domenica 17 luglio 2011
Ci vuole un break!
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Il mondo del tè
In questi giorni, il lavoro e una serie di impegni mi lasciano poco tempo libero. Se si aggiunge che ho ancora qualche giorno di ferie da fare, ne consegue che non ho molto tempo per aggiornare il blog e neanche, ahimè, di passare nei vostri.
Quindi, fino agli inizi di agosto, mi prendo una pausa.
Intanto vi lascio una bibita fresca, preparata con un tè nero del Kenia, il Marynin, aromatizzato alla pesca.
La preparazione è semplicissima, dopo aver raffreddato il tè si aggiunge una pesca tagliata a spicchi e si lascia, sempre in frigorifero per circa un'ora. Io l'ho degustato in purezza, eventualmente si può dolcificare con zucchero di canna o miele.
Ci rivediamo ad agosto!
Giovanna
venerdì 15 luglio 2011
Crocchette di patate e lenticchie rosse
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lenticchie,
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Fra me e i legumi non c'è stato il classico "colpo di fulmine". Lenticchie, fagioli, ceci da bambina erano la mia persecuzione, e quando a scuola ci spiegavano la storia biblica di Esaù e della vendita della sua primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie, il mio stupore era enorme. Una pizza, un piatto di lasagne, un voul au vent, mi sembravano molto più golosi, ma un piatto di legumi...
Ricordo che le lenticchie le mangiavo volentieri solo a San Silvestro, ma ciò che le rendeva appetibili erano i crostini di pane.
Era sicuramente migliore il mio rapporto con le fave e i piselli, forse per il colore, o perché sapevano di primavera, li ho sempre mangiati molto volentieri.
Poi, è stata la mia mania di sfidarmi a farmi amare i legumi. Quando ho cominciato a cucinare ho deciso che i legumi sarebbero entrati nei miei menù dalla porta principale, così tra una fagiolata, una minestra di ceci e una zuppa di borlotti è iniziato un discreto flirt, ma sono capitolata di fronte ad un semplice piatto di lenticchie di Castelluccio in umido, preparate con una brunoise di carote, sedano e scalogni, soffritti in un buon extravergine umbro e aromatizzate da pepe macinato al momento.
Da quella sera di un gennaio di molti anni fa, i legumi li ho mangiati con grande piacere e li consumo ormai abitualmente, anzi, spesso rappresentano il piatto domenicale. Avendo più tempo a disposizione mi piace preparare una minestra di ceci o una zuppa di fagioli.
Ormai i legumi mi piacciono così tanto che li utilizzo per preparare crocchette, li abbino al pesce e così via.
Una sera di fine primavera, avevo voglia di preparare delle morbide crocchette a base di legumi, così ho pensato di associare le lenticchie rosse alle patate, ispirata dai falafel ho aggiunto il cumino e il forte profumo del gelsomino che sentivo nell'aria ha deciso l'abbinamento con il tè verde al gelsomino.
Crocchette di patate e lenticchie rosse
ingredienti per 4 persone
400 g. di patate a pasta gialla,
150 g. di lenticchie rosse Melandri Gaudenzio,
3 cucchiai di pan grattato,
1 cucchiaino di semi di cumino,
semi di sesamo Melandri Gaudenzio,
1 scalogno,
olio extravergine d'oliva,
sale.
Ho lessato le patate e una volta pronte le ho schiacciate con lo schiacciapatate, ho lessato le lenticchie rosse, come da istruzioni riportate sulla confezione.
Ho tritato a coltello lo scalogno e l'ho soffritto in un filo d'olio extravergine, poi ho aggiunto le lenticchie ben sgocciolate dal liquido di cottura e le ho fatte insaporire ed asciugare nell'olio profumato allo scalogno, ho mescolato le patate, le lenticchie, 2 cucchiai di pan grattato i semi di cumino, un pizzico di sale, fino ad ottenere un composto omogeneo e consistente. L'ho fatto riposare al fresco per una mezz'ora, poi ho preparato le crocchette formando delle gallette. Ho preparato una panure col restante cucchiaio di pan grattato e una manciata di semi di sesamo. Ho impanato le crocchette e le ho fritte, utilizzando una padella antiaderente, in un filo d'olio.
Appena pronte le ho salate e consumate calde. Sono ottime con un'insalatina preparata con carote, rapanelli, cipollotti, che con la loro croccantezza esaltano la morbidezza delle crocchette.
Ho abbinato il tè verde al gelsomino.
Buon fine settimana!
Giovanna
mercoledì 13 luglio 2011
Risotto con ciuffi di calamari e timo....
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risotti
...e alla fine il timo in qualche modo c'entrava col pesce! Questo risotto, molto gustoso ed estivo, l'ho preparato un sabato di qualche settimana fa, quando le temperature, seppure alte, consentivano ancora di preparare il brodo, cucinare il risotto mentre nel forno c'era il plum cake per la colazione della domenica.
In questi giorni, invece, le temperature alte, l'afa, le zanzare, non solo mi hanno fatto desistere dall'idea di utilizzare il forno, ad eccezione di venerdì, quando ho preparato alcune girelle salate, ma mi hanno indotta a cucinare cose veloci, oppure che richiedevano una minima permanenza in cucina, come per la zuppa che ho fatto la scorsa domenica, preparate le verdure e messe sul fuoco, mi sono limitata a rimescolare, o all'occorrenza aggiungere acqua tiepida, per poi mangiarla a temperatura ambiente.
Per il resto, lavoro a parte, mi aggiro per casa, stanca, demotivata, nervosa e pigra. Mi limito a fare l'essenziale e per il resto leggo, bevo tè e...aspetto che arrivi l'autunno.
Sia chiaro, non ho nulla contro l'estate e il caldo, ma l'afa, le temperature torride surriscaldano le città e non solo non mi consentono di fare quello che mi piace, ma mi fanno sentire rallentata, come se ogni minima attività costasse uno sforzo enorme.
Vuoi mettere, invece, quante cose si possono fare quando l'aria è fresca e il cielo terso?
Continua la mia passione per la letteratura inglese e la riririlettura di Mansfield Park mi sta prendendo molto.
Con Fanny e gli altri personaggi del libro mi aggiro con loro per la campagna inglese, partecipo alle loro feste danzanti, evito l'odiosa Mrs Norris e intanto noto l'ipocrisia nascosta sotto la falsa bontà, l'arrivismo, l'incoerenza nell'affermare qualcosa e agire in un altro modo.
Tornando al risotto, nel corso della spesa mi sono "imbattuta" nei ciuffi di calamari e in un attimo ho pensato di realizzare un risottino, semplice e leggero, profumato dalle foglie di timo.
Tra un mestolino di brodo e l'altro, ho pensato di aggiungere, quasi a fine cottura, una patata e metà della carota utilizzate per il brodo vegetale.
Il risotto si è arricchito di nuovi sapori, guadagnando anche una buona corposità.
Come sempre ho abbinato il tè, un pregiato tè nero del Darjeeling, raccolto questa primavera, quindi un First Flush, che con le sue note morbide e rotonde, si abbinava molto bene ai calamari.
Risotto con ciuffi di calamari e timo
ingredienti per due persone:
200 g. di riso,
350 g. di ciuffi di calamari,
2 scalogni "banana",
olio extravergine di oliva,
brodo vegetale,
una decina di ramentti di timo,
sale,
pepe.
In due cucchiai di olio extravergine di oliva ho soffrito i due scalogni tritati finemente a coltello, ho aggiunto i ciuffi di calamari, li ho soffritti e cotti per un paio di minuti con mezzo mestolino di brodo, poi ho unito il riso, l'ho tostato, salato e aggiungendo mano a mano il brodo, l'ho portato a cottura.
Quasi a fine cottura ho unito una patata e mezza carota (utilizzate per preparare il brodo vegetale) grossolanamente schiacciata con la forchetta, ho unito le foglioline di timo e ho aromatizzato con pepe macinato al momento.

Ho abbinato il tè nero del Darjeeling First Flush
Vi avevo preannunciato una nuova rubrica. Partirà a breve, vi lascio il logo e il nome: MarmellaTè.

Buon pomeriggio!
Giovanna
lunedì 11 luglio 2011
Dal produttore al consumatore....
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pinoli,
pomodori,
primi piatti
Dopo tanto tempo, riprendo la rubrica "I miei menù", trascurata senza un motivo particolare. Le ricette che compongono il menù di oggi sono nate nelle settimane di vacanza sul Garda.
In quel periodo ho acquistato spesso frutta, verdura e formaggi nei mercati contadini o nelle aziende agricole.
Prodotti davvero molto buoni, dai quali mi sono lasciata ispirare per preparare tante ricette semplici, ma molto gustose.
E' veramente piacevole e, perchè no?, liberatorio, andare a fare la spesa senza essere pressati dalla folla, scegliere con tranquillità, vedere un pomodoro e già immaginare un sughetto, oppure comprare delle zucchine, senza avere alcuna idea, scelte soltanto per la freschezza e la qualità del prodotto.
Nei vari giri, ho trovato le melanzane coralline, le ho comprate senza avere la più pallida idea di come le avrei preparate.
E poichè due tipi di melanzane è sempre meglio che uno, ne ho prese anche due piccole, rotonde, da farcire. Come, ci avrei pensato dopo.

Senza fare l'elenco della spesa, a parte i pinoli, l'uva passa e il pecorino romano, tutti gli altri ingredienti, parmigiano compreso, con i quali ho preparato le ricette del menù sono stati prodotti in loco, oppure derivano dalle piante del mio balcone.
Per questo motivo ho chiamato il menù "dal produttore al consumatore". Piatti semplici e, a parte le melanzane al forno, abbastanza veloci da preparare.
Dal produttore al consumatore
pomodorini ripieni
rigatoni al sugo di melanzane
melanzane ripiene con patate novelle al forno
macedonia di yogurt e frutta
I pomodorini ripieni sono un antipasto veloce e fresco. Si tagliano a metà i pomodori, si svuotano e si farciscono o con un formaggio cremoso tipo caprino, oppure, come ho fatto io, con del pane raffermo, ne ho ammorbidito la mollica in acqua e l'ho condita con un pizzico di sale, qualche goccia di olio extravergine di oliva, del Garda, of course!, e un trito di timo e basilico, e la parte interna del pomodorino. Leggeri e gustosissimi. Non li ho fotografati, considerata la banalità della preparazione.
Il sugo dei rigatoni, velocissimo, l'ho realizzato facendo soffriggere un paio di cipollotti rossi in un paio di cucchiai di olio extravergine, sempre del Garda, ho aggiunto pomodorini ciliegini tagliati a spicchi, non li ho pesati, sono andata ad "occhio", più o meno 300 grammi, ho insaporito col basilico, salato e quando il sughetto era quasi pronto, ho aggiunto le melanzane coralline tagliate a rondelle, circa 250 grammi.
In questo modo, le melanzane a fine cottura erano morbide, ma ancora consistenti, qualche foglia di basilico fresco e pecorino romano hanno completato il piatto.

La macedonia si prepara velocemente con frutta di stagione, nel mio caso pesche, ciliegie e albicocche, tagliate a dadotti e condite con yogurt (acquistato al mercato contadino, veramente buono) e foglioline di menta.
Le melanzane e patate al forno le ho preparate per cena, ma possono comunque essere considerate un secondo e contorno leggero, soprattutto se il quantitativo di pasta non è elevato.
Il ripieno l'ho preparato in progress, nel senso che mentre le melanzane erano in forno per ammorbidirle e ricavarne la polpa, ho iniziato con i miei: "e se aggiungessi questo?" fino a preparare una farcia molto tipica del meridione, aglio, uva passa, pinoli, pecorino e parmigiano.
Veramente deliziose.

Anche in questo caso ho abbinato il tè, un oolong del Nepal, il Saphir Himalaya, che col suo aroma persistente, ma nel contempo morbido, accompagnava molto bene le melanzane.
Melanzane ripiene al forno con contorno di patate novelle
ingredienti per due persone
2 melanzane rotonde,
una decina di patate novelle di media grandezza,
una decina di pomodorini,
30 g. di parmigiano e pecorino grattugiati,
1 cucchiaio di uva passa,
1/2 cucchiaio di pinoli,
olio extravergine di oliva,
1 aglio,
basilico,
timo,
sale.
Lavate le melanzane, tagliate la parte sommitale e tenetela da parte. Incidete la polpa della melanzana, con tagli profondi, avendo cura di non rovinare la parte esterna. Ponetele in una teglia e nel forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti, o fino a quando risulteranno molto morbide.
Intanto, lavate, pelate, tagliate a dadini una patata e lessatela in acqua bollente, per circa 15 minuti.
Lavate e pelate le altre, tagliandole in due parti. Acidulate l'acqua dove avete lessato la patata con un cucchiaio di aceto e sbianchitele per 4 -5 minuti, raccoglietele con la schiumarola e lasciatele intiepidire.Ponete in una teglia un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e riscaldate l'olio, ponendo la teglia sulla pentola ripiena di acqua dove avete lessato le patate.
Svuotate le melanzane e ricavate la polpa, ponetela in una terrina con la patata a dadini, i formaggi grattugiati, l'uva passa, precedentemente ammollata e asciugata, i pinoli, l'aglio tritato, un pizzico di sale, amalgamate bene il composto e farcite le melanzane.
Nella teglia ponete le patate, i pomodorini lavati e tagliati a metà e mescolate bene per farli per insaporire, aggiungete le melanzane ripiene, condite con un filo di olio extravergine e ponete in forno preriscaldato a 180° per circa 14 minuti, quindi girate delicatamente le patate, unite la parte sommitale delle melanzane e fate cuocere per altri 12 -14 minuti.
Condite le patate col sale e un trito di timo.

Ho abbinato il tè oolong nepalese Saphir Himalaya
Buona settimana!
venerdì 8 luglio 2011
Degustazione di tè freddi
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Il mondo del tè
Come vi avevo accennato nel post precedente, lunedì ho partecipato ad una degustazione di tè freddi.
E' stata molto interessante la comparazione fra varie tecniche di preparazione, a partire da quella più nota ed utilizzata, ovvero preparare il tè, metterlo in frigorifero e farlo raffreddare.
Lo confesso, anch'io diversi anni fa, quando ancora in estate di tanto in tanto bevevo tè freddo, ero solita prepararlo in questo modo.
Questa modalità di preparazione però fornisce un tè molto tannico, ovvero dal gusto amaro, dall'aspetto torbido e di breve durata.
Realizzare un tè freddo gustoso e che rimanga tale per molte ore è semplice, bastano pochi accorgimenti e in un lampo (o quasi) il tè è pronto.
La Sig.ra Barbara Sighieri, ci ha illustrato due diverse modalità di preparazione, che variano a seconda del tempo a disposizione per raffreddare il tè.
Prima di illustrarvele, mi soffermo sulle due foto seguenti. Il tè è sempre lo stesso, l'Assam Silonibari.
Il colore, e vi assicuro il sapore, varia a seconda di come viene raffreddato.

Quello più scuro, dall'aspetto lievemente torbido, è stato posto in frigorifero, una volta raggiunta la temperatura ambiente e poi lasciato raffreddare.
Come già detto, utilizzando questa modalità di raffreddamento, il tè risulta astringente, e dopo poche ore non risulterà più molto gustoso.
L'infuso più chiaro è stato preparato utilizzando una tecnica di raffreddamento che richiede qualche ora di tempo.
Nella teiera si mettono tra i 10 e i 13 grammi di tè, si aggiunge un litro di acqua, minerale e a temperatura ambiente, se piace si addolcisce con zucchero o miele, si ripone la teiera in frigorifero e la si lascia per 4 ore per un tè verde o 6 ore per uno nero.
Al termine dell'infusione si filtrano le foglie e si serve. Il tè risulta leggero, mantenendo la sua aromaticità per diverse ore.
Le note fiorite e fruttate si percepiranno molto bene.

L'altro metodo è molto veloce ed immediato. Giusto il tempo di infusione richiesto dal tè, et voilà, in un lampo il tè è pronto. Freddo. Ebbene si, freddo, senza trucchi e senza inganni, basta avere a disposizione del ghiaccio, ma a parte me, chi in estate non ha nel freezer del ghiaccio?
Come si fa? Per un litro di tè, occorrono sempre tra i 10 e i 13 grammi.
Si riscalda 1/2 litro di acqua alla temperatura giusta per il tè scelto, si versa nella teiera dove sono già state messe le foglie del tè, si attende il tempo di infusione relativo al tè scelto, quindi si filtrano le foglie e si aggiunge 1/2 chilo di ghiaccio, anche in cubetti, non si mescola, ma si attende che il ghiaccio si sciolga, ed ecco pronto il tè freddo eliminando il tempo di raffreddamento.
Questo metodo è utilissimo per ospiti inattesi, accaldati e assetati.

Il tè fotografato è un pregiatissimo oolong, quindi un semifermentato, appartenente alla famiglia dei Ti Quan Yin.

Anche per questa varietà abbiamo comparato le varie modalità di raffreddamento. Come si vede anche dalle fotografie, il colore, e quindi il sapore, era diverso a seconda delle modalità di raffreddamento.

A me il tè, come ho più volte scritto, piace berlo alla giusta temperatura di infusione in qualunque stagione, però, è sicuramente gradevole ogni tanto variare e provare nuove cose.
Peraltro, con il tè freddo, si può preparare la sangria, ottenendo una bevanda più leggera rispetto alla tradizionale preparata col vino, gustosa e dissetante.
Una curiosità. Il tè, nei paesi dove viene abitualmente consumato, si beve in tutte le stagioni alla giusta temperatura di infusione.
L'usanza di bere il tè freddo nacque nel 1904 all'Esposizione Internazionale di Saint Louis.
I visitatori, a causa del caldo torrido di quei giorni, consumavano prevalentemente granite e bevande fredde, disertando il banchetto del venditore di tè. L'espositore, per rendere la sua bevanda invitante ed invogliare i visitatori, pensò di raffreddarla con del ghiaccio.
L'iniziativa ebbe un immediato successo e da allora il consumo di tè freddo è costantemente aumentato, fino a diventare, in estate, una delle bevande più amate e richieste.
Buon fine settimana
Giovanna
mercoledì 6 luglio 2011
Gnocchi di ricotta e piselli con sugo alle zucchinette
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In questi giorni sono un po'
Lunedì sono andata ad una degustazione di tè. Fine pomeriggio bellissimo. Mi sono incontrata con persone che conosco, ne ho conosciute altre e insieme abbiamo bevuto tè freddi, comparando varie tecniche di preparazione.
Da grande appassionata del mondo del tè, perchè se ami il tè, piano piano ti rendi conto che non è "solo" una bevanda, ma un vero e proprio mondo fatto di riti, cerimonie, teiere, tazze, modi di gustarlo a seconda della cultura dei vari paesi.
Dicevo, da grande appassionata, il tè mi piace berlo caldo, alla giusta temperatura di infusione, però è stato comunque interessante, e direi istruttivo, conoscere un nuovo modo di berlo.
Sia chiaro, il tè freddo non è una novità, ma preparlo bene è tanto semplice quanto poco conosciuto, e vi assicuro che il gusto (e l'aspetto) cambia notevolmente in base alla modalità di preparazione.
Nel frattempo, la degustazione mi ha fatto venire una serie di idee, che quanto prima realizzerò, poi vi farò sapere.
Ieri, mentre tornavo a casa, preparavo le mie solite liste mentali di tutto quanto avrei fatto a casa, a partire dalla pasta al forno fino alla pulizia di fino degli armadi, forse è un po' esagerato, ma volevo fare davvero tante cose.
Poi, arrivata a casa, dalla cassetta delle lettere ho visto che sono arrivate le riviste alle quali sono abbonata, e mentre aspettavo l'ascensore, con 'sta pigrizia incombente di scale manco a parlarne, i miei buoni propositi hanno iniziato a vacillare.
Per prima cosa ho preparato il tè, ma questo lo faccio tutti i giorni, intanto il caldo mi aveva fatto passare definitivamente la voglia di preparare, mangiarla no, la pasta al forno e ho ripiegato su un più semplice sughetto.
Dopo aver dedicato si e no un quarto d'ora alla casa, mi sono "arresa" e sorseggiando il tè ho iniziato a sfogliare le riviste.
Ho preparato un altro tè, sempre con le stesse foglie, avendo scelto un tè verde, il pregiato Yun Wu Cha e sono stata fagocitata da Mansfield Park, di Jane Austen, eh si li sto rileggendo proprio tutti.
La protagonista Fanny Price l'ho amata fin dalla primissima lettura. Molti amanti della Austen la snobbano. A me, invece, piace molto.
Certo non ha la grinta e la bellezza di Elizabeth Bennet, e non è brillante e bella come Emma, ma ha un suo fascino.
La sua timidezza, la sua ritrosia, sono ben compensati dalla tenacia e dalla volontà.
Il terzo tè ha accompagnato la cena, un sughetto preparato col pomodoro fresco e basilico.
Gli gnocchi della ricetta di oggi li ho preparati qualche domenica fa, prima delle ferie. Mi era appena arrivato il pacco della Melandri Gaudenzio, e visto che i piselli mi piacciono tanto, mi incuriosiva utilizzarne la farina, poichè volevo preparare gli gnocchi di ricotta, buonissimi, leggeri e veloci, ho pensato di diminuire la quantità di farina 00 compensandola con quella di piselli.
Invece del solito formato, ho preparato delle sferette. Gli gnocchi erano molto buoni, sodi come piacciono a me, se li preferiti più morbidi, eventualmente diminuite il quantitativo di farina 00, il gusto di piselli era piacevolmente accennato.
Il sughetto preparato con le zucchinette e i suoi fiori li ha conditi molto bene.
In sintesi un piatto estivo, leggero e gustoso.
Come sempre il tè, ho abbinato un tè nero cinese, il Grand Keemun, le sue note affumicate accompagnava molto bene gli gnocchi.
Gnocchi di ricotta e piselli con sugo alle zucchinette
ingredienti per due persone:
250 g. di ricotta di pecora,
140 g. di farina 00 Molino Rosignoli,
40 g. di farina di piselli Melandri Gaudenzio,
1 uovo,
4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiati,
sale,
per il condimento:
200 g. di zucchinette col fiore,
1 aglio fresco,
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva,
sale.
Per la preparazione degli gnocchi cliccate qui, è importante setacciare le due farine. Per il sugo ho lavato bene le zucchine, le ho aciugate, poi ho privato i fiori di zucca del pistillo e li ho lavati e asciugati. Ho tagliato le zucchinette a rondelle e i fiori di zucca a metà per il lungo.
In un cucchiaio di olio extravergine di oliva ho soffritto l'aglio tagliato a meta, ho aggiunto le rondelle di zucchinette, salato, mescolato e ho coperto subito col coperchio, ho fatto cuocere per tre quattro minuti a fiamma media, poi ho mescolato, fatto cuocere ancora per un paio di minuti, sempre coperto col coperchio, ho unito i fiori di zucca e dopo un minuto ho spento.
Contemporaneamente ho lessato gli gnocchi e li ho conditi col sughetto.

Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun.
A presto!
Giovanna
lunedì 4 luglio 2011
Pane e tulipani....
Rieccomi dopo le ferie! Ho trascorso un paio di settimane sul lago di Garda, un posto che amo moltissimo.
Il bisogno di riposo e relax, questa volta mi ha indotto a fare passeggiate tranquille sul lungolago, immersa nella natura, tra il profumo del gelsomino.
Oppure girare con molta calma e tranquillità per le placide cittadine, perdendomi tra viuzze che, ormai, conosco benissimo.
Il bisogno primario era staccare la spina, immergermi in me stessa, ascoltarmi, trascorrere del tempo oziando, senza impegni, senza stress, seguendo l'istinto del momento.

Ho riletto diversi libri di Jane Austen, un libro di Elizabeth Von Amin e ho riletto il mio amato Paul Auster. E tante riviste di cucina. La Cucina del Corriere in primis, per il quale, ultimamente ho una vera passione.
Tra una tazza di tè, il capitolo di un libro, una passeggiata ho cucinato un bel po' di piatti unici a base di pollo, pesce, legumi e verdure, ispirata dalla natura, dalle passeggiate nei vari mercatini contadini dove ho acquistato formaggi, vini e verdure prodotti dalle aziende agricole locali.
Prodotti a km 0, di elevata qualità, preparati con amore e passione.

E nonostante il caldo, e talvolta, ahimè, l'afa, ho sfornato pane e focacce.
Il pane fotografato l'ho preparato proprio in vacanza. Ho utilizzato la miscela per pane fatto in casa del Molino Chiavazza.
Le pagnotte sono risultate morbide e fragranti con la crosta piacevolmente croccante. Ottimo per colazione, ideale per i tramezzini, mi sono sbizzarita a prepararli con diverse farciture.
E i tulipani del titolo del post? Sono sullo sfondo della fotografia, eppoi i tulipani mi piacciono tantissimo.
Pane casereccio
per due pagnotte:
1/2 kg di miscela per pane del Molino Chiavazza,più un po'
25 g. di lievito di birra,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva, più un po'
10 g. di sale,
5 g. di zucchero.
Come sempre ho preparato il "lievitino" per dare più impulso al lievito, che posto in una ciotola, unito allo zucchero, l'ho sciolto in acqua, l'ho coperto per un piattino e ho aspettato circa 15 minuti, il tempo che il lievito si attivasse.
Qunidi, sulla spianatoia con la farina ho fatto la fontana, al centro ho unito il lievitino, l'olio extravergine di oliva, il sale e con l'acqua, a temperatura ambiente, ho impastato fino ad ottenere un panetto liscio e vellutatato che ho posto in un capace contenitore, precedentemente unto con l'olio extravergine di oliva. Ho coperto con un canovaccio inumidito e l'ho fatto lievitare per un'ora. Poi l'ho pezzato, ho preparato le due pagnotte e le ho poste su una teglia ricoperta di carta forno e le ho fatte lievitare per altri 30 minuti.
Con un coltello affilato ho praticato dei tagli sulla superficie delle pagnotte e le ho spolverate di farina, quindi le ho poste in forno preriscaldato a 220°, con un tegamino pieno d'acqua che ho tolto a metà cottura, e le ho fatte cuocere per circa 40 minuti.

Vi preannuncio una nuova rubrica che partirà prossimamente. Di cosa parlerà? Sorpresa!
Buona settimana!
Giovanna
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