venerdì 17 giugno 2011

Vacanze!

Salò


Vacanze! Per le prossime due settimane questa parola significherà relax, riposo, lettura, tè e passeggiate.


A presto!


Giovanna

mercoledì 15 giugno 2011

Pane a cassetta con cereali e noci

Pane a cassetta con farro e noci 3

Un paio di sabati fa, complice il cattivo tempo, mi sono dedicata alla preparazione del pane. Preparare l'impasto, attendere la lievitazione, mi rilassano.
Il profumo che si sprigiona durante la cottura rende la cucina più intima e accogliente.

Pane a cassetta con farro e noci 1

Il pane l'ho preparato con la miscela per pane ai cereali del Molino Chiavazza, farina di farro e noci.
Ho utilizzato la tecnica del vapore, ponendo nel forno, pochi minuti prima di mettere la teglia col pane, un piccolo tegame con l'acqua, togliendolo circa 15 minuti dopo.
Il pane è risultato morbido e fragrante, le noci hanno conferito una nota croccante.
E' ottimo abbinato ai salumi e formaggi.

Pane a cassetta con farro e noci 2

Pane a cassetta con cereali e noci


350 g. di miscela per pane ai cereali Molino Chiavazza,
150 g. di farina di farro,
65 g. di noci,
25 g. di lievito di birra,
1 cucchiaio di malto,
4 cucchiai di olio extravergine di oliva,
10 g. di sale.


Per prima cosa preparate il lievitino, sciogliete il lievito in un po' d'acqua tiepida, aggiungete un cucchiaio di malto, mescolate, coprite e fate riposare per circa quindici minuti. Sulle superficie si saranno formate delle bolle, segno che la lievitazione si è attivata. Sulla spianatoia, preparate la fontana con le farine  miscelate, al centro aggiungete il lievitino, l'olio extravergine, il sale e preparate l'impasto. Quando avrete ottenuto un panetto liscio e setoso, ponetelo in un contenitore, copritelo con un canovaccio umido e ponetelo a lievitare in un luogo riparato da correnti d'aria, per circa un'ora e mezzo, o fino a quando è raddoppiato.
A questo punto lavorate brevemente l'impasto per sgonfiarlo, aggiungete le noci tritate a coltello, fate lievitare per circa un'ora, coprendo con un canovaccio umido.
Quindi, ponete l'impasto nello stampo a cassetta unto, fate lievitare per 30 minuti, cuocete a 200° per circa 35 minuti.

Pane a cassetta con farro e noci 4

lunedì 13 giugno 2011

Fiori di zucca pastellati

Fiori e zucchinette in pastella 1

Avete mai fatto una foto, mentre il marito qualcuno, continua a prendere il cibo, rovinandovi la "composizione"?
E' quello che è capitato a me.
Partiamo dall'inizio. All'ennesimo acquisto di zucchinette col fiore, il marito ha chiesto ancora una volta di preparargliele fritte, con la pastella.
Non che io abbia qualcosa contro i fritti e le pastelle, anzi! Ma, se posso, preferisco cotture più leggere.
La settimana scorsa, comunque, ho pensato di accontentarlo e così ho preparato la pastella, ho farcito i fiori di zucca con la scamorzina, idea letta in un blog, e ho cominciato a friggere.


In un attacco di generosità ho invitato mio marito a mangiare i fiori di zucca caldi caldi, senza aspettare che finissi di friggere.
Quindi ho preso alcune frittelle, le ho messe in un vassoietto e mentre fotografavo vedevo una mano che furtivamente le prendeva.


Così, poichè non era una composizione da premio Pulitzer, volevo mangiare qualcosa di caldo, mani unte e macchina fotografica non vanno proprio d'accordo, ho fatto qualche foto e mi sono dedicata a mangiare i miei fiori di zucca, zucchinette comprese.


Erano  deliziose. Questa volta ho fatto la pastella, invece che con la birra,  col lievito di birra, inoltre ho pensato di insaporirla  con mezzo cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato.
Ho farcito i fiori di zucca con una listarella di scamorzina bianca, e la restante scamorza, una volta fritti i fiori, l'ho aggiunta alla pastella e alle zucchinette tagliate a julienne.
Per friggere, come sempre, ho utilizzato l'olio extravergine di oliva, in questo modo la frittura è più salutare e leggera.
La pastella è risultata croccante e leggera.
E da bere? Tè, of course! Il tè giapponese genmatcha, un sencha con chicchi di riso e mais soffiato, fresco e leggero, ha piacevolmente accompagnato i fiori di zucca.

Fiori di zucca e zucchinette in pastella


per la pastella:


150 g. di farina Molino Chiavazza,
10 g. di lievito di birra,
2,5 g. di sale,
5 g. di zucchero,
1/2 cucchiaio di parmigiano,


200 g.di zucchinette e fiori di zucca,
50 g. di scamorza,

per friggere:

olio extravergine di oliva.


In un contenitore capace unite la farina, il lievito, il sale, lo zucchero, lavorate con acqua tiepida, fino ad avere una pastella liscia, senza grumi.
Coprite e fate lievitare per circa un'ora, deve raddoppiare. Intanto eliminate il pistillo dai fiori di zucca, lavateli delicatamente e asciugateli bene. Lavate le zucchinette e tagliatele a julienne. Tagliate anche la scamorza a julienne.
Farcite ogni fiore con una listarella di scamorza, chiudete la parte sommitale, immergete nella pastella e friggete i fiori nell'olio caldissimo. Pastellate le zucchine e la restante scamorza, prelevatene una cucchiaiata e immergete nell'olio caldissimo.
Servitele calde, appena fritte.

Fiori e zucchinette in pastella 3

Ho abbinato il tè verde giapponese Genmatcha

venerdì 10 giugno 2011

Calamari con patate e olive

Calamari con patate e olive 2


Giornata pesante. Piove moltissimo, la metro è stipata all'inverosimile. Appena entro in casa, sono accolta da Fonci, il mio gatto, che miagolando, a modo suo, mi manifesta il suo affetto.

Scelgo con molta attenzione il tè da preparare. Stasera ho bisogno di un tè che mi riscaldi  l'anima. Apro un barattolino, annuso, ripeto il gesto per altri 2 o tre barattolini, poi il tè "giusto" mi sceglie, uno speziato Earl Gray Silver Tips, metto l'acqua sul fuoco, imposto il timer, peso la giusta quantità di tè.

Il suono del timer mi ricorda che il tè è pronto, vado alla finestra. Piove ancora, in strada qualche passante, vestito troppo leggero per questa pioggia, corre cercando un riparo.
Assaporo il mio tè, sorso dopo sorso. Penso alle cose da fare, alla cena da preparare, ma dopo un po' di coccole al mio gatto, decido. Stasera no, niente cucina, niente impegni. Prendo l'ombrello e vado al parco.

Una semplice passeggiata nei viali alberati, il profumo dell'erba bagnata, mi rilassano, mi riconciliano con me stessa e col mondo.

A casa, la voglia di cucinare ritorna e preparo questi calamari ripieni. La ricetta, con qualche modifica l'ho letta su La Cucina Italiana dello scorso maggio.
La ricetta prevedeva, per i calamari,  un ripieno a base di zucchine, carote e cipolla. Mi incuriosiva provare la farcitura con le zucchine, timo e basilico. Inoltre, parte della zucchina grattugiata l'ho utilizzata in cottura, insieme allo scalogne e alle patate, che, cotte  coi calamari erano molto gustose. Ho aromatizzato la ricetta con l'olio extravergine di oliva all'arancio, ottenuto dalla molatura delle olive e scorze di arance biologiche.

Fuori piove ancora, il ticchettio della pioggia e il ronfare del mio gatto accompagnano la lettura e la cottura dei calamari.

Una teiera di Earl Gray Silver Tips riscalda la cena e si sposa benissimo con questi calamari dal profumo gradevolmente agrumati.

Calamari con patate e olive

ingredienti per 2 persone:

2 calamari,
1 zucchina media,
300 g. di patate novelle,
1 scalogno,
una manciata di olive nere taggiasche,
erbe aromatiche - timo e basilico,
olio extravergine all'arancio Marina Colonna,
sale.

Pulite i calamari, asciugateli, tritate i ciuffi. Grattugiate la zucchina. Tritate, grossolanamente qualche foglia di basilico e qualche rametto di timo. Mescolate circa 3/4 di zucchine con il trito di erbe aromatiche e i ciuffi di calamari. Con il composto farcite i calamari e chiudeteli con uno stecchino.
Intanto lessate le patate, lavate e pelate per 5 minuti in acqua bollente, leggermente salata. Tagliate le patate a metà.
In una casseruola ponete i calamari, le patate, lo scalogno tagliato a rondelle, le olive, un trito di timo e basilico, la restante zucchina tritata, due cucchiai di olio extravergine aromatizzato all'arancio, salate, incoperchiate e cuocete a fuoco medio per 5 minuti.
Dopo 5 minuti, girate i calamari e le patate, incoperchiate ancora, abbassate la fiamma e cuocete per altri 5 minuti.
Se fosse necessario, aggiungete un mestolino dell'acqua di cottura delle patate, unite un altro cucchiaio di olio extravergine all'arancio, cuocete ancora per circa 15 minuti, quindi servite caldo, col sughino e le patate, aromatizzate con timo tritato.

Calamari con patate e olive 1

Ho abbinato il tè nero cinese Earl Gray Silver Tips

mercoledì 8 giugno 2011

Gnocchi di ricotta con asparagi al profumo di tartufo

Gnocchi di ricotta con asparagi 2

Per me leggere un libro è come iniziare un viaggio. E' conoscere nuovi punti di vista. E' confrontarmi  con modi di vivere diversi dai miei. E' capire com'era la vita in altre epoche e in altri luoghi. E' amare un luogo. E' entrare in sintonia, o al contrario non amare, personaggi nati dalla penna felice di uno scrittore.

Ho accompagnato Proust a Combray. Ho partecipato al travaglio interiore di Tolstoj.Ho passeggiato a lungo nella campagna inglese con Jane Austen. E la lista potrebbe continuare, occupando un paio di post.

Nei viaggi reali, se un posto mi piace ci ritorno volentieri, analogamente i libri li leggo e li rileggo, amandoli di più o, perchè no?, di meno. Oppure mi capita, seppure con rammarico, che un libro tanto amato alla prima lettura, non regga alla seconda lasciandomi un forte senso di delusione.

Di recente, ho riletto alcuni libri di Jane Austen. Le sue trame avvincenti, le riflessioni sulla vita e sui suoi personaggi, mi fanno amare molto i suoi libri.
Mentre, la vita condotta dai benestanti personaggi, mi porta sempre alle stesse considerazioni. Noiosa!

Passeggiare nella campagna inglese, avere tempo a disposizione per coltivare le proprie passioni è sicuramente piacevole.

Però, trascorrere una vita senza porsi obiettivi, senza mete da raggiungere - a parte trovare un buon marito -alla lunga, per me sarebbe molto penoso.

La libertà di frequentare chi mi piace, la possibilità di studiare, realizzarmi nel lavoro, avere degli interessi, per me è fondamentale e vitale.

Inutile aggiungere che le eroine di Jane Austen, tra un ballo, un'esibizione al pianoforte, la lettura di un libro, non cucinavano.

La classe sociale di appartenenza non glielo avrebbe consentito, forse non avrebbero neanche saputo farlo.

Io che invece vivo in un'altra epoca, fra una passeggiata, un tè, la lettura di un libro, i balli non ci sono, faccio mille commissioni e cucino.

Questi gnocchi li ho preparati qualche domenica fa, fra un capitolo e l'altro di Emma, l'eroina "combina matrimoni" di Jane Austen, of course!.

Gnocchi di ricotta, dal formato più grande rispetto ai soliti, conditi con emmentaler, parmigiano reggiano, asparagi e aromatizzati dal sale al tartufo.
Erano veramente buonissimi. Una veloce gratinatura in forno ha reso filanti i formaggi, il sale al tartufo li ha piacevolmente aromatizzati.

Anche in questo caso ho abbinato il tè, non so quale avrebbe utilizzato Emma, sicuramente non un tè verde, come, invece ho fatto io.

Il pregiato tè verde cinese Yun Wu Cha, dalle sue note alla nocciola, io ci sento anche il tartufo, ha accompagnato molto bene gli gnocchi.


Gnocchi di ricotta con asparagi al profumo di tartufi


ingredienti per due teglie:


250 g. di ricotta piemontese,
180 g. di farina Molino Chiavazza,
parmigiano reggiano,
1 uovo,

per il condimento:

6 asparagi lessati,
50 g. di emmentaler,
1 cucchiaio di parmigiano reggiano,
olio extravergine di oliva,
sale al tartufo Cascina San Cassiano.

Per la preparazione degli gnocchi cliccate qui. Tagliate gli asparagi a rocchetto e l'emmentaler a dadini. Ungete il fondo di due teglie monoporzione, suddividete gli gnocchi di ricotta nelle due teglie, unite gli asparagi, i dadini di emmentaler, condite con un filo di olio extravergine e il parmigiano reggiano grattugiato, aromatizzate col sale al tartufo e ponete in forno a gratinare per circa 10 minuti.

Gnocchi di ricotta con asparagi 1

Ho abbinato il tè verde cinese Yun Wu Cha

lunedì 6 giugno 2011

Minestra estiva di farro e verdure di stagione e collaborazione con Melandri Gaudenzio

Minestra estiva di farro 1

Non mangio mai zuppe o minestre in estate! Così, qualche giorno fa, sentenziava una signora in metropolitana, quasi urlando al cellulare, disturbando, peraltro la mia lettura.

Sarà che un po' di sana solitudine mi piace, sarà che alle otto del mattino, mentre sto andando al lavoro mi piace essere immersa nei miei pensieri o nel "mio" libro, ma il ciarlare del niente, fatto con molto impegno, riesce sempre a stupirmi.

Proprio come la signora, che, incurante delle occhiatacce che riceveva da chi come me era infastidita dal suo bla, bla, bla, straparlava, fra l'altro delle sue preferenze di cibo in estate.

A me, invece, le verdure cotte, o le minestre, le zuppe, le vellutate, piacciono e le mangio con grande piacere in qualunque stagione.

Come la minestra della ricetta di oggi. L'ho preparata con verdure di stagione quali zucchine, pomodori e cipollotti, le carote e il sedano sono un evergreen e le erbe aromatiche, provenienti dalle piante del mio balcone hanno regalato una nota profumata e freschissima.
Le minestre mi piacciono sia con la pasta che con i cereali. Per la ricetta ho utilizzato il farro dell'Azienda Melandri Gaudezio, con la quale ho iniziato una nuova collaborazione.
Il farro, biologico, era veramente molto gustoso.

Per assaporare appieno il sapore della minestra, ho preferito non utilizzare spezie, oltre alle erbe aromatiche, quasi a fine cottura ho aggiunto una crosta di formaggio spezzettata.

E il tè? C'era, c'era. Ho abbinato un pregiato tè verde cinese, il Guzhang Maojian, le sue note di retrobosco e fruttate ben si addicevano alla profumatissima minestra.

Minestra estiva di farro e verdure di stagione

ingredienti per 2 persone:

160 g. di farro Melandri Gaudenzio,
2 carote,
2 zucchine,
3 coste di sedano,
20 pomodorini ciliegia,
2 cipollotti,
1 scalogno,
1 aglio,
erbe aromatiche, basilico, origano e timo,
olio extravergine di oliva,
1 crosta di parmigiano reggiano - facoltativa,
sale.

Lavate tutte le verdure, tagliate lo scalogno e i cipollotti a rondelle, i pomodorini a metà, tritate l'aglio e tritate a brunoise il sedano, la carota e le zucchine.
Fate soffriggere in 2 cucchiai di olio l'aglio, lo scalogno e i cipollotti, unite i pomdorini e fate cuocere per circa 5 - 6 minuti.
Aggiungete la dadolata di carote, sedano e zucchine, le erbe aromatiche grossolanamente tritate, salate e mescolate bene.
Coprite con acqua calda e fate cuocere a fiamma media per circa 30 minuti, eventualmente aggiungete altra acqua calda, quindi unite la crosta di parmigiano pulita e tagliata a pezzi. Fate cuocere per altri 5 minuti, quindi unite il farro. Se fosse necessario aggiungete un altro po' di acqua e portate a cottura.
Servite tiepida ed insaporite con un trito di erbe aromatiche tritate al momento.

Ho abbinato il tè verde cinese Guzjang Maojian

sabato 4 giugno 2011

Caserecce con sugo di zucchina e fiori di zucca

Caserecce con zucchinette

A volte mi sembra di non essere italiana. Perchè amo il tè, rispetto al caffè la "nostra" bevanda nazionale? No, perchè stravedo per la pasta e a volte ne parlo, leggo ricette, ne elaboro altre come se la pasta fosse una pietanza esotica e io mi stessi accingendo a scoprirne tutta la sua bontà.
Quando mio marito mi chiede cosa c'è per cena, se ho in programma di preparare un primo piatto a base di pasta, rispondo: "pasta!", come se fossi una newyorkese alle prese con la cucina italiana.


Ebbene si, la pasta mi piace. Condita con tutti i sughi e salse. Non esageriamo, i sughi "pannosi" o quei ragù pesantissimi e concentratissimi preparati dopo aver assaltato una macelleria, mi piacciono poco.

Però un piatto di pasta, condito con un sughetto leggero, a base di verdure di stagione o pesce, lo mangio sempre con molto piacere.


Le caserecce di questo piatto, una specialità della Cascina San Cassiano, all'aroma di curcuma e nero di seppia, le ho condite con un sugo preparato, molto velocemente, con zucchine, fiori di zucca e aromatizzato con zeste di limone, che hanno conferito una piacevole nota di freschezza al piatto.


La pasta al nero di seppia e le zucchine mi hanno ispirato l'abbinamento ad un delicato tè verde giapponese il Tamaryokucha.


Caserecce con sugo di zucchina e fiori di zucca


ingredienti per 2 persone


160 g. di caserecce curcuma e nero di seppia Cascina San Cassiano,
150 g. di zucchina,
15 fiori di zucca,
1 limone biologico non trattato,
olio extravergine di oliva,
1 aglio,
sale.


Soffriggete in 2 cucchiai di olio extravergine di oliva lo spicchio di aglio, unite la zucchina lavata e tagliata a dadini, salate, mescolate per insaporire bene,  incoperchiate e fate cuocere a fiamma media per 5 - 6 minuti, intanto lessate la pasta. Unite alle zucchine i fiori di zucca lavati, privati del pistillo e tagliati in due parti, fate cuocere ancora per qualche minuto, quindi aggiungete la pasta e fate insaporire mescolando a fiamma media per un minuto.
Servite e aromatizzate con le zeste di limone grattugiate al momento.

Caserecce con zucchinette 2

Ho abbinato il tè verde giapponese Tamaryokucha

giovedì 2 giugno 2011

Cake con noci, feta e timo


E' noto, i cibi, i profumi, la musica, hanno il potere di evocare ricordi, sensazioni, stati d'animo.

Il profumo della pianta di timo, coltivata sul mio balconcino in estate, mi ricorda le vacanze, la meravigliosa Toscana, la pineta, l'aria salmastra di mare e...le domande assurde di una coppia in un ristorante tipico toscano.

Estate di qualche anno fa, vacanze sulla costa etrusca, cena al ristorante tipico a Cecina, scelto con molta cura ed attenzione.
All'aria condizionata della sala interna preferiamo mangiare nel giardino, avvolti dal profumo dei pini e delle piante aromatiche.
Mentre mio marito va a lavarsi le mani, sfoglio distrattamente il menù, mi guardo intorno e la mia attenzione viene attratta da una coppia di turisti che sta mettendo a dura, durissima, prova la pazienza e la calma del cameriere.
Entrambi, molto indecisi, consultano la lista, ponendo, al cameriere, una serie di domande impertinenti.
Al posto suo, avrei perso calma e pazienza da un bel po', ma lui con aria serafica continuava a rispondere con molto garbo.
Il marito, leggendo con aria sconsolata la lista, cosa pensava di trovarci chissà, si sofferma su una portata nella quale era presente il timo e, con molta sicurezza ed arroganza, chiede che genere di pesce sia il timo (?!?).
Io, inizio a ridere, il cameriere perde un po' della sua aria serafica, e con un tono severo dice, che il timo non è un pesce, ma un'erba aromatica.
Ah! è la laconica risposta.
L'affondo finale, però spetta alla moglie, che non paga della figuraccia del marito, dopo aver letto ancora una volta la lista, chiede se fanno le pizze.

Le pizze. In un ristorante tipico. Toscano.

Nel frattempo mio marito ritorna, lascio la coppia al loro destino, e mi concentro sul pesce timo che voglio ordinare, accompagnato da una bella pizza.

Inutile aggiungere, che da quella sera, ogni volta che utilizzo il timo e mio marito è nei paraggi, il tormentone è: "ma il timo è un pesce?".
Per fortuna il timo è un'erba aromatica, dall'aroma molto gradevole. Io lo utilizzo moltissimo, in tutte le stagioni, ma in estate, avendo la piantina sul balcone, arricchisce ed insaporisce tante mie ricette.

Come questo cake salato, preparato proprio con l'intenzione di abbinare noci, feta e timo.

Mi piaceva l'idea di riunire in un cake i prodotti caratteristici mediterranei. Alla feta, formaggio dalla pasta semidura, ho unito un caprino dalla consistenza più morbida.
Nel cake, si fondevano le note aromatiche del timo, l'effetto "crocchiarello" delle noci, tritate appositamente in maniera grossolana, la morbidezza del caprino e la consistenza della feta.

Un cake veramente molto, molto buono. Ho abbinato il tè. Diversi tipi di tè. Il motivo è semplice. Il cake, l'ho preparato in una bellissima e soleggiata domenica mattina di metà maggio.


In primo pomeriggio abbiamo fatto una passeggiata al parco, avvolti dall'intenso e meraviglioso profumo del gelsomino.
Appena tornata a casa, ho preparato il tè e d'istinto ho scelto quello verde al gelsomino. Ho abbinato una (diciamo due) fetta di cake e l'abbinamento col tè era semplicemente perfetto.
Le note del timo e della feta, si sposavano molto bene con quelle del gelsomino.

Per cena, invece, ho abbinato un pregiato tè nero cinese, lo Yunnan d'Or. Anche in questo caso le note del tè si accompagnavano molto bene a quelle del cake, ma ho gradito molto di più l'accostamento, forse inconsueto, col tè verde al gelsomino.

Con questo cake, partecipo alla raccolta di Il Giardino dei sapori e del colori.


E alla raccolta di Francesca, Facciamo merenda?














Cake con noci, feta e timo

200 g. di farina 00 Molino Rosignoli,
3 uova,
120 g, di formaggio caprino,
80 g. di feta,
80 g. di noci,
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva,
1 dl di latte,
una bustina di lievito per dolci,
una decina di rametti di timo,
sale fino.

Tritate grossolanamente a coltello le noci, tagliate a dadini la feta e il caprino, lavate i rametti di timo, asciugateli e staccate delicatamente le foglioline. Setacciate la farina e il lievito, in una ciotola capiente, fate la fontana, al centro ponete le uova sbattute e un pizzico di sale, lavorate gli ingredienti con una frusta, fino ad ottenere un impasto liscio, senza grumi.
Aggiungete le noci, la feta, il caprino, le foglioline di timo, l'olio extravergine di oliva, il latte, amalgamate bene il tutto e ponete in uno stampo da plum cake, unto e rivestito di carta forno anch'essa unta.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti. Vale sempre la prova stecchino.


Ho abbinato sia il tè verde cinese al gelsomino che il nero cinese Yunnan d'Or.