mercoledì 29 febbraio 2012

Pasta al forno con polpettine e ricotta

Pasta al forno 1


I pensieri si accavallano gli uni sugli altri in un flusso continuo, impietoso. Ricordi fanno capolino diventando forti e nitidi.
Sensazioni, emozioni, diventano tangibili.
Voglio interrompere questo flusso, preparo un tè, poi un altro. Sfoglio una rivista, cerco rifugio tra le pagine di un libro amato, poi mi arrendo e capisco che devo fare qualcosa di concreto, essere attiva.
La cucina, come sempre,  mi accoglie, mi conforta, mi aiuta.
Ho bisogno di preparare un piatto confortante, caldo, familiare. La pasta al forno è perfetta.

Pasta al forno 6

Preparandola molto frequentemente in versione basica, ovvero mozzarella e sugo, stavolta opto per una versione più ricca.
Oltre alla mozzarella, polpettine e ricotta. Le combinazioni per preparare questo piatto, si sa, sono davvero tante.
Le polpettine le preparo partendo dalla polpa di scottona da macinare, alla quale, come si fa a Napoli, aggiungo l'aglio, l'uva passa, i pinoli e un pizzico di cannella. Il sugo è semplicissimo, il solito battuto di cipolla, sedano e carota, stufati in acqua e olio extravergine per consentire alle verdure di rilasciare i loro aromi, ammorbidirsi senza, però, appesantire il sugo come nel caso del soffritto.
Ricotta e mozzarella completano la pasta.

Pasta al forno 3

Come sempre, tè, in questo caso opto per il classico English Breakfast che mi piace tanto abbinato ai piatti salati.

Pasta al forno con polpettine e ricotta

ingredienti per 4 persone:

per il sugo:

una confezione di concentrato di pomodoro,
1 cipolla dorata piccola,
2 carote medie,
un gambo di sedano,
olio extravergine di oliva,
sale,

per le polpettine:

300 g. di polpa di scottona,
150 g. di pane raffermo ammollato,
un uovo,
un cucchiaio di parmigiano reggiano,
un cucchiaio di pecorino romano
un aglio,
una manciata di pinoli,
una manciata di uva passa,
un pizzico di cannella,
sale e pepe,

per la farcitura:

250 g. di ricotta di pecora,
280 g. di mozzarella,
parmigiano reggiano,
pecorino romano,

350 g. di pasta, tipo penne o rigatoni.

Dopo aver lavato la carota e il sedano, li ho tritati a coltello, ottenendo una brunoise, ho tritato anche la cipolla e ho posto il tutto in una pentola, ho unito 2 cucchiai di olio extravergine e li ho coperti con l'acqua, ho cotto il tutto a fiamma media, fino a quando l'acqua non è evaporata, ho unito il concentrato di pomodoro, un paio di mestoli di acqua calda, salato, mescolato, coperto e cotto fino a quando il sugo è risultato denso, grosso modo ho impiegato un'oretta e mezza.
Intanto ho tritato la carne, aggiunto tutti gli ingredienti, amalgamato, formato le polpettine e fritte.
Le ho poste nel sugo e le ho fatte cuocere insieme.
Ho tagliato a cubetti la mozzrella. In un recipiente ho posto la ricotta, aggiunto un cucchiaio di parmigiano reggiano e uno di pecorino grattugiati, un paio di mestoli di sugo, il pepe e con una frustina ho mescolato fino ad ottenere una crema, ho aggiunto metà della mozzarella tagliata a dadini, un paio di polpettine grossolanamente sminuzzate e ho mescolato bene.
Ho lessato la pasta lasciandola piuttosto al dente, quindi l'ho aggiunta al composto di mozzarella e ricotta, ho unito un paio di mestoli di sugo e ho amalgamato bene il tutto.
Ho cosparso il fondo di una teglia di sugo, ho unito metà pasta, ho aggiunto un terzo di polpettine e mozzarella, ho spolverato con parmigiano e pecorino grattugiato, ho unito un po' di sugo; quindi, ho aggiunto la restante pasta e completato con le restanti polpettine e mozzarella, cosparso con parmigiano e pecorino grattugiati e il restante sugo. Ho cotto in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti.
Ho lasciato intiepidire e servito.

Pasta al forno 4

Ho abbinato il tè nero English Breakfast

Alla prossima! 

Giovanna

lunedì 27 febbraio 2012

Pizza al prosciutto e pizzette mignon

Pizza e pizzette 1

Eh si, lo so! Sta diventando una mania! Ormai tra pizze, pane, panini e varie ho sempre le mani in pasta! Ma sono convinta che ognuno di noi ama cucinare ciò che ama mangiare. :-)
In generale, mi piace seguire le mie passioni, facendo quello che realmente amo, sento mio, e non perché è di moda;  non per snobismo, ma per coerenza verso me stessa. Fare un qualcosa che non mi appartiene, mi risulterebbe estraneo, e dopo un po' mi annoierei profondamente.
Ma tornando ad argomenti più mangerecci, la pizza e le pizzette le ho preparate per cena un sabato sera di qualche settimana fa.

Pizza e pizzette 2

Avevo in casa del prosciutto crudo toscano, molto saporito e tagliato leggermente spesso come piace a me, così mi è venuta l'idea di preparare una sorta di margherita bianca, ovvero una pizza farcita con mozzarella, una spolverata di parmigiano reggiano e un filo d'olio extravergine e poi, una volta cotta, l'ho ricoperta con le fette di prosciutto.
Mangiata subito, con la mozzarella ancora filante e il prosciutto appena intiepidito era davvero deliziosa.

Pizza e pizzette 8

Le pizzette mignon, avevano un diametro inferiore ai dieci cm, le ho preparate per divertimento, ma anche per provare degli stuzzichini da buffet in vista di un aperitivo da preparare.
Questo scorcio di primavera mi ha messo voglia di uscire, incontrarmi con gli amici, organizzare una cenetta simpatica, ricca di aperitivi e antipasti, una sorta di brunch serale. Oppure, perché no? Un vero brunch, all'orario canonico.

Pizza e pizzette 13

Il massimo sarebbe organizzarlo al parco, come ho fatto qualche anno fa. Pietanze buone da mangiare anche fredde, tanti stuzzichini, qualcosa da bere e amici con i quali conversare.
In realtà, spesso, quando le giornate sono tiepide, sono solita andare al parco con mio marito per un pic nic improvvisato. :-)

Pizza e pizzette 14

Ma sto divagando...Tornando alle pizze, avendo a disposizione molto tempo, ho utilizzato poco lievito, inoltre, come sto facendo spesso ultimamente, ho preparato una miscela di farine, in questo caso, alla manitoba, ho aggiunto la farina 00 e la semola di grano duro in pari quantità.
Le pizze sono risultate morbide all'interno e leggermente croccanti in supeficie, il risultato ci è piaciuto così tanto che l'ho rifatta altre volte.
Le pizzette le ho farcite in maniera molto semplice, pomodoro, mozzarella e per dare un tocco brioso, a qualcuna ho aggiunto del peperoncino in polvere, a qualche altra un mix di pepi.
Da bere una bibita fresca....Noooo! Tè, of course! :-)
Considerata la sapidità, e la bontà, del prosciutto, ho abbinato un pregiato tè nero cinese che amo moltissimo, lo Yunnan d'Or.
Prima della ricetta, vi ricordo ancora il libro pubblicato per i bambini di Rocchetta Vara. Il passaparola è importante....:-)

Pizza con prosciutto e pizzette mignon

per il lievitino:

11,1 g, di lievito,
10 g. di zucchero,
200 g. di acqua,

per l'impasto:

200 g. di farina 00,
200 g. di semola di grano duro,
100 g. di manitoba,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
15 g. di sale,

per la farcitura:

250 g. di mozzarella di bufala,
120 g. di prosciutto crudo toscano,
1/2 scatola di pomodori pelati,
olio extravergine di oliva,
peperoncino,
mix di pepi.

Ho sciolto il lievito e lo zucchero nell'acqua leggermente tiepida, coperto con un piattino e ho aspettato una quindicina di minuti, il tempo che il lievito si attivasse.
Su una spianatoia ho setacciato il mix di farine, al centro ho unito l'olio, il sale e il lievitino, lavorando fino ad ottenere un impasto liscio e setoso, eventualmente, se necessario, aggiungere acqua tiepida.
Ho posto il panetto in un recipiente, coperto con un canovaccio umido e atteso che lievitasse. Quando l'impasto è raddoppiato di volume è pronto.
Ho suddiviso l'impasto in due parti, per la pizza ne ho utilizzato circa 2/3 per le pizzette 1/3.
Su una teglia ricoperta di carta forno, con le mani unte ho steso l'impasto, ho aggiunto circa 200 g. di mozzarella, precedentemente tagliata a cubetti e sgocciolata, un filo d'olio extravergine, una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato e ho posto in forno preriscaldato a 200° per circa 15 - 20 minuti, o fino a quando è risultata gonfia e dorata. Quindi, ho steso sulla pizza le fette di prosciutto.
Intanto ho suddiviso il restante impasto, ho formato una decina di palline, le ho fatte lievitare per una ventina di minuti, coperte con un panno umido, poi le ho lavorato formando le pizzette e le ho fatte lievitare per altri dieci minuti, quindi le ho farcito con i pomodori pelati, precedentemente tagliati e la mozzarella, aggiungendo a qualcuna il peperoncino e ad altre il mix di pepi.
Le ho poste su una teglia ricoperta di carta forno e cotte in forno preirscaldato a 200°, per circa 15 minuti.

Pizza e pizzette 4

Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

Alla prossima! Buona settimana!!! :-)

Giovanna

sabato 25 febbraio 2012

Spiedini di pollo e tacchino con riso basmati

Spiedini con riso basmati 1

Lo ammetto, mi piacciono moltissimo i piatti unici. Li preferisco al classico primo, secondo, contorno e frutta.
Forse, sarebbe più corretto dire che, in genere, non mi piacciono le schematizzazioni, neanche a tavola, e non mi piacciono i cliché.
Così, appena ho iniziato a cucinare, ho eliminato tutte le convenzioni, steccati, abbinamenti usuali.
In un lampo, il pranzo della domenica è diventato una sorta di brunch, oppure di uno spuntino veloce preparato al ritorno di una mostra d'arte, una visita al mercatino dell'antiquariato, un giro in libreria.
Ancora ricordo l'espressione stupita di una mia amica molto molto convenzionale, quando le raccontavo che avrei preparato per pranzo delle bruschette accompagnate da un piatto di salumi, oppure un'insalata di mare abbinata al riso e così via.
Allo stupore, seguiva sempre la solita, immancabile domanda: "di domenica?"
Insomma, per lei, era assurdo uscire dagli schemi. Al contrario di me, che invece, ho bisogno di sentirmi libera da classificazioni, etichette, regole.
Soprattutto in cucina, dove la fantasia dovrebbe essere una linea guida.

I piatti unici mi sono sempre piaciuti tanto, uno dei primi è stato la cena di molti sabati: insalate di mare gigantesche abbinate a riso lessato, condito con una citronette al pepe rosa.
Senza considerare tutti i piatti preparati col riso basmati o venere, talmente aromatici, da risultare perfetti anche semplicemente lessati.
In questi ultimi anni, invece, ho la fissa del riso pilaf, trasformata in riso speziato, dopo aver acquistato un tè speziato che mi ha ispirato l'idea del riso.
Da allora, continuo a prepararlo, il riso, variando di tanto in tanto le spezie, e abbinandolo principalmente a pesce o pollo, ma in qualche caso anche carne di manzo.
Dunque, l'idea di base è semplicissima: ho infilzato una cipolla con i chiodi di garofano, l'ho posta in una pentola, ho aggiunto un frutto essiccato di anice stellato, una stecca di cannella, ho ricoperto di acqua e quando ha iniziato a bollire ho salato e fatto sobbollire il tutto per una ventina di minuti, in modo che la cipolla si ammorbidisse, e nello stesso tempo l'acqua si insaporisse, poi ho aggiunto il riso basmati, e, a fiamma bassa, l'ho fatto cuocere fino a quando l'acqua si è consumata e il riso era cotto, ma ancora al dente.
Ho eliminato le spezie, condito con un filo d'olio extravergine e abbinato a pollo o pesce.
In questo caso l'ho abbinato a mini spiedini di pollo e tacchino Amadori, che prima di cucinare ho passato nei semi di sesamo.
Il piatto, semplicissimo, era davvero molto buono. Una macedonia ha completato il pasto, come tè, invece, ho abbinato un nero speziato alle arance, cannella e chiodi di garofano.

Ho cucinato il tutto ad occhio, quindi non ci sono dosi.

Spiedini di pollo e tacchino con riso basmati

Ho preparato il riso basmati come riportato sopra, poi ho liberato la cipolla dai chiodi di garofano e l'ho tagliata a fettine, una parte l'ho mescolata al riso, un'altra l'ho posta sul riso, ho condito con un filo di olio extravergine. Intanto, dopo aver passato gli spiedini nei semi di sesamo li ho cotti in forno. Ho servito tutto insieme.

Spiedini con riso basmati 3

Ho abbinato il tè nero speziato all'arancia, cannella e chiodi di garofano

Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)
Giovanna

giovedì 23 febbraio 2012

Crepes con ricotta e fior di latte

Crepes con ricotta 2

Posso essere sincera sincera? Non vedo l'ora che arrivi la primavera, ho bisogno di luce, tepore, del profumo del gelsomino nell'aria. Lo so, forse corro troppo e sto rappresentando un'immagine non troppo realistica della primavera in città, come dire, un po' bucolica, ma abitando nelle prossimità di un parco, in un certo qual modo riesco a rifuggire dallo smog e dal caos.
Per me, da sempre, febbraio è un mese di transizione. I mesi autunnali sono così ricchi di energia, con quei colori accesi, sgargianti, l'aria che profuma di legno e castagne, eppoi sono tanto promettenti.
Anche se non sono una grande amante delle festività natalizie, ottobre e novembre sono carichi di aspettative.
Invece, febbraio, mi sembra un ponte tra l'inverno e la primavera, un mese un po' così.
Negli anni dell'università lo ricordo come quello durante il quale studiavo di più, già proiettata verso la fine dei corsi semestrali.
Adesso, invece, ne approfitto per cucinare tutti quei piatti che richiedono temperature rigide, e come il protagonista del libro di John Fante, penso: "Aspetta primavera, Bandini".

Crepes con ricotta 1

Le crepes, un piatto secondo me adatto a tutte le stagioni, le ho preparate all'inizio di gennaio, in una domenica o un giorno festivo, non ricordo bene.
Privilegiando una cucina leggera, le crepes, le preparo raramente, ma mi piacciono moltissimo. Le trovo molto versatili e ottime con ogni tipo di ripieno.
Dopo la versione con i carciofi, eccone un'altra, preparata con ricotta, fior di latte e tanto sugo.
L'idea iniziale era preparare dei fagottini, poi, avendo una padella antiaderente dal diametro di una ventina di cm, avrei dovuto impiegare molto tempo per preparare i vari fagottini, avendo già in ballo la preparazione delle brioche, ho preferito avvolgerli come dei pacchettini.
Eh si, non ho perso l'abitudine di fare cento cose insieme, per poi arrivare stremata a fine giornata. Stremata, ma anche tanto soddisfatta.
Tra l'altro, la preparazione di queste crepes è stata rocambolesca. 
Dunque, in gastronomia acquisto tutto il necessario per il ripieno, ovvero ricotta e fior di latte, insieme ad altre cose che mi occorrevano per cena.
La commessa prepara un unico pacchetto, alla cassa pago e vado a casa.
Il giorno dopo, una volta pronte le crepes, il sugo, tagliato a dadini il fior di latte, grattugiato il parmigiano, vado nel frigo, e vedo che nel pacchetto non c'era la ricotta. Orrore!!!! E' vero che avrei potute farcirle anche solo col fior di latte, ma ormai già le pregustavo con la ricotta.
Per fortuna, anche se era un giorno festivo, era aperto un supermercato e mentre io fotografavo, controllavo la cottura delle brioche, mio marito si è offerto di andare a comprare 'sta ricotta.
Così le mie crepes hanno avuto la farcitura che volevo ed erano davvero buonissime. Ne avevo preparato una dose doppia, per la cena del giorno dopo, ma sono finite in un lampo!
In questo caso, considerato la complessità dei sapori, ho abbinato un pregiato tè nero del Darjeeling, il Makaibari le cui note morbide e fruttate risultavano ideali per la farcitura delle crepes.

Crepes con ricotta e fior di latte

ingredienti per 4 persone:

per le crepes: 

125 g. di farina 00,
300 g. di latte,
2 uova, 
una noce di burro, più un po'
un pizzico di sale,

per il sugo:

una confezione di concentrato di pomodoro Cirio,
1/2 cipolla dorata,
2 cucchiai di olio extravergine,
sale,

per la farcitura:

200 g. di fior di latte,
200 g. di ricotta,
parmigiano reggiano,
pepe.

Per prima cosa ho preparato il sugo, quindi, ho tritato finemente la cipolla, l'ho fatta soffriggere nell'olio extravergine fino a quando si è appassita, quindi ho unito il concentrato di pomodoro ho rimescolato bene per amalgamare gli ingredienti, poi ho aggiunto un paio di mestoli di acqua bollente, salato e fatto cuocere per un'oretta, fino a quando il sugo era denso.
Intanto ho preparato le crepes: setacciato la farina e il sale in una terrina, ho aggiunto le uova, precedentemente sbattute, ho amalgamato con la frusta, quindi unito la noce di burro fusa e il latte a filo, mescolando bene per non far formare grumi, ho coperto il recipiente e l'ho posto in frigorifero per circa un'ora.
Poi, ho sciolto una noce di burro in padella, ho aggiunto un mestolino di pastella, fatto cuocere un paio di minuti per lato girato e continuato fino ad esaurimento della pastella, aggiungendo, se necessario, altro burro nella padella.
In una terrina ho unito un paio di cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato,  la ricotta, il pepe  e un paio di mestolini di sugo, quindi ho amalgamato il tutto con una frusta fino ad ottenere una crema non troppo densa, poi ho aggiunto il il fior di latte tagliato a dadini e ho mescolato il tutto.
Ho farcito le crepes con un cucchiaio di questo ripieno e ho formato dei pacchettini che ho posto in una pirofila da forno, cosparso col sugo, aggiunto un altro po' di parmigiano reggiano grattugiato e posto in forno preriscaldato a 180° per circa quindici minuti, o fino a quando la superficie risulta gratinata.

Crepes con ricotta 3

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling Makaibari

Alla prossima!

Giovanna

martedì 21 febbraio 2012

Panini con prosciutto cotto e emmentaler e...varie!

Panini con prosciutto e formaggio 2

I lievitati sono la mia passione, si nota? Lo so, la domanda è retorica, ma se la cucina è divertimento, io mi diverto a mettere le mani in pasta.
Molti adorano preparare dolci, altri secondi piatti, una mia amica, specialmente se è giù di corda, prepara chili di macedonia, io invece, triste o allegra, depressa o felice, mi sento bene quando partendo da farina, lievito e acqua inizio ad impastare ed elaborare una ricetta.
Di solito, o pane o lievitati salati, quelli dolci li preparo meno, ma perché mi piacciono di meno da mangiare e quando cucino, mi piace si lanciarmi sfide, le ritengo, in tutti i campi, il sale della vita, ma cucino per divertirmi e per preparare quei piatti che mi piacciono molto. E chi legge il mio blog, assiduamente o meno, sa quanto mi piacciano i pani farciti con salumi e formaggi. A partire dal casatiello, uno dei piatti tipici pasquali napoletani, fino ad un semplice pane arricchito da formaggio.

Panini con prosciutto e formaggio 1

Dunque, panini lievitati arricchiti da prosciutto cotto ed emmentaler. La ricetta base l'ho presa su un vecchio numero de La Cucina del Corriere. Mi è piaciuta talmente da averla fatta molte volte, sia in una mia versione, che in quella originale.
In questo caso ho seguito di più la prima versione, utilizzando, però, non solo farina 00 come riporta la ricetta, ma una parte di manitoba, inoltre come formaggio ho optato per il solo emmentaler.
I panini erano morbidissimi e gustosissimi. Abbinati ad un'insalata di radicchio, emmentaler, nocciole e noci, condita con un goccio di miele di castagno e al tè verde giapponese Genmatcha, arricchito da mais e riso soffiato,  hanno rappresentato una cena davvero molto, molto gustosa.

Panini con prosciutto e formaggio 4

Panini con prosciutto e formaggio 5

Panini con prosciutto e formaggio 6

Prima della ricette, vi segnalo due iniziative.
Partiamo dalla prima. Papageno, la rivista dedicata alla cultura enogastronomica dell'Alpe Adria, indice il suo primo contest e lo dedica proprio a noi food blogger.
Il contest è ispirato dall'ultimo libro pubblicato, della serie: "Le raccolte del gusto di Papageno", scritto da Pasquale Riccitelli, famoso presepista, nonché grande appassionato di cucina.
Nel libro, Riccitelli ha raccolto le ricette del cuore, quelle che la madre era solita mettere in tavola la domenica e nei giorni di festa.
Il libro, quindi rappresenta un omaggio alla cucina della nostra tradizione e nello stesso tempo la volontà di trasmettere ricette, valori, tradizioni.
Il concorso è rivolto esclusivamente a chi ha un blog o un sito internet, per partecipare basta inviare una e-mail a comunicazione@papagenonline.it entro il 1 aprile 2012.
Ogni partecipante riceverà via e-mail una ricetta tratta dal libro "Le ricette di Mammà" da reinterpretare. Inoltre dovrà esporre nel suo blog il banner del contest.
Oltre ad una serie di premi, i quattro vincitori verranno invitati a realizzare la loro ricetta, col supporto di uno chef professionista in un prestigioso ristorante del Veneto.
Per il banner ed ulteriori informazioni, vi invito a cliccare qui.


Inoltre, con grande gioia ed emozione, vi comunico che è stato pubblicato il libro realizzato con le ricette dei blogger che hanno partecipato all'iniziativa: "Una ricetta per i bambini di Rocchetta Vara".
Il ricavato del libro andrà alla cooperativa Gulliver di Rocchetta Vara.
Al momento è possibile prenotarlo solo presso l'editore, "Libero di scrivere" questo il link:
Acquistare il libro è solo un passo, importante sicuramente, ma non sufficiente. Adesso è necessario pubblicizzarlo, parlarne, spiegare perché è nato, raccontare della tragedia che ha colpito una comunità indifesa. 

E adesso la ricetta!

Panini con prosciutto cotto ed emmentaler

170 g. di farina 00,
130 g. di manitoba,
50 g. di prosciutto cotto in una sola fetta,
80 g. di emmentaler,
25 g. di lievito di birra,
zucchero,
10 cucchiai di latte,
sale.

Per prima cosa ho tagliato a dadini il prosciutto e il formaggio. In un recipiente ho posto le due farine setacciate, il latte, una presa di zucchero, un dl di acqua e il lievito sbriciolato, quindi il formaggio, il prosciutto, 2 cucchiai di olio extrvergine e 6 g. di sale. Ho impastato prima con la forchetta, poi con le mani, quindi ho ottenuto un composto che ho coperto con un canovaccio e fatto lievitare per una ventina di minuti.
Quindi, ho lavorato l'impasto sul piano di lavoro infarinato, l'ho diviso in base al numero di stampi e l'ho posto negli stampi unti di olio, riempendoli solo parzialmente.
Ho lasciato lievitare per un'ora, sino a quando l'impasto ha raggiunto il bordo dello stampo, poi li ho posti in forno preriscadato a 200°, li ho cotti fino a quando la superficie è risultata dorata.
Li ho sfornati, fatti raffreddare e sformati.

Panini con prosciutto e formaggio 3

Ho abbinato il tè verde giapponese Genmatcha

Alla prossima!

Giovanna

sabato 18 febbraio 2012

Panini al latte con gorgonzola

Panini al latte con gorgonzola 1

Capita, di avere tante riviste sul comodino in attesa di essere lette, o quanto meno sfogliate. Capita anche che mentre spolveri il suddetto comodino e tenti, contemporaneamente di rispondere al telefono che squilla incessantemente, le riviste cadano tutte sul pavimento. Mentre stai decidendo se arrabbiarti con te stessa per sta mania di fare otto cose insieme, o con l'ennesima compagnia che ti chiama proponendoti "l'offerta più vantaggiosa della tua vita", lo sguardo ti cade su una ricetta, dei panini al latte farciti col gorgonzola.
Così, una volta raccolte le riviste e liquidato con un gentile: "no, grazie!" l'operatrice telefonica, che magari ti stava per proporre davvero una "fantastica offerta", leggi la ricetta e ti rendi conto che vorresti avere il gorgonzola per mettere subito le mani in pasta.
Panini al latte con gorgonzola 6

La scena descritta è proprio quello che è successo a me più o meno a metà gennaio. Sarà che sono un filo metodica, ma di solito, le riviste le leggo dalla prima all'ultima pagina, saltando solo gli argomenti che proprio non mi interessano. Non mi piace saltare da un argomento all'altro, ma quella ricetta era troppo golosa per non essere letta all'istante. 
Dopo essermi procurata il gorgonzola, li ho realizzati proprio seguendo la ricetta, d'altra parte La Cucina Italiana, per me è una sorta di Bibbia, tutte le ricette proposte riescono sempre alla perfezione. Quando decido di prepararne qualcuna, la prima volta la faccio uguale uguale, poi, la seconda, semmai, cambio qualcosa.
In questa ho solo dimezzato le dosi, ma invece di servirli come antipasto, li ho preparati per cena, accompagnati da un fantastico culatello, o ovviamente da un pregiato tè nero cinese, lo Yunnan d'Or. A salume pregiato, tè pregiato....

Panini al latte con gorgonzola
400 g. di Manitoba,
130 g. di farina di semola di grano duro,
310 g. di latte, 
80 g. di gorgonzola,
60 g. di gherigli di noce,
8 g. di lievito di birra,
2 scalogni,
semi di papavero,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho impastato la manitoba, 100 g. di farina di semola e il lievito sbriciolato con il latte, un pizzico di sale, un cucchiaio di olio. Ho messo l'impasto a lievitare, coperto con un canovaccio umido per circa 3 ore.
Ho diviso l'impasto lievitato in 18 palline, coperte con il canovaccio umido e fatte lievitare per ancora un'ora.
Dopo aver tritato i gherigli di noce, li ho amalgamati con il gorgonzola e gli scalogni sbucciati e tagliati a fettine.
Ho tirato le palline di impasto, ottenendo delle strisce allungate, su un'estremità ho collocato un cucchiaino di ripieno, poi li ho richiusi arrotolando la pasta, formando una specie di croissant.
Ho disposto i panini su una placca ricoperta di carta forno, li ho spennellati con olio e cosparsi di semi di papavero e la restante farina di semola; li ho fatti lievitare per altri 30 minuti, poi li ho infornati in forno statico a 195° per 20 minuti e per altri 10 a 200°, utilizzando la funzione ventilata.
Panini al latte con gorgonzola 3

Panini al latte con gorgonzola 5

Alla prossima!
Buon fine settimana!!! :-)

Giovanna

mercoledì 15 febbraio 2012

Cake al limone

Cake al limone 1

Un delicato, ma persistente, aroma di limone, si sprigiona in cucina, è il cake al limone nel forno. Già pregusto l'assaggio, sto scegliendo il tè adatto, facendomi guidare proprio dal profumo di agrumi.
Ma, la testa e, sinceramente anche il cuore è altrove. Lontano dalla cucina, dalla neve, dal freddo.
I limoni mi hanno riportata alle giornate che trascorrevo, quando abitavo a Napoli, in costiera amalfitana.
Spesso ci andavo per lavoro, ma la vera gioia era quando io e mio marito, all'epoca eravamo fidanzati, riuscivamo a ritagliarci un po' di tempo e andavamo ad Amalfi, Positano, Ravello, tranquilli, non vi faccio la lista di tutti i paesi visitati.
Passeggiare per i paesi ci piaceva moltissimo, ma la vera attrazione era il mare.
Potevamo stare ore intere a contemplarlo, senza mai annoiarci. Chi è nato in una città di mare, ed è abituato a vederlo sempre, sa bene che il suo aspetto varia di minuto in minuto, assumendo colori, contorni, sempre diversi, amandolo in tutte le sue manifestazioni. Calmo, piatto, agitato, luccicante, nero come la pece, azzurro come il cielo, infiammato dal sole del tramonto, scosso dalla pioggia,  frustato dal vento, lo spettacolo offerto è sempre intenso, meraviglioso.

Tornando al cake, l'ho preparato proprio ispirata da due limoni biologici, acquistati in un mercatino interamente dedicato al biologico.

Cake al limone 4

L'idea iniziale era preparare una citronette per un'insalatina, poi, l'insalatina è diventata piatto unico e la citronette non mi serviva più. Intanto, mi era venuta voglia di un dolcetto, di quelli semplici semplici, senza panne, creme, cioccolato, una ciambella, una torta di mele, un cake al limone.
Avendo in dispensa un barattolo di Fiordifrutta al limone, ho pensato di usarlo per la preparazione del cake, distribuendone qualche cucchiaiata a metà impasto.

MarmellaTè

Il cake è risultato buonissimo, il profumo di limone gradevolissimo. Inoltre era molto leggero, avendo utilizzato yogurt e due cucchiai di olio, quindi niente burro.
Ovviamente ho abbinato il tè. In questo caso due tè, un verde cinese e un pregiato nero indiano.
Il tè verde, lo Jade Snow della provincia dello Yunnan l'ho bevuto durante il pasto e l'ho provato anche col cake, servito come dessert, era perfetto, le sue note bilanciavano quelle del limone.

Limoni 1

Poi, ho fatto un break, di quelli organizzati bene: tè, libro e spuntino. Da sgranocchiare, il cake, come tè mi sono decisa per il pregiato First Flush del Darjeeling, che solitamente centellino, in quanto viene raccolto solo in primavera, il libro è il giallo in corso. Di veleno c'è solo quello dei cioccolatini....il tè e il cake, invece, sono garantiti!

Cake al limone 6

Limoni 2

Cake al limone

150 g. di farina 00, più un po',
100 g. di amido di frumento,
150 g. di zucchero di canna,
2 uova,
150 g. di yogurt,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
la scorza grattugiata di 2 limoni biologici,
il succo di un limone,
fiordifrutta la limone Rigoni di Asiago,
una bustina di lievito per dolci,
zucchero a velo,
un pizzico di sale.

Ho montato le uova e lo zucchero con un pizzico di sale,  fino ad ottenere un composto spumoso, poi ho aggiunto il succo del limone, lo yogurt, le scorze dei limoni grattugiate, quindi la farina, l'amido di frumento e il lievito setacciati, ho amalgamato il tutto e ho versato metà impasto in uno stampo da cake, precedentemente oliato e spolverizzato di farina, ho aggiunto qualche cucchiaino di fiordi frutta al limone e ho versato il restante impasto.
Ho posto lo stampo in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti, poi ho coperto con carta forno e ho proseguito la cottura per circa 20 minuti, fino a quando, inserendo uno stecchino è risultato asciutto. Dopo averlo sformato l'ho cosparso di zucchero a velo.

Cake al limone 3

Ho abbinato il tè verde cinese Jade Snow e quello indiano First Flush del Darjeeling

Alla prossima! 
Giovanna

lunedì 13 febbraio 2012

Gnocchi di ricotta al Lapsang Souchong

Gnocchi di ricotta al Lapsang Souchong 2

Settimana densa ed intensa, una serie di impegni si sono accavallati, lasciandomi ben poco tempo. Sono arrivata al fine settimana con pochi, ma precisi, progetti: cucinare qualcosa di buono e riposarmi.
Cucinare ho cucinato, sabato il gattò di patate, ieri carne e relativi spaghetti alla pizzaiola.
Il riposo è consistito in poche, semplici, cose: tanto tanto tè, soprattutto il verde giapponese aromatizzato da fettine di zenzero fresco, la rilettura di un libro giallo, di cui ricordo vagamente l'omicida, ma del quale ho dimenticato in parte l'intreccio, la visione di un paio di film in DVD.
Anche in questo caso si tratta di una riririvisione: "Le fate ignoranti", un film bello ed intenso, che dopo averlo visto al cinema me ne innamorai al punto che mio marito, me lo regalò.
Piccole cose, ma per rilassarmi, o anche per divertirmi, non mi serve fare viaggi mirabolanti, girare per negozi in un pomeriggio di shopping sfrenato, o passare da un happy hour all'altro.

Gnocchi di ricotta al Lapsang Souchong 1

Per rilassarmi mi serve altro, dedicarmi alle mie passioni, leggere, approfondire lo studio e la conoscenza di un argomento che interessa, fare una passeggiata al parco o sul lungolago.
Girare per cascine alla ricerca di prodotti di qualità, preparati con cura e amore. Conversare con gli amici.
Mangiare piatti preparati con cura, anche un semplice spaghetto aglio e olio o cacio e pepe.
Semplici, ma che richiedono un minimo di attenzione.

Gli gnocchi di ricotta, invece, li ho preparati qualche domenica fa. Da quando, nel corso di una vacanza sul Garda li ho scoperti, dopo aver trovato una ricetta che mi soddisfacesse, non ho mai smesso di farli.
Li trovo veloci da preparare e buonissimi. Uno di quei piatti ricchi di gusto e sapore che si possono preparare anche quando si ha veramente poco tempo.

Gli gnocchi della ricetta di oggi, li ho preparati ispirandomi a quelli mangiati nella Cena a base di tè, presso La Scuola de La Cucina Italiana.
Li ho aromatizzati al tè Grand Lapsang Souchong, il suo gusto affumicato regalava una nota molto molto interessante agli gnocchi. Invece della quenelle di noci, ne ho preparata una al gorgonzola e nocciole, una fetta di culatello, passata velocemente in forno per renderla croccante ha completato il piatto.
Il risultato è stato davvero molto buono, tutti i sapori si fondevano molto bene, con grande equilibrio. Il tè ha armonizzato sia col gorgonzola che col culatello.
Ho scelto il Grand Lapsang Souchong anche come tè da degustare durante il pranzo. Mi piacevano le sue note affumicate e volevo accentuarle oltre che come ingrediente degli gnocchi, anche con la bevanda.

Gnocchi di ricotta al Lapsang Souchog

ingredienti per 2 persone,

per gli gnocchi:

250 g. di ricotta di pecora,
180 g. di farina,
6 cucchiai di parmigiano reggiano,
un uovo,
3 g. di Grand Lapsang Souchong,
un pizzico di sale,

per il sugo:

50 g. di gorgonzola piccante,
20 nocciole,
2 fette di culatello,
un filo di latte.

Gli gnocchi li ho preparati come riportato qui, aggiungendo all'impasto le foglie di Lapsang Souchong leggermente tritate, li ho posti su un vassoio infarinato e intanto, dopo aver sgusciato le nocciole e tostate leggermente le ho tritate grossolanamente a coltello, ho tagliato a cubetti il gorgonzola e li ho amalgamati alle nocciole, ne ho tenuto da parte una metà  e col restante ho preparato due quenelle.
In una padella ho sciolto il composto di gorgonzola e nocciole con un filo di latte, ho lessato gli gnocchi e li ho saltati in padella insaporendoli bene col sugo al gorgonzola. Nel frattempo ho passato velocemente in forno le fette di culatello.
Ho servito gli gnocchi caldi, abbinati alla quenelle di gorgonzola e nocciole e una fetta di culatello.

Gnocchi di ricotta al Lapsang Souchong 3

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong

Alla prossima!
Buona settimana! :-)

Giovanna

giovedì 9 febbraio 2012

Identità Golose 2012, i dettagli

Identità golose 20


Come promesso rieccomi con un altro post dedicato ad Identità Golose. Sono diversi giorni che sto facendo ordine tra le tante pagine di appunti, il taccuino mi accompagna ovunque.
Per alcuni incontri, ho tratteggiato  qualche informazione, per altre mi sono lasciata prendere la mano e la penna scriveva scriveva. Tra una riga e l'altra c'era qualcosa da assaggiare, un piatto da fotografare, una preparazione da osservare.
Identità Golose è un viaggio emozionante ed intenso in cui tutti i sensi sono coinvolti: è, ovviamente, bellissimo assaggiare, provare, ma anche percepire il sapore di una pietanza, di un piatto partendo dal profumo.
Eppoi, vedere la preparazione dei vari piatti, la maestria con la quale gli chef e le loro brigate con tocchi  sapienti realizzano dei veri capolavori.
Osservare, provare, percepire, sentire, scrivere, fotografare, ascoltare e correre, correre da una lezione all'altra, da uno stand ad uno show cooking provando una grande gioia ed emozionandomi nel sentire la passione, l'emozione che gli chef trasmettono.

Mai come durante il congresso avrei voluto, dico davvero, avere il dono dell'ubiquità. Consultavo il programma per scegliere la lezione, pensando, però, che avrei voluto assistere anche alle altre.
Poi, poiché la cucina è si tecnica, professionalità, competenza, bravura ma è anche passione mi sono lasciata guidare proprio da questo sentimento.

Il tema di quest'anno era "Oltre il mercato". A queste parole ho dato diversi significati: oltre il mercato inteso come la materia prima che molti chef producono in "casa", o che si procurano andando direttamente dal produttore, alla fonte, alla ricerca dell'eccellenza.
Oppure, con gli interventi degli chef stranieri, andare "oltre" le barriere e le frontiere geografiche.

La prima lezione alla quale ho assistito è stata quella di Corrado Assenza e Massimiliano Alajmo, un grande chef e un grande pasticciere, insieme sul palco.
La sensazione lattica questo il titolo dell'incontro. Una lezione di cucina, di vita, di rispetto per la stagionalità e della materia prima.
Assenza ci parla del Cuturro, un'espressione siciliana con la quale vengono indicate le preparazioni a base di grano spezzato.
Assaggiamo un latte a km 0, prodotto stagionalmente, solo per qualche mese l'anno, da maggio fino a novembre se la stagione è buona e i pascoli ancora produttivi, un latte, ovviamente a produzione limitata.

Identità golose 21

Il cuturro è prodotto con grano lasciato a bagno per una notte, cotto a vapore e mantecato col latte. Aromatizzato dalle mandorle di Noto, il pistacchio di Bronte, il miele d'arancio, è un'esplosione di sapori e profumi.

Identità golose 22

Un produttore di pecorino ragusano racconta che il suo formaggio viene prodotto con un basso quantitativo di sale, ha imparato con gli anni, a riconoscere al tatto il quantitativo di sale. Utilizzato per preparare un gelato, si percepiva da un lato la morbidezza del lato dolce, dall'altra la leggera, ma determinante sapidità.
Massimiliano Alajmo, ha interpretato la sensazione lattica, esattamente come una sensazione, preparando delle pietanze dove il latte non c'era.
Pier -  Angelini, il nome del piatto, omaggio a Fulvio, è stato realizzato col latte di ceci, realizzato con i ceci cotti, dopo l'ammollo, e frullati. I gamberi hanno completato il piatto.

Identità golose 23

Identità golose 25

La pasta e fagioli della "nonna" di Massimo Bottura. Nell'ambito del Food&Wine Festival Massimo Bottura con Marta Paulini hanno presentato la pasta e fagioli con croste di Grana Padano e osso del prosciutto di Parma.
La pasta e fagioli è un piatto antico che in passato, veniva prepararato spesso, anche per riciclare l'osso del prosciutto e le croste di grana.
Un piatto di origine contadina, preparato seguendo la tradizione, compreso l'aggiunta del lambrusco, dove, però, i maltagliati, sono stati sostituiti dalle croste di grana..."maltagliate".

Identità golose 26

Identità golose 28

Un piatto tradizionale e sofisticato nella perfetta esecuzione.

Identità golose 30

Identità golose 34

Identità golose 37

Identità golose 38

Identità golose 39

Dopo un giro fra gli stand, alla ripresa delle lezioni, Roberta Sudbrack, la chef brasiliana del Jardim Botanico di Rio de Janeiro; sono rimasta incantata nel vedere un filmato che documentava la vita di alcuni piccoli produttori locali,  che con passione si dedicano alla loro terra.
Mi ha commossa vedere un mulino così antico di cui nessuno ricordava più l'età, "forse era di mia suocera", le parole della contadina, mentre un altro sosteneva che apprezzare i loro prodotti, ma non acquistarli, sicuramente non aiuta la loro causa.
Roberta Sudbrack, invece, nel suo ristorante, utilizza molti di questi ingredienti, trattandoli con grande amore e rispetto.

Mauro Uliassi e Moreno Cedroni, due grandi chef dalle comuni radici gastronomiche. Uliassi inizia con la seppia, pulita poco, secondo la tradizione dei marinai a detta dei quali, un pesce troppo pulito viene privato dell'anima.
Quindi, via la sabbia, ed il pesce è pronto per la cottura. Sapori ionici, accentuati da una salsa a base di fegato della seppia. E Cedroni? Ecco la seppia preparata secondo la tradizione materna: con i piselli e l'uovo.
Uliassi è già pronto con le cannocchie del venerdì, apprendiamo dell'antica tradizione di preparare il venerdì le cannocchie, selezionate una ad una, semplicemente lessate e condite con olio estravergine, limone  e prezzemolo e poste al centrotavola, come piatto comune, conviviale.
Le sue parole mi riportano al passato, e penso alle tradizioni della mia terra.
E pensando pensando corro alla lezione di Enrico Crippa.

Identità golose 41

Identità golose 42

Il primo piatto che presenta è "l'insalata cotta". Sembra un ossimoro,  invece è un piatto prelibato, dove ogni ingrediente è scelto con cura.
Partendo proprio dalle verdure, tutte del suo orto. Radicchio e scarola, cotte sottovuoto e aromatizzate da olio ai peperoni, olio ai vinaccioli, acciughe e olive, come si usa in Campania, e poi alga nori e riso venere, cotti, essicati e tritate, per ricordare la terra.

Identità golose 45

Il ristorante di Crippa è nelle Langhe, zona di prodotti eccellenti e nebbiosa. Proprio pensando alla nebbia ho scelto la foto scattata dallo schermo.
Crippa, nel presentare i vari piatti ha  sottolineato che la nostra è una terra ideale per la coltivazione. Poi, fieramente orgoglioso delle nostre tradizioni, ha affermato che le verdure fanno parte da sempre della nostra storia gastronomica, sicuramente, non abbiamo preso spunto dai paesi scandinavi. Ovazione in sala.
Con la tinca in carpione, reperibile secondo le stagioni, il concetto di "Oltre il mercato" si amplia.

Identità golose 46

Identità golose 47

Dopo un giro veloce, è arrivato il momento di presentare lo show cooking di Andrea Aprea. Il suo piatto: sedani Monograno Felicetti, cime di rapa, cozze e bottarga, è una fusione fra terra e mare. Un piatto mediterraneo, tradizione ed innovazione.

Identità golose 52

Identità golose 53

Un piatto destrutturato, dalle diverse consistenze: il passaggio in padella, tra l'olio e il pecorino è una vera mantecatura, le cime di rapa sono state in parte frullate, sia per accentuare l'aspetto cremoso del piatto, ma anche per consentire alla verdura di sprigionare appieno il suo sapore.
Qualche cimetta ha colorato il piatto e nello stesso tempo ha fatto percepire un'altra consistenza di questa verdura.
Bottarga e pecorino sardo hanno completato il piatto.

Identità golose 54

Anche quest'anno Identità Golose è stata un'esperienza importante e significativa. Territorialità, stagionalità, eccellenza della materia prima sono argomenti che da sempre mi appassionano e che si fondono, nella  ricerca delle nostre tradizioni e origini gastronomiche, per andare oltre, verso una cucina innovativa, rispettosa delle sue origini.

Giovanna