lunedì 30 gennaio 2012

Zuppaaa!

Zuppaaa! 1


Ed eccoci ad un classico piatto invernale, che più invernale non si può, la zuppa. Certo, come ho più volte scritto, non sono le alte temperature a farmi desistere dal mangiarle anche in altre stagioni, ma in quel caso le preparo con verdurine di stagione e con una sola varietà di legumi o anche senza.
La zuppa di oggi, invece, è preparata con cereali, legumi e verdura.
A seconda dell'estro spesso le preparo io miscelando legumi e cereali, altre volte, come in questo caso, mi sono avvalsa di un mix dell'Azienda Melandri Gaudenzio, al quale ho aggiunto delle verdure.

La zuppa era davvero buona, il sapore delle fave, presenti nel mix, regalavano un gusto molto interessante e gustoso.
Ma, è inutile che sto qui a decantare le virtù delle zuppe, minestre e minestroni, mi piacciono tantissimo e, suscitando lo stupore di molti amici e conoscenti, le preparo molto allegramente anche per il pranzo domenicale.
Su questo punto si potrebbe aprire un lungo dibattito. Ovvero, esiste ancora il piatto della domenica? Per quanto mi riguarda no, nel senso che mangio e cucino quello che mi piace e non quello che molti ritengono il pranzo canonico domenicale, anche pasta e patate, oppure minestra di fagioli o minestroni, o un semplice sugo.

La zuppa in questione, invece l'ho preparata come cena qualche settimana fa, l'aggiunta di qualche crostino di pane e di un buon tè caldo hanno completato il pasto.

Come tè ho abbinato un pregiato first flush del Darjeeling, le sue note armonizzavano molto bene con la zuppa, la successiva infusione, invece, ha accompagnato la visione di una brillante commedia francese, genere che mi piace moltissimo.

Zuppaaaa!

ingredienti per 2 persone:

150 g. di zuppa di legumi e cereali Melandri Gaudenzio,
2 patate piccole,
2 carote piccole,
1/2 cipolla dorata,
un gambo di sedano,
2-3 pomodori pelati con qualche cucchiaio del sugo,
olio extravergine di oliva,
sale.

Dopo aver tenuto in ammollo il mix di legumi e cereali, l'ho sciacquato, posto in una pentola e ho aggiunto le patate e le carote tagliate a dadini, la cipolla tritata a coltello, il sedano tagliato a rondelle, i pomodori e il sugo, un cucchiaio di olio extravergine di oliva e il sale, ho ricoperto i vari ingredienti con l'acqua e ho portato a cottura.
L'ho servita caldissima condita con un filo di olio extravergine a crudo e dei crostini di pane.

Zuppaaa! 2

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling  First Flush

Alla prossima!
Buona settimana!!! :-)

Giovanna

sabato 28 gennaio 2012

Pizzette fritte e...dessert con zucchero e cannella

Pizzette fritte 1
Pizzette fritte, sughetto e parmigiano.

Un piatto semplice, preparato con ingredienti poveri, ma ricco di storia.
A Napoli le pizzette fritte, ripiene, o condite con un sughetto di pomodori pelati e una spolverata di parmigiano sono un piatto diffusissimo.
Non c'è pizzeria, friggitoria o famiglia che non le prepari.
Cibo povero per eccellenza, queste pizzette vengono celebrate anche nel film di Vittorio De Sica, "L'Oro di Napoli", dove si parla anche dell'antica tradizione dell'"oggi a otto", ovvero, l'acquirente l'avrebbe pagata otto giorni dopo averla acquistata.

A me sono sempre piaciute tantissimo, in passato le mangiavo molto frequentemente.
Durante gli anni dell'Università capitava spesso di pranzare con una pizzetta, consumata o nel localino dove le acquistavo con i colleghi, oppure, se eravamo di fretta, o le compravamo presso una friggitoria, per non farle raffreddare, le mangiavamo seduti sulle panchine o gli scaloni dell'Istituto.
Ancora ricordo, l'attenzione maniacale che ponevamo per  non imbrattare appunti, quaderni o libri, mentre tra un boccone e l'altro riguardavamo la lezione del giorno, ripassavamo un teorema, una formula o ci accanivamo nel risolvere un problema.
Certo, non sempre eravamo così "diligenti". Molte volte, tra la pizzetta e la bibita, chiacchieravamo di cose personali.
Pizzette fritte 3

Adesso, invece, molto più attenta all'alimentazione, a mangiare cibi sani, a mangiare poche fritture privilegiando cotture più delicate e salutiste le preparo pochissimo, diciamo ogni....4, 5 anni.
Davvero!
 
Pizzette fritte 4

Quest'anno alla Vigilia di Capodanno, volevo preparare, come antipasto, i voul au vent, o dei fagottini di pasta sfoglia, poi, ho chiesto a mio marito se preferiva come alternativa le pizzette fritte. Inutile aggiungere cosa ha scelto. Dico solo che il rotolo di pasta sfoglia è ancora nel freezer...

Pizzette fritte 5

Mentre le friggevo, mio marito vedendo le pizzette ancora da farcire, mi ha chiesto di prepararne qualcuna in versione dolce, così le ho aromatizzate, come facciamo noi a Napoli, con zucchero semolato e cannella. Davvero deliziose!
L'impasto l'ho preparato con la farina 00, la manitoba e la farina di semola. Avendo diverse ore a disposizione per la lievitazione ho utilizzato una piccolissima quantità di lievito.
Pizzette fritte 6

Tulipani 11 bis

Anche se era la Vigilia di Capodanno e mio marito ha stappato una bottiglia di vino, io ho preferito il tè, abbinando,  il pregiato nero cinese Yunnan D'Or, che ha legato benissimo sia con le pizzette che col dessert.

Pizzette fritte 7

Tulipani 13 bis

I tulipani, ovviamente, non c'entrano niente con le pizzette, ma mi piacciono moltissimo. Li trovi allegri e bellissimi. L'anno scorso, durante una gita in un parco naturale, c'erano intere aiuole dedicate a questi bulbi e mi sono divertita a fotografarli.
 
Pizzette fritte 8

Pizzette fritte e dolcetti con zucchero semolato e cannella

per il lievitino:

6,5 g. di lievito di birra,
5, 5 g. di zucchero,

per l'impasto:

130 g. di manitoba,
100 g. di semola rimacinata,
100 g. di farina 00,
olio extravergine di oliva,
7,5 g. di sale,

per condire:

1/3 di barattolo di fior di filetti di pomodoro Cirio
un aglio, 
olio extravergine di oliva,
parmigiano reggiano,

per friggere:

olio extravergine di oliva.

Ho sciolto il lievito di birra e lo zucchero in acqua tiepida, coperto con un piattino e aspettato che il lievito si attivasse
quindi, ho posto sulla spianatoia le tre farine miscelate, ho aggiunto il lievitino, il sale, un cucchiaio di olio extravergine e ho lavorato fino ad ottenere un impasto morbido e setoso; non ho aggiunto acqua, in quanto, data la quantità di farina, è bastato il lievitino.
Ho posto l'impasto in una ciotola unta di olio extravergine, l'ho coperta con un panno umido e atteso che raddoppiasse di volume, in quel caso ci sono volute circa tre ore; quindi ho pesato l'impasto e l'ho suddiviso in parti uguali, ho preparato delle palline e le ho poste su una teglia ricoperta di carta forno, le ho ricoperte con un panno umido e le ho fatte lievitare per circa mezzora, quindi le ho lavorato dandogli una forma circolare e le ho fatte lievitare per altri 10-15 minuti; intanto ho fatto soffriggere in un cucchiaio di olio extravergine l'aglio, quindi ho aggiunto i filetti di pomodoro, salato e cotto per una decina di minuti.
Ho fritto in abbondante olio extravergine le pizzette, le ho condite col sughetto e una spolverata di parmigiano e le ho servita caldissime.
Ho lasciato quattro pizzette, senza condimento,  al caldo in forno e le ho aromatizzate con cannella e zucchero semolato.

Pizzette fritte 2

Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan D'Or

Alla prossima!
Buon fine settimana!!! :-)
Giovanna

giovedì 26 gennaio 2012

Orate agli agrumi e insalata di finocchi, arance e olive nere

Orata arancia e limone 3

Che mi piaccia cucinare con la frutta, nello specifico gli agrumi, l'ho più volte scritto. Solitamente il pesce mi piace mangiarlo in purezza. Se è freschissimo e di buona qualità non necessita di salsine di accompagnamento e neanche dell'olio o del limone.
Ancora ricordo uno splendido branzino, degustato in un ristorante in Toscana, semplicemente lessato e accompagnato da una fresca insalatina di stagione, dove facevano capolino alcune fettine di noce pesca.
La freschezza del branzino non richiese alcun condimento, solo un filo di olio extravergine, toscano, of course!

Orata arancia e limone 4

Da diversi anni il branzino, durante la stagione invernale, mi piace prepararlo con le arance, un semplice cartoccio arricchito dalle fettine di agrume.
Dal branzino agli altri pesci il passo è stato breve. Le orate della ricetta le preparo spesso. Gli agrumi regalano al pesce una nota fresca e molto aromatica. 
Accompagnate da una semplice insalata di finocchio, agrumi, olive nere e barbine del finocchio è un piatto semplice, veloce e molto gustoso.
Ci piace talmente tanto, che sia le orate che l'insalata l'ho preparata la sera della Vigilia di Natale.

Orata arancia e limone 1

Orata arancia e limone 5

Tè? Oh yes! In questo caso un tè verde aromatizzato al limone e zenzero. La delicatezza del pesce si abbinava molto bene al tè aromatico, lo zenzero richiamava il sapore degli agrumi.

Orate agli agrumi e insalata di finocchi, arance e olive nere

Ingredienti per due persone:

2 orate di circa 500 g. l'una, 
2 finocchi, 
4 arance non trattate, 
3 limoni non trattati, 
olive nere di Gaeta,  
olio extravergine di oliva, 
sale.

Lavate, asciugate e tagliate a fettine sottili, senza sbucciarle 3 arance e 2 limoni; squamate, eviscerate, lavate e asciugate le orate, poi su due fogli di carta forno che possano contenere le orate, ponete alternandole, fettine di arance e limoni, adagiatevi sopra le orate, ponete nella pancia una fettina di limone e una di arancia, coprite i pesci con un altro strato alternato di agrumi, chiudete bene i cartocci e cuoceteli in forno preriscaldato a 180 per circa 20 minuti. 
Intanto, lavate i finocchi, conservando le barbine, tagliateli a fettine sottili, ricavate dai restanti agrumi delle zeste, poi dal limone ricavate il succo, mentre sbucciate l'arancia e tagliatela a fettine sottili; in una insalatiera ponete il finocchio, le fette di arancia, una manciata di olive; amalgamate il succo del limone con 2 cucchiai di olio extravergine e un pizzico di sale, lavorando brevemente con una frustina, con la citronette condite l'insalata e aggiungete le zeste di agrumi e le barbine del finocchio; servite l'insalata accompagnata dall'orata.

Orata arancia e limone 2

Ho abbinato il tè verde aromatizzato al limone e zenzero 

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 23 gennaio 2012

Polpettine di pane e patate al forno....una serata fast food!

...fast food, perché no?

Fast food 3
polpettine e patate al forno, ketchup

Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non sono una grande amante del fast food. Diciamo che non sono, in genere, un'amante del cibo fast.
Va bene preparare un pranzetto o una cenetta veloce senza stare ore ai fornelli, ma poi, una volta a tavola, mi piace mangiare con calma, assaporando e gustando le varie (o anche l'unica) pietanze con calma, conversando senza fretta.
Certo, non è la regola, a volte mangio velocemente, non sempre riesco a fare 'sto pasto con calma e conversando tranquillamente, ma in linea di principio mi piace mangiare così.

Fast food 1

Però, una cena fast food si può organizzare a casa, giocando con una serie di ingredienti. D'altra parte, il cibo e la cucina, assumono in generale tante valenze, perché trascurare quella ludica?
E allora, partendo da una serie di ricettine della tradizione, di recupero, di riciclo, di di di, può essere anche divertente, presentarle in una chiave diversa, allegra, un po' da fast food, un po' da tavola calda americana.

Fast food 4 

E allora, le polpettine di pane, un cibo della nostra tradizione nate per riciclare il pane raffermo, abbinate alle sempre verdi e (sempre) gradite patate al forno e al ketchup, in questo caso italianissimo, La Rubra Cirio, presentate su un vassoietto, regalano una nuova veste alla cena.

Tulipani 27 bis

Le polpettine le ho preparate a partire dal pane raffermo, ammollato nel latte e aromatizzate da aglio, uva passa, pinoli e parmigiano e un po' di provolone.
Ovviamente si possono arricchire con ingredienti diversi, magari per riciclare qualche formaggio o salume, un riciclo nel riciclo.
Solitamente, le polpette di pane vengono fritte, ma, come sapete, se posso, preferisco evitare le fritture e le ho fatte al forno. Sono risultate comunque molto morbide e gustose, senza trascurare l'effetto leggerezza.
Per renderle più "simpatiche" le ho passate nei semi di sesamo.
Le patate, invece, le ho preparate semplici semplici, ovvero dopo la cottura, in forno, of course!, le ho salate e pepate.
E tanto ketchup per la "serata fast food".
E da bere? Bibite come si addicono ad un fast food? No, no! Acqua gassata e limone? Macché! Tè, tanto tè.
Nero, caldo, cinese. Il mio amatissimo Grand Keemun.

Fast food 2

Polpettine di pane e patate al forno:

ingredienti per 2 persone:

240 g. di pane raffermo, solo la mollica,
2 uova,
una manciata di uva passa,
una manciata di pinoli,
40 g. di provolone,
parmigiano reggiano grattugiato,
un aglio,
latte,
semi di sesamo,
olio extavergine di oliva,
sale,
pepe,

per le patate:

4 patate medie,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe,

per accompagnare Salsa La Rubra Cirio,

Per prima cosa ho preparato le polpettine; dopo aver tagliato a cubetti il pane, l'ho posto in una terrina e ricoperto di latte; quando era ben ammollato, l'ho strizzato bene, posto in un recipiente, ho aggiunto le uova, il ale, il pepe, l'uva passa precedentemente ammollata, i pinoli, il provolone tagliato a cubetti, un cucchiaio di parmigiano reggiano, l'aglio tritato e ho amalgamato il tutto, formando delle polpettine che ho passato nei sei di sesamo. Quindi le ho poste su una teglia ricoperta di carta forno leggermente unta e cotte in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti, o fino a quando risltano dorate; le ho tenute in caldo e ho preparato le patate come riportato qui.
Una volta sfornate, mentre le aromatizzavo con sale e pepe, ho riscaldato le polpettine in forno, che comunque sono buone anche tiepide.
Ho servito il tutto accompagnato dal ketchup.

Fast food 5

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!
Buona settimana!!! :-)
Giovanna

giovedì 19 gennaio 2012

Torta salata con ricotta, prosciutto cotto, emmentaler e....confettura di corniola!

Torta salata 5


Lo dico senza giri di parole e andando direttamente al dunque: le torte salate sono la mia passione. Solo l'idea di un guscio di pasta friabile che avvolge un ripieno morbido, gustoso, ricco di sapori mi rende simpatica e appetibile questa pietanza.
Eppoi, le variazioni sul tema sono tante: dal tipo di pasta da utilizzare, frolla, sfoglia, fillo, brisè, alla farcitura, formaggi, latticini, salumi, verdura, frutta secca e l'elenco potrebbe essere lungo.
Di torte salate ne preparo, adesso un po' meno perché, diciamocelo sinceramente, leggere leggere non sono; comunque, mi piace prepararle variando la farcitura e anche il tipo di pasta.
Però, per me, la torta salata per antonomasia è quella che prepariamo noi a Napoli: pasta brisè, ricotta, fior di latte o mozzarella, parmigiano e salame, una vera delizia.
A Napoli c'è anche un'altra versione, ovvero la medesima farcitura, avvolta da un guscio di pasta frolla, per un effetto dolce salato molto interessante e gustoso.

Torta salata 9

Quando ho letto l'argomento del secondo contest indetto dalla Rigoni di Asiago, "Una torta salata ma non troppo" ho subito pensato alle torte salate napoletane col contrasto dolce salato.
Inoltre, come ben sapete, abbino spesso le confetture alle pietanze salate, torte salate comprese e così, dopo aver pensato un po', ho optato per una torta che si rifà alla tradizione dolce salato.



Torta salata 10

La farcitura l'ho preparata con ricotta di pecora, emmentaler, dal sapore dolce, il prosciutto cotto, per creare un contrasto col dolce ne ho scelto uno leggermente affumicato, il parmigiano che mi piace sempre abbinato sia alle confetture che ai mieli e per l'effetto dolce la Fiordifrutta di Corniole della Rigoni, dal gusto leggermente acidulo.
Data la presenza della confettura, che, ovviamente, assicurava alla torta il contrasto dolce salato,  ho preferito la pasta brisè alla frolla.
Inoltre, volevo che il sapore della confettura si percepisse bene, così, invece di amalgamarla alla farcia, l'ho disposta a corona a metà della torta.

Torta salata 11

La torta era veramente molto molto buona, il contrasto dolce salato perfetto.
Ovviamente ho abbinato il tè. Ho scelto di getto il nero cinese Grand Keemun che mi piace sempre tantissimo con i latticini. Eppoi, il suo gusto affumicato si sposava bene con la torta.

Torta salata 4

Prima della ricetta, voglio ringraziare Erica, bravissima, professionale e gentilissima, che ha cambiato il "look" del mio blog.
Le ho parlato della mia grande passione del tè e del desiderio che qualche tazza e teiera "spuntasse" qua e là.
Erica ha interpretato benissimo questa passione e adesso mi sento proprio nella mia cucina tra tazze e teiere.

Inoltre, in questi giorni, ho molti problemi a lasciare commenti in tanti blog, ho letto che non sono l'unica, quindi, io passo, leggo e, purtroppo, non sempre riesco a commentare!

E adesso la ricetta!

Torta salata con ricotta, prosciutto cotto, emmentaler e....confettura di corniole

per la pasta brisè:

140 g. di farina 00,
70 g. di burro,
un tuorlo,
3-4 cucchiai di acqua,
sale,

per la farcitura:

250 g. di ricotta di pecora,
60 g. di emmentaler,
60 g. di prosciutto cotto affumicato,
parmigiano reggiano grattugiato,
Fiordifrutta di corniole Rigoni,
un albume.

Per la preparazione della pasta brisè cliccate qui
Intanto che la pasta riposa in frigorifero, in una terrina unite la ricotta, un cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato, l'emmentaler tagliato a dadini, il prosiutto cotto tagliato grossolanamente a coltello e l'albume leggermente montato a neve; quindi, foderate una teglia con carta forno, dividete la pasta brisè in due parti, una leggermente più grande dell'altra, stendete col matterello la più grande e foderate la teglia, bordo compreso, quindi farcitela col composto e formate tanti piccoli incavi a metà della torta, come una corona, riempiteli con un cucchiaino di confettura di corniole, quindi stendete l'altro pezzo di pasta e chiudete la torta, formando un cordoncino lungo il bordo per chiuderla bene.
Cuocetela in forno preriscaldato a 180° per circa 4o minuti, o fino a quando non risulta dorata in superficie. Sfornatela, fatela raffreddare e sformatela.

Torta salata 3

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 16 gennaio 2012

Pasta e patate farcita

Pasta e patate farcite 5
Pasta, patate, fior di latte e prosciutto cotto

A molti non piace ritenendolo un piatto, seppure della nostra tradizione, povero rispetto ad altre pietanze più "ricche" ed elaborate.
Altri, lo ritengono un piatto nutrizionalmente squilibrato, considerato l'alto contenuto di carboidrati, dato dall'abbinamento patate/pasta.
C'è anche chi, invece, ritiene la pasta e patate un piatto gustoso e ricco di sapore, soprattutto se alle patate si aggiunge qualche dadino di pancetta, salame o prosciutto crudo.
A me è sempre piaciuta e pur non preparandola frequentemente, ogni volta vario la ricetta.
Difficilmente aggiungo salame e pancetta, privilegiando, come sempre, una cucina si ricca di sapore, ma anche leggera.
Di recente ho pensato di farcirla con prosciutto cotto e fior di latte e farla gratinare in forno. Idea felice! La pasta ha assunto un aspetto festoso e allegro, nonché molto, molto goloso.


L'abbinamento col tè ormai è consuetudine. In questo caso, per enfatizzare il sapore delle patate, rispetto alla farcitura di suo sapida, ho optato per il Grand Lapsang Souchong, un tè nero cinese, le cui foglie vengono essiccate su bracieri alimentati da legno d'abete, processo che regala note affumicate molto particolari.
L'abbinamento si è rivelato appropriato e nel corso del pranzo ho preparato il tè diverse volte.

Pasta e patate farcita

ingredienti per 2 persone:

160 di di pipette, 
6 patate medio-piccole,
1/2 cipolla dorata,
una carota,
2 gambi di sedano, la parte interna con le foglie,
olio extravergine di oliva, 
polpa di pomodoro La Finissima Cirio, 
100 g. di fior di latte, 
100 g. di prosciutto cotto, 
parmigiano reggiano e pecorino romano grattugiati
sale. 

Dopo aver lavato e pelato le patate e la carota, le ho tagliate a dadini, poste in una casseruola, ho aggiunto il sedano tagliato a rondella, la cipolla e le foglie di sedano tritate a coltello, 3 cucchiai di polpa di pomodoro La Finissima, 2 cucchiai di olio extravergine, salato; quindi ho aggiunto acqua fino a coprire tutte le verdure e ho fatto cuocere, aggiungendo, eventualmente mano a mano acqua calda, fino a quando le patate erano morbide. 
Poi, ho schiacciato un terzo delle patate, ho fatto cuocere ancora un po', poi ho unito le pipette e le ho cotte lasciandole leggemente al dente, inoltre, la preparazione deve risultare piuttosto asciutta. 
Quindi ho aggiunto un cucchiaio di parmigiano e pecorino grattugiati e ho mescolato bene. 
In due pirofiline monoporzione ho messo una parte della pasta, farcito con il fior di latte tagliato a dadini, il prosciutto cotto tagliato grossolanamente, ho spolverato col parmigiano e pecorino grattugiati, aggiunto la restante pasta, messo qualche altro dadino di fior di latte e prosciutto cotto, spolverato con parmigiano reggiano grattugiato e gratinato in forno periscaldato a 180° fino a quando la superficie è risultata dorata.

Pasta e patate farcite 2

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong

Alla prossima!

Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 13 gennaio 2012

Tronchetto con nocciolata

Tronchetto con nocciolata 2

Tra un impegno e l'altro, un break è necessario. Come rendere questa pausa golosa e allegra? Semplice, con un tè e un dolcetto. Certo, per quello che mi riguarda, mangerei cibi salati dalla prima colazione al dopo cena.
Spesso, in estate, per colazione mangio pane e pomodoro, o pane e tzatziki, e in inverno mi invento qualche altra cosa.
Però, immaginare un vassoietto con una fetta di torta e una tazza di tè caldo che ci aspetta, fa tutto un altro effetto.
In verità, il tronchetto in questione è stato preparato per la cena del 31 dicembre, ma non è il classico dolce impegnativo delle feste, nulla vieta di prepararlo in altri periodi, come d'altra parte faccio.

Tronchetto con nocciolata 3

Dunque, tronchetto. Con una farcitura golosissima e rapidissima, la Nocciolata della Rigoni di Asiago. Ho preparato la pasta biscotto seguendo la stessa ricetta del tronchetto con marmellata di arance, l'ho farcita con la Nocciolata e l'ho decorato con granella di nocciole.
Per colorarlo un po', ho caramellato delle fette di arancia cosparse di zucchero a velo e fatte appassire in forno alla temperatura di 80 ° per circa un'ora.
Le fettine, oltre che a decorare hanno profumato l'ambiente ed inoltre erano buonissime da mangiare.
Col tè ho puntato ad un abbinamento non troppo classico e scontato. Niente tè aromatizzati o speziati. Stavolta, ho abbinato un tè nero indiano del Darjeeling, il Makaibari, dal retrogusto fruttato.

Venezia 5

Tronchetto con Nocciolata


per la pasta biscotto:


50 g. di farina 00,
20 g. di amido di frumento,
10 g. di cacao amaro,
80 g. di zucchero,
2 uova,
un baccello di vaniglia,


per la farcitura:


3 cucchiai Nocciolata Rigoni di Asiago,


per decorare:


Nocciolata Rigoni di Asiago
una decina di nocciole,
un'arancia non trattata, 
zucchero a velo.


La pasta biscotto l'ho preparata come riportato qui. Intanto, dopo averla lavata e asciugata,  ho tagliato a fette l'arancia e ho posto le fettine su una teglia ricoperta di carta forno, cosparse di zucchero a velo e caramellate in forno preriscaldato a 80°, per circa un'ora. Quando ho srotolata la pasta biscotto dal canovaccio l'ho cosparsa con la Nocciolata, poi avvolto, posto nel vassoio, quindi ho spalmato l'intera superficie con la Nocciolata e decorato con nocciole tostate per qualche minuto in forno e poi tritate a mortaio. 
Ho posto intorno le fette di arancia caramellata e le ho cosparse con zucchero a velo.

Tronchetto con nocciolata 4

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling Makaibari


Alla prossima!
Buon fine settimana! :-)
Giovanna

martedì 10 gennaio 2012

Platessa panata al forno con contorno di carciofi e patate fritte

Platessa panata al forno 1
Gustose e leggere, con una croccante panatura
Cominciamo dal principio. Questa ricetta, di una semplicità e banalità sconcertante, non intendevo postarla. I filetti di pesce panati è uno dei piatti più frequenti sulla mia tavola. Piacciono sia a me che a mio marito, la panatura può essere variata e, last but not least, li posso cucinare in forno.
E allora? Cosa avranno mai questi filetti di così particolari da essere postati? Esattamente niente (o a seconda dei punti di vista) tutto. 
La particolarità (se cosi vogliamo definirla) è che li ho preparati la scorsa estate nel corso delle vacanze. L'afa molto alta e la voglia di cibi leggeri, in quel periodo mi indussero a mangiare più pesce del solito. 
Così, tra una parmigiana di melanzane e relativa pasta abbinata, ricette a base di peperoni e tapas varie, il pesce era sulla tavola un giorno si e l'altro pure, o quasi.


Venezia
Ancora Venezia! 
Come ho già scritto, in questo periodo ho voglia di viaggiare, girare per città d'arte, andare per mercatini, insomma tutte quelle attività che solitamente faccio in estate. 
Così, quando qualche giorno fa stavo rivedendo vecchie foto da catalogare e archiviare, sono sbucate queste platesse, fotografate perché, mentre attendevo la fine dell'infusione del tè (poteva mai mancare?) avevo la macchina sottomano,  ho pensato di postarle, proprio pensando a quelle giornate estive. Quasi una madeleine proustiana. Beh, adesso non esageriamo. Però, vi assicuro, che il rivedere queste foto mi ha fatto ricordare tante cose...
Proprio per non campare di rendita su vecchie foto e ricette, e per non dare al post un'aria da "mensa aziendale" ho abbinato ai filetti un goloso e allegro contorno di patate e carciofi fritti. 
Se, poi, volete un contorno più leggero, allora è ideale l'insalata che preparai all'epoca: patate lessate, condite con zenzero grattugiato, citronette con olio extravergine, succo e un po' di scorza grattugiata di un limone bio, erbe aromatiche tritate: menta, per dare un senso di freschezza, timo per richiamare la panatura dei filetti e il basilico perché in estate come si fa a non metterlo?, per rendere le patate più briose e chic zeste di limone per decorarle, visto che ora siamo in inverno, metterei anche qualche fettina e zeste di un'arancia bio.


Patate e carciofi fritti 1
Patate e carciofi fritti, golosi e veloci

I carciofi e patate fritte, contorno molto diffuso a Napoli. erano anni che non li preparavo, poi qualche giorno fa, mettendo al bando il veto per i fritti, li ho fatti. Buonissimi!
Si preparano in un attimo, avendo cura di tagliare le patate molto sottili, sarebbe ideale una mandolina, e lasciarle in acqua per una decina di minuti, al fine di farle perdere l'amido. In questo modo la croccantezza è assicurata.  Poi, si asciugano bene e si friggono in olio caldo insieme ai carciofi. 

Venezia

Come tè ho abbinato alla platessa un tè verde giapponese il Genmaicha, con mais e riso soffiato si accompagnava benissimo sia ai filetti di platessa che all'insalata di patate. Anche ai carciofi e patate ho abbinato un tè verde, sempre giapponese il Tamaryokucha, direi che entrambi sono adatti sia al contorno che alla platessa.


Platessa panata al forno con contorno di carciofi e patate fritte


4 filetti di platessa,
3 patate medie,
3 carciofi con le spine,
pan grattato, 
timo,
semi di girasole,
olio extravergine di oliva,
sale.


Ho lavato, pelato e tagliato a fettine sottili le patate, poi le ho poste in acqua fredda, pulito i carciofi, privato della barba interna, tagliati a spicchietti e posti nella bacinella delle patate. Poi, ho lavato le platesse, asciugate bene, spennellate con olio extravergine di oliva e passate nella panure di pan grattato, timo tritato e semi di girasole, quindi le ho poste su una teglia ricoperte di carta da forno, spennellate di olio extravergine e cotte, in forno preriscaldato a 180°, per circa 15 minuti, o fino a quando sono apparse dorate. Se piace abbinarle a spicchietti di limone.
Ho asciugato bene le patate e i carciofi e ho fritto il tutto in una padella con olio extravergine molto caldo, fino alla doratura delle patate e i carciofi. Servire subito.

Patate e carciofi fritti 3

Ho abbinato i tè verde giapponesi Genmaicha e Tamaryokucha


Alla prossima!


Giovanna

domenica 8 gennaio 2012

Pizza piccante e pizzette col fior di latte

Pizza e pizzette 1
Pomodori pelati, aglio, olive nere, un buon extravergine  e peperoncino,
tanto peperoncino!

Fine settimana impegnativo. Nonostante la festività dell'Epifania, ho dovuto risolvere un po' di cose e sbrigare qualche faccenda. Ho anche cucinato, tanto. Sono partita dalle crepes in versione salata, per poi puntare su dei piccoli pan brioche sempre in versione salata.
A questo ci aggiungo un giro in libreria, meta abbastanza abituale quando esco e, stavolta, non sono tornata a mani vuote: dopo tanto tempo, sono finalmente riuscita a trovare "Sbarcare il lunario" di Paul Auster. Di alcuni autori, Auster compreso, quando vedo un libro che non ho, lo compro subito, non sia mai dovessero esaurirsi  le copie disponibile e interrompere la ristampa per un po'. Mi è già successo e se un autore mi piace, non voglio perdermi nessuno dei suoi libri.
Lo so, adesso voi penserete che sono poco organizzata, con idee antiquate e che se un libro non viene più distribuito in libreria è possibile acquistarlo on line. Verissimo, e, talvolta, seppure raramente, l'ho fatto, ma che ci posso fare, con i libri ho un rapporto viscerale e mi piace prenderlo dallo scaffale, sfogliarlo, toccarlo, scegliere la copia meno in vista (eh si, faccio anche questo) così da averlo senza una minima gualcitura e poi, gelosamente portarlo a casa.
Per leggerlo ( e se mi piace ri e anche ririleggerlo), of course, mica per ornamento o oggetto decorativo.
Ma non voglio tediarvi con quest'argomento e aggiungere che oltre un giretto (ma solo per una boccata d'aria buona) al parco non ho fatto e passare subito ad argomenti mangerecci.
La pizza piccante e le pizzette le ho preparate in previsione di un pomeriggio tra amiche. Chiacchiere, pizza e pizzette, qualche dolcetto, a parte quelli natalizi tipo torroni e fichi secchi e scorzette d'arancia ricoperte di cioccolato, i miei amati muffins e tè, tanto tanto tè.
Poi, un'amica era raffreddata, un'altra era bloccata, insomma l'incontro è stato rimandato e le pizze ce le siamo pappate io e mio marito.
L'impasto l'ho preparato con la manitoba, la farina 00 e la semola rimacinata. Ultimamente mi piace moltissimo preparare le pizze aggiungendo la semola. Inoltre, se ho non sono proprio stretta stretta con i tempi, ma ho deciso di preparare l'impasto in giornata, altrimenti mi sarei organizzata col poolish o la biga, utilizzo un quantitativo ridotto di lievito. La pizza (o il pane) risultano molto più leggeri.
In questo caso non avevo molto tempo e quindi ho messo 20 g. di lievito.
La piccante è stata farcita con pomodori pelati, peperoncino in polvere, molto aglio e olive nere di Gaeta. Le pizzette, ottime anche per un aperitivo o un buffet, in tal caso è opportuno farle di dimensioni minori, le mie avevano un diametro di circa 15 cm, le ho farcite con fior di latte e pomodori pelati.
Erano entrambe molto buone. La piccante, dopo la farcitura, non l'ho fatta lievitare ancora per molto, quindi è risultata morbidina all'interno e leggermente croccantina all'esterno, a mio marito è piaciuta talmente da mangiarla in un lampo.
Le pizzette, invece, le ho fatte lievitare, una volta farcite, per una ventina di minuti e sono risultate molto morbide e fragranti.

Pizza e pizzette 6
Pomodori pelati, olio evo e fior di latte
...E la foto di Venezia cosa c'entra con la pizza? Assolutamente niente, ma in questo periodo dell'anno, non so perché, ma mi viene voglia di viaggiare, girare, scovare, vedere, fotografare e in questi giorni c'ho la fissa per Venezia. Vorrei passeggiare tra le calli, girare tra i vari canali e così, sto rivedendo le foto fatte un paio d'anni fa, nel corso di una vacanza.

Venezia

Pizza e pizzette 2

Anche in questo caso tè. Nel corso del pomeriggio avevo preparato il pregiato nero cinese Yunnan d'Or utilizzando la teiera di terracotta e pur essendo un tè nero, le sue foglie possono essere usate per diverse infusioni, quindi, l'abbinamento, fermo restante che era perfetto con i sapori di entrambe le pizze, si è quasi imposto.

Venezia
Un giro tra le calli?

Pizza piccante e pizzette col fior di latte

per il lievitino:

15 g. di lievito di birra,
10 g. di zucchero,

per l'impasto:

200 g. di semola di grano duro rimacinata,
200 g. di farina 00,
100 g. di manitoba,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
15 g. di sale,

per la farcitura:

200 g. di fior di latte,
un barattolo di pomodori pelati Cirio,
aglio,
olio extravergine di oliva,
una manciata di olive nere di Gaeta,
peperoncino in polvere.

Ho sciolto il lievito e il sale in un po' di acqua tiepida, quindi ho coperto la ciotola con un piattino e ho attesa circa una quindicina di minuti, il tempo che la lievitazione iniziasse.
Sulla spianatoia ho posto le farine dopo averle setacciate, il sale, 2 cucchiai di olio e al centro ho posto il lievitino, ho cominciato ad impastare, aggiungendo, all'occorrenza, acqua tiepida, fino a quando ho ottenuto un panetto morbido, liscio e setoso, l'ho posto in un'insalatiera leggermente unta, ricoperto con un canovaccio umido e posto in un luogo tiepido fino a quando è raddoppiato di volume. L'ho rilavorato velocemente per sgonfiarlo e l'ho diviso in due porzioni. La prima l'ho stesa, con le mani leggermente unte, in una teglia ricoperta di carta forno e farcita con pomodori pelati, precedentemente tagliati, aglio tagliato a fettine, peperoncino, le olive snocciolate e un filo d'olio; l'ho fatta lievitare per una decina di minuti e posta in forno preriscaldato a 200°, per circa 15 -20 minuti o fino a quando in superficie risultava dorata.
L'altro impasto, invece l'ho suddiviso in sei parti dello stesso peso, gli ho dato una forma di pallina, fatto lievitare per circa 15 minuti, poi con le mani ho ricavato le pizzette, farcite con i restanti pelati, il fior di latte tagliato a dadini e un filo di olio, le ho fatte lievitare per altri 15 minuti e cotte per 15 minuti, o fino a quando risultavano gonfie e dorate, in forno preriscaldato a 200°.

Pizza e pizzette 5

Ho abbinato il pregiato tè nero cinese Yunnan d'Or.

Alla prossima ricetta!

Buona domenica!!!! :-)

Giovanna

mercoledì 4 gennaio 2012

Pollo agli agrumi

Pollo agli agrumi 1


Nelle fredde e umide giornate invernali cucino spesso piatti salati con gli agrumi. Ovviamente, mi piace tantissimo il sapore che il cibo assume, la delicata fragranza che si avverte assaggio dopo assaggio.
Ma, la mia passione per questi frutti nasce dal senso di calore, di intimità che regalano all'ambiente.
Già il colore, intenso, acceso, luminoso, decora e rallegra, poi, il profumo, leggermente frizzantino, molto aromatico, che si diffonde per casa mi da proprio un senso di accoglienza e nello stesso tempo di raccoglimento.

Come ho più volte scritto, pur non amando la frutta in modo particolare, abbinata ai piatti salati mi piace tantissimo.
Il pollo e gli agrumi mi sembra un matrimonio perfetto. Il loro succo aromatizza e profuma, consentendo di diminuire il quantitativo (che, comunque, utilizzo in misura molto ridotta) di sale e olio.

Pollo agli agrumi 3

Quando, qualche tempo fa ho ricevuto una gentile e simpatica e-mail dalla Amadori, proponendomi di partecipare ad una loro iniziativa, ho accettato con molto entusiasmo, tra l'altro, sebbene mangio poca carne, quella di pollo e tacchino è da sempre una delle mie preferite.
Così, non appena ricevuto i prodotti,  mi sono messa "al lavoro".

Pollo agli agrumi 5

Che il pollo l'avrei fatto al forno con le patate quella era una certezza. Dovevo solo decidere come condirlo. Così ho pensato di conferirgli un senso leggermente piccantino condendolo con della paprica dolce, e di unire a metà cottura il succo di un limone e mezza arancia.
Il sugo, l'ho poi filtrato, posto in frigorifero per eliminare l'olio in affioramento e poi ho unito il succo dell'altra mezza arancia, lavorandolo velocemente con una frustina.
Con le patate sono andata sul classico: cotte in forno e aromatizzate con salvia e rosmarino.
Il pollo aromatizzato agli agrumi era davvero profumato e gustoso. In due (diciamo che chi ne ha fatto una scorpacciata è stato mio marito) lo abbiamo mangiato tutto...
Ovviamente ho abbinato il tè, in questo caso ho pensato al tè nero arancia e cannella, accostamento davvero ben riuscito. La cannella regalava una calda nota speziata.

Pollo agli agrumi con patate al forno

un pollo Amadori,
5- 6 patate di media grandezza,
1 arancia,
un limone,
olio extravergine di oliva,
rosmarino,
salvia,
paprica,
aceto,
sale.

Per prima cosa ho preparato il pollo, l'ho "massaggiato" con paprica e sale, l'ho posto in una teglia, condito con un filo di olio, un dito di acqua calda e cotto a 180° per circa 25 minuti, avendo cura di girarlo un paio di volte, ed utilizzando la funzione ventilata; quindi ho aggiunto il succo del limone e di mezza arancia e l'ho cotto per altri 25 minuti, in superficie risultava dorato. Dopo aver estratto la teglia dal forno l'ho ricoperta con l'alluminio, in questo modo tutti i succhi si sono ridistribuiti e l'ho mantenuto in  caldo mentre preparavo le patate, come riportato qui. Intanto ho filtrato il sugo, l'ho posto in frigorifero, eliminato il grasso affiorante e lavorato col succo della mezza arancia.
Mentre condivo le patate con le erbe aromatiche e il sale ho riscaldato il pollo in forno.

Pollo agli agrumi 2

Ho abbinato il tè nero arancia e cannella

Alla prossima!
Giovanna