lunedì 30 aprile 2012

Crostata alla confettura di fragole e fragoline di bosco

...profumo di vaniglia

Crostata 1

Si può preparare una ricetta per molti motivi, nel caso delle crostata di oggi di motivi ne avevo due, entrambi golosi. volevo usare la confettura fragole e fragoline di bosco della Rigoni di Asiago. Non appena l'ho ricevuta, vincendo la tentazione di mettere il cucchiaino nel barattolo e finirla, considerata la mia passione per i frutti di bosco, fragoline in primis, ho resistito, al pensiero di gustarla in una crostata.
Il secondo motivo, forse strano, o forse no, era la voglia di sentire sprigionare dal forno l'aroma di un dolce alla vaniglia.
Non un profumo persistente, di quelli così forte da sembrare artificiali, ma una fragranza leggera, appena percettibile.
Ora non è che dobbiamo scomodare i "nasi di Grasse", ma credo sia chiaro. Profumo di dolce, crostata, fragole e un leggero aroma di vaniglia.
Risultato che ho ottenuto, mettendo nell'impasto della pasta frolla, i semi estratti dal baccello di vaniglia.

Crostata 3

La crostata l'ho preparata mercoledì, la giornata infrasettimanale festiva mi sembrava perfetta. Inoltre, mi piaceva l'idea di trovare qualcosa di simpatico per merenda, dopo la passeggiata al parco.
Tanti piccoli accorgimenti per regalare alla quotidianità un tocco di leggerezza.

Crostata 5
  
Il tè scelto per accompagnare la crostata è stato un verde al gelsomino. La sua fragranza mi piace sempre, in qualunque stagione, ma in primavera, l'intenso profumo del gelsomino, coltivato nelle aiuole vicino casa, mi induce ad aumentare il consumo di questo tè. Comunque, l'abbinamento fragole e gelsomino è perfetto.


MarmellaTè

La pasta frolla, come scritto, l'ho profumata con i semi estratti dal baccello di vaniglia e l'ho preparata secondo la solita ricetta, tuorli d'uovo, zucchero, burro e farina, come farcitura la confettura di fragole e fragoline, senza crema, in modo da gustare appieno il sapore delle fragole e della vaniglia. Una spolveratina di zucchero a velo, preparato da me, partendo dallo zucchero semolato nel quale ho lasciato un baccello di vaniglia e passato nel frullatore.

Crostata alla confettura di fragole e fragoline di bosco

per la pasta:

200 g. di farina 00,
125 g. di burro,
2 tuorli,
2 cucchiai di zucchero,
i semi di un baccello di vaniglia,
un pizzico di sale,

per la farcitura:

un barattolo da 250 g. di fiordifrutta fragole e fragoline di bosco Rigoni di Asiago,

inoltre:

zucchero a velo aromatizzato alla vaniglia,

Su una spianatoia ho lavorato la farina con il burro freddo e tagliato a pezzi, fino ad ottenere delle grosse briciole, quindi ho aggiunto i semi della vaniglia, lo zucchero, i tuorli e un pizzico di sale, e ho impastato velocemente, fino ad ottenere un impasto liscio e setoso che ho avvolto nella pellicola e posto in frigo per circa un'ora.
Poi, dall'impasto ne ho tolto una piccola parte  che ho riavvolto nella pellicola e rimesso in frigo. Intanto col matterello ho steso l'impasto e l'ho posto in una teglia ricoperta di carta forno, ho ricoperto con la confettura, quindi ho ricavato dall'impasto tenuto da parte una serie di strisce con le quali ho fatto la griglia.
Ho fatto cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti, o fino a quando la superficie è risultata dorata.
Una volta fredda, l'ho sformata e cosparsa con lo zucchero a velo.

Crostata 6

Ho abbinato il tè verde al gelsomino

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

giovedì 26 aprile 2012

Smoothie alle fragole

Fragole 5

Ieri mattina, dopo tanto tempo, ho provato la piacevole sensazione di avere una giornata da dedicare a me senza dover correre, fare mille slalom, fra i vari impegni.
Giusto per fare un esempio, martedì, dopo il lavoro, mi sono fiondata al supermercato, un po' per necessità, avevo bisogno di frutta e verdura fresca, un po' per gratificarmi con una bella cenetta dopo una giornata non proprio "easy" e all'uscita, mi ha accolto una bella pioggia con relativa grandine. Yahoo!

Dunque, ieri giornata dedicata alle passioni. Quindi, colazione fatta con calma, con relativa scorsa del quotidiano e scambio di idee con mio marito.
Poi, ho iniziato a cucinare, ragù, crostata con marmellata e cake salato. Il trillo del timer è stato il "sound" della mattina.
Tra il tè e le varie pietanze in forno, non ha quasi smesso di suonare.

Fragole 1

Come sempre, quando cucino, mentre attendo la cottura, lievitazione e così via, leggo e sorseggio tè.
In questo periodo, sono ancora alle prese con Guerra e Pace, considerato che è una delle tante riletture, lo sto leggendo con molta calma, sottolineando i passaggi che mi piacciono e facendo anche molte ricerche storiche, cosa che faccio comunque per ogni libro, ma mi rendo conto che quando si tratta di una rilettura, conoscendo molto bene il libro, riesco a leggerlo con più calma, soffermandomi sui vari punti.
Un po' come quando visito una città. La prima volta, non conoscendola, per quanto abbia un itinerario da seguire,  cerco di vedere quanto più possibile, un po' per avere un'idea dell'insieme e un altro perché nell'immaginario quella città è collegata a quel museo, palazzo storico, duomo, scorcio panoramico, campanile e ho voglia di vedere tutto, seppure superficialmente, senza entrare nei dettagli.
Certo, se poi in un luogo ci posso stare tanto tempo, allora il discorso cambia. 
Ad una seconda visita, invece, avendo una maggiore consapevolezza della città faccio delle scelte, vedendo, "soltanto" un paio di cose, ma bene.
Ecco, per me leggere un libro è come compiere un viaggio, entrare in un posto nuovo, conoscere nuove persone, nuovi punti di vista e la rilettura è il ritorno in un posto che già conosco.
Quindi, invece di camminare velocemente per vedere tutto, passeggio, con un'idea precisa.
Poi, come per un luogo, così anche per un libro, può succedere che il piacere provato nella prima visita non si ripeta, e quel posto/libro, non suscita più in me quelle sensazioni ed emozioni che me lo avevano fatto tanto amare ed apprezzare.

Tutto questo cosa c'entra con lo smoothie alle fragole? Ovviamente niente, non l'ho neanche preparato ieri, ma sabato, quando al mercato ho fatto una scorta di fragole, con l'idea di preparare una bibita con lo yogurt.
Un frullato sano, frutta fresca, yogurt, il succo di un limone e un po', ma proprio un po', di zucchero di canna che aiuta a stemperare le note aspre del limone, senza però coprirle completamente e consentendo di gustare appieno il sapore delle fragole.
Perfetto per dissetarsi nelle giornate calde, ma anche per una merenda diversa dal solito.

Smoothie alle fragole

ingredienti per due persone:

250 g. di fragole,
150 g. di yogurt bianco,
il succo di un limone bio,
un cucchiaino di zucchero di canna.

Dopo aver lavato e tagliato a metà le fragole, le ho poste nel contenitore del frullatore ad immersione, ho aggiunto gli altri ingredienti e frullato, fino ad ottenere una consistenza non troppo fluida. L'ho servito subito.

Fragole 6

Alla prossima! :-)

Giovanna

lunedì 23 aprile 2012

Pollo al timo con contorno di patate alla feta

Pollo al timo 3


Vivere l'attimo! A volte ci soffermiamo sull'insieme perdendo di vista il dettaglio, come dice un detto inglese: "guardare la foresta e non vedere l'albero".
A volte, invece, è proprio un piccolo albero, neanche il più bello della foresta a regalarci frescura in un giorno di sole o riparo in uno di pioggia.
Insomma, sembra che stia facendo il trito e ritrito discorso che la felicità è nelle piccole cose, cosa ovvia, ma, della quale sono convinta.
Ma, la felicità, o la serenità, non sta solo nei piccoli avvenimenti, ma secondo me sta nel capire quando stiamo vivendo l'"attimo felice", altrimenti rischiamo di farcelo sfuggire e capire solo dopo l'importanza e la serenità che quel momento ha rappresentato per noi.
Tranquilli, vi risparmio la lista, altrimenti rischierei di banalizzare un discorso che già di suo potrebbe esserlo, o forse lo è...

  Pollo al timo 5

Questa considerazione nasce da un piccolo episodio mattutino. Dunque, mentre mi preparavo, di fretta e di corsa come sempre, facendo la gara quotidiana con i minuti, altro che vivere l'attimo, mi sono resa conto di avere una manciata di minuti a disposizione prima di uscire.
Così sono andata in soggiorno, portando la tazza del tè scelto per la colazione, e ho letto qualche riga di Guerra e Pace, mezza paginetta in tutto, ma sufficiente per riconciliarmi con il tempo grigio che ormai mi sta deprimendo e i numerosi impegni della giornata.

Pollo al timo 1

Il fine settimana, comunque, considerazioni pseudo filosofiche a parte, è stato molto carino e tranquillo.
Sabato mattina sono andata al mercato, ho scelto quello di Cà Granda, dove tra una fotografia e l'altra, alcune le ho già postate su FB, altre le posterò nel blog a breve, e una chiacchierata con le volontarie, ho fatto la spesa.
Meraviglioso! Ottimi i prodotti, bello il rapporto diretto con l'esercente, scambio di chiacchiere e ricette.
A casa tra la lettura, il tè, le noiose necessarie faccende domestiche ho cucinato, tanti piatti leggeri e colorati.

Pollo al timo 10

Questo polletto, invece, l'ho preparato venerdì sera per cena. E' andata così: torno a casa, inizio a riassettare e intanto accendo la tele, mentre sto facendo uno zapping sfrenato, sento la parola magica: timo e inizio ad ascoltare.
In pratica, era la parte finale di un programma di cucina con Jamie Oliver, dove presentava delle cosce di pollo col timo e delle patate schiacciate grossolanamente con la feta.
Vedendo solo la fine del programma, non ho visto nè l'esecuzione della ricetta e neanche dosi, ingredienti e così via, solo pollo, timo, patate e feta.
Per me era sufficiente. Non avevo ancora deciso cosa preparare per cena, volevo qualcosa di stuzzicante e che non richiedesse troppo tempo, l'abbinamento feta e timo mi piace, il pollo pure, dunque, cosa rimaneva de fare, se non telefonare al marito dicendogli di comprare pollo e feta?

 Pollo al timo 9

Il pollo l'ho marinato nel succo di limone aromatizzato, dalla feta, dalla maggiorana e da un filo di olio extravergine di oliva; poi l'ho cotto in forno nella sua marinatura e, una volta pronto, l'ho insaporito con un trito di maggiorana e timo e zeste di limone.
Le patate le ho lessate, pelate, aromatizzate con timo, maggiorana, succo di limone, condite con olio extravergine e un pizzico di sale; poi ho aggiunto la feta, schiacciato tutto grossolanamente, senza amalgamare feta e patate, questo sono riuscita a sentirlo e poi ho aggiunto le zeste di limone.
Era tutto delizioso, davvero. Le patate sono risultate molto fresche e il pollo saporitissimo.
Ho abbinato, considerato gli aromi della ricetta,  un tè verde aromatizzato allo zenzero e limone.

Pollo al timo con contorno di patate alla feta

ingredienti per due persone:

3 cosce di pollo,
400 g. di patate,
80 g. di feta,
2 limoni bio,
timo,
maggiorana,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho posto in un contenitore di vetro le cosce di pollo nel succo di un limone, un filo di olio extravergine, timo e maggiorana, coperto con pellicola e fatto marinare per mezz'ora in frigorifero.
Intanto ho lessato le patate, intere e con la buccia, le ho poste in un'insalatiera e le ho tenute al caldo.
Ho posto le cosce di pollo in una teglia, filtrato il succo della marinata, condito con un filo di olio extravergine, salato e cotto in forno ventilato a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando sono risultate dorate e croccanti; poi le ho aromatizzate con timo e maggiorana tritata e zeste di limone.
Ho pelato le patate, ho aggiunto il succo di mezzo limone, olio extravergine, sale, timo e maggiorana tritate, e ho schiacciato il tutto grossolanamente; ho unito la feta a pezzetti, ho mescolato velocemente e aromatizzato con zeste di limone.

 Pollo al timo 8

Ho abbinato il tè verde aromatizzato allo zenzero e limone.

Alla prossima!
Buona settimana! :-)
Giovanna

venerdì 20 aprile 2012

Insalata con le fragole

Insalata di fragole 5

Ricetta semplice e veloce, anzi più che una ricetta una semplice idea, ottima per assaporare appieno il sapore delle fragole in un piatto salato.
Come sapete, pur non amando alla follia la frutta, quella estiva, in particolare modo i frutti di bosco, mi piace tantissimo.
Comunque, indipendentemente dalla stagione, mi intriga il sapore della frutta nei piatti salati.
Lo scorso anno, le fragole le avevo abbinate ad una tagliata di carne e a del pesce al vapore, quando avevo pensato di passare ai latticini, la stagione era finita e così ho dovuto aspettare questa primavera.
Così, appena sono comparse sui banchi del mercato, eufemismo per dire appena erano di stagione, visto che ahimè ormai le fragole sono in vendita tutto l'anno, ho provato l'insalata con quattro formaggi diversi;
le ciliegine di mozzarella, la feta, il primosale e un pecorino semistagionato. Ad eccezione del pecorino che copriva troppo il sapore  delle fragole, tutti gli altri abbinamenti sono stati buonissimi. 
Le fragole sembrano proprio fatte per sposarsi con i formaggi. La rucola, col suo piccantino, era il completamento perfetto della ricetta.
Ovviamente, essendo ingredienti semplicissimi è necessario che siano di ottima qualità. Io ho utilizzato fragole e rucola biologiche e delle ciliegine  di mozzarella di bufala.
Per condire pepe macinato al momento e un ottimo olio extravergine del Chianti, nello specifico un Moraiolo, dalle note piccanti di pepe e peperoncino.
Un filo di aceto balsamico regalava personalità al piatto, anche se io ho preferito non coprire troppo i sapori, per gustare tutto "nature".
Insalata di fragole 1

L'abbinamento col tè era ideale, in questo caso ho abbinato il tè verde alla menta nanà. La menta si sa, con le fragole è perfetta, ma ha regalato un sapore interessante anche alla mozzarella.
Noi l'abbiamo mangiata sabato come veloce piatto unico, abbinata ad un paio di bruschette condite sempre con l'olio extravergine del Chianti.
Non ho pesato niente, quindi non indico le quantità.

Insalata con le fragole

per due persone:

ciliegine di mozzarella di bufala,
fragole biologiche,
rucola biologica,
olio extravergine del Chianti Frantoio Pruneti,
aceto balsamico (facoltativo)
pepe nero macinato al momento,

Ho lavato ed asciugato bene le fragole e la rucola, ho tagliato in quattro parti le fragole, disposto su un piatto un letto di rucola, adagiato le fragole e le ciliegine di mozzarella, quindi ho condito con un filo di olio extravergine e completato con pepe nero macinato al momento.
Insalata di fragole 4

Ho abbinato il tè verde alla menta nanà

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 18 aprile 2012

Aggiungi un pasto a tavola


Ebbene si, non ho scritto pasto invece di posto e non mi sto riferendo alla celeberrima commedia di Garinei e Giovannini: "Aggiungi un posto a tavola", ma ad un'importante iniziativa nata dalla collaborazione tra il Comune di Milano e Identità Golose.
Aggiungi un pasto a tavola è il progetto che partirà giovedì 19 aprile e continuerà fino a sabato 21,  teso alla riqualificazione dei mercati comunali milanesi.
Il mercato in questo caso assume molteplici sfaccettature. Da un lato un luogo dove acquistare prodotti di altissima qualità, come quello di Wagner, dove è presente una notevole offerta di pesce e formaggi di grande livello.
Dall'altro un importante luogo di aggregazione, simbolo del quartiere.
Per l'iniziativa: "Aggiungi un pasto a tavola" sono stati coinvolti cinque mercati: Mercato Wagner, Mercato Ticinese in piazza XXIV Maggio, Mercato Morsenchio di Largo Guerrieri Gonzaga, Mercato Ca' Granda in via Moncalieri e Mercato Prealpi, ad ognuno dei quali è stato idealmente abbinato uno chef, protagonista dell'alta gastronomia milanese: Viviana Varese, Aimo e Nadia Moroni, Davide Oldani, Pietro Leeman e Carlo Cracco, che per l'occasione hanno ideato un menù di tre portate.
Ulteriori informazioni circa la composizione del menù, le potete leggere su questa pagina.

Lo scopo dell'iniziativa è duplice; da un lato dimostrare come con un budget contenuto, 20 €, sia possibile fare una spesa per un pranzo di tre portate per quattro persone, nel rispetto della stagionalità e della qualità.
Dall'altro, il progetto è teso alla solidarietà, in quanto, per ogni prodotto acquistato, donando un euro si riceve in cambio un bollino.
Con cinque bollini, recandosi presso gli appositi banchetti dei volontari, si riceve la borsa del Comune di Milano, il ricettario per realizzare le ricette ideate dagli chef e una copia del primo numero de La Cucina Italiana nonché il numero attuale.
Il contributo di un euro servirà per acquistare prodotti alimentari che verranno donati, dalle associazioni di volontariato di zona, ai cittadini più bisognosi.

Per Paolo Marchi, fondatore e curatore di Identità Golose tutto è partito da "Oltre il mercato", il tema del Congresso 2012.
Ai cinque chef presenti alla conferenza stampa è stato chiesto se avessero avuto difficoltà nel fare la spesa con un budget contenuto.
Per Carlo Cracco, ristorante Cracco, la difficoltà non sta nel budget, ma nel far comprendere il plusvalore aggiunto dalla lavorazione.
Viviana Varese, ristorante Alice, ha affermato che, con la partecipazione al progetto,  le è piaciuto valorizzare i mercati, luogo di cibo eccellente. "E' importante far capire che per un buon spaghetto possono bastare acciughe e noci".
Alessandro Negrini, chef di Aimo e Nadia, ci ha ricordato il motto del suo capo: "Mangiare bene non significa essere ricchi".
Pietro Leeman, ristorante Joia, invece, ha affermato di avere avuto qualche difficoltà in quanto le verdure non sono così economiche come sembra. Inoltre, ha precisato che il compito del venditore non è andare incontro alle richieste del cliente, tipo le melanzane a dicembre, ma orientarlo verso un concetto di stagionalità e, laddove possibile, di territorialità.
Per Davide Oldani, ristorante D'O, dev'essere la stagione a guidare il prezzo di un prodotto.
Alfredo Zini, il presidente di FIPE, ha affermato che i ristoranti svolgono una funzione di presidio del territorio.
Anna Prandoni de La Cucina Italiana, ha ribadito i concetti di qualità e stagionalità della materia prima, che sono alla base della rivista, 
Paolo Marchi ha ricordato che l'iniziativa di giovedì è solo la prima.

Intanto, mentre leggo la bellissima copia del primo numero de La Cucina Italiana, immergendomi nell'atmosfera del dicembre 1929, l'anno di fondazione della rivista, sto già preparando la lista della spesa, che farò sabato, quando andrò in uno dei mercati.
Con la macchina fotografica, il taccuino, ma soprattutto con grandi sporte di juta, per essere anche green, da riempire con tante delizie, di stagione, of course!

Giovanna

martedì 17 aprile 2012

Riso Venere con calamari ripieni ai piselli

Calamari ripieni 3


In questo periodo, sui banchi del mercato è primavera. Sabato ho fatto un giro al mercato e ho trovato asparagi, piselli, fragole, piante aromatiche, coltivate in zona, non prodotti di serra, che ho acquistato con l'intenzione di preparare piatti semplici, poco elaborati, tesi ad esaltare la bontà della materia prima.
Ovviamente anche nella stagione fredda scelgo con molta cura i prodotti, ma in queste ultime settimane, sento l'esigenza di alleggerire ulteriormente i piatti.
Quindi tanto pesce, paste condite con verdure di stagione, erbe aromatiche per insaporire.
Peraltro, gli asparagi, la barba di frate, i piselli, le fragole, si trovano per un periodo così limitato, che non appena è stagione ne approfittto per fare delle vere scorpacciate.

I piselli li ho comprati con un'idea precisa: utilizzarne una parte per farcire i calamari, da presentare su un piatto di Riso Venere.
Mi piaceva l'effetto cromatico, ma soprattutto il contrasto tra il profumo di pane appena cotto del riso e la dolcezza dei piselli.
Purtroppo non sono riuscita a trovare il riso integrale, quello dalla lunga cottura e ho preso il parboilled, che non amo molto, ma ormai ero lanciata verso la mia idea e già pregustavo la cenetta a base di pesce.
Ho abbinato, come sempre, il tè. In questo caso ho scelto un verde alla menta nanà. 
Forse sarebbe più appropriato dire che è il tè ad avere scelto me, nel senso che, dopo aver trascorso buona parte del pomeriggio a leggere Guerra e Pace e sorseggiare il tè alla menta, ho pensato che la sua freschezza compensava da una parte la fragranza "affumicata" del riso e dall'altra, invece, si abbinava bene ai piselli.
Infatti, di tanto in tanto aggiungo ai piselli la menta e mi piace il contrasto tra il piccantino dell'erba aromatica e la dolcezza dei legumi.
I calamari li ho farciti con i piselli, patate, i tentacoli e la maggiorana. Il ripieno era leggermente abbondante e l'ho messo in casseruola con i calamari e i cipollotti freschi.
Il riso, invece, l'ho cotto tipo risotto, ma, volendo non coprire il sapore del riso col brodo, l'ho portato a cottura con acqua calda.
Nell'insieme il piatto era davvero gustoso, il contrasto tra il riso e i piselli molto indicato e il tè con la sua essenza alla menta ha completato molto bene il piatto.

Riso Venere con calamari ripieni

ingredienti per due persone:

140 g. di riso,
350 g. di calamari,
350 g. di piselli,
200 g. di patate,
3 cipollotti,
maggiorana,
olio extravergine di oliva,
sale.

Per prima cosa ho preparato la farcitura per i calamari. Ho lavato, pelato e tagliato a dadini le patate e le ho lessate in acqua bollente per dieci minuti; intanto ho sgranato i piselli, lavati e lessati per circa 6 - 7 minuti.
Ho tritato le foglie di quattro rametti di maggiorana e i tentacoli dei calamari.
Quindi ho schiacciato con la forchetta più della metà delle patate, ho aggiunto i piselli, i tentacoli e la maggiorana, amalgamando con un cucchiaio evitando di schiacciare i piselli.
Col composto ho farcito i calamari evitando di riempirli troppo per non rischiare di romperli. Li ho chiusi con uno stecchino.
Quindi, ho tagliato a rondelle sottili i cipollotti, e li ho suddivisi in 2 casseruole, ho aggiunto ad ognuna un cucchiaio di olio extravergine e ho fatto soffriggere la cipolla. In una casseruola ho posto i calamari e le patate avanzate, il sale, le ho fatte insaporire, poi ho unito un mestolino e mezzo di acqua, coperto e portato a cottura, avendo cura di far evaporare bene l'acqua.
Nell'altra cassseruola ho unito il riso, l'ho fatto tostare, salato e con l'acqua bollente portato a cottura.
Ho posto il riso in un piatto, sopra ho unito i calamari e il sughetto che ha insaporito il risotto.

Calamari ripieni 4

Ho abbinato il tè verde alla menta nanà.

Alla prossima!

Giovanna

sabato 14 aprile 2012

Pollo al forno allo zenzero e risotto alle mandorle

Pollo al forno e risotto 3


In questi giorni, sarà che ho avuto tante cose da fare, sarà che c'è stata la Pasqua, ma mi sembra di correre sempre, senza trovare il tempo di soffermarmi a fare con calma tante cose, blog compreso.
E' anche vero, che sto leggendo tantissimo; dopo Anna Karenina e un libro di Marcela Serrano, una scrittrice cilena che amo molto, mi sono tuffata in Guerra e Pace e ne sono stata fagocitata.
L'ho letto tante volte, e ogni volta mi rapisce. Questa volta, mano a mano che la storia si snoda e i vari personaggi "entrano in scena", mi sembra quasi di trovarmi fra vecchi e amati amici.
Insomma, per non essere prolissa, anche perché se inizio a parlare di Guerra e Pace potrei continuare per ore, ieri, finalmente, dopo averlo atteso per tante settimane,  mi è arrivato il numero di aprile de La Cucina Italiana, e dopo una veloce scorsa mentre bevevo il tè, ho deciso di continuare a leggerlo dopo cena ed invece, Guerra e Pace ha avuto la meglio.

Tutto questo, ovviamente, non c'entra niente con la ricetta di oggi, preparata a metà marzo quando era piacevole, non dico avere il forno acceso, visto che anche con la canicola non smetto di utilizzarlo, ma sicuramente mangiare il risotto.
Il pollo l'ho cotto al forno, dopo averlo massaggiato a lungo con olio extravergine di oliva aromatizzato allo zenzero fresco grattugiato, mentre il risotto, preparato con lo zafferano, l'ho mantecato col parmigiano e qualche mandorla salata tritata a coltello, inoltre,  nel risotto, invece di mezza cipolla, come faccio di solito, ne ho messo una intera, seppure piccola, che con la sua dolcezza, ha creato un piacevole  contrasto con il piccante dello zenzero.
Il risultato è stato molto apprezzato, il pollo risultava croccante e leggermente piccantino, il risotto con il trito di mandorle, molto gradevole.
Ho abbinato un tè nero, dalle note morbide che armonizzavano molto bene con la complessità dei sapori della ricetta, il French Breakfast.

Pollo al forno allo zenzero e risotto alle mandorle

ingredienti per due persone:

un pollo Amadori,
150 g. di riso vialone nano,
parmigiano reggiano,
brodo vegetale,
una cipolla dorata,
zenzero fresco,
una bustina di zafferano
una manciata di mandorle,
sale.

Ho grattugiato un pezzetto di zenzero e l'ho aggiunto ad un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva, quindi ho lavato il pollo, asciugato e l'ho massaggiato a lungo con l'olio allo zenzero, poi l'ho posto in una teglia salato, unito un paio di mestolini di acqua, un filo d'olio e cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 50 minuti, o fino a quando in superficie è risultato dorato e croccante.
Intanto, ho tritato la cipolla, fatta soffriggere in un cucchiaio di olio extravergine, poi ho aggiunto il riso, l'ho tostato fino a quando è diventato traslucido, salato,poi aggiungendo mano a mano un mestolino di brodo bollente, l'ho portato a cottura, alla fine ho aggiunto un mestolino di brodo dove ho sciolto lo zafferano, mantecato con un cucchiai di parmigiano grattugiato e le mandorle tritate. L'ho fatto riposare per un paio di minuti e servito col pollo.

Pollo al forno e risotto 2

Ho abbinato il tè nero French Breakfast

Alla prossima!
Buona domenica! :-)

Giovanna

mercoledì 11 aprile 2012

Torta pasqualina

Torta pasqualina o torta pazientina?

Torta pasqualina 16


Giornate uggiose, ventose. Lo scorcio di primavera dei giorni scorsi ha ceduto il posto al freddo e alla pioggia.
La Pasqua è arrivata ed è passata ed io quasi non me ne sono resa conto. Ma di solito, mi accade tutti gli anni.
Quest'anno, poi, il mio minimalismo è stato più accentuato del solito. Rispetto agli altri anni, siamo rimasti in città, non andando al lago. Sia io che mio marito desideravamo trascorrere del tempo senza riempirlo di impegni, viaggi, ore di macchina.
Diciamo che volevamo del tempo per noi, per oziare, conversare, leggere, magari annoiarci. Chi ha detto che ogni minuto debba essere riempito di attività? Anche la noia, per certi versi, può essere costruttiva.
Minimalismo anche in cucina. Cibi scelti con cura, biologici, cotture brevi, pranzi leggeri.
A Pasqua, per pranzo, tagliatelle con un ragù di verdure, che poi posterò.

Torta pasqualina 9

Però, un piatto della tradizione, regionale, volevo prepararlo. Quest'anno ho scelto la torta pasqualina, un piatto regionale ligure, così celebre che non richiede presentazioni.
Di torte salate con ricotta ed erbette o spinaci, ne ho preparate tante, variando di volta in volta i vari tipi di pasta, dalla brisèe alla sfoglia.
In questo caso, però, volevo proprio preparare la ricetta ligure.
Ma quale? Come sempre, nel caso delle ricette regionali, ci sono molte varianti. Il Cucchiaio d'Argento - Cucina Regionale, proponeva una variante con i carciofi, che mi stuzzicava ed allettava, ma io volevo prepararla con le erbette; ho fatto un giro in rete e ho visto che anche qui le versioni erano molteplici, fino a quando mi sono ricordata di avere uno speciale Sale e Pepe cucina regionale, acquistato tantissimi anni fa che presentava una versione con le erbette.
Alla fine della lunga ricerca, ho realizzato che il fattore comune, fra le varie versioni, è che la pasta deve essere preparata con farina, olio extravergine e acqua, bisognerebbe preparare trentatre sfoglie, simbolo degli anni di Cristo, però, attualmente, per velocizzare il numero di sfoglie è diminuito, dodici sembra proprio il minimo, la maggiorana è un ingrediente sempre presente, inoltre,  sarebbe meglio preparararla con la prescinseua, un formaggio tipico ligure, che può anche essere preparato in casa; in pratica una cagliata leggermente acidula, in mancanza della quale, può essere sostituita dalla ricotta.

Torta pasqualina 18

A questo punto, ho fatto un po' a modo mio, compendiando le varie versioni. Dodici sfoglie mi sembrava un numero congruo, le erbette le ho lessate e poi dopo averle strizzate le ho passate in padella con la cipolla e aromatizzate con parmigiano e maggiorana, la ricotta l'ho lavorata con un uovo, la maggiorana, il pepe e la noce moscata. Di uova ne ho messe quattro. Il risultato è stato molto apprezzato, ed anche se la preparazione è molto lunga ed impegnativa, infatti durante la lavorazione l'ho chiamata "torta pazientina", domenica mattina, tra le note di Vasco Rossi che in sottofondo mi accompagnavano e qualche telefonata di auguri, mi sono proprio tanto divertita nel preparare questa torta; soprattutto nel tirare le sfoglie, prima col matterello e poi allargandole piano piano con le mani, fino ad ottenere una sfoglia sottile come un velo.
Secondo la tradizione, ovviamente sono cose che ho letto, andrebbe mangiata la mattina di Pasqua o per il pranzo, nel mio caso, era troppo calda per essere mangiata a pranzo. Sarebbe stata perfetta nella gita di pasquetta, ma lo sapete, non la faccio mai.
Però, con una tovaglia a fiori, un tovagliolo verde e tanta tanta fantasia, si può immaginare di essere in un prato. O no?
Da bere, mio marito ha abbinato un Pigato ligure. Io, ho attraversato l'Oceano e ho abbinato un tè nero cinese pregiato lo Yunnan d'Or, le cui note morbide, si abbinavano benissimo alla torta dal sapore delicato.
 
Torta pasqualina 6

Torta pasqualina 21

Torta pasqualina 1

Torta pasqualina 19

Torta pasqualina 15

Torta pasqualina 8

Torta pasqualina

per l'impasto:

500 g. di farina,
4 cucchiai di olio extravergine di oliva,
un pizzico di sale,
acqua q.b.

per la farcitura:

1,1 kg di erbette,
600 g. di ricotta di pecora,
6 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiati,
5 uova,
una piccola cipolla dorata,
olio extravergine di oliva,
maggiorana,
noce moscata,
pepe.

Per prima cosa ho preparato l'impasto: ho setacciato la farina e il sale, ho aggiunto l'olio extravergine e tanta acqua, fino ad ottenere un impasto morbido, ma sodo, l'ho lavorato fino a quando è diventato liscio, quindi l'ho pesato e suddiviso in dodici panetti, sei di peso leggermente superiore, quindi li ho posti su una teglia, ricoperti con un canovaccio umido e lasciati riposare per circa un'ora.
Intanto, ho mondato, lavato e lessato le erbette; le ho strizzate e tritate a coltello; in una padella ho cotto in un cucchiaio di olio e un filo di acqua, la cipolla tritata finemente, per circa 10 minuti, o fino a quando l'acqua si era asciugata e la cipolla ammorbidita. Ho aggiunto le erbette e le ho fatte insaporire per circa 10 minuti, nel caso si formi un po' di acqua, è necessario farle sgocciolare bene, poi le ho insaporite con la metà del parmigiano reggiano grattugiato e 3, 4 rametti di maggiorana tritata finemente; ho lavorato la ricotta, fino a quando è diventata cremosa,  con l'uovo, 3-4 rametti di maggiorana tritati, un pizzico di noce moscata e di pepe grattugiati al momento e il restante parmigiano.
Ho steso le sei sfoglie più grandi col matterello e per renderle molto sottili le ho tirate con molta delicatezza con le mani, ho posto la prima in una teglia spennellata di olio e ho aggiunto le altre 5, spennellandole mano a mano con l'olio; poi ho formato uno strato con le erbette e un altro con la ricotta; ho formato 4 fossette e ho sgusciato le uova, ho ricoperto con le restanti sfoglie anch'esse tirate col matterello e poi con le mani e spennellate mano a mano.
Ho spennellato l'ultima e cotto in forno preriscaldato a 200° per circa un'ora.
L'ho sfornata, lasciata intiepidire e con molta cautela l'ho sformata, fatta asciugare su una gratella e servita a temperatura ambiente.
 
Torta pasqualina 3

Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

Alla prossima!

Giovanna

venerdì 6 aprile 2012

L'Aquila Vive!

L'Aquila 3

Il 6 aprile di tre anni fa, l'Aquila e la sua provincia, furono devastate da un terremoto che in un attimo distrusse edifici, case, città, vite umane.
Ma non distrusse la speranza. 
Nonostante il pianto, il dolore, le macerie, gli abruzzesi, da subito si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a ricostruire.
Nei giorni che seguirono il terremoto, l'attenzione sull'Abruzzo da parte dei mass media fu, giustamente, molto alta.
Poi, mano a mano è scemata.
Ciò non significa, però, che i problemi siano risolti, la ricostruzione  terminata, la città liberata dalle macerie.
Proprio per tenere viva l'attenzione su L'Aquila, ma soprattutto per farci vedere una città che nonostante tutto vive, la conduttrice televisiva del Gambero Rosso Channel, Monica Brenna, nota a tutti i food blogger come Monny B., ha girato un documentario su L'Aquila, dove ci ha mostrato una città ferita, ma pulsante. 
Pulsante di vita, di attività, di voglia di ricominciare, di voglia di non arrendersi.
L'Aquila Vive! è il nome del documentario che andrà in onda, in due puntate, sul Gambero Rosso Channel, sabato e domenica, alle ore 14:00 e 21:00.

L'Aquila 2

Il reportage L'Aquila Vive! ci illustra come il settore gastronomico, con forza, pazienza e tenacia, porti avanti le proprie attività.
Mercoledì mattina presso Urban Center Milano, è stato presentato  il documentario. Oltre a Monica Brenna che lo ha realizzato erano presenti Marzia Buzzanca, una ristoratrice che ci ha raccontato come tra mille difficoltà, la sua attività prosegua, il presidente di Gambero Rosso Channel Paolo Cuccia, gli Assessori del Comune di Milano e Carlo Cracco, che ha preparato un simbolico risotto allo zafferano.
L'Aquila 4

Durante la conferenza stampa, è stato presentato il reportage e l'impatto emotivo è stato fortissimo.
Delicato ed intenso, ci ha mostrato una città lacerata ma vitale. 
Il reportage è un'importante testimonianza sullo stato de L'Aquila. E' un invito a non dimenticare la città e gli aquilani.
E' una finestra su una regione bellissima, ricca di materie prime eccellenti, una per tutte lo zafferano.
E' un invito ad aiutare concretamente questa regione, favorendo il turismo, acquistando i prodotti del territorio.
L'Aquila 5

L'Aquila 7

L'Aquila 8

L'Aquila 10

L'Aquila 12

L'Aquila Vive! è un documentario pulsante di vita, e parlarvi di questo bellissimo reportage, nel quale si avverte palpabile la voglia di rinascita,
accompagnate dalle immagini simboliche del riso, dello zafferano, mi sembra il modo più bello e vitale di augurarvi una Pasqua lieta e serena!

Giovanna

giovedì 5 aprile 2012

Mini casatielli

Mini casatielli 1

Tradizione? Innovazione? Né l'una e né l'altra, soltanto voglia di preparare una pietanza napoletana, tipica pasquale, alleggerendola un po'.
Come ho scritto più volte, pur amando moltissimo la cucina regionale, ed essendo legata alle tradizioni gastronomiche della mia città d'origine, non sono una fanatica del "pranzo tipico" pasquale, natalizio e così via.
Anzi a dirla tutta, non sono proprio legata all'idea del "pranzo" in generale. Se ho voglia di una cosa, la cucino in qualunque periodo dell'anno, senza aspettare la ricorrenza specifica.
Però, eh si, un però c'è sempre, il casatiello mi piace tanto, tantissimo, ma è, oggettivamente, una pietanza troppo grassa e pesante, non per niente a Napoli, la parola casatiello è utilizzata anche per indicare una persona pesante, rigida.
Ma sto divagando, dicevo, il casatiello, preparato secondo la ricetta originale è pesantissimo: strutto, salame, pancetta, formaggi, pepe, insomma una vera bomba calorica.
E se da sempre lo preparo con olio extravergine d'oliva, resta comunque il salame, la pancetta, i formaggi....
Cosa fare allora? Semplice, preparare dei mini casatielli, le ridotte dimensioni inducono a consumarne meno (in teoria, io ne ho mangiato sempre un bel po'...) farcirli col prosciutto cotto in luogo del salame e della pancetta. Comunque gustosi e sicuramente più leggeri.

Mini casatielli 3

Così, la settimana scorsa, li ho preparati per cena, abbinati alle fave, insalatia novella e olive verdi.
Devo riconoscere che sono stati molto apprezzati. D'altra parte, l'impasto l'ho preparato con la biga, quindi era molto più digeribile e leggero, e anche molto morbido, e comunque, tra il prosciutto cotto, le uova sode, il provolone piccante e il pecorino romano erano comunque farcitissimi. 

Mini casatielli 8

Poiché si conservano bene per qualche giorno, anzi, come il casatiello, il giorno dopo sono più buoni, sono ottimi nel pic nic di pasquetta.
Detto ciò, in realtà alla Pasqua, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per altri motivi ci sto pensando molto poco.
Non ho neanche deciso cosa preparare a Pasqua e il picnic a pasquetta non l'ho mai fatto, e non credo proprio di cominciare quest'anno.

Mini casatielli 9

Però i pic nic in estate mi piacciono molto, e di tanto in tanto mi piace riempire un cesto di paglia uno zainetto con tante pietanze gustose e pranzare in un parco o, comunque, in mezzo alla natura.

Mini casatielli 12

Anche con i mini casatielli ho abbinato il tè. In questo caso una nuova varietà del Grand Keemun, molto diverso dall'altro, in questo caso, invece delle note affumicate, così tipiche di questo tè, note tostate, che conferivano un sapore molto interessante al tè e si abbinavano alla perfezione con la dolcezza del prosciutto cotto.
Allora lo organizziamo un pic nic?

Mini casatielli
per la biga:

150 g. di farina 00,
75 g. di acqua,
5 g. di lievito,

per l'impasto:

350 g. di farina 00,
10 g. di lievito,
10 g. di sale,
10 g. di zucchero,
6 cucchiai di olio extravergine  più un po',
150 g. di acqua,

per la farcitura:

160 g, di prosciutto cotto in un'unica fetta,
120 g. di provolone piccante,
40 g. di pecorino romano,
2 uova sode,
pepe.

La sera prima ho preparato la biga, formando un panetto con l'acqua, il lievito e la farina, l'ho coperto con un canovaccio inumidito e l'ho lasciato a lievitare tutta la notte.
La matina dopo, sulla spianatoia ho posto la farina, il lievito, il sale, lo zucchero, l'olio, la biga e con l'acqua ho iniziato ad ammorbidire la biga, poi l'ho incoporata all'impasto e l'ho lavorato a lungo, fino a quando è risultato liscio e incordato.
L'ho posto in una ciotola capiente, unta di olio, coperto con un canovaccio umido e fatto lievitare fino a quando è raddoppiato.
Intanto ho tagliato il prosciutto e i formaggi a dadini e sminuzzato le uova sode.
Una volta lievitato, ho lavorato velocemente l'impasto per sgonfiarlo, poi l'ho pesato e l'ho suddiviso in cinque panetti dello stesso peso, li ho stesi con le mani, li ho aromatizzati con una macinata di pepe, li ho farcito con il prosciutto, i formaggi e le uova. Quindi ho formato delle ciabelline, che ho posto su una teglia ricoperta di carta forno, spennellati con l'olio, ricoperti con  un canovaccio umido e li ho fatti lievitare per circa due ore, e li ho cotti in forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti, o fino a quando risultavano gonfi e dorati.
Sono ottimi freddi.

Mini casatielli 6

Ho abbinato la nuova versione del Grand Keemun

Alla prossima! :-)

Giovanna

lunedì 2 aprile 2012

Insalata bistrot

...ispirata da "Stagioni" di Donna Hay

Insalata bistrot 3


Giornate un po' così, sospese. Una serie di cose da fare, un turbinio di pensieri e tanta voglia di dedicare del tempo alle persone care, alla lettura e al tè, senza fare molto altro.
Tra una conversazione e un capitolo di Anna Karenina, ho sfogliato e "leggiucchiato" il bellissimo libro di Donna Hay "Stagioni".

Insalata bistrot 5

Tra me e questo libro c'è stato un lungo corteggiamento: la prima volta che l'ho visto in libreria mi è piaciuto tanto, ma ho "resistito" e non l'ho preso, considrato che, come scrivo spesso, ho più libri e riviste di cucina che tempo per cucinare.
Poi, i buoni propositi sono andati in vacanza e un sabato di febbraio, in una di quelle giornate freddissime dove passeggiare non era piacevole, e la libreria è, come sempre, il "rifugio" ideale, ho iniziato a sfogliarlo e... mi sono ritrovata alla cassa.
A casa, dopo aver preparato il tè, of course!, ho iniziato a leggerlo, ripromettemdomi di preparare tante tante ricette.
Intanto sono partita dalle insalate. Il caldo dei giorni scorsi mi hanno indotta a preparare cibi più leggeri e le insalate mi sembravano ideali.

Insalata bistrot 1


Mi ha colpito l'insalata bistrot, mi ha fatto ovviamente, pensare ad un bistrot parigino, così, con una serie di variazioni, potevo mai non farne?, l'ho preparata per la cena di sabato scorso.
Come insalata ho preferito la lattuga gentile, poi ho optato per il prosciutto crudo, più leggero e salutare. Invece della senape, ho utilizzato un olio extravergine aromatizzato alla senape. Inoltre, le uova le ho rassodate, in quanto barzotte, mio marito non le avrebbe mangiate e per finire, mi piaceva aggiungere dei semi di sesamo tostati in padella e dei dadini di pane, fatti saltare velocemente nella padella dove avevo tostato il prosciutto, in modo che il pane si insaporisse senza aggiunta di grassi.
Cosa è rimasto della ricetta originale? L'idea del bistrot!

Insalata bistrot 12

Insalata bistrot 9

Insalata bistrot 6

Insalata bistrot 10

Sebbene i francesi amino moltissimo il tè, non credo proprio che nei bistrot lo servano con l'insalata, ma visto che non siamo a Parigi, ma nella mia cucina dove una tazza di tè è sempre molto apprezzata e gradita, ho abbinato il tè. In questo caso ho scelto un nero cinese, il Grand Keemun, dalle piacevoli note affumicate.

Insalata bistrot

ingredienti per due persone:

100 g. di lattuga gentile,
4 fette di prosciutto crudo di Parma,
2 uova,
2 fette di pane,
semi di sesamo,
olio extravergine aromatizzato alla senape Marina Colonna,
pepe di Sichuan.

Dopo aver rassodato e sgusciato le uova, le ho tagliate a metà e le ho poste sulle foglie di lattuga, lavate, asciugate e tagliate grossolanamente; ho aggiunto il prosciutto crudo tostato in padella.
Quindi, ho tagliato a dadini il pane e l'ho fatto saltare nella padella dove avevo tostato il prosciutto, e li ho aggiunti, insieme ai semi di sesamo, prededentemente tostati, all'insalata.
Il pepe macinato al momento e un filo di olio extravergine aromatizzato alla senape, hanno completato il piatto.

Insalata bistrot 11

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Buona settimana! :-)
Giovanna