, per me, la vera attrazione sono le teiere e le tazze da tè, quelle antiche, di fattura delicata e di fine bonne chine mi fanno impazzire.
Quella che ho fotografato oggi, l'ho comprata alla fine della scorsa estate, al mercato di Valeggio Sul Mincio. 
E' una tazza inglese del 1930, non la trovate bellissima?
L'ho usata solo una volta, per bere un pregiato tè bianco, il Bay Yu Huan, una tazza con una "storia" meritava un tè così delicato e particolare.

Pausa 4

E la ricetta? Oggi mi sono dedicata alle altre passioni e non ho cucinato, però, se passate di qua, vi aspetta un pregiatissimo tè, vi unite a me?


Alla prossima!


Giovanna