venerdì 28 ottobre 2011

Pane al limone e premio Best Cooking Blog Award

Pane al limone 4


Ieri la giornata è stata lunga, lunghissima. Mentre tornavo a casa pensavo: "tè, cena, relax!" Poi, all'uscita della metro, tornando a casa, sono passata davanti ai giardinetti, dove alcuni bambini giocavano, i genitori chiacchieravano tra di loro, qualche cane, accompagnato dal padrone, correva nell'apposito spazio; questa scena, così semplice ma nel contempo dolce, tenera, mi ha rilassata.
A casa, il mio Fonci, mi ha accolta con una doppia razione di fusa, un tè aromatizzato all'arancia e alla cannella, mi hanno rinvigorita, e in un attimo ero in pista per preparare la cena e.....fare un giro nei giornali on line.
Poi ho consultato le e-mail e con grande piacere, e tanta sorpresa, ho letto quella della Sig.ra Fabiana Berna, Specialist Assistant del portale alfemminile.com, dove mi comunivava che il mio blog, insieme ad altri 35, aveva vinto il Best Cooking Blog Award.
Inutile aggiungere la gioia e l'emozione che ho provato nel ricevere una notizia così bella e piacevole.










Il pane della ricetta di oggi l'ho preparato un paio di domeniche fa, seguendo, pari pari, una ricetta del corso sul pane de La Scuola de La Cucina Italiana.
La fragranza al limone lo rendeva gradevole abbinato sia al pesce che alle carni bianche.


Pane al limone 3

A noi è piaciuto anche per colazione con un miele leggero.

Pane al limone 6

Pane al limone

ingredienti per la biga:

200 g. di farina 00,
100 g. di acqua,
10 g. di lievito,

ingredienti per l'impasto:

150 g. di farina di segale,
600 g. di farina 00,
400 g. di acqua,
30 g. di lievito,
20 g. di sale,
2 bucce di limone grattugiato

Impastare la biga e lasciarla riposare per 6 ore circa; impastare tutti gli ingredienti: biga, segale, farina, acqua e lievito. Aggiungere a metà impasto il sale e le bucce di limone. Lasciare lievitare coperto per circa 45 minuti. Formare i panetti e lasciare lievitare per circa 50 minuti. A piacere pennellare la superficie con un tuorlo mescolato con poco latte e sale.
Infornare a 210° con molto vapore.

Pane al limone 1

Alla prossima!

Baci e buon fine settimana :-)

Giovanna

mercoledì 26 ottobre 2011

Polpo tiepido con fagioli cannellini e cipollotto di Tropea

Polpo all'insalata 3


Le insalate di mare mi piacciono tutte, sia quelle preparate con diverse tipologie di molluschi e crostacei, che quelle con un unico tipo.
In ogni caso, basta davvero un minimo di fantasia per arricchire l'insalata.
In primis le verdure, le patate, i cipollotti, i funghi, in estate mi piace anche l'abbinamento con le zucchine e le melanzane, in inverno con i carciofi.
In qualunque stagione, invece, sono sempre graditi i legumi come componente dell'insalata.
Inoltre, le insalate di mare sono ottime sia fredde che tiepide e sono ideali come antipasto, secondo piatto; con l'aggiunta dei cereali possono rappresentare un valido piatto unico.
Il polpo presentato oggi, l'ho preparato l'estate scorsa, come antipasto di una cenetta estiva.
Nonostante il caldo, l'ho servito tiepido, per renderlo più gustoso l'ho abbinato ad un cipollotto di Tropea e ai fagioli cannellini; il timo ha decorato e profumato; qualche crostino di pane ha completato il piatto.
Solitamente il pesce lo accompagno con il tè verde, in questo caso mi piaceva provare il Grand Lapsang Souchong, un nero cinese, affumicato su legna di abete rosso.
La sapidità della preparazione era equilibrata dal sapore affumicato e deciso del tè.

Polpo all'insalata 2

Polpo tiepido con fagioli cannellini e cipollotto di Tropea

ingredienti per 2 persone

1 polpo da 600 g.
50 g. di fagioli cannellini,
1 cipollotto di Tropea piccolo,
timo,
olio extravergine Marina Colonna,
fleur de sal de Guerande.

Ho lessato il polpo immergendolo direttamente in acqua fredda per 45 minuti e l'ho fatto intiepidire nell'acqua di cottura; intanto ho lessato i fagioli, dopo averli ammollati e ho tagliato il cipollotto a rondelle; ho unito il polpo, il cipollotto, i fagioli, il timo  e condito con olio extravergine di oliva e il fleur de sal de Guerande.

Polpo all'insalata 1

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong

Alla prossima! :-)

Giovanna

lunedì 24 ottobre 2011

Girelle con confettura di visciole

Girelle con marmellata di visciole 4


Come avevo scritto nel precedente post, le scorse settimane sono state decisamente frenetiche. Giornate lunghe e concitate si sono succedute, senza concedermi un attimo di sosta.
Questo fine settimana, per staccare, riposare, l'ho dedicato al relax.
Sabato ho fatto velocemente la spesa, il necessario per poter preparare una pasta al forno basic: sugo semplice, fiordilatte, parmigiano e grana grattugiati e veloce gratinatura in forno.
Poi, relax, relax, relax.
Così, sono andata nel mio negozio preferito: quello del tè, dove, come sempre, mi sono persa tra mille aromi, colori, tazze, teiere e ho preso tè, tisana, barattolo.
Quindi, ho fatto un giro in libreria.

Girelle con marmellata di visciole 2

Lo so, pochi giorni fa avevo scritto di avere molti, moltissimi libri e, ormai poco spazio, ma, per i miei autori preferiti lo spazio riesco a trovarlo sempre.
Nello specifico, volevo acquistare "Libertà" l'ultimo libro di J. Franzen, ma non è ancora uscita l'edizione tascabile, in giro c'è ancora quella cartonata che trovo scomodissima.
Pesante, poco maneggevole, poco pratica da portare in giro. Speravo di rifarmi con un libro di cucina, ne volevo prendere uno su quella greca, ma, quello che cercavo io non c'era.
Poco importa, nessuno dei due libri era urgente e il mio scopo di rilassarmi era stato ampiamente raggiunto.
Ieri, dopo aver fatto poche cose, ho trascorso una domenica slow. Tanto tè, la tisana e lettura.
Da un punto di vista letterario sono tornata a casa, ho ricominciato a leggere, per l'ennesima volta, un libro di un autore italiano che amo moltissimo: "Altri libertini" di P. V. Tondelli.


E le girelle della ricetta? le ho preparate l'estate scorsa. Dopo aver fatto colazione col tè e pane con Fiordifrutta alle visciole, il suo gusto asprigno, mi ha fatto pensare ad un abbinamento con un tagliere di formaggi, il connubio mi è piaciuto e ho deciso di provarla in versione salata "cotta".
Da un po' di tempo volevo preparare dei nodini al pepe, una ricetta letta su uno speciale de La Cucina Italiana dedicato al pane e con qualche modifica, ho fatto le girelle con la confettura di visciole.
Poche variazioni: invece dei formaggi suggeriti dalla ricetta ne ho utilizzato uno stagionato di vaccino stagionato, invece del burro l'olio e come forma, anche per velocizzare, ho preferito le girelle.
Inutile aggiungere che nella ricetta non era prevista la confettura, io ne ho aggiunto qualche cucchiaino nel ripieno.
Le girelle sono piaciute moltissimo, le visciole abbinate al formaggio stagionato regalavano un sapore deciso e molto aromatico.
Visto il risultato, le girelle, abbinate ad un ottimo tè erano ideali per MarmellaTè.

MarmellaTè


Essendo avanzato il tuorlo e una parte dell'albume dalla spennellatura delle girelle, ho preparato una frittatina, condita con lo stesso formaggio stagionato e i semi di papavero; volendo preparare una cena fredda, l'ho tagliata a quadratini e ho fatto degli spiedini, la bresaola ha completato il piatto.

Girelle con marmellata di visciole 6

Ho scelto un tè nero indiano, un Darjeeling First Flush, le sue note molto aromatiche legavano sia con la confettura che con le girelle.

Girelle con marmellata di visciole 7

Con un po' di impasto, insufficiente per una girella, ho preparati un nodino.

Girelle con marmellata di visciole 9

Girelle con confettura di visciole


500 g. di farina 0 Molino Rosignoli,
150 g. di latte,
50 g. di formaggio di vaccino stagionato,
Fiordifrutta alle visciole Rigoni di Asiago,
25 g. di olio extravergine,
20 g. di lievito di birra,
10 g. di zucchero,
6 g. di sale,
un albume,
pepe,


per i quadrotti di frittata:


l'uovo avanzato dalla spennellatura,
30 g.di formaggio vaccino stagionato,
semi di papavero,


come accompagnamento:


bresaola, o altri salumi.


Ho posto in una bacinella la farina, il lievito di birra, il latte, 100 g. di acqua, l'olio extravergine di oliva, il sale e lo zucchero, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, quindi l'ho coperta e posta a lievitare fino a quando è raddoppiata di volume.
Quindi l'ho stesa, cosparsa col formaggio grattugiato grossolanamente, ho aggiunto qualche cucchiaino di Fiordifrutta di visciole, qua e là, poi l'ho arrotolata e diviso in 11 girelle e un nodino, ho fatto lievitare il tutto, pennellato con l'albume, spolverizzati col pepe e cotti in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti.

Girelle con marmellata di visciole 10

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling First Flush.


Alla prossima!
Buona settimana! :-)


Giovanna

venerdì 21 ottobre 2011

Risotto alla milanese con spiedini di salsiccia e salvia

Risotto alla milanese con spiedini di salsiccia e salvia 2


Giornate frenetiche. Faccio cento cose insieme, nonostante dalla mia lista mentale abbia depennato le non urgenti, le rimandabili, le inutili.
Nonostante questo, cerco sempre di ritagliarmi qualche momento per me in tardo pomeriggio, quando tornata a casa, dopo aver fatto le cose più urgenti, e ti pareva!, preparo il tè, scegliendolo molto attentamente, sgranocchiando qualcosa e leggendo qualche pagina del libro in corso, o sfogliando una rivista, di cucina, eh si, sono monotematica.
Poi preparo la cena e finisco le cose lasciate in sospeso, non tutte, eh, sono monotematica, ma non ancora Wonder Woman, e detto tra di noi, neanche aspiro alla carica!

Risotto alla milanese con spiedini di salsiccia e salvia 1

Una cena che trovo perfetta è il risotto. Si può preparare con tanti ingredienti, lasciando spaziare la fantasia. E' buonissimo da mangiare, se avanza, ma non capita mai, si può trasformare in crocchette e poi, in una giornata frenetica è un rito rilassante.

Risotto alla milanese con spiedini di salsiccia e salvia 3

Si, proprio un rito: soffriggi lemtamente la cipolla,aggiungi il riso, fallo tostare bene, unisci gli ingredienti scelti, portalo a cottura aggiungendo piano piano il brodo, e alla fine mantecalo. Non è un rito?
In ogni caso, io lo preparo sempre con grande piacere, trovando il momento del rito, ehm della preparazione molto rilassante e confortante.

Sul numero  di settembre di Sale & Pepe, avevo adocchiato un tortino di risotto alla milanese con gli spiedini di salsiccia e salvia.
L'idea degli spiedini mi è piaciuta, così dopo aver letto velocemente la ricetta, l'ho preparato, apportando un po' di variazioni. Invece del tortino l'ho servito nelle cocottine, inoltre, ho utilizzato due salamelle mantovane e una l'ho aggiunta direttamente al risotto, con l'altra ho fatto gli spiedini. Poi, la salamella per gli spiedini l'ho cotta in padella per qualche minuto, prima di preparare gli spiedini con la salvia e ripassarli ancora in padella, poi non ho aggiunto il vino e non ho mantecato col burro e ho utilizzato il brodo vegetale.
Il risultato è stato buonissimo, il risotto con lo zafferano, ho utilizzato i pistilli, tutta un'altra cosa rispetto a quello in polvere, abbinato alla salvia era fantastico.
Come tè ho preparato un verde giapponese il Genmaicha, in pratica il Sencha abbinato a chicchi di riso soffiato e chicchi di mais. Col risotto era perfetto, stemperava il sapore della salamella lasciando una piacevole sensazione di freschezza.

Risotto alla milanese con spiedini di salsiccia e salvia

ingredienti per due persone:

180 g. di riso Carnaroli,
2 salamelle mantovane,
2 piccoli scalogni,
grana padano,
0,15 g. di pistilli di zafferano,
salvia,
olio extravergine di oliva,
brodo vegetale,
sale e pepe.

Ho tritato la cipolla al coltello e l'ho fatta soffriggere a fiamma bassa in 2 cucchiai di olio extravergine, fino a quando non è diventata morbida e lucida, poi ho aggiunto il riso, l'ho tostato, salato e aggiungendo un mestolino di brodo bollente alla volta, portato a cottura.
Intanto ho privato del budello le 2 salamelle, e le ho passate in padella a fiamma media, senza olio tanto sono già grasse di loro, fino a quando si sono sgrassate e rosolate; a metà cottura ne ho aggiunta una al risotto, con l'altra ho preparato gli spiedini con le foglie di salvia e passato in padella, dopo aver tolto il grasso di cottura delle salamelle, per un paio di minuti, girandole ripetutamente.
A fine cottura del risotto, ho unito un paio di cucchiai di grana padano grattugiato, un mestolino di brodo e ho mantecato; l'ho servito nelle cocottine accompagnato da foglie di salvia fresca e gli spiedini di salsiccia.

Risotto alla milanese con spiedini di salsiccia e salvia 4

Ho abbinato il tè verde giapponese Genmaicha.

Alla prossima!
Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 19 ottobre 2011

Muffin al formaggio e prosciutto

Muffin al prosciutto e formaggio 2


Ho sempre avuto l'abitudine di rileggere i libri, ovviamente quelli che mi sono piaciuti, non sono ancora diventata masochista! Alcuni li leggo tutti gli anni, riuscendo sempre a trovare nuovi spunti di riflessione, un punto di vista diverso su un argomento.
Ci sono pagine sulle quali mi piace soffermarmi a lungo, leggere e rileggerle.
Credo, che le emozioni che ci  ha suscitato un libro non si possano esaurire con un'unica lettura.
Da un po' di tempo sto soltanto rileggendo libri. Per due motivi: ho voglia di leggere proprio determinati libri, e non posso aggiungere ulteriori librerie in casa. Ne ho già due, a parete intera, strapiene, molti libri, per lo più di cucina, lanciando forse una nuova moda, li ho "transitoriamente" così ho detto a mio marito, poggiati sulla mensola della finestra in soggiorno.
Insomma, o aggiungo una camera alla mia casa, oppure devo evitare di comprare libri.
In questo periodo, esaurita la rilettura della letteratura inglese, sono passato a quella americana, rileggendo, dopo molti anni Washington Square di Henry James, un autore che amo moltissimo.
Washington Square è il ritratto di una ragazza ricca, poco brillante ed avvenente, che si innamora di un giovanotto spregiudicato, bello e brillante che mira solo al suo patrimonio. Scritto così, sembrerebbe un romanzetto,  ma la maestria di H. James rende la trama interessante e non banale. Senza lieto fine.
Chissà se Catherine Sloper, la protagonista di W. S., mangiava i muffin, sicuramente ricca com'era non li preparava.

Muffin al prosciutto e formaggio 1

Io, invece che non sono una ricca ereditiera, ma soprattutto amo cucinare, li preparo con grande piacere.
Come ho scritto qualche post fa, da un po' di tempo mi è scoppiata la muffinmania.
Buonissimi da mangiare, velocissimi e versatili. Solitamente, concedetemelo, lo sapete amo il salato, li preparo salati, o come dire? neutri in modo da poter essere utilizzati per colazione o abbinati ad una pietanza salata.

Muffin al prosciutto e formaggio 3

I muffin della ricetta odierna, sono decisamente salati e, a meno che non si ami come me, il salato a colazione, sono più adatti per il pranzo o la cena.
Li ho preparati dopo aver partecipato all'evento gastronomico a Valeggio, con lo scopo di farli col Bagòss e vedere come questo formaggio rendeva nei muffin. Quel giorno mi sentivo in vena di esperimenti e oltre il Bagòss ho aggiunto del miele di castagno, una "spolveratina" di semi di sesamo mi piaceva proprio e così li ho aggiunti.
Ho fatto una doppia dose, preparando gli altri col grana padano e lamelle di mandorle.
Per entrambi ho utilizzato il prosciutto cotto.

Muffin al prosciutto e formaggio 6

Solitamente per 6 muffin utilizzo un uovo, in questo caso, avendole acquistate in cascina, erano picoline e così ne ho messe due. Anche il miele di castagno l'ho acquistato dal produttore, poi ve ne parlerò.
Considerato che li ho preparati con formaggio, prosciutto cotto e un po' di uova in più, non ho messo l'olio extravergine come faccio di solito, mancanza che non si è avvertita: erano soffici e molto saporiti.

Muffin al prosciutto e formaggio 5

E da bere? Acqua, tè, vino? Tè, of course!!! Un Oolong, di Taiwan, il Grand Oolong Fancy, il suo aroma persistente reggeva molto bene i sapori pieni del Bagòss e del miele di castagno.

Muffin al formaggio e prosciutto

ingredienti per 6 muffin con Bagòss e prosciutto cotto:

125 g. di farina 00,
100 g. di latte,
2 uova piccole o 1 grande,
30 g. di Bagòss,
30 g. di prosciutto cotto,
1 cucchiaino di miele di castagno,
8 g. di lievito per dolci,
semi di sesamo,
sale,

ingredienti per 6 muffin con grana padano e prosciutto cotto:

125 g. di farina 00,
100 g. di latte,
2 uova piccole o 1 grande,
20 g. di grana padano,
20 g. di prosciutto cotto,
8 g. di lievito per dolci,
lamelle di mandorle,
sale.

In 2 ciotole, ho preparato la pastella amalgamando con una frusta tutti gli ingredienti, in una ho aggiunto il Bagòss tagliato a dadini, il prosciutto cotto tagliato grossolanamente e il miele di castagno, nell'altra il grana grattugiato e il prosciutto cotto; poi ho versato la pastella, negli appositi incavi di due stampi da muffin, dopo aver inserito i pirrottini. Ho "spolverato" i muffin al Bagòss con i semi di sesamo, con le lamelle di mandorle agli altri subito prima di porli in forno preriscaldato a 180° per circa 25 - 30 minuti.

Muffin al prosciutto e formaggio 4

Ho abbinato il tè nero di Formosa Grand Oolong Fancy.
Alla prossima!
Baci! :-)

Giovanna

lunedì 17 ottobre 2011

Involtini di pollo e popover con mele e miele

Involtini di pollo e popover 1


C'è poco da fare: cucinare con la frutta mi piace. Di solito, in estate mi sbizzarrisco con insalate di frutta, verdure e formaggi, oppure insalate di pasta fredda con frutta e pesce. 
In inverno con ricette dove la frutta è cotta.
D'altra parte non è che abbia inventato niente di nuovo, formaggio e pere è un abbinamento consolidato e di ricette a base di questi due ingredienti  se ne trovano tantissime, sia in rete che nelle riviste.
Quindi, non ho fatto nessuna scoperta particolare, tipo quella dell'America, anche se, la ricetta dei popover arriva proprio da lì.

I popover si preparano in un attimo e sono buonissimi. Col latte, farina, uova e acqua si prepara una pastella, dopo un periodo di riposo, si pone nel forno, in uno stampo da muffin, preriscaldato, e l'impatto tra la pastella e la teglia caldissima, determina una sorta di reazione che fa "lievitare" la pastella, anche se di lievito non c'è neanche un grammo.

Durante la cottura, la pastella nel forno, diventa molto alta, poi appena fuori si sgonfia, condita con frutta, miele, zucchero, può essere un veloce e simpatico dolcetto, oppure un contorno per qualche piatto di carni o salumi.
Quando ho letto la ricetta su Sale & Pepe di questo mese, rivista che solitamente non compro, ma ero curiosa, come per La Cucina Italiana, di leggerla dopo il restyling, dicevo, dopo aver letto la ricettina, mi è venuta voglia di provarla.
Lo sapete, per me la cucina è emozione, è suscitare un ricordo, è evocare un paese, un colore, un aroma.
In questo caso i popover, mi hanno fatto pensare alle frittelle preparate da "Zio Paperino" per colazione ai nipotini.
Oppure alle ricorrenze americane, dove vi è sempre qualche ricetta a base di mele, una per tutte il celeberrimo tacchino del "Thaksgiving Day".
Leggevo popover e pensavo al New England, all'autunno, ad una cena in famiglia dove tutti i membri, raccolti intorno alla tavola, si raccontano la loro giornata.
Così li ho preparati, seguendo la ricetta originale, sostituendo il burro suggerito per la caramellizzazione, con l'olio extravergine, e, invece del miele millefiori, ho utilizzato il miele di girasole, acquistato in cascina.

Pere e mele 1

Questa volta li ho fatti con le mele, per me il frutto autunnale per eccellenza. Poi ho intenzione di fare una versione dolce con altri frutti.
La carne non è la mia grande passione, però col pesce, proprio non li vedevo, così li ho abbinati a degli involtini di pollo preparati con il mio solito ripieno: aglio, uva passa, pinoli e grana, stavolta ho anche aggiunto le noci, in omaggio all'autunno e per arrichire maggiomente la farcitura.
Cotti in acqua con scalogni e olio extravergine diventano morbidissimi, l'agginta di latte finale li ammorbidisce ulteriormente regalando anche un sughino ricco e gustoso.
Come tè, non specifico neanche di averlo abbinato, ho scelto un meraviglioso first flush, cioè un tè del primo raccolto, proveniente dal Darjeeling, perfetto sia con gli involtini di pollo che con le mele.

Involtini di pollo e popover con mele e miele

per gli involtini:

400 g. di petto di pollo,
una manciata di uva passa,
una manciata di pinoli,
qualche scaglia di grana,
2 gherigli di noce,
1 aglio,
olio extravergine di oliva,
1/2 bicchiere di latte,
2 piccoli scalogni,
sale,

per i popover:

65 g. di farina,
1 uovo,
0,8 dl di latte,
1 mela,
1 cucchiaio di miele di girasole,
olio extravergine di oliva.

Ho ricavato 4 filetti dal petto di pollo, li ho farciti con i pinoli, l'uva passa, il grana, l'aglio tritato, le noci, suddividendo la farcia fra i 4 filetti. Li ho chiusi con gli stuzzicadenti e posti in casseruola con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e gli scalogni, ho salato, coperto a filo con l'acqua e coperto.
Dopo circa 25 minuti ho scoperto parzialmente e ho portato a cottura fino a far evaporare l'acqua. Ho aggiunto il latte e mescolando ripetutamente, ho ottenuto la salsina.
Per i popover ho unito la farina, il latte, l'uovo, 0,8 dl di acqua mescolato bene, formando una pastella,ho coperto e fatto riposare per circa 30 minuti.
Quindi, in uno stampo da muffin, ho posto in ogni incavo 1/2 cucchiaino di olio extravergine di oliva e posto in forno preriscaldato a 220° per 5 minuti, quindi ho versato la pastella e fatto cuocere per 15 minuti.
Intanto, dopo aver lavato, pelato la mela e tagliata a cubetti, l'ho posta in padella con un paio di cucchiai di acqua, un filo di olio extravergine di oliva e il miele, ho fatto cuocere fino a quando le mele erano morbide e il sughetto ristretto.
Su ogni popover ho posto il composto di mele, e li ho serviti caldissimi.

Involtini di pollo e popover 2

Ho abbinato il tè nero indiano Darjeeling First Flush

Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 14 ottobre 2011

Minestrone con pipette

Minestrone con conchigliette 1


Sono tornata a casa e nella cassetta delle lettere c'era la copia di ottobre de La Cucina Italiana. Finalmente! Mai come questo mese l'avevo aspettata con tanta impazienza. Nel numero di settembre preannunciavano delle novità, dei cambiamenti ed ero curiosa di vederli.
Già in ascensore, ho iniziato a toglierla dal cellophan, e sfogliarla, a casa poi l'avrei letta bene e con calma.
Come al solito, ho iniziato a preparare il tè, stavolta la scelta è ricaduta su un nero del Darjeeling, il Makaibari, dalle note piacevolmente fruttate. 
Ero anche affamata e ho iniziato a sgranocchiare dei muffin preparati il giorno prima, ve lo detto, no? che sono in piena "muffinmania".
La scena era perfetta, il piattino col muffin, la tazza col tè caldo e aromatico, la rivista, ogni cosa  poggiata sul tavolo ad aspettarmi. Se fossi stata una regista avrei pronunciato il famoso: "ciak si gira!". 
Ma un fastidiosissimo driiiin driiiinm mi distoglie. Meno male è solo una ditta che vuole vendermi qualcosa, gentilmente rifiuto l'offerta del secolo e sto per risedermi, quando un secondo driiin driiin mi riporta verso il telefono.
Ma non ce l'hai un cordless, vi starete chiedendo? Certo, ma è nello studio e faccio prima col telefono in soggiorno eppoi un po' di sana disorganizzazione ci vuole!
Questa volta al telefono è una mia amica, che ha un bisogno urgente di raccontarmi la sua giornata stressante, così, vado a prendere il tè e inizio a chiacchierare con lei, a fine telefonata, la fame è aumentata e ho necessità di preparare la cena e mettere un po' in ordine la casa. 


Sulla cena avevo le idee chiare, pasta e verdure, invece di fare il solito ragù di verdure che pure mi piace tanto, ho optato per un minestrone, semplice, ma preparato con tante verdure fresche di stagione, fra le quali il mio amatissimo cavolfiore. Come pasta ho scelto delle conchigliette dal formato medio. Avendo in frigo delle croste di grana le ho aggiunte per insaporire la minestra, rendendola, nel contempo un piatto unico completo: verdure, pasta, formaggio.
Mi è piaciuta così tanto che ho deciso di postarla e di rifarla. 
Lo so, è una semplicissima e umile minestra, non un piatto particolarmente importante o sofisticato, ma fa parte delle nostre tradizioni, in una sera umida e fredda riscalda è davvero buona, e con un minimo di buona volontà si prepara in un attimo, senza dover ricorrere ai minestroni surgelati, tanto comodi e veloci, ma, sinceramente, anche tanto insipidi.
Ovviamente ho abbinato il tè, ho voluto provare proprio il Makaibari del Darjeeling con la minestra. Il risultato mi è piaciuto molto.


Minestrone con conchigliette


ingredienti per due persone:


180 g. di conchigliette,
150 - 200 g. di cimette di cavolfiore,
3 carote, 
1 patata grande,
1/2 scatola di pomodori pelati,
1 porro,
3 piccoli scalogni,
2 agli,
croste di grana padano,
grana padano,
olio extravergine di oliva,
sale e pepe.


Dopo aver lavato tutte le verdure e pelato e tagliato a dadini le carote e la patate, ho posto in una pentola capiente le cimette di cavolfiore, le patate e le carote, il porro e gli scalogni tagliati a rondelle, gli agli pelati e tagliati a fettine, i pomodori pelati, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, il sale, ho aggiunto l'acqua a coprire tutte le verdure e fatto cuocere per una decina di minuti, quindi ho aggiunto le croste raschiate, lavate e tagliate  grossolanamente, dopo qualche minuto ho aggiunto le conchigliette, se fosse necessario aggiungete mano a mano acqua calda, a fine cottura ho condito col pepe e grana padano grattugiato.

Minestrone con conchigliette 2

Ho abbinato il tè nero indiano Darjeeling Makaibari.


Alla prossima!
Buon fine settimana! :-)


Giovanna

mercoledì 12 ottobre 2011

Muffin salati al formaggio

Muffin salati 3


Ho scoperto una nuova, grande passione: i muffin. In passato li ho sempre un po' evitati, ma soltanto perché in ogni ricetta era sempre, inesorabilmente, presente il burro, ingrediente verso il quale, giusto per sgombrare il campo dagli equivoci, non ho nulla, anzi! Mi piace tantissimo. Per me, non c'è nulla di più appetitoso di una fetta di pane, spalmata di burro e condita con un pizzico di sale.
Però, si sa, fa ingrassare, i grassi vegetali (da usare anche quelli con moderazione) sono preferibili a quelli animali e quindi, laddove possibile, ne evito il consumo.


Poi, un po' perché, come sempre la voglia di provare e sperimentare è tanta, dall'altro ho trovato tante ricette dove era indicato l'olio extravergine invece del burro, ho iniziato a prepararli e ho scoperto che sono buonissimi, velocissimi e molto molto versatili.
Preparati con gli ingredienti giusti, possono accompagnare pietanze salate oppure possono arricchire la colazione o la merenda.


I muffin della ricetta odierna, per la presenza del formaggio, sono salati e sicuramente non possono essere la base di una colazione o di una merenda.


Io li ho abbinati ad una robiola di Roccaverano, alla confettura di rosa canina e al tè nero cinese Grand Keemun.
Tè e marmellata: MarmellaTè!

MarmellaTè
La ricetta l'ho presa su un vecchio numero de La Cucina Italiana, fra gli ingredienti non era prevista la confettura, ma a me era venuta voglia di provare l'abbinamento tra la confettura di rosa canina e il formaggio e    in alcuni ne ho messo un mezzo cucchiaino, altri li ho preparati secondo la ricetta, per poter valutare meglio la differenza, il sapore, l'abbinamento col formaggio e il tè.

Muffin salati 2

Erano tutti buonissimi, quelli preparati con la confettura, a detta dei miei fidi assaggiatori, erano deliziosi.

Muffin salati 4

L'abbinamento col tè nero cinese Grand Keemun era perfetto sia col formaggio che con la confettura di rosa canina. 


Muffin al formaggio


ingredienti per 6 muffin:


125 g. di farina Molino Rosignoli,
100 g. di latte,
25 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
1 uovo,
Fiordifrutta Rosa Canina Rigoni di Asiago,
6 g. di lievito per dolci,
sale,


per accompagnare Robiola di Roccaverano.


In una ciotola, ho preparato la pastella amalgamando con una frusta tutti gli ingredienti, ad eccezione della confettura di Rosa Canina che ho aggiunto dopo aver versato la pastella, negli appositi incavi di uno stampo da muffin, dopo averlo oliato e infarinato. La confettura l'ho aggiunta alla metà dei muffin, 1/2 cucchiaino, subito prima di porli in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti.
Accompagnati alla robiola e alla confettura alla Rosa Canina erano buonissimi.

Muffin salati 5

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun.


Alla prossima! :-)


Giovanna

lunedì 10 ottobre 2011

Risotto al Bagòss e Gente del Fud

Risotto con Bagoss e nocciole 2


Come sapete, mi piace girare per Farmers Market, cascine, produttori locali, alla scoperta di prodotti legati al territorio.
Parlare con i produttori locali e scoprire l'origine di un prodotto, la storia, la tradizione suscita sempre il mio interesse.
Quest'estate ho trascorso molto tempo in giro per mercati alimentari, cascine, aziende agricole imparando tante cose e acquistando prodotti di qualità eccellente.
La meta è stata la Lombardia e nello specifico il Lago di Garda, che, come scrivo spesso, amo particolarmente.
L'obiettivo dei miei "giri" non è soltanto trovare buon cibo, ma anche appoggiare le realtà locali, dare spazio a piccoli produttori, consentire che una serie di prodotti non scompaiano.
Altrimenti è facile dire di apprezzare slow food, e mangiare in pieno dicembre i pomodori, giusto per fare un esempio.


Per questi motivi Gente del Fud, il "Social Fud Network firmato pasta Garofalo" è un progetto che mi ha conquistata subito.
Dalla fine di settembre in rete vi è il sito dove è possibile scoprire prodotti, produttori e realtà "fud" locali.

Bagoss 1

Il Bagòss è un formaggio tipico della zona di Bagolino. Prodotto in piccole quantità, seguendo un disciplinare molto rigido. E' caratterizzato dal colore paglierino e ha un sapore persistente e molto aromatico.
E' il primo prodotto che ho inserito su GdF, la scelta non è casuale. L'ho scoperto, molti anni fa, nel corso di un week end sul lago (di Garda, ovviamente!) quando in un ristorante tipico ci proposero come piatto del giorno il risotto al Bagòss.
All'epoca non sapevo cosa fosse, ma dopo aver mangiato il risotto e assaggiato un pezzo di Bagòss che il ristoratore volle offrirmi per farmelo apprezzare appieno, ogni volta che  l'ho trovato, perché non è facilmente reperibile, l'ho sempre acquistato.

Nocciole 1

Quest'anno a Valeggio sul Mincio ho partecipato ad un evento gastronomico, in collaborazione con Slow Food, dove vi era una vasta offerta di prodotti territoriali fra i quali proprio il Bagòss.
Oltre a degustarlo in purezza l'ho utilizzato per preparare una serie di ricette, fra le quali il risotto.


L'idea iniziale non comprendeva le nocciole, anche queste acquistate da un produttore locale, poi, mentre preparavo il risotto, ho pensato di aggiungerle, per regalare una nota di croccantezza ad un piatto molto morbido.
Ho utilizzato un buon brodo vegetale, quello di carne o pollo, non avrebbe esaltato, come era nelle mie intenzioni, il sapore del Bagòss.
Il risultato è stato un risotto davvero buono, che ho rifatto diverse volte.
Tradizione o non, ho abbinato il tè. In questo caso, dato il sapore deciso e persistente del Bagòss ho scelto  il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong, dalle note piacevolmente affumicate.


Risotto al Bagòss e nocciole


ingredienti per 2 persone


180 g. di riso Carnaroli,
80 g. di Bagòss,
50 g. di cipolla rossa,
25 g. di nocciole sgusciate,
brodo vegetale,
olio extravergine,
sale,
pepe.


Ho tritato finemente la cipolla a coltello, poi l'ho fatta soffriggere dolcemente in 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, quindi aggiunto il riso e fatto tostare. Dopo ho salato e aggiungendo mano a mano il brodo vegetale bollente ho portato a cottura. Ho mantecato col Bagòss, precedentemente tagliato a dadini, aggiunto le nocciole, pepato, mescolato il tutto e servito subito. 

Risotto con Bagoss e nocciole 3

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong


Alla prossima! 
Buona settimana! :-)


Giovanna

venerdì 7 ottobre 2011

Pane al latte

Pane al latte 3


Immaginate una panetteria di quartiere alle 8:00 del mattino, affollatissima. Le clienti, amiche tra di loro e della panettiera, ad ogni michetta, muffins, trancio di focaccia o croissant fanno mille commenti: "solo per oggi i muffin, da domani dieta!", "che buona la michetta, con il crudo va giù che è un piacere!", "la focaccia che compro qui è sempre più buona, eppoi è tanto leggera!" (peccato che sia straricca di strutto) e così via. Ad ogni commento c'è il consiglio, suggerimento delle amiche e della panettiera.
Poi ci sono io, che devo acquistare un semplice panino, senza strutto o grassi, in ansiosa attesa, pensando che ad ogni commento ho perso un'altra metro e sono davvero di frettissima.
Quando finalmente arriva il mio turno, sembra che stia chiedendo uno strano oggetto, un panino fatto con acqua, farina e lievito sembra merce rara.
In uno c'è lo strutto: "così sono più morbidi!", nell'altro l'olio: "così sono più saporiti!" ma in fondo in fondo se proprio voglio ci sarebbero questi, "solo" detto con un tono triste e sconsolato, acqua, farina e lievito. Finalmente! Col mio bottino, manco avessi chiesto i gelati nel deserto, mi incammino verso la metropolitana.
Non vi sembra un buon motivo per mettere le mani in pasta e  preparmi il pane?
In realtà, il pane lo preparo abbastanza spesso, ma non avendo molto tempo a disposizione sono solita acquistarlo, riuscendo a trovare alcuni filoni di grano duro davvero buoni, senza strutto o olio.

Il pane della ricetta di oggi l'ho preparato in una bella giornata di luglio, nel corso delle vacanze. Stavo tornando a casa, dopo aver fatto la spesa, quando alla radio, ho ascoltato la telefonata di una signora che raccontava di aver fatto scelto di andare a vivere in campagna lontano dallo stress e dal caos cittadino.
Mentre elencava i vantaggi di una vita bucolica, la cucina non entrava nella lista, ho iniziato a pensare al piacere di impastare il pane e una volta a casa non ho resistito e ho iniziato a prepararlo.

Pane al latte 4

Ho utilizzato la miscela per pane del Molino Chiavazza, seguendo lo stesso procedimento del pane casereccio, solo che in questo caso ho aggiunto del latte tiepido e tanti semini di sesamo.
Ho ottenuto un pane, dalla crosta croccante, morbido, ma consistente all'interno, molto fragrante. I semini hanno regalato colore e sapore.
Pane al latte 1

Pane al latte

per due pagnotte:

1/2 kg di miscela per pane del Molino Chiavazza,
25 g. di lievito di birra,
150 g. di latte,
2 cucchiai di olio extravergine più un po',
semi di sesamo,
10 g. di sale,
5 g. di zucchero.

Per dare più impulso alla lievitazione ho preparato il lievitino: ho posto in una ciotola il lievito, ho unito lo zucchero, ho aggiunto un po' d'acqua a temperatura ambiente, poi ho coperto con un piattino e atteso circa 15 minuti che il lievito si attivasse.
Quindi, su una spianatoia ho fatto la fontana, al centro ho aggiunto il lievitino, il sale, l'olio extravergine di oliva e ho impastato con il latte tiepido. Se necessario, aggiungere acqua a temperatura ambiente. Quando ho ottenuto un panetto liscio e morbido, l'ho posto in una capace ciotola unta di olio extravergine
Ho coperto con un canovaccio umido e l'ho fatto lievitare circa un'ora, quindi ho lavorato velocemente l'impasto, ho preparato due pagnotte, le ho spennellate col latte e ricoperto con i semi di sesamo.
Le ho fatte lievitare per circa 30 minuti e poi le ho cotte per 40 minuti circa, in forno preriscaldato a 200°.

Pane al latte 2

Pane al latte 5

Alla prossima! 
Buon fine settimana! :-)

Giovanna

mercoledì 5 ottobre 2011

Cake mandorle e vaniglia

Cake mandorle e vaniglia 2


L'ho già scritto, e poi basta vedere le ricette che pubblico per capire che non sono una grande amante dei dolci.
A pensarci bene, non solo preferisco mangiare cose salate rispetto ad un dolce, ma mi da anche più soddisfazione cucinare un piatto di pasta, un'insalata, una torta salata e così via.
Però, poichè non sono proprio stoica, un dolcetto lo mangio e anche volentieri. Ci mancherebbe!
Diverso discorso per i cake, i ciambelloni, le crostate, insomma tutti quei dolci semplici che si preparano in un attimo e rendono più allegra e gustosa la colazione e la merenda.

Cake mandorle e vaniglia 1

Peraltro, preparare un cake (o le altre tipologie suddette) mi piace perchè mi consente di utilizzare il mio amato, anzi amatissimo forno.
Come ben sapete non mi scoraggiano il caldo, l'afa, le temperature tropicali e neanche l'idea di cucinare facendo, nel contempo, una sauna.

Le cotture in forno fanno tanta casa e rendono l'atmosfera più allegra. Mi piace il profumino che si sprigiona durante la cottura e che magari si mescola con quello dell'ambiente.
Durante i mesi freddi, a proposito qualcuno ha notizie di che fine abbia fatto?, è bello sentirsi avvolgere dal profumo delle mele e delle arance in dispensa unito al cake in cottura nel forno.
Altrettanto piacevole nei mesi caldi, quando dalle finestre aperte si percepisce l'aroma del  gelsomino, delle rose che provengono dal parco e dai giardinetti vicini che si mescola col profumo del dolce in forno.

Questo cake l'ho preparato proprio in primavera, in un sabato o domenica pomeriggio, non ricordo bene, quando in uno di quei miei momenti di "noia creativi" mi è venuta voglia di mettere le mani in pasta, o in questo caso, sarebbe più appropriato dire, lo sbattitore in pasta!
Alla solita ricetta che utilizzo per il cake dolce, ho aggiunto della farina di mandorle e i semini di mezzo baccello di vaniglia che hanno regalato al cake una nota profumatissima e stuzzicante.
Ho pensato di abbinarlo alla confettura di pesche e al tè nero alla violetta.

Non sono una grande amante dei tè aromatizzati, ma di tanto in tanto qualcuno mi piace berlo. In primavera quello alla violetta mi sembra molto in sintonia con la stagione, la sua fragranza mi avvolge piacevolmente.
L'abbinamento del cake alle mandorle, la confettura di pesche e il tè nero alla violetta era veramente perfetto.
Ideale per Marmellatè!

MarmellaTè

Cake mandorle e vaniglia 3

Cake alle mandorle e vaniglia

ingredienti per 6-8 persone:

150 g. di farina 00 Molino Rosignoli,
100 g. di amido di frumento,
150 g. di zucchero,
40 g. di farina di mandorle,
1 yogurt bianco,
2 uova,
3 cucchiai di olio extravergine di oliva, più un po'
1 bustina di lievito,
1 baccello di vaniglia.

per accompagnare:

fiordifrutta alla pesche Rigoni di Asiago,

Ho unito la farina 00 con quella di mandorle,  il lievito e l'amido e ho setacciato. Poi ho montato le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, quindi ho aggiunto lo yogurt, le uova e l'olio extravergine e ho continuato ad amalgamare con le fruste, poi ho unito il composto di farine e lievito, i semi di vaniglia raschiati con un coltello e amalagamato con un leccapentola, ho versato il composto in uno stampo da cake precedentemente oliato e cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti, vale sempre la prova stecchino, ho sfornato, fatto raffreddare e sformato. Accompagnata con la confettura era buonissimo.

Dopo il post sulla preparazione del tè, ho ricevuto moltissime e-mail, in tanti mi avete chiesto cosa volesse dire Orange Pekoe:  (OP) è una modalità di classificazione del tè. La sigla OP distingue un tè a foglia intera, quindi non broken, ossia spezzata, senza presenza di germogli, la parte più pregiata del tè. Le foglie hanno dimensioni pressoché uniformi.

Cake mandorle e vaniglia 4

Ho abbinato il tè nero alla violetta.

Alla prossima! :-)

Giovanna

lunedì 3 ottobre 2011

Preparazione del tè

Preparazione del tè 4


"Scaldò la teiera -  con quasi eccessiva destrezza - mise da parte il tè Orange Pekoe che aveva preparato la cameriera,  buttò dentro cinque cucchiaini di una miscela superiore, ci versò sopra acqua bollente sul serio, e poi gridò alle signore di spicciarsi,  che altrimenti si sarebbe perduto l'aroma."
Edward M. Forster - Casa Howard

Sarà che gli inglesi hanno l'abitudine di bere tè, prevalentemente nero, molto forte e bollente, sarà che "Paese che vai, modalità di preparazione del tè che trovi", ma il tè, preparato da Tinny, uno dei personaggi di Casa Howard, con "acqua bollente sul serio" l'aroma l'avrebbe perduto comunque, indipendentemente dalla velocità di "spicciarsi" delle signore.

Preparare un buon tè non è difficile, basta utilizzare un tè di elevata qualità, un'ottima acqua minerale e seguire poche, semplici regole.
Ovviamente niente tè in bustine, no all'acqua di rubinetto, nessuna aromatizzazione con latte o limone e mai dolcificanti.

La preparazione del tè, un raffinatissimo rito che varia da nazione a nazione,  non dovrebbe essere finalizzata solo all'ottenimento di una buona bevanda da gustare con calma, ma regalarci un attimo di piacere, di relax durante il quale scegliamo con cura il tè, riscaldiamo la giusta quantità di acqua, pesiamo le foglie del tè, impostiamo il timer e aspettiamo che suoni, senza fretta, senza ansia.
Quando preparo il tè, quindi almeno due volte al giorno, scelgo il tè in base all'umore e poi lo preparo seguendo i passaggi che vi ho descritto, anche se sono di frettissima, devo andare al lavoro, ho mille cose da fare, questo "rito" mi piace, mi rilassa.

Ma quali sono le regole da seguire? Scegliere con cura la tazza e la teiera, pesare il giusto quantitativo di acqua e di tè, misurare la temperatura dell'acqua, rispettare il tempo di infusione.
Con pochi, semplici strumenti, quali il termometro, la bilancia e il timer si ottiene un ottimo tè.

Le tazze e la teiera non vanno scelte solo in base a criteri estetici, ma devono essere funzionali al tipo di tè. Le teiere di terracotta, sono adatte ai tè neri e oolong. Quelle di ceramica trattengono bene il calore, mentre quelle di vetro, se da un lato hanno il vantaggio di non assorbire odori, dall'altro trattengono poco il calore.

Preparazione del tè 1

Nella scelta della teiera un fattore fondamentale è l'ampiezza;  le foglie del tè, infatti, nel corso dell'infusione, tendono ad espandersi. Una teiera stretta le comprimerebbe, inficiandone il risultato finale. Per lo stesso motivo è sconsigliato l'utilizzo dei filtri,  belli e decorativi, impediscono, però, alle foglie di muoversi.
Prima di porre le foglie nella teiera è importante riscaldarla, in questo modo, quando versiamo l'acqua alla giusta temperatura di infusione, non si raffredda molto, per compensare la diversa temperatura della teiera.
Inoltre il tè, durante l'infusione deve ossigenarsi, quindi è sconsigliato coprire la teiera col suo coperchio.

Preparazione del tè 2

Nella foto ho messo a confronto gli strumenti moderni con quelli utilizzati in passato, sia per pesare la giusta quantità di tè, che per misurare il tempo preciso di infusione.
Clessidra e timer, cucchiaini e bilancina, strumento indispensabile. Infatti, come si vede anche dalla foto, i cucchiaini non sono tutti uguali, quindi dire un cucchiaino di tè è molto generico. Solo la bilancia, ci consente di pesarne la giusta quantità, che solitamente, salvo eccezioni per i tè bianchi è di 2,5 g. di tè per 25 cl di acqua.

Un parametro fondamentale è è la qualità dell'acqua. I cinesi la definiscono "la madre del tè". Lu Yu, nella sua importantissima opera "Jha Ching", "Il canone del tè" (scritto tra il 760 e il 780) ne decantava l'importanza, sostenendo che la migliore è quella sorgiva di montagna.
Certo non vado in montagna a prender l'acqua per preparare il tè, passione o non passione, però la scelgo accuratamente, orientandomi su un'acqua minerale dal residuo fisso basso e con un buon equilibrio tra i vari minerali.
Diciamo pure, che in casa non mancano mai un paio di bottiglie di una marca specifica....
Il quantitativo di tè, la temperatura dell'acqua e il tempo di infusione varia a seconda del tipo di tè scelto.

Preparazione del tè 5

I bianchi, più delicati e pregiati richiedono lunghi tempi di infusione, circa 10 minuti, temperature dell'acqua basse intorno ai 75°.
Per questa famiglia di tè, considerata l'ampiezza delle foglie è necessario utilizzare una teiera capiente che consenta alle foglie di espandersi liberamente, in modo da poter sprigionare appieno la loro fragranza e aroma.
Anche per i tè verdi giapponesi sono necessarie basse temperature dell'acqua. In questo caso, però, i tempi di infusione si riducono a 2 minuti, altrimenti il tè verrebbe piuttosto tannico, un gusto che noi occidentali non amiamo molto.
Per i tè verdi cinesi i tempi di infusione si allungano a 3 minuti, circa, mentre la temperatura dell'acqua sale intorno agli 85°.
I tè oolong e neri sono quelli che richiedono le temperature di infusione più alte, intorno ai 95° e dai 3,5 a i 5 minuti.
Ad eccezione dei tè neri, le foglie dei tè bianchi, degli oolong, dei verdi, possono, anzi devono, essere utilizzati per almeno 2 - 3 infusioni.
Ci sono alcuni oolong che mi piacciono di più alla seconda infusione; le foglie si sono aperte maggiormente e l'aroma è sprigionato appieno.
Sarà che per  il tè ho una vera passione, ma prepararlo, seguire i vari passaggi mi piace molto. Mi regala un attimo di calma, in una vita sempre più frenetica e caotica.

E adesso, cosa ne dite di preparare insieme una tazza di tè?  

Preparazione del tè 3

Alla prossima! 
Buona settimana!!! :-)
Giovanna