lunedì 29 agosto 2011

Tapas e una sangria molto speciale!

Sangria 1

Lo dico senza giri di parole: non sono una fan di aperitvi, happy hour e varie. Però, se ho tempo, mi piace preparare qualche stuzzichino, organizzando una cena diversa dal solito.
Oppure, invitare un po' di amici e tra una chiacchiera e l'altra sgranocchiare qualcosa di simpatico.
Nella settimana di Ferragosto, l'afa e le temperature torride, nonchè una certa pigrizia da parte mia, mi hanno spinta a dedicare pochissimo tempo alla cucina.
Le frittatine con verdure e formaggio, in questi casi, sono ideali: si preparano in pochissimo tempo e sono molto gustose, se poi si fanno al forno sono anche salutari.
In questo caso le ho fritte, accendere il forno non era ai primi posti della mia lista di cose da fare.
Lo yogurt le ha rese più gustose.
In quei giorni ho fatto la sangria col tè, esperimento riuscitissimo, la bevanda è risultata fresca, molto dissentante, aromatica e la frutta aveva acquistato un gusto molto gradevole.


La sangria mi ha fatto pensare alla Spagna e alle tapas, da qui l'idea di organizzare un menù.
In questo caso semplicissimo, frittatine, presentate a bocconncini così si possono mangiare proprio come un finger food e una focaccia aromatizzata con timo e origano fresco.
La sangria ha legato benissimo con tutto. Preparata con un tè nero cinese, il Grand Keemun, dalle note leggermente affumicate e legnose, ha accompagnato bene sia la focaccia che le frittate.

Frittata con fagiolini e stracchino 2

Frittata con fagiolini e crescenza

3 uova,
una manciata di fagiolini lessati,
50 g. di crescenza,
3 cucchiai di yogurt naturale,
1 cucchiaio di grana padano grattugiato,
olio extravergine di oliva,
sale,

per accompagnare:

qualche cucchiaio di sugo.

Ho tagliato i fagiolini a tocchetti, battuto le uova, alle quali ho aggiunto il sale, il grana grattugiato, i fagiolini, la crescenza tagliata grossolanamente, lo yogurt, ho amalgamato bene il tutto e ho versato il composto in una padella antiaderente, unta con un filo d'olio extravergine. Quando la parte inferiore era ben rappresa, aiutandomi con un piatto l'ho capovolta e rimessa in padella, dove ho terminato la cottura.
L'ho fatta raffreddare, l'ho tagliata a triangoli e l'ho servita col sugo.

Frittata con fagiolini e stracchino 1

Focaccia mediterranea 1

Focaccia alle erbe aromatiche:

per il lievitino:

10 g. di lievito di birra,
10 g. di zucchero,

per l'impasto:

250 g. di farina per pizze Molino Rosignoli,
10 g. di sale,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
10 rametti di timo fresco,
2 rametti di origano fresco,

per la salamoia:

2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
2 cucchiai di acqua,

ed inoltre:

sale grosso.

Ho posto in una ciotola lo zucchero, il lievito e un po' di acqua a temeperatura ambiente, ho sciolto il lievito,
ho coperto e ho atteso, grosso modo una quindicina di minuti, che il lievito si attivasse.
Poi, su una spianatoia, con la farina ho fatto la fontana, al centro ho collocato il lievitino, il sale, l'olio extravergine e le erbe aromatiche tritate finemente.
Ho aggiunto acqua a temperatura ambiente e ho impastato fino ad ottenere un impasto liscio e setoso. Ho posto il tutto in una ciotola unta di olio extravergine di oliva, coperto con un panno umido e ho fatto lievitare, fino a quando l'impasto si è raddoppiato.
Quindi ho steso l'impasto in una teglia ricoperta di carta forno, ho fatto con le dita una serie di fossette e ho spennellato con metà della salamoia.
Ho fatto lievitare per circa 30 minuti, ho cosparso di sale grosso, quindi l'ho cotta in forno preriscaldato a 200° fino a quando la focaccia è risultata dorata, appena fuori dal forno, l'ho spennellata con la restante salamoia.

Frittata di zucchine 2

Frittata di zucchine:

3 uova,
450 g. di zucchine piccole,
30 g. di formaggio semidolce,
1 cucchiaio di grana padano grattugiato,
1 cucchiaio di pecorino romano grattugiato,
3 cucchiai di yogurt naturale,
1 aglio,
menta fresca
olio extravergine di oliva,
sale..

Ho lavato, asciugato e tagliato le zucchine a dadini, in una padella ho posto un paio di dita di olio extravergine, ho fatto soffriggere l'aglio, quindi ho aggiunto le zuchine e le ho fatte cuocere fino a quando sono risultate dorate, ma ancora croccanti, le ho insaporite con qualche foglia di menta spezzettata e le ho fatte intiepidire.
Ho battuto le uova, aggiunto le zucchine, lo yogurt, i formaggi grattugiati, il formaggio semidolce tagliato a cubetti, qualche foglia di menta spezzettata, il sale, ho amalgamato bene e l'ho fritta come la precedente, nella stessa padella dove ho cotto le zucchine, eliminando l'olio in eccesso.
L'ho fatta raffreddare e tagliata a quadrotti.

Frittata di zucchine 1


sangria 2

Sangria di tè con pesca, zenzero e menta.

5 g. di tè nero cinese Grand Keemun,
50 cl di acqua oligominerale,
2 pesche gialle,
zenzero fresco,
menta fresca.

Ho preparato il tè freddo come riportato qui, utilizzando la tecnica di porre acqua e tè, far raffredare per 4 ore in frigorifero e poi filtrare.
Quindi ho aggiunto le pesche tagliate a pezzettoni, qualche rondella di zenzero, qualche foglia di menta e ho fatto insaporire per circa un'ora.
Lo zenzero ha reso la bevanda leggermente piccantina, la menta ha aggiunto una nota di freschezza e le pesche hanno addolcito e insaporito la sangria.

Alla prossima ricetta! Buona settimana! :-)

Giovanna

venerdì 26 agosto 2011

Delizie dall'orto: i peperoni

Peperoncini

Ebbene si, è inutile girarci intorno, quest'estate ho cucinato tantissime verdure. Lo so, adesso pensate che inizio un'altra volta con 'sta storia dei Farmers Market, e quanto sono belli, e quanto sono buoni.
E invece no, è proprio una semplice constatazione.
Da quando ho il blog, tra il trascrivere ricette e così via, e come se avessi una traccia di quello che cucino, e mentre archivio, scelgo, scrivo, vedo anche cosa ho cucinato di più e meno.

In realtà le verdure le cucino tutti i giorni, in qualunque stagione, alternandole. Ma in estate l'orto mi sembra davvero in festa e senza nulla togliere agli ortaggi invernali, che mi piacciono tantissimo, mi sembra che le melanzane, le zucchine, i pomodori e i peperoni abbiano una marcia in più. Questi ultimi, veramente, per me, ne hanno una meno, nel senso, che come ho più volte scritto, mi risultano talmente indigesti che pur amandoli molto, non posso proprio mangiarli, anche se la tentazione è fortissima.

Per questo motivo non li cucino spesso, ma a mio marito piacciono moltissimo e ne preparo una doppia porzione inventandomi qualcosa.

Nello specifico, la prima ricettina l'ho proprio inventata di sana pianta, ho iniziato a pulire i peperoncini e ho iniziato ad aggiungere un pizzico di questo, una manciata di quello et voilà in un attimo erano belli e pronti.
La seconda, li ho preparati, su richiesta di mio marito con le olive e i capperi, "sai, come li facciamo noi a Napoli", no, che non lo so, non mangiandoli non mi sono neanche mai "preoccupata" di conoscere la ricetta; da ragazza mi limitavo a guardarli e ad annusarli, ma tant'è! Comunque, non è che stiamo parlando di una di quelle ricette codificate fatte di mille passagggi, quindi peperoni, olive, capperi e aglio, ci voleva?, mah, comunque mio marito li ha trovati buonissimi, anzi ha aggiunto: "proprio come li volevo io!" quindi....
La terza, una peperonata, è una ricetta presa da Sale & Pepe di agosto, con qualche modifica: un po' di più peperoni, mica potevo lasciarli li?, meno pomodori e decisamente olio extravergine invece del burro, alimento esotico, quasi inesistente, a meno che non debba fare qualche preparazione specifica, nel mio frigorifero.

Da bere? Acqua. Di rubinetto! Già mi sono impegnata a cucinare, mica potevo anche pensare ai beveraggi, o come dicono i raffinati beverage?
Scherzo, mio marito ha abbinato un Carbenet barricato e un Merlot del Garda, anche questi acquistati ai Farmers Market.
Però, non ricordo a quali ricette li ha associati. E il tè? Non mangiandoli, non ero sicura di fare un buon abbinamento.

Peperoncini gratinati

Peperoncini gratinati

250 g. di peperoncini gialli e rossi,
una manciata di olive nere,
una manciata di capperi sottosale,
un pomodoro,
pan grattato,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho privato i peperoncini del picciolo e dei semi, li ho lavati, asciugati bene, qulndi li ho fritti in abbondante olio extravergine di oliva poi li ho messi sulla carta assorbente, buttando tutto l'olio rimasto nella padella, nella stessa ho messo le olive, i cappei precedentemente dissalati il pomodoro spezzettato e un pizzico di sale. Appena cotto il pomodoro ho aggiunto i peperoncini fritti e una manciata di pan grattato, ho lasciato sul fuoco giusto il tempo di insaporirli e amalgamare i vari sapori.
Sono ottimi freddi; con un buon formaggio ho preparato delle bruschette molto gustose, a detta di mio marito.

Cartolina di peperoncini gratinati

Peperoni con olive e capperi

3 peperoni rossi e uno giallo,
una manciata di olive,
una manciata di capperi,
un aglio,
olio extravergine di oliva,
sale.
Dopo aver lavato bene i peperoni, li ho privati i peperoni del picciolo, dei semi e dei filamenti, poi li ho tagliati grossolanamente, e li ho messi in un capace tegame con 2 cucchiai di olio extravergine, l'aglio, le olive i capperi precedentemente dissalati e un pizzico di sale. Li ho cotti a fiamma molto bassa, girandoli costantemente, fino a quando sono risultati appassiti.

Peperoni 1

Peperonata ricca

550 g. di peperoni,
400 g. di pomodorini,
una zucchina,
un aglio,
un cipollotto,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho lavato tutti gli ortaggi, ho privato il peperone del picciolo, semi e filamenti e li ho tagliati a pezzi, ho tagliato i pomodorini a metà e la zucchina a tocchetti, ho tritato a coltello la cipolla e l'aglio.
Ho fatto soffriggere in tre cucchiai di olio l'aglio e la cipolla, poi ho aggiunto i peperoni e la zucchina, ho insaporito, aggiunto i pomodori, salato, incoperchiato e cotto a fiamma bassa, per circa 40 minuti.


Peperonata 1

Ho abbinato un Cabernet barricato e un Merlot del Garda.

Alla prossima! Buon fine settimana :-)))

Giovanna

mercoledì 24 agosto 2011

Piatto unico

Piatto unico 1


Da sempre sono una persona mattiniera. Alzarmi presto, vedere la città, o nel mio caso il quartiere riprendere le varie attività quotidiane mi piace. Quando ero molto giovane, talvolta, puntavo la sveglia prestissimo per assistere al sorgere del sole.
Eh si, lo riconosco, ogni tanto faccio cose strane. Come nel corso delle trascorse vacanze al lago.
Immancabilmente quando era giorno di mercato, mettevo la sveglia prestissimo, per poter essere sul posto prima che si formasse la folla.

Camminare tra le varie bancarelle, osservare i prodotti, alimentari, of course!, conversare con i produttori, sentire nella loro voce l'orgoglio e l'attaccamento alla loro terra mi commuove.
Chiacchierare con gli altri clienti è piacevole.

Un sabato, sono andata al mercato di Lonato. La "levataccia" mattutina è stata ampiamente ricompensata.
La piazzetta cittadina, molto accogliente, era la sede del mercato. L'aria fresca del mattino, l'ubicazione caratteristica mi hanno subito messa di buonumore.
A volte basta veramente molto poco per dimenticare gli affanni quotidiani.
Dopo aver acquistato frutta e verdura al solito posto, che bello è presente anche lì, ho adocchiato un banchetto dove erano esposti formaggi  buonissimi, tutti preparati con latte vaccino.
Con le mie sporte piene di frutta, verdura, formaggi, latticini e yogurt sono tornata a casa.

In un attimo la mia cucina si è riempita di colori e odori. Tra i peperoni, che ahimè non posso mangiare, le melanzane e i pomodori, mi sembrava di essere tornata alle mattine estive trascorse nella cucina di Napoli.

I profumi esercitano su di me un forte potere evocativo. Il ricordo di tante ricette preparate negli anni, il sapore di una melanzana panata e fritta, affiorano, facendo emergere piacevoli ricordi.

In un attimo decido cosa preparare. Non ho voglia di stare ore intere ai fornelli, soprattutto, considerato l'ottima qualità degli ingredienti,preferisco ricette semplici, atte a valorizzare la materia prima.

Opto per un piatto unico, molto semplice ma gustoso. Gnocchi di ricotta di mucca, aromatizzati dal basilico tritato finemente e aggiunto all'impasto, conditi con sugo di pomodoro fresco, polpettine preparate aggiungendo all'impasto uva passa, pinoli e aglio, e per contorno rucola salatata velocemente in padella con i pinoli che conferiscono un tocco di croccantezza ad un piatto caratterizzato da consistenze morbide.

Ad eccezione della carne, dell'uva passa e i pinoli ho acquistato tutti gli altri ingredienti al mercato, un altro piatto dal produttore al consumatore...

Da bere, ovviamente tè. I sapori delicati del piatto mi hanno ispirato un tè nero indiano, proveniente dall'Assam, il Silonibari il suo retrogusto morbido e profumato si abbina benissimo con la ricotta.

Gnocchi di ricotta, polpettine con uva passa e pinoli e rucola saltata in padella.

ingredienti per 4 persone:

per gli gnocchi di ricotta:

250 g. di ricotta di mucca,
150 g. di farina Molino Rosignoli,
1 uovo,
4 cucchiai di grana padana,
basilico,
sale,

per le polpettine:

200 g. di carne di vitellone,
1 uovo,
grana padano,
una manciata di uva passa,
una manciata di pinoli,
un aglio,
pan grattato,
olio extravergine di oliva,
sale,

per il sugo:

800 g. di pomodorini, io ho utilizzato un misto di datterini e ciliegini,
un cipollotto rosso,
un aglio,
basilico,
olio extravergine di oliva,
sale,

per la rucola saltata:

un mazzetto di rucola,
una manciatina di pinoli,
olio extravergine di oliva,
sale.

Sono partita dal sugo, come riportato qui. Intanto ho preparato le polpettine. Ho tritato la carne, ho aggiunto l'uovo, l'aglio tritato finemente, l'uva passa precedentemente ammollata e asciugata, i pinoli, il sale, un paio di cucchiai di grana padano grattugiato, una manciata di pan grattato. Ho mescolato bene e formato delle polpettine poco più grandi di una noce, le ho passate velocemente in padella con un filo di olio extravergine di oliva e poi ho terminato la cottura nel sugo. 
Per gli gnocchi di ricotta ho seguito la preparazione riportata qui, aggiungendo all'impasto una decina di foglie di basilico tritato. 
Quindi ho lavato bene la rucola e l'ho salatata in padella con un filo di olio extravergine di oliva, sale e pinoli.
Ho condito gli gnocchi col sugo, e ho preparato il piatto disponendo gli gnocchi, le polpettine e la rucola saltata.

Ho abbinato il tè nero Assam Silonibari

Alla prossima ricetta! :-))

Giovanna

lunedì 22 agosto 2011

Tramezzini che passione!

Relax!


Yogurt,
frutta fresca,
passeggiate in campagna,
letteratura inglese,
tè, caldo of course!,
cake alla frutta di stagione,
pic nic,
tanti tramezzini....

Cos'è questa lista? Le mie, ahimè inefficaci, strategie per combattere il caldo. La scorsa settimana, il poco tempo libero, l'afa, mi hanno indotta a cucinare poco, dedicarmi ancor meno alle pulizie e "rifugiarmi" o su una fresca  (?!??) terrazza, o  in lunghe passeggiate al parco, accompagnata da un buon libro e qualcosa di fresco da sgranocchiare.
Grazie ai farmers market, ho riscoperto il piacere di mangiare frutta fresca, che sa di frutta, che pretese assurde che ho, vero? Così appena ho avuto un attimo, ho preparato un cestino con qualcosa di veloce da preparare e simpatico da mangiare, tanta frutta di stagione, acqua a volontà, libro e taccuino e sono andata al parco, dove all'ombra di un albero ho trascorso qualche ora.

Sarà che ho sempre amato molto la letteratura inglese, ma, soprattutto in estate, l'Inghilterra mi affascina e mi attrae.
Quest'estate ho praticamente riletto tutti i classici, sono partita da Jane Austen e ho proseguito con E. Forster, V. Woolf, le Sorelle Bronte, E. Von Arnim, fino ai classici della letteratura giallistica inglese.
Grazie a questi autori sono stata trasportata nella campagna inglese, ho partecipato al tea time, a vari pic nic.
Amo molto gli autori inglesi e gli affreschi che tracciano sulla vita in campagna. Mi piace leggere la rigorosa Jane Austen, che fra un ballo e un pic nic, sferza i protagonisti con la sua etica. Dietro ad una leggerezza apparente, la Austen ha delle idee precise su quali siano i doveri dei suoi personaggi. Mi diverte come "gioca" con le piccole incoerenze dei pastori.
Leggo e rileggo Forster, soprattutto Camera con vista, la parte iniziale, ambientata a Firenze è splendida.
Mi diverte la caustica Von Arnim, che si fa beffe della rigidità vittoriana e di una serie di rituali molto british.

In tutti i libri, i protagonisti, in occasioni diverse, oltre a bere tè mangiano tanti tramezzini. Sembra che il sandwich sia indispensabile. Non c'è pic nic, pranzo freddo, spuntino veloce, dove sia assente.
Tra una lettura e l'altra sono stata "contagiata" dalla loro passione. Per essere sincera, più che di "contagio", potrei parlare di "ricaduta", visto che durante il periodo universitario non mangiavo che panini. Certo non i sandwich inglesi, preparati con tanti ingredienti, cura e molta fantasia, ma pur sempre, per ricondurre il tutto ai minimi termini, pane e "qualche cosa".

Così, le mie passeggiate in campagna  al parco cittadino, o le mie serate in terrazza, sono state accompagnate dai tramezzini e, se ero a casa, tè.
Sia chiaro, cose semplici, niente di complicato. Mi piaceva l'idea, dopo tante letture di ricostruire un ambiente, un'atmosfera. Lasciarmi trasportare, seppure con la fantasia, in un momento "british".

Tramezzini con pane casereccio 1

Pane casereccio, fettine di uovo sodo, zucchine grigliate condite con un filo di olio extravergine e menta. La buonissima salsa tonnata de La Cascina San Cassiano ha completato il tramezzino.

Tramezzini con pane casereccio 2

Anche in questo caso pane casereccio, tonno sott'olio, zucchine grigliate e salsa tonnata Cascina San Cassiano.

Tramezzino 4

Con un sacchetto e qualche foglia di erba aromatica ho preparato il contenitore, per distinguere il tramezzino  dagli altri ho scritto a penna gli ingredienti: pane, primo sale poco stagionato, fettine di melanzana grigliata, fettine di pomodori cuore di bue e basilico. 

Tramezzino 13 bis

Il bouquet di erbe aromatiche, menta origano e basilico, è commestibile.

Organizziamo un pic nic?

Buona settimana! 

Giovanna

venerdì 12 agosto 2011

Trancio di rana pescatrice con purea di lenticchie rosse

Tranci di coda di rospo al timo e purea di lenticchie rosse

Chi frequenta un po' il mio blog, sa che per i legumi non è stato un "coup de foudre", anzi!, piuttosto un corteggiamento, da parte dei legumi, lungo e persistente, fino a quando, di fronte ad una fagiolata, sono capitolata.
Da allora, ho cercato di ricambiare in tutti i modi tanta pazienza e perseveranza, cucinandoli, molto frequentemente, inventando tante ricettine simpatiche e carine.
Piatti semplici tesi ad esaltare la bontà dei legumi e degli altri ingredienti.
Negli ultimi anni mi è venuta la passione per il pesce abbinato ai legumi.
Di solito si tende ad associare la carne ai legumi, vedi i vari spezzatini con i piselli, il cotechino con le lenticchie e così via, piatti sicuramente buoni, ma troppo, veramente troppo, proteici.

Invece il pesce con i legumi fornisce un pietanza sana, gustosissima e, nel mio caso, funge anche da piatto unico.

La ricetta di oggi è nata in una domenica di inizio estate, quando, più che cucinare mi allettava molto di più una passeggiata.
Così, al ritorno di un giro, molto molto ozioso, fra le bancarelle di un mercatino cittadino, metà biologico, metà di tutto un po', ho preparato i tranci di rana pescatrice, cotti velocemente, altrimenti diventano stopposi, in padella con un filo d'olio al cardamomo, aglio e timo.
La purea di lenticchie rosse, con con qualche crostino di pane hanno completato il piatto.

La cucina per me è fantasia, creatività, immaginazione, evasione. Le lenticchie rosse mi ricordano la cucina mediorientale, dopo le crocchette speziate al cumino, anche queste vagamente mediorientali, volevo un piatto che ricordasse il mediterraneo, e nello stesso tempo evocasse posti lontani. In pratica viaggiare attraverso il cibo.
Il profumatissimo olio extravergine di oliva, aromatizzato al cardamomo,  di Marina Colonna, era ideale per creare l'atmosfera desiderata.

Una coppa di frutta e yogurt greco, hanno completato il pranzo.

Il tè, invece ha regalato una nota decisamente orientale. Vista la gamma di sapori offerta dal pesce, le lenticchie, il timo, l'olio al cardamomo, ho associato un tè Oolong proveniente da Formosa, il Grand Oolong Fancy, le sue note floreali persistenti, reggevano bene un piatto così ricco di sapori.

Tranci di coda di rospo al timo con purea di lenticchie rosse

ingredienti per due persone:

2 tranci di coda di rospo,
120 g. di lenticchie rosse Melandri Gaudenzio,
2 cipollotti di Tropea,
1 aglio,
olio extravergine di oliva al cardamomo Marina Colonna,
qualche rametto di timo,
qualche fettina di pane,
sale.

Ho lessato le lenticchie rosse per circa 15 minuti, poi ho tritato a coltello i cipollotti di Tropea e li ho soffritti in un cucchiaio di olio extravergine al cardamomo, quindi vi ho aggiunto le lenticchie, dopo averle fatte sgocciolare bene e le ho lasciate insaporire ed asciugare, a fiamma bassa, fino ad ottenere una purea
consistente, ma morbida. Ho insaporito con qualche foglia di timo e mescolato bene.
Intanto ho soffritto l'aglio in un cucchiaio di olio extravergine al cardamomo, ho aggiunto i tranci di coda di rospo, le foglie di qualche rametto di timo, ho salato, incoperchiato e cotto per pochissimi minuti, girando a metà cottura. I tranci devono risultare cotti, ma morbidi, non stopposi. A fine cottura ho insaporito con qualche foglia di timo.
Ho decorato con qualche rametto di timo, completato con il pane tostato.

Ho abbinato il tè Oolong di Formosa Grand Oolong Fancy.

A presto! Buon Ferragosto!!!

Giovanna

mercoledì 10 agosto 2011

Piatto unico con verdure estive

Parmigiana di melanzane


Si fa presto a dire estate, poi, a seconda dei gusti e delle passioni, questa stagione assume significati diversi. C'è chi detesta il caldo e le zanzare, altri la amano follemente. Per qualcuno estate è sinonimo di mare, spiaggia, ombrellone, per altri di  lunghe e solitarie passeggiate in montagna, immersi nel verde e nel silenzio della natura.
Senza dimenticare viaggi, visite alle città d'arte, laghi, colline e campagna, olè!

Nel corso degli anni sono passata da un amore folle per questa soleggiata e calda, leggi rovente, stagione, ad un tiepido innamoramento, adesso stiamo timidamente flirtando.

Estate per me, comunque non è sinonimo di mare, come napoletana, non so spiegarlo, il mare fa talmente parte di me, da non avere bisogno di vederlo, o andare in spiaggia per viverlo, è una dimensione mentale. Eppoi come posso associare l'estate al mare, avendo vissuto in una città dove il mare era parte integrante del territorio?

In passato era sinonimo di libertà. Il tepore, le giornate lunghe, il riposo dopo mesi di studio, mi facevano sentire piacevolmente libera. L'estate, mi sembrava una festa organizzata dalla natura.
Oggi, invece, tra il lavoro, l'afa che diventa sempre più opprimente, il senso di libertà legato a questa stagione l'ho un po' perso.

E quindi? Semplice, per me l'estate, oltre ad essere una stagione mentale, è legata alla ricchezza dell'orto e in particolare a tre prodotti: melanzane, pomodori e pesche.

Pomodori

Li ho sempre amati, fin da bambina, l'arrivo dell'estate era accolto con grande gioia, pregustando il piacere di addentare la prima pesca della stagione, o fare scorpacciate di pomodori, senza dimenticare, anzi!, la parmigiana di melanzane, fritte, of course!

Eh si, dovevo essere una bambina un po' strana se, ad una fetta di torta, multistrati e multi pannecremecioccolato, preferivo un pomodoro o, ancora meglio, una fetta di parmigiana di melanzane, ma tant'è!

Poi, con gli anni, la passione per le pesche, considerato anche la bassa qualità dei prodotti venduti, a peso d'oro, s'intende, nei supermercati, si è affievolita, per riprendere con rinnovata forza quest'estate, quando, nel corso delle vacanze, ho fatto la spesa nei mercati contadini del Garda.
Come ho già scritto, la qualità dei prodotti è eccezionale, melanzane che sanno di melanzane, pesche morbide e succose, zucchine croccanti, prugne dolcissime, pomodori fantastici.

Il paese della cuccagna? No, semplicemente persone che amano il loro lavoro e difendono i prodotti del proprio territorio.
In pratica quello che dovrebbe essere la normalità, oggi sembra quasi un'eccezione.

Peraltro, in questi mercati è superiore l'offerta di prodotti diversificati. Le melanzane le ho trovate in tutte le declinazioni, dalle lunghe a quelle piccole, violette e tonde, fino ad arrivare alle coralline o a quelle bianche che nella grande distribuzione non si trovano per niente.
Così per le zucchine e per altri prodotti.

Caccavelle alla parmigiana

Quindi, per me, che amo molto le verdure, e nello specifico pomodori e melanzane, ne ho comprato quantità industriali, preparando un'infinità di sughi semplici ma gustosissimi, melanzane grigliate, caviale di melanzane, parmigiana e così via.

Analogo discorso per la frutta. Grande offerta di pesche e prughe di diversi tipi. Quest'anno ho mangiato tantissimo le pesche tabacchiere, piccole, dolci, succose.

Con questi ingredienti cucinare è divertentissimo. Compro le verdure e poi a casa mi lascio guidare dall'ispirazione.
Così è nato questo menù, "caccavelle", un formato di pasta particolare de La Fabbrica della pasta di Gragnano, ripiene di parmigiana di melanzane.
L'ampiezza delle "caccavelle" si presta a diverse farciture. Appena le ho viste, ho pensato subito alla parmigiana di melanzane.
Mi allettava l'idea di "giocare" in maniera speculare col contenitore. Di solito è la melanzana ad essere farcita, in questo caso, invece, la pasta fungeva da tegamino, o, come si dice in napoletano, "cacavella".

melanzane

Quindi la parmigiana, che di suo è già un piatto completo, accolta da un guscio di pasta, condito col sugo al pomodoro fresco.
La preparazione è un po' lunga, ma il risultato è talmente buono, da ripagare il tempo impiegato. Tra l'altro, ci sono delle pietanze, tipo la parmigiana, che proprio mi diverto a preparare.
Potevo limitarmi alla pasta? Ma no! Se ho deciso pasta ripiena alla parmigiana, e parmigiana sia, e così ho preparato anche la parmigiana, già pregustando un bel paninone, farcito con una fetta gigantesca.
Ma, è questa è un'altra storia, non avevo fatto i conti col marito. E' vero che ho portato in tavola sia la pasta che la parmigiana, ma solo allo scopo di fare le foto. Poi la parmigiana era pronta per un bel riposino, che l'avrebbe anche resa più buona.
Invece è stata, letteralmente, assaltata. Ne è rimasta solo una piccola porzione, mangiata il giorno dopo, con relativo commento del marito: "ma sai, secondo me la parmigiana il giorno dopo è più buona", grrrr!!!! "Amore", gli ho risposto con tanta calma e pazienza, "il mio scopo era giustappunto mangiarla oggi, sei tu che l'hai divorata", "ah! Ma tu l'hai messa in tavola..." doppio e triplo grrr!!!!
Così, due piatti unici, seguiti da frutta fresca di stagione, hanno costituto questo menù estivo e saporito.

Le melanzane, dopo averle spurgate le ho fritte, senza alcuna panatura. Preferisco sentire il sapore della melanzana, senza la copertura dell'uovo.
Il sugo l'ho preparato con i pomodori freschi che vedete nella foto, un misto di ciliegini e datterini, così buoni che ho ottenuto un sugo bello denso. La parmigiana, a volte la farcisco con l'uovo battuto, altre sodo, stavolta ho preferito rassodare le uova, anche queste comprate al mercato contadino.
Per friggere, come sempre, ho utilizzato l'olio extravergine.
Le melanzane le ho tagliate a rondelle, per farcire meglio le "caccavelle".

E da bere? Tè, ovviamente! Senza indugi, ho abbinato un tè nero del Darjeeling, un prezioso First Flush, del raccolto di questa primavera, proveniente dalla regione Himalayana.

Caccavelle alla parmigiana 3

Caccavelle alla parmigiana e parmigiana di melanzane

ingredienti:

4 "Caccavelle" de La Fabbrica della pasta di Gragnano,
1,100 kg di pomodori datterini e ciliegini,
850 g. di melanzane lunghe,
400 g. di fior di latte,
2 uova,
parmigiano reggiano,
pecorino romano,
un cipollotto rosso,
un aglio,
basilico,
olio extravergine di oliva,
sale.
Per prima cosa ho lavato, asciugato e tagliato a rondelle le melanzane, ponendole mano a mano in un colapasta e salandole. Le ho coperte con un piatto e le ho fatte spurgare per una quarantina di minuti. Poi le ho sciacquate per eliminare il sale e asciugate.
Intanto, ho preparate il sugo. Lavato i pomodorini, tagliati a metà e posti in una casseruola, ho unito il basilico spezzettato grossolanamente, l'aglio e il cipollotto tritati a coltello, il sale, un cucchiaio di olio e li ho fatti cuocere a fiamma bassa, mescolandoli piuttosto frequentemente, fino a quando i pomodori erano completamente appassiti.
Quindi, li ho passati al passaverdure, unito qualche foglia di basilico. 
Eventualmente, se la preparazione dovesse essere un po' liquida, li faccio asciugare sul fuoco a fiamma bassa.
Rassodato le uova, una volta sgusciate e raffreddate le ho tagliate a fettine con l'apposito attrezzo.
Ho fatte sgocciolare il fiordilatte e tagliate a pezzetti.
Poi, ho fritto le melanzane e lessato la pasta. Considerata la grandezza delle "caccavele" per poterle ricoprire bene col sugo, le ho immerse nella pentola. Poi le ho farcite alternando fettine di melanzane, le uova sode, il fiordilatte, il parmigiano e pecorino grattugiato e il sugo. Ho fatto un paio di strati e le ho riempite ulteriormente con qualche pezzetto di fior di latte. Ho coperto col sugo e cotto in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.
Poi ho assemblato la parmigiana, procedendo, dopo aver cosparso il fondo della teglia di sugo, allo stesso modo delle caccavelle. Poi l'ho cotta  in forno a 180° per circa 25 minuti, o fino a quando è risultata dorata in superficie.

Frutta

Ho abbinato il tè nero First Flush della regione Himalayana.

Alla prossima!

Giovanna

domenica 7 agosto 2011

Chi ben comincia....

Tè bianco 1


Dopo una lunga pausa, vacanziera e non, il non è riferito al lavoro e ai tanti impegni che mi hanno tenuta occupata e lontana dal blog, rieccomi.


Anche queste vacanze le ho trascorse all'insegna della calma e del relax. Passeggiate tranquille, senza nessuna meta precisa, guidata soltanto dal piacere di osservare un tramonto che mi ispirava, il profumo di un fiore, la bellezza della natura, uno scorcio particolarmente suggestivo.

Ho cucinato moltissimo, seguendo il mio istinto, ispirata da un ortaggio o da un prodotto acquistato al mercato contadino. Ricette semplici, ricche di colori e verdure.

Come sempre, la lettura è stata una fedele compagna, ho letto molti libri nuovi e riletto con grande gioia alcuni classici.

In genere ogni estate, ogni vacanza è caratterizzata da un tormentono canoro. Nel mio caso, nella valigia dei ricordi non c'è. Non ho visto televisione e ho ascoltato i miei cd, e Radiotre. 

Comunque, il ritornello è stato: slow, slow, slow

E per mantenere quella calma, i ritmi lenti dei giorni scorsi, prima di ricominciare col lavoro e rituffarmi nel vortice, ci vuole una tazza di Bai Yu Huan, un pregiato tè bianco cinese proveniente dalla provincia di Fujian.
I delicati germogli, raccolti questa primavera, sono stati arrotolati a mano, formando gli "anelli di giada".

Tè bianco 2

Il tè, preparato come tutti i bianchi a basse temperature, regala un infuso delicato, dalle note fruttate.

Il Bai Yu Huan, è veramente adatto ai ritmi slow. I suoi germogli, arrotolati con tanta cura e precisione, evocano gesti antichi, che si ripetono nel tempo. Un mondo dove non si corre, non c'è meccanizzazione.
Per ottenere la bevanda sono necessari tempi di infusione abbastanza lunghi, che consentano ai germogli di aprirsi e rilasciare i suoi delicati e pregevoli aromi.

Tè bianco 3

Osservare i germogli che lentamente si aprivano, e ad ogni infusione si srotolavano un po' di più era bellissimo. Fotografavo ed ero incantata dallo "spettacolo" offerto. Sembrava quasi di assistere allo sbocciare di un fiore.

Tè bianco

Nella foto è possibile osservare la grandezza dei germogli al termine della terza infusione, rispetto all'"anello" iniziale.

Tè bianco 5

Anche l'infuso evoca la lentezza, il suo "liquore" chiaro, il sapore che mano a mano viene svelato, sorso dopo sorso il gusto diventa più incisivo, pur rimanendo morbido e delicato.

Cosa ne dite di prenderci insieme una tazza di tè? 

Tè bianco 6

Vi ringrazio per i gentili commenti e e-mail che mi avete scritto, quanto prima passo da tutti voi.

Buona domenica!

Giovanna