martedì 31 maggio 2011

Pollo al forno con patate e pomodorini al profumo di zenzero e collaborazione con Marina Colonna


Leggo sempre più spesso che molte persone hanno rinunciato alla pausa pranzo, impiegando il tempo dedicato al pranzo, dal parrucchiere, al mercato, per commissioni, in palestra e la lista è lunga.

Anch'io sono sempre di fretta e per quanto me lo imponga, ho sempre mille cose da fare, al pranzo non rinuncio. Mai. Almeno per me, che mangio poco, è importante dedicare del tempo al pasto.

Certo, da molti anni non seguo più il canovaccio canonico che prevede primo, secondo, frutta magari preceduto dall'antipasto.
Sono molto più orientata verso il piatto  unico, dove carboidrati, sali minerali, fibre e proteine, sono  bilanciati ed equilibrati.

Il piatto presentato oggi, è stato preparato seguendo proprio questi principi, carne bianca per l'apporto proteico, le patate per quanto riguarda i carboidrati, pomodori e cipollotti per i sali minerali e le fibbre.
Una ricetta leggera e saporita, resa ancora più gustosa dal sapore piccantino dello zenzero, conferito da un olio aromatizzato.

Da poco ho iniziato una nuova collaborazione con Marina Colonna, un'azienda molisana, produttrice di olii extravergine d'oliva D.O.P. Nella tenuta vengono coltivate diverse varietà di cultivar, alcune delle quali anche bio.

Fra i vari prodotti, l'azienda presenta gli olii agrumati, ottenuti utilizzando agrumi, siciliani o calabresi biologici,  quali limoni, arance, mandarini, bergamotto.

Alla produzione degli olii agrumati si è aggiunta quella degli olii allo zenzero, al basilico, semi di cardamomo.
Gli olii aromatizzati vengono prodotti molendo le olive con radici fresche di zenzero, foglie di basilico, semi di cardamomo.

Ed è proprio l'olio allo zenzero che ho utilizzato per preparare il pollo al forno.

L'abbinamento col tè è stato semplicissimo, il "mio" amato Grand Keemun, con le sue note affumicate, ha accompagnato bene il pollo e le verdurine.

E ha proposito di tè, mi fa piacere segnalarvi sul sito CibVs la rubrica Buon CibVs col tè!, curata da me, nella quale parlo, come suggerisce il titolo stesso, di tè.

Pollo al forno con patate, e pomodorini al profumo di zenzero

ingredienti per 2 persone

2 cosce di pollo,
dieci patate novelle medie,
15 pomodorini datterini,
1 cipollotto,
una manciata di olive nere,
olio aromatizzato allo zenzero Marina Colonna,
aceto di mele,
fleur de sel de Guerande,
sale.

Sciacquate le cosce di pollo e ponetele in una teglia con un dito di acqua e un filo di olio allo zenzero, fate cuocere per circa 10 minuti, in forno preriscaldato a 180°.
Intanto lavate e pelate le patate, dividetele in due parti e sbianchitele per 4 minuti in acqua bollente salata e acidulata con due cucchiai di aceto di mele, fate intiepidire le patate e aggiungetele al pollo, mescolando bene, in modo che si ungano tutte uniformemente.
Cuocete per circa 15 minuti, quindi togliete le cosce, ormai cotte, e aggiungete il cipollotto tagliato a rondelle, le olive nere, i pomodorini tagliati a meta, mescolate delicatamente, e cuocete per altri 6 minuti, unite le cosce, così si riscaldano, cuocete ancora per 3 - 4 minuti, salate col fleur de sel e servite caldo.


Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

sabato 28 maggio 2011

Carciofi alla romana e crostoni con baccalà, barba di frate e ovette di quaglia.


E' proprio vero, le abitudini e i gusti alimentari nel corso degli anni variano. Ho sempre mangiato verdura e pesce, ma da ragazza ad un filetto di branzino preferivo una cotoletta.
Con gli anni, invece, il consumo di carne l'ho drasticamente ridotto, vivendo anche un periodo vegetariano.

Oggi la carne la mangio, ma in quantità moderatissime, mai (o quasi) la rossa.
I motivi sono tanti, salutistici sicuramente, ma anche di gusto.
Una bistecca, una fetta di arrosto non le gradisco più quanto un piatto di verdure, pesce o legumi.

Le ricette presentate oggi sono state preparate con gli ultimi carciofi della stagione, le versatili mammole, e con la barba di frate.

I carciofi alla romana sono un classico, vengono preparati con un trito di prezzemolo, aglio e mentuccia.
La mentuccia non l'avevo, ma anche aromatizzati con aglio e prezzemolo risultano molto gustosi.
Ottimi accompagnati a carni, salumi, pesce, formaggi, io ho i crostoni con la barba di frate e il baccalà, all'insegna di un pranzo leggero e ricco di pesce e verdure.
.In entrambi i casi ho abbinato il tè.  Per i carciofi, un tè nero cinese, l'Earl Gray Silver Tips, il suo aroma al bergamotto, è un accompagnamento ideale.

I crostoni, più che una ricetta sono un'idea. Ho tostato alcune fette di baguette e le ho presentate con barba di frate, baccalà lesso, ovette di quaglia e aromatizzato con pepe rosa.
Erano veramenti deliziosi. Li ho preparati diverse volte ottenendo sempre un grande successo.
Considerato la varietà di ingredienti, tutti con sapori molto differenti, la dolcezza della barba di frate, le uova di quaglia dal sapore delicato, il baccalà dal gusto deciso, dopo aver provato diversi tè, mi è piacciuto moltissimo l'abbinamento col Genmaicha, un tè verde giapponese preparato con il tè Sencha, il chicchi di riso e mais soffiato. Il suo gusto fresco e leggero creava una piacevole armonia con i crostoni.

Carciofi alla romana

4 carciofi,
8 spicchi di aglio,
prezzemolo,
olio extravergine di oliva,
sale.

Per prima cosa tritate molto finemente 6 spicchi di aglio e un paio di cucchiai di prezzemolo. Mondate i carciofi, lavateli e apriteli delicatamente. Tritate grossolanamente i gambi.
Farciteli con il composto di aglio, prezzemolo e i gambi.
Poneteli in una pentola, unite un paio di spicchi di aglio, un dito di acqua, irrorateli con una dose generosa di olio, saleteli, copriteli e cuoceteli a fuoco medio per circa 15 minuti.
I carciofi risulteranno cotti, ma non sfatti e il sugo denso e ristretto. Accompagnateli col sughetto.

Crostoni con baccalà, barba di frate e ovette di quaglia

otto fette di baguette,
100 g. di barba di frate lessata,
50 g. di baccalà lessato,
4 ovette di quaglia rassodate,
olio extravergine di oliva,
bacche di pepe rosa.

Condite la barba di frate con olio extravergine d'oliva, tostate le fette di pane, distribuitevi la barba di frate, il baccalà, mezzo ovetto di quaglia, condite con un filo di olio, aromatizzate con le bacche di pepe rosa leggermente schiacciate nel mortaio.



Con i carciofi ho abbinato il tè nero cinese Earl Gray Silver Tips, con i crostoni il tè giapponese Genmaicha

mercoledì 25 maggio 2011

Mi spiace!

Mi spiace, è da ieri che non riesco a lasciare commenti nei vostri blog.
Ho letto che il problema è esteso ad altri blogger.
Qualcuno ha già risolto, altri, come me, ancora non riescono a commentare.

Oltre aspettare che il problema si risolva, avete qualche suggerimento?
Io non proprio cosa fare!

Giovanna

lunedì 23 maggio 2011

Chitarrina alla carbonara


Fra le passioni di mio marito la cucina sicuramente non si classifica al primo posto, ad essere pignoli neanche al secondo, terzo e quarto.

Se c'è bisogno, un sughetto semplice semplice pomodoro-aglio-olio gli riesce bene, ma le sue conoscenze gastronomiche non vanno oltre.

Però, ebbene si c'è un però, nella carbonara, o meglio in una sua versione con la cipolla, è imbattibile.
Mi piace talmente tanto, ed io non mi accontento facilmente, che ormai in casa, il cuoco ufficiale della carbonara è lui.

La dolcezza  della cipolla, dolcemente soffritta nell'olio, unito alla pancetta - affumicata - croccante crea un connubio profumato e gustoso.
Le uova battute, mescolate al parmigiano e pecorino grattugiato, formano una crema che avvolge gli spaghetti.

La carbonara presentata è stata preparata con La Chitarrina di Elice, i cipollotti di Tropea affettati a rondelle e i classici ingredienti della carbonara.
Dovendo postare la ricetta ho chiesto a mio marito di dosare i vari ingredienti.
Io mi sono "limitata" a mangiare, a decorare con qualche ovetto di quaglia e...ad abbinare il tè.
In questo caso un pregiato tè nero cinese, lo Yunnan d'Or. Il suo retrogusto si abbinava e reggeva bene i sapori complessi della ricetta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Max.


Chitarrina alla carbonara

una confezione di La Chitarrina de La Mugnaia di Elice,
2 uova,
100 g. di pancetta affumicata,
1 cipollotto di Tropea,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato,
2 cucchiai di pecorino romano grattugiato,
sale,
pepe.

Affettate la cipolla, soffriggetela dolcemente in 2 cucchiai di olio, fino a quando risulterà morbida, ma non sfatta. Unite la pancetta, precedentemente tagliata a dadini, e cuocete a fuoco vivace per qualche minuto in modo che diventi croccante.
In una terrina battete le uova, unite i due formaggi grattugiati e un pizzico di sale.
Intanto lessate la pasta. Saltatela nella padella con l'intingolo di cipolla e pancetta, unite le uova battute coi formaggi e amalgamate bene a fiamma vivace.
Aromatizzate con pepe nero macinato al momento. Servite subito.


Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

giovedì 19 maggio 2011

Panini ai cereali con semi e erbe aromatiche


Quando preparo il pane ho sempre la sensazione di compiere una sorta di rito, comune a tutte le popolazioni del mondo.
Un rito semplice, millenario, fatto di pochi ingredienti per dare vita ad uno degli alimenti più importanti ed essenziali.

Amando la cucina, mi piace preparare ogni tipo di piatto, semplice o elaborato che sia, ma la gioia, la soddisfazione che provo quando preparo il pane è impareggiabile.

Farina, acqua e lievito, pochi semplici ingredienti che si trasformano in un una fragrante pagnotta, un croccante panino.
Aggiungendo qualche erba aromatica, un po' di semi, un pizzico di spezie, si ottiene un pane aromatico che arrichisce il pranzo.

Questi panini li ho preparati il giorno di Pasqua, utilizzando la Miscela per Pane ai Cereali del Molino Chiavazza.
Ho seguito le istruzioni riportate sulla confezione, aggiungendo all'impasto semi e erbe aromatiche.
Ho ottenuto un pane buonissimo, molto fragrante, croccante fuori e soffice all'interno.


La sua fragranza si è mantenuta anche nel corso dei giorni successivi.
Una volta lievitato, ho suddiviso l'impasto in due parti, ad una ho aggiunto salvia e rosmarino fresco, all'altra semi di lino, zucca e girasole, usati anche per la decorazione.
Mi sono divertita a giocare con l'impasto, ho preparato qualche nodino, alcune treccine e per alcuni la classica forma del panino.
In tavola, il pane così presentato fa tutto un altro effetto.

Erano molto buoni sia i panini preparati con i semi che quelli con le erbe aromatiche.
Abbinati ad un tagliere di salumi e formaggi erano deliziosi.
I panini ai semi sono ottimi anche per colazione spalmati di marmellata.

Panini ai semi

500 g. di Miscela di Pane ai Cereali Molino Chiavazza,
25 g. di lievito di birra,
olio extravergine di oliva,
zucchero,
erbe aromatiche fresche (salvia e rosmarino),
60 g. di semi di lino, zucca e girasole,
sale.

Per prima cosa preparate il lievitino, sciogliete il lievito in un po' d'acqua tiepida e 10 g. di zucchero, coprite e fate riposare per circa quindici minuti, sulla superficie ci saranno tante bollicine, segno che il lievito si è attivato.
Sulla spianatoia con la farina fate la fontana, al centro ponete il lievito attivato, 4 cucchiaio di olio extravergine, 10 g. di sale, iniziate ad impastare, aggiungendo mano a mano acqua tiepida.
Quando avrete ottenuto un panetto liscio e setoso, ponetelo in un contenitore leggermente unto, copritelo con un canovaccio umido e fatelo lievitare in un luogo riparato da correnti d'aria per circa un'ora, o fino a quando l'impasto sarà raddoppiato.
Quindi, lavorate brevemente l'impasto per sgonfiarlo, suddivitelo con una spatola in due parti, incorporate alla prima i semi, alla seconda un cucchiao di erbe aromatiche finemente tritate.
Preparate i panini dandogli le forme che preferite, cospargete i panini ai semi con qualche seme di lino e fate lievitare per circa 30 minuti.
Cuocete in forno prerioscaldato a 200° per circa 15 minuti.
Sfornateli e fateli raffreddare su una gratella da pasticciere.

lunedì 16 maggio 2011

Cordoni di frate con ragù di verdure


Tardo pomeriggio di una bellissima e ventilata giornata milanese. La cena è nel forno, il mio tè è pronto, la candela si sta spegnendo in un baluginio cromatico, diffondendo nell'aria le note aromatiche della cannella.
Dopo una lunga, lunghissima giornata finalmente trovo il tempo di sedermi e rilassarmi.

Tra un sorso di tè e un rapido giro nei quotidiani on-line, capisco che ho voglia di scrivere, di dedicarmi al blog.

La ricetta di oggi è un'altra di quelle preparate nel periodo di vacanza sul lago di Garda.
Un ragù di verdure, molto semplice, ma molto profumato e gustoso.

Nel corso di una passeggiata nel mercatino di uno dei paesini che affacciano sul lago, mi sono fermata ad una bancarella, attratta da un mazzo di asparagi.
Lo so, sono strana, un mazzo di asparagi, un vasetto di primizie sott'olio, una bella casseruola, esercitano su di me un fascino che neanche le scarpe o i vestiti più belli suscitano.

Asparagi e cipollotti di Tropea, mi hanno fatto decidere per un bel sughetto, col quale condire i cordoni di frate, una pasta all'uovo de La Mugnaia di Elice
Qualche pomodorino secco, un paio di carote e zucchine, hanno completato il ragù.
Le verdure le ho cotte per pochissimo tempo, in maniera che non perdessero la loro naturale e piacevole croccantezza.
La pasta l'ho condita con la caciotta fresca.

Anche in questo caso ho abbinato il tè. Considerato la varietà dei sapori offerto dal ragù, ho optato per un tè oolong di Formosa, dalle note floreali persistenti, il Grand Oolong Fancy.


Cordoni di frate con ragù di verdure
ingredienti per 2 persone:
1 confezione di cordoni di frate La Mugnaia di Elice,
250 g. di asparagina,
2 cipollotti di Tropea,
2 carote,
1 zucchina,
2 gambi di sedano col ciuffo,
8 pomodori secchi,
100 g. di caciotta fresca,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe.
Mondate l'asparagina, lavatela, pelatela e tagliatela a tocchetti, avendo cura di tenere da parte le punte.
Lessate per sei minuti, in acqua bollente salata i tocchetti di asparagina, unite le punte e lessate ancora per due minuti. Sgocciolate e tenete da parte. In una capace casseruola soffriggete in tre cucchiai di olio extravergine i cipollotti tagliati a rondelle, unite le carote lavate, pelate e tagliate in una brunoise di medie dimensioni, aggiungete i gambi di sedano anch'essi tagliati a brunoise, fate insaporire bene mescolando per qualche minuto a fiamma non molto alta.
Salate, pepate e unite una tazzina da caffè di acqua calda, fate cuocere a fiamma alta fino a quando l'acqua si consuma.
Unite i pomodori secchi tagliati a julienne, la zucchina tagliata a brunoise e le foglie di sedano tritate.
Aggiungete un'altra tazzina di acqua, mescolate bene e cuocete a fiamma alta fino a quando l'acqua sarà consumata e le verdure ancora croccanti, unite gli asparagi, tenendo da parte qualche punta per la decorazione, fate cuocere per 3 - 4 minuti, in tutto ci vorranno circa 10 minuti.
Condite i cordoni di frate col ragù, insaporite con pepe macinato al momento e la caciotta tagliata a dadini.

Ho abbinato il tè Grand Oolong Fancy

sabato 14 maggio 2011

Pizze con prosciutto, mozzarella, carciofini e collaborazione con Molino Rosignoli


Se c'è un bel film da vedere, mi piace organizzare un dopocinema, per commentare il film, scambiare le idee con gli amici e confrontarmi.
Se ho del tempo a disposizione, preparo qualcosa di simpatico e carino da offrire agli amici, e li invito a casa.

Avendo iniziato una collaborazione con l'Azienda Molino Rosignoli ho preparato due pizze utilizzando la farina 00 e la Manitoba.

Il Molino Rosignoli è un'azienda di solide tradizioni familiari. Situata a Mantova, da generazioni produce farine di grano tenero.
Pur conservando un legame con le tradizioni e le radici, ancora oggi, una parte dell'energia viene fornita dal dislivello del corso d'acqua, negli anni lo stabilimento si è mano a mano modernizzato, con una serie di macchinari e di impianti. 


Le pizze le ho preparate con la farina 00 e una piccola percentuale di manitoba. La lievitazione è stata perfetta e le pizze molto apprezzate.
Come sempre sono partita dal "lievitino", ovvero ho attivato il lievito sciogliendolo in un po' di acqua a temperatura ambiente e il malto.


Per la farcitura ho "giocato" sul tema della mozzarella e prosciutto. Ad una ho aggiunto anche i carciofini grigliati sott'olio, una confezione che avevo in dispensa, all'altra il pecorino di Pienza e il sale al tartufo Cascina San Cassiano.
Erano entrambe molto buone e gustose.

Ho abbinato il tè verde giapponese Sencha. Il suo sapore fresco, armonizzava molto bene con le pizze.
Servito in tazze arabescate, in tavola c'è stato un piacevole "melting pot gastronomico", tra la nostra italianissima pizza, il tè verde giapponese e le tazzine che ricordano il Marocco.


Pizza con prosciutto mozzarella e carciofini e pizza con prosciutto, mozzarella, pecorino aromatizzata al sale al tartufo.

Per l'impasto:

400 g. di farina 00 Molino Rosignoli,
100 g. di manitoba Molino Rosignoli,
25 g. di lievito di birra,
1 cucchiaio di malto,
2 cucchiai di olio extravergine,
10 g. di sale,

per la farcitura:

400 g. di mozzarella di bufala,
120 g. di prosciutto cotto,
50 g. di pecorino di Pienza,
carciofini grigliati sott'olio,
parmigiano reggiano,
sale al tartufo Cascina San Cassiano,
olio extravergine di oliva.

Per prima cosa preparate l'impasto, in una ciotola sciogliete il lievito con un cucchiaio di malto e un po' d'acqua a temperatura ambiente, coprite con un piattino e attendete quindici minuti circa, sulla superficie ci saranno tante bollicine, segno che il lievito si è attivato.
Su una spianatoia fate una fontana con le due farine miscelate, al centro ponete il lievitino, l'olio extravergine, il sale e lavorate fino ad ottenere un panetto liscio e setoso.
Ponetelo in un capace recipiente, copritelo con un canovaccio umido e lasciatelo lievitare, avendo cura di porlo in un luogo tiepido al riparo da correnti d'aria, fino a quando sarà raddoppiato.
Lavoratelo brevemente per sgonfiarlo, dividetelo in due parti e con le mani unte d'olio, stendete i panetti in due teglie ricoperte di carta forno.
Farcite il primo con la metà della mozzarella, precedentemente sgocciolata e tagliata a dadini, metà del prosciutto cotto grossolanamente tagliato, i carciofini sott'olio, un cucchiaio di parmigiano grattugiato, condite con un filo d'olio extravergine o, se volete una pizza dal sapore più deciso, utilizzate l'olio di conservazione dei carciofini.
Lasciate lievitare per altri 15 minuti, poi cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti, o fino a quando risulterà dorata in superficie.
Intanto farcite l'altro disco di pasta con la rimanente mozzarella e prosciutto, unite il pecorino tagliato a dadini, un cucchiaio di parmigiano e un filo d'olio.
Lasciate lievitare per altri 15 minuti e cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti, tiratela fuori dal forno, aromatizzatela col sale al tartufo e cuocetela ancora per pochi minuti.


Ho abbinato il tè verde giapponese Sencha

mercoledì 11 maggio 2011

Identità Golose, Tuttofood e il piatto unico


In questi giorni a Milano si stanno svolgendo una serie di attività ed eventi legati al mondo del cibo.

Domenica è iniziata la manifestazione Tuttofood.
Identità Golose ha partecipato con showcooking e degustazioni legate al tema del "Piatto Unico".

In qualità di foodblogger sono stata invitata a partecipare.
Lunedì, munita di macchina fotografica, penna e taccuino sono andata in fiera, per assistere allo showcooking dello chef Cesare Battisti del ristorante Ratanà di Milano.
E' stato molto interessante e...buono! Lo chef, molto gentile e disponibile, durante la dimostrazione ci ha parlato della sua predilezione per l'olio extravergine, le verdure di stagione, i prodotti legati al territorio.


Il piatto unico che ha presentato era preparato con verdure stagionali e grande rispetto per i prodotti territoriali.
Il risotto, preparato con i germogli di luppolo e i bruscandoli era accompagnato dalle ortiche e semi di girasole e filetto di maiale nostrano e pancetta.


Mi è piaciuto tantissimo il concetto di alta cucina legata al piatto unico e alla stagionalità e territorialità.

Il tema del piatto unico è molto interessante. Noi italiani siamo uno dei pochi popoli che pranziamo con una serie di portate tutte ben distinte e separate.
Abbiamo anche una classificazione molto rigida in categorie.
In altre nazioni, invece, il concetto di piatto unico è molto diffuso.
Di solito, ci si serve di piccole porzioni, di ogni pietanza nello stesso piatto, sovvertendo l'idea del "prima" e "dopo". La pasta o il riso accompagnano la carne, le uova, il pesce e così via.
In questo modo il pranzo è più snello e leggero.


Dopo lo showcooking lo chef ha preparato un pranzo al quale sono stata invitata. Ho avuto modo di conoscere Paolo Marchi, l'organizzatore di Identità Golose e molti foodblogger.


Anche per il pranzo vigeva il concetto di piatto unico, preceduto, però da un antipasto, preparato con le fave fresche e il Bagoss, un formaggio gardesano, nello specifico di Bardolino e


seguito da un desserts, un aspic di frutti di boschi e menta.


venerdì 6 maggio 2011

Risotto in progress...


Il primo giorno della settimana di ferie pre pasquali, mi sentivo leggera e serena. Una settimana da vivere senza correre, senza stress, senza dover adempiere a cento impegni tutti urgenti e da risolvere quanto prima.
Sono bastate poche ore e già mi sentivo immersa nella dolce atmosfera del lago.

Io e mio marito, ci eravamo prefissi di rilassarci. Passeggiate pigre. La sosta nella pasticceria che ci piace tanto per assaporare una colombina preparata col lievito madre e una tazza di tè. Una cittadina da visitare con calma. Una panchina, un libro e un panino.

Cose semplici, tranquille, che ci permettessero, dopo tanti mesi trascorsi in città,  di stare a contatto con la natura.

Complice le verdure primaverili, sono riuscita a preparare tanti primi piatti conditi con dei sughetti di verdure, semplici e saporiti.

La mia verdura di elezione in primavera è l'asparago, mi piace talmente tanto che, a volte, lo lesso, lo condisco con un buon olio extravergine di oliva e fleur de sal. Delizioso!

Il risotto con gli asparagi è un classico e mi piace prepararlo con delle leggere varianti.
Il risotto della ricetta di oggi è nato in progress. Volevo prepararlo semplice semplice.
Asparagi e una mantecatura col parmigiano.
Poi è iniziata la lunga sequela dei se. Se la mantecatura la faccio con la crescenza? Se una parte degli asparagi li frullo, così utilizzo una crema che avvolge i chicchi di riso? Se dopo averli frullati, faccio un pesto leggero....? Detto fatto, ho frullato gli asparagi e preparato un pesto, col quale ho condito il risotto e ho mantecato con la crescenza.
Il risultato è stato un risotto molto morbido e cremoso, grazie alla presenza della crescenza e leggermente piccantino per l'utilizzo del pesto.

Ho abbinato il tè. Considerata la delicatezza del risotto ho optato per un tè verde cinese, il Guzhang Maojian. Le sue note fruttate si abbinavano molto bene con la delicatezza degli asparagi.

Tra un risotto e una tazza di tè verde, mi fa piacere segnalarvi Foodbloggers.it, un aggregatore di blog con un simpatico contest mensile.
Ogni mese, infatti, Foodblggers.it presenta l'ingredente del mese e noi food bloggers possiamo partecipare al contest indetto dal sito, proponendo una ricetta preparata con quell'ingrediente.
Per maggio si partecipa con la noce di Sorrento, un prodotto a marchio IGP.
Se volete inserire il vostro blog o avere maggiori informazioni, cliccate su Foodbloggers.it.

Risotto con pesto leggero di asparagi e crescenza

ingredienti per due persone:

200 g. di riso Carnaroli,
250 g. di asparagi,
2 cipollotti di Tropea,
200 g. di crescenza,
uno spicchio di aglio,
parmigiano reggiano grattugiato,
pecorino romano grattugiato,
olio extravergine di oliva,
brodo vegetale,
sale,
pepe.

Mondate gli asparagi, lavateli tenetene tre da parte, gli altri tagliateli a cilindretti lunghi circa 2 cm e lessateli per 6 minuti.
Tagliate i restanti tre a tocchettini di 1/2 cm e lessateli separatamente per 3 minuti.
Lessate le punte per 2 minuti. Nel minipimer ponete i cilindretti, unite l'aglio tritato, un filo d'olio extravergine, un cucchiaio di parmigiano e uno di pecorino. Frullate fino ad ottenere un pesto.
Affettate a rondelle sottilissime i cipollotti, fateli soffriggere in 2 cucchiai di olio extravergine, unite il riso, fate tostare fino a quando risulterà tostato. Salate, aggiungete un paio di mestolini di brodo e portate a cottura.
A metà cottura unite gli asparagi tagliati a tocchettini e pepate, un paio di minuti prima che il risotto sia pronto unite il pesto e le punte.
A fuoco spento, mantecate con la crescenza, mescolate bene in modo da amalgamarla bene al risotto, fate riposare un paio di minuti e servite.


Ho abbinato il tè verde cinese Guzhang Maojian

martedì 3 maggio 2011

Cocottine di uova e patate aromatizzate al sale al tartufo e collaborazione con Cascina di San Cassiano


Se qualcuno mi chiedesse qual'è il mio stile di vita ideale non avrei esitazioni nel rispondere: semplice.
La semplicità, da non confondersi con la banalità o con la semplificazione, evoca sobrietà, amore per le cose belle, ricercatezza, eleganza, buon cibo.
E' il contraria dello sfarzo, del barocco, dell'inseguire la moda, del fare le cose perchè così impongono i modelli e le pressioni sociali.

La semplicità, invece, è apprezzare i gesti di un bambino, è guardare un gatto che insegue una farfalla svolazzante e capire il suo mondo, è sorseggiare una tazza di tè caldo, preparata con molta cura, è apprezzare per cena un panino preparato con un buon pane, un ottimo salame e accompagnato da un bicchiere di Barolo.
Semplicità è coccolarsi con prodotti preparati con cura e amore. La semplicità è genuinità.

Per questo, sono molto felice della nuova collaborazione con l'Azienda Cascina di San Cassiano.
Ho spesso utilizzato prodotti della Cascina di San Cassiano e li ho sempre apprezzati per  l'alta qualità delle materie prime, la cura posta nella preparazione dei prodotti.

Amando moltissimo il tartufo, la prima cosa che ho provato è stato il sale aromatizzato al tartufo.
Ho appositamente preparato due ricette, che nella loro semplicità, consentivano di apprezzare e gustare appieno il sapore del sale aromatizzato.

La prima ricetta che vi posto è una ricetta molto gustosa. Un letto di patate ed emmentaler sul quale ho adagiato un uovo, qualche punta di asparago, il sale aromatizzato, qualche dadino di emmentaler e cotto tutto nelle cocottine in forno.

Ho suddiviso la cottura in due fasi, nella prima ho cotto le patate con l'emmentaler, poi ho aggiunto l'uovo, le punte di asparago, qualche dadino di emmentaler e il sale aromatico.
Qualche minuto di cottura ancora e il piatto, anzi la cocotte, era pronta.
Le patate sono risultate morbide, l'emmentaler rendeva il gusto più dolce creando un piacevole effetto filante. L'uovo era impreziosito dal sale aromatizzato, che ha regalato, grazie alle note del  tartufo, un tocco di eleganza e raffinatezza al piatto.

Ho abbinato un vino bianco, un Vermentino, ma non ho resistito all'idea di accompagnare il piatto sorseggiando il pregiato tè verde cinese Yun Wu Cha, le sue note di nocciola, si abbinavano molto bene con questa preparazione. 

Cocottine di uova e patate aromatizzate al sale al tartufo

ingredienti per due persone:

350 g. di patate novelle,
2 uova,
60 g, di emmentaler,
punte di asparago,
olio extravergine di oliva,
sale al tartufo Cascina di San Cassiano,
aceto,
sale,

per accompagnare:

pane tostato.

Lavate le patate e senza pelarle tagliatele a fette molto sottili. Sbollentatele per 4 minuti in acqua bollente, salata e acidificata con un cucchiaio di aceto.
Sgocciolatele bene. Spennellate di olio extravergine due cocottine, adagiate sul fondo la metà delle patate, spennellate con olio extravergine di oliva e unite una metà dell'emmentaler, precedentemente tagliato a dadini, coprite con le restanti patate, spennellate ancora con olio e cuocetele in forno preirscaldato a 180° per circa 20 minuti, possibilmente con la funzione ventilata. Quindi in ogni cocottina, ponete un uovo, il restante emmentaler, qualche punta di asparago il sale aromatizzato al tartufo e fate cuocere ancora per pochi minuti.
Servite caldo, eventualmente accompagnato da pane tostato.


Ho abbinato il vino bianco Vermentino e il tè verde cinese Yun Wu Cha