sabato 29 gennaio 2011

Cuore di..... carciofo




Tanta bontà, racchiusa in un guscio coriaceo. Il carciofo, è una delle verdure invernali più versatili e gustose.

Ottimi, in
pinzimonio, deliziosi col riso, squisiti ripieni, o fritti. Se si aggiunge che sono molto diuretici, e veloci da preparare, i carciofi, potrebbero essere ritenuti una verdura perfetta.

Io li preparo spessissimo, cuocendoli in tegame con aglio, olio, olive nere e capperi.
Veloci e buonissimi. Accompagnati da un buon formaggio, un piatto di salumi, o del pesce bollito, grigliato o al forno, sono molto buoni anche gratinati.

E se si ha voglia di un piatto più ricco? Con la pasta, prosciutto crudo e una spolverata di parmigiano.

Di solito utilizzo i carciofi con le spine, sono più teneri e gustosi.
Anche le ricette pubblicate oggi, le ho abbinate al . La pasta l'ho accompagnato ad un pregiato tè verde cinese, lo Yun Wu Cha, con le sue note fruttate, e il retrogusto di nocciola era perfetto con la sapidità del prosciutto e il tannico dei carciofi.

Con i carciofi gratinati, ho abbinato un tè verde nepalese, lo Jade Himalaya.

Carciofi gratinati

ingredienti per due persone

4 carciofi con le spine,
1 aglio,
olive nere di Gaeta,
capperi di Pantelleria,
olio extravergine di oliva,
pan grattato,
sale.

Mondate, lavate e tagliate i carciofi a spicchietti sottili, lessateli per circa 5 minuti, in acqua bollente, salata. Poneteli in una teglia, unite una manciata di capperi, una di olive nere di Gaeta, lo spicchio di aglio tagliato a fettine, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, una manciata di pan grattato, amalgamate bene, aggiungete un altro po' di pan grattato, un filo d'olio e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti, o fino a quando i carciofi appariranno dorati in superficie.



Strozzapreti con carciofi e prosciutto crudo

180 g. di strozzapreti,
4 carciofi con le spine,
40 g. di prosciutto crudo,
1 aglio,
olive nere di Gaeta,
capperi di Pantelleria,
parmigiano,
pecorino,
olio extravergine di oliva,
sale.

Mondate, lavate e tagliate i carciofi a spicchietti sottili, poneteli in una casseruola, unite una manciata di capperi, una di olive nere di Gaeta, lo spicchio di aglio, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, coprite con un filo d’acqua, incoperchiate e fate cuocere in modo che i carciofi restino croccanti, poco prima della fine cottura aggiungete il prosciutto tagliato a dadini.
Regolate di sale, facendo attenzione che i capperi e il prosciutto sono piuttosto sapidi.
Lessate gli strozzapreti, fateli saltare velocemente nel sugo ai carciofi, aggiungete parmigiano e pecorino grattugiate e servite caldi.



Con i carciofi gratinati ho abbinato il tè verde nepalese Jade Himalaya.

Con gli strozzapreti il tè verde cinese Yun Wu Cha

mercoledì 26 gennaio 2011

Caserecce molto....caserecce!



Vi capita mai di tornare a casa, dopo una giornata caotica, lunga e stressante e desiderare, un piatto di pasta semplice semplice, ma gustoso?
Per me, tutte le sere è così. Poi, prevale il "buon senso", decido di non mangiare pasta la sera, e inizio a preparare un piatto di verdure.

La settimana scorsa, invece, più cercavo di convincermi che, "le verdure sono sane", "la pasta di sera è meglio non mangiarla", "la mozzarella e il prosciutto cotto si abbinavano benissimo al radicchio grigliato", meno la voglia di pasta diminuiva, anzi!

Così da semplice piatto di pasta, ho iniziato a VOLERE pasta al forno.
Alle sette di sera, l'ultima cosa che volevo fare era la pasta al forno, ma la mozzarella filante e il prosciutto cotto affumicato mi tentavano più delle "Sirene d'Ulisse".

Compromesso! Invece di un sugo da manuale, avrei fatto un sughetto semplice con i pomodori pelati.
Anche in questo caso, ho stufato la cipolla tritata in olio e pochissima acqua. In un lampo si è ammorbidita, rilasciando tutto il suo aroma...
Mentre lessavo la pasta e preriscaldavo il forno, il sugo sarebbe stato pronto in un attimo.
La mozzarella e il prosciutto si tritano in un attimo, eppoi si sa: "tanto che ci vuole?"
Ed infatti, in un attimo ho preparato tutto, la pasta era veramente buona, la preparazione velocissima.


Come sempre ho abbinato il . I latticini e il prosciutto cotto affumicato, mi hanno orientata verso un tè nero cinese, lo Yunnan d'Or.

Abbinamento riuscito. Cenetta simpatica in tempi ridottissimi.
Cosa si può volere di più, se non una buona tisana e un bel libro sul tavolino in soggiorno???

Caserecce al forno con prosciutto e mozzarella


Ingredienti per 2 persone

180 g. di caserecce,
200 g. di mozzarella,
60 g. di prosciutto cotto affumicato,
parmigiano reggiano,
pecorino romano,
1 scatola di pomodori pelati,
½ cipolla dorata,
olio extravergine di oliva,
sale.

Tritate la cipolla finemente, ponetela in una casseruola, unite 2 cucchiai di olio extravergine e un paio di dita d’acqua, fate cuocere a fiamma bassa, fino a quando l’acqua sarà completamente evaporata.
Unite i pomodori pelati, salate e fate per circa 20 minuti, il sugo deve risultare corposo.
Lessate la pasta, avendo cura di non portarla completamente a cottura, conditela col sugo, unite 1 cucchiaio di parmigiano e uno di pecorino grattugiati, aggiungete ¼ della mozzarella tagliata a dadini e ¼ del prosciutto tagliato finemente.
In due pirofile monoporzione ponete la pasta, coprite con metà della mozzarella e il prosciutto, spolverate con parmigiano e pecorino, ricoprite con la restante pasta, unite la rimanente mozzarella, spolverate di parmigiano e pecorino, condite con un paio di cucchiai di sugo e cuocete in forno a 180° per circa 20 minuti, o fino a quando si sarà formata la crosticina.



Ho abbinato il tè nero cinese Yunnan d'Or

lunedì 24 gennaio 2011

Cannelloni con erbette e ricotta



Inizio settimana di un week end piacevole, ma faticoso.
Ieri mattina, partendo dal solito ritornello, che amo ripetermi come un mantra, "tanto che ci vuole...", sono stata molte ore in cucina.
Antipasto, primo piatto e pane. Un pane buonissimo, preparato con del lievito particolare. Quanto prima, posterò la ricetta.

Ora, dopo una giornata di lavoro, la cena già nel forno, niente di particolare, parte del pranzo di ieri, e una tazza di tè calda e fumante, mi sono ritagliata questo spazio per postare i cannelloni preparati il giorno dell'Epifania.

Ieri, alcuni amici, sostenevano che per loro, il sapore della domenica, o delle giornate festive, è dato dall'idea di mangiare una particolare pietanza.
Pasta al forno, pasta ripiena, pollo, pesce, antipasto, dolce, ognuno aveva un suo cibo, al quale è legato da un ricordo, una situazione, una festa, una persona.

Io sono atipica. Non ho una particolare pietanza che caratterizza i giorni festivi. Mi piace l'idea di avere il tempo per cucinare, ricette che durante la settimana, per questioni di tempo, di stanchezza, o, diciamolo francamente, per mancanza di voglia di cucinare, non ho tempo di fare.

I giorni festivi in generale, li amo perchè posso bere il tè nel corso della giornata.
Mi piacciono perchè posso leggere. O accarezzare l'idea di poter fare tutto con calma. Idea, appunto, spesso corro, facendo cento cose in un minuto.

Ma il cibo? Qual'è quella pietanza, che per me, rende l'idea della festa?
Semplice, i primi piatti, di tutti i tipi. Preparati con cura e attenzione.
Ma, un primo piatto, preparato al forno, specialmente con la pasta fatta in casa, ecco, per me fa subito festa.



Come i cannelloni della ricetta, li ho preparati partendo dalla pasta fatta da me, tanto che ci vuole...?
Per la farcitura non volevo un ripieno di carne, o un ragù pesante, ma qualcosa di vegetariano e leggero.
Invece dei soliti spinaci, con i quali ho preparato già altre ricette, fra le quali anche il rotolo, volevo variare verdura.

Il radicchio lo mangio spessissimo, quindi, perchè non considerare le erbette?
Per gratinarli, invece della besciamella, che mi piace, ma leggera leggera non è, ho optato per mozzarella, parmigiano, latte e noce moscata.
Vi assicuro, erano fantastici!

E da bere? Vermentino di Gallura e....Giokuro Kansai, un pregiatissimo verde giapponese, già utilizzato pre preparare il risotto.
Il suo aroma, fresco, pulito, si abbinava molto bene ai cannelloni.

Cannelloni con erbette e ricotta

ingredienti per 2 persone

per la pasta:

160 g. di farina 00,
4 g. di semola,
2 uova,

per la farcitura:

700 g. di erbette,
250 g. di ricotta di pecora,
1 cucchiaio di pinoli,
parmigiano reggiano,
olio extravergine di oliva,
aglio,
noce moscata,

per la gratinatura:

100 g. di mozzarella di bufala,
parmigiano reggiano,
latte,
noce moscata,
pepe.

Per la preparazione dell'impasto cliccate qui. Intanto preparate il ripieno. Lavate le erbette, lessatele con l'acqua aderente di lavaggio, sgocciolatele bene, e fatele asciugare passandole in padella, con un filo d'olio extravergine e uno spicchio d'aglio.
Tritatele a coltello, ponetele in una terrina, aggiungete la ricotta, 1 cucchiaio di pinoli, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, noce moscata grattugiata al momento.
Amalgamate bene tutti gli ingredienti.
Stendete la sfoglia, ricavate dei rettangoli, lessateli in abbondante acqua bollente salata, sgocciolateli, poneteli su un canovaccio, asciugateli bene, poi farciteli con il ripieno. Avvolgeteli bene.
Poneteli in una teglia, o in tegliette monoporzione. Nella padella dove avete preparato le erbette, ponete 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, una decina di cucchiai di latte, noce moscata grattugiata, a fiamma bassa, mescolando spesso, preparate una salsina.
Nappate i cannelloni con la salsina, aggiungete la mozzarella tagliata a dadini e profumate con pepe, macinato al momento.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°, per circa 15 minuti, poi passateli al grill per 5 minuti.



Ho abbinato il tè verde giapponese Giokuro Kansai e il vino bianco Vermentino di Gallura

venerdì 21 gennaio 2011

Risotto con calamari e carciofi


Attrazione fatale! Tranquilli, non sto per raccontarvi la trama del film. e neanche iniziando una confessione fiume.

Beh, forse una confessione c'è! Ebbene, torno a casa, sorseggio il tè, sfoglio qualche rivista, e penso che è ora di cominciare a preparare la cena.
Niente di particolare, sia chiaro. E' venerdì, sono stanca, VOGLIO leggere, ma devo, anzi dobbiamo visto che non ho sposato un'asceta, pur mangiare.

Poi, accendo il pc, decidendo di leggere con calma la posta dopo aver preparato la cena, e invece, vedo il monitor, mi dico, vabbè, giusto una scorsa veloce, mentre l'acqua inizia a bollire e....inizio a preparare il post!

Ma è possibile? E il mio senso di responsabilità, l'autodisciplina, la forza di volontà, dove sono andate?
Mah, loro, forse, a fare una passeggiata al parco, ed io navigo in internet!!!!



La ricetta che vi posto, è ideale per le sere nelle quali si ha voglia di qualcosa di veloce, ma buono, molto buono.

Il risotto è realizzato con due ingredienti che amo molto, i calamari e i carciofi.
Ho utilizzato un riso che mi piace molto abbinato al pesce, il Vialone nano.
Il pepe di Sechuan, col suo gusto non molto forte, e il suo retrogusto di limone, ha piacevolmente aromatizzato il risotto.
Non ho sfumato col vino, come sempre, ho optato per la leggerezza.

Potevo non abbinare il ? No, non potevo! La sfida era veramente stimolante. Si sa, i carciofi e il sono ricchi di tannino, quindi dovevo giocare con un non troppo tannico, e nel contempo che reggesse il sapore dei calamari.

Il tè Huo Shan Huang Ya, un pregiatissimo tè giallo cinese, si è rivelato ideale.
Il suo sapore persistente, le sue note fruttate, il suo basso contenuto di tannini ha accompagnato benissimo il risotto.

Eppoi, la cucina orientale, non è ricca di ricette a base di riso, pesce e verdure?


Con questa ricetta partecipo al contest di Valerio



Risotto con calamari e carciofi

ingredienti per due persone

200 g. di vialone nano,
2 calamari medi, circa 250 g.
1 carciofo con le spine,
1/2 cipolla dorata,
olio extravergine di oliva,
brodo vegetale,
sale,
pepe di Sechuan.

Pulite i calamari, tagliate le sacche ad anelli e in due parti i ciuffi. Tritate finemente la cipolla, fatela soffriggere in una casseruola in due cucchiai di olio extravergine di oliva, unite il carciofo, mondato, lavato, privato della barba e tagliato finemente a spicchietti, aggiungete i calamari, coprite con un mestolo di brodo e fate cuocere per circa 5 minuti, o fino a quando il brodo si sarà prosciugato.
Unite il riso, salate e portate a cottura, aggiungendo mano a mano il brodo. A fine cottura aromatizzate col pepe di Sechuan pestato nel mortaio. Fate riposare per un paio di minuti e servitelo.



Ho abbinato il tè giallo cinese Huo Shan Huang Ya

martedì 18 gennaio 2011

Paccheri....piacevoli





I paccheri sono un formato di pasta tipico del napoletano. In dialetto napoletano, pacchero significa schiaffo.
Sicuramente ricevere uno schiaffo, o pacchero che dir si voglia, non è piacevole, ma mangiare i paccheri al ragù, invece è molto gradevole.

Una mia amica, qualche tempo fa, mi diceva di aver letto su un pacco di paccheri, la ricetta del "ragù del portinaio", a detta del produttore di pasta , un ragù napoletano.
Io non ho mai sentito parlare di "ragù del portinaio", e comunque, da come me lo descrivava la mia amica, non lo avrei mai preparato: puntine di maiale, salsicce, manzo, in sintesi, la succursale di una macelleria nel piatto....

Io, ho optato per un sugo più leggero, e ho farcito la pasta con salsiccia, ricotta e mozzarella.
Buonissima!
Come sempre, ho preparato il sugo, facendo stufare le verdure in un paio di dita di acqua e olio extravergine di oliva.
Quando l'acqua si sarà consumata, si aggiunge la passata di pomodoro e si prosegue con la cottura.
In questo modo, le verdure, stufando, rilasciano i loro aromi, senza soffriggere, rendendo il sugo profumato e leggero.

Anche in questo caso ho abbinato il . Scelta facilissima. Da poco ho comprato il tè nero cinese, Grand Lapsang Souchong. Le sue note molto affumicate e legnose, si prestavano benissimo ad accompagnare questo piatto dai sapori molto complessi.

Paccheri al forno con ricotta e salsiccia

ingredienti per 4 persone

320 g. di paccheri,
1 passata di pomodoro,
100 g. di ricotta di bufala,
200 g. di mozzarella di bufala,
parmigiano reggiano,
pecorino romano,
1 salsiccia,
1/2 cipolla dorata,
1 carota,
1 gambo di sedano,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe.

Per prima cosa preparate il sugo. Tritate la cipolla finemente, riducete la carota e il sedano a dadini (brunoise).
In una capace casseruola, ponete le verdure, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, e un paio di dita d'acqua, cuocete a fiamma bassa, fino a quando l'acqua si sarà consumata.
A questo punto aggiungete la passata di pomodoro, salate, pepate e portate a cottura, facendo sobbollire per circa 2 ore.
Cuocete la salsiccia in padella. Tagliatela a dadini. Lessate i paccheri, avendo cura di interrompere la cottura un 2 - 3 minuti prima.
In una terrina ponete la ricotta, metà della mozzarella tagliata a dadini, 1 cucchiaio di parmigiano e uno di pecorino grattugiati, metà della salsiccia, un paio di mestoli di sugo, unite i paccheri lessati e amalgamate bene, eventualmente aggiungete altro sugo.
Cospargete il fondo di una teglia con un mestolino di sugo, unite metà della pasta, la restante salsiccia, una parte della mozzarella, un cucchiaio di parmigiano e pecorino grattugiati e un mestolo di sugo.
Unite la restante pasta, coprite con la mozzarella rimanente, un cucchiaio di parmigiano e pecorino, e il sugo.
Cuocete in forno, preriscaldato a 180°, per circa 20 minuti, o fino a quando la superficie risulterà gratinata.



Ho abbinato il tè nero cinese Grand Lapsang Souchong

domenica 16 gennaio 2011

Classificazione del tè




Venerdì sera una fitta nebbia avvolgeva Milano. Tornavo a casa, immersa in questa atmosfera lattiginosa e nei miei pensieri.
Ancora avvertivo gli odori, i sapori, le sfumature dei tè, bevuti alla degustazione alla quale avevo appena partecipato.

Come sempre, si è svolta presso la Scuola de La Cucina Italiana, relatrice la Sig.ra Barbara Sighieri de La Teiera Eclettica.

Con l'inizio del nuovo anno, è iniziato un nuovo ciclo. Questa volta, invece di analizzare una famiglia di tè, o le usanze di bere il tè relativo a varie popolazioni, siamo partiti dall'inizio, dalla classificazione del tè.

Sebbene il lo conosca abbastanza bene, non oserei mai dire benissimo, è un mondo molto vasto, la degustazione mi interessava moltissimo.

Ho avuto modo di confrontare le mie conoscenze, quello che ho acquisito nel tempo, ma soprattutto mi ha dato la possibilità, degustando tè diversissimi fra loro, quali un tè verde giapponese, un tè oolong cinese e un tè nero cinese, il "mio" amatissimo Grand Keemun, di provare sensazioni organolettiche diverse a seconda del tipo di tè, tutte confacenti alle mie aspettative e per ogni tè mi sembrava di fare un percorso diverso tra aromi, sapori e profumi.

Quello che mi ha piacevolmente sorpresa e stupita, è stata la sensazione provata nel bere dei , che da qualche mese ho finito.
Solitamente mi piace avere a casa tutte le diverse tipologie di : verdi, neri, oolong, bianchi e poi giapponesi, cinesi e così via.

Però quando finisce un tipo di , non lo ricompro subito, a meno che non si tratti del Grand Keemun, che per me è indispensabile.
Preferisco, prendere un di un'altra famiglia, per scoprirne di nuovi, oppure riprendere qualche tè che da un po' non bevo.

Ebbene, bevendo il Sencha, il primo tè degustato, un tè verde giapponese, e, continuando con il Ti Quan Yin, il secondo tè, l'oolong, entrambi conosciuti, ed entrambi bevuti a ridosso della scorsa primavera/estate, entrambi i tè, pur diversissimi tra loro, hanno risvegliato, al pari di una pietanza che ho sempre consumato, dei ricordi, legati proprio al periodo nei quali bevevo quei .

Questo mi è piaciuto, mi ha dato una sensazione di familiarità, con questa bevanda, che non credevo di avere, nonostante il tè sia abituata a consumarlo, regolarmente, da molti anni.

Vi assicuro che è stata una sensazione piacevolissima.

La differenza fra i tre tè bevuti, quindi il tè verde giapponse, l'oolong e il tè nero cinese è data dalla modalità di lavorazione, eseguita dopo la raccolta.

Tutti i tè, di tutte le tipologie e nazioni provengono dalla stessa pianta, la Camellia Sinensis.
Solo dopo la raccolta delle foglie, si stabilisce il tipo di tè che si vuole ottenere.

Per produrre il tè verde, dopo il raccolto, si interrompe il processo di ossidazione, in questo modo le foglie conservano il colore verde e le loro proprietà.

La differenza fra un tè verde giapponese e cinese, è data dalla modalità con la quale viene bloccato il processo di ossidazione.

I tè verdi giapponesi si ottengono, sottoponendo le foglie, subito dopo il raccolto, ad un rapido getto di vapore acqueo, per un periodo che va dai 30 ai 60 secondi, questo permette alle foglie di mantenere il loro colore verde brillante, nonchè al tè di avere un sapore fresco, di erba appena tagliata, di alghe.

Per i tè verdi cinesi, invece, il processo ossidativo viene bloccato tramite calore secco.
Per questo il loro sapore differisce da quelli giapponesi, regalando una nota tostata legnosa.

Il primo tè verde bevuto è stato il Sencha Ariake, proveniente dalla Baia di Ariake, dell'isola Kyushu.
Un tè fresco, morbido, avvolgente. Dal colore, come è possibile osservare nella prima foto, molto chiaro, un giallo tendente al verde.



Nella foto è riprodotto il tè oolong Ti Kuan Yin. I tè oolong sono semifermentati, quindi una via di mezzo tra i neri e i verdi.
A seconda del grado di fermentazione, si avvicinano ad un tè verde o ad uno nero.
Il sapore è molto persistente, le note floreali spiccate. Il colore del liquore tende al giallo oro.




Nella foto è possibile osservare le foglie del Ti Quan Yin dopo l'infusione, e tre diversi tipi di tè giapponese a confronto: l'Hojicha, un tè che risulta più scuro in quanto le foglie vengono tostate, poi il Sencha Ariake, il tè oggetto della degustazione, e il Genmaicha, ottenuto aggiungendo alle foglie del Sencha riso e chicchi di mais. Tè molto amato dai bambini e molto adatto ad essere bevuto in estate.






Nella foto è riprodotto il Grand Keemun, un tè nero cinese, che non richiede presentazione. Ne bevo tantissimo e ne ho parlato in molti post.









A fine degustazione abbiamo mangiato biscotti preparati col tè. Due diversi tipi: l'Earl Gray, il tè aromatizzato al bergamotto e il Sakura, una miscela di tè verdi Sencha, profumati con petali di fiori di ciliegio, pianta simbolica nella cultura giapponese.

Ancora una volta, la degustazione è stato un momento piacevole di confronto.
Era molto piacevole vedere un gran numero di persone, che bello, i cultori del tè sono sempre di più!, degustare, annusare, osservare, scrivere, fotografare questa bevanda millenaria, ma sempre molto affascinante e "giovane".

mercoledì 12 gennaio 2011

Pizza piccantina e pizza con radicchio e gorgonzola










Il radicchio non è mai troppo! Partendo da quest'idea e, con l'intenzione di organizzare una cenetta easy, ho comprato una quantità (semi) industriale di radicchio.
Poi, l'idea della cena è rimasta sulla carta, e...il radicchio in frigo.

Dopo averne preparato una parte grigliato, un'altra al forno, il rimanente l'ho utilizzato per preparare la pizza.

Pizza farcita con radicchio cotto al forno, gorgonzola piccante e mozzarella. Se piace il radicchio e il gorgonzola, è veramente buona. Molto ricca di sapore.

L'altra, invece, l'ho preparata come una normale margherita, il sapore piccante è stato conferito dal peperoncino, utilizzato per condire il sugo, e da abbondante pecorino romano grattugiato.

Nell'insieme due pizze saporite e gustose.



Ho abbinato una birra doppio malto. Un classico sempre piacevole.





Pizza piccantina e pizza con radicchio e gorgonzola

per l'impasto:

500 g. di farina 0,
25 g. di lievito,
2 cucchiai di olio,
1 cucchiaio di malto,
1 cucchiaino di sale,

per la pizza piccantina:

1 barattolo di fileti di pomodoro,
125 g. di treccia do mozzarella di bufala,
1 aglio,
olio extravergine di oliva,
1 peperoncino,
pecorino romano,
sale,

per la pizza con radicchio e gorgonzola:

1 cespo di radicchio tardivo,
125 g. di mozzarella,
80 g. di gorgonzola piccante,
olio extravergine di oliva,
rosmarino,
sale,
pepe.

Per prima cosa preparate l'impasto. Sciogliete il lievito di birra nell'acqua tiepida, aggiungete il malto, coprite con un canovaccio. Quando cominceranno a formarsi le bolle, vuol dire che la lievitazione si è attivata, su una spianatoia fate con la farina la fontana, al centro unite il composto col lievito, l'olio extravergine d'oliva, il sale. Impastate bene, quando avrete ottenuto un composto omogeneo, ponetelo in una capace insalatiera, coprite con un canovaccio umido, e fate lievitare fino a quando l'impasto sarà raddoppiato.
Intanto preparate il sugo per la pizza piccantina; fate soffriggere in un cucchiaio di olio extravergine, l'aglio tagliato a fettine, unite i filetti, il peperoncino, salate e fate cuocere per una decina di minuti.
Mondate il radicchio, tagliatelo in quattro parti, lavatelo e ponetelo in una teglia, conditelo con il rosmarino e un filo d'olio extravergine, cuocetelo in forno preriscaldato a 180°, fino a quando risulterà appassito.
Tagliate la treccia a dadini.
Lavorate brevemente l'impasto, suddividetelo in due porzioni, stendete la prima con le mani in una teglia ricoperta di carta forno, ricoprite l'impasto col sugo, unite la mozzarella tagliata a dadini, un cucchiaio di pecorino romano grattugiato, condite con un filo d'olio e fate lievitare per una decina di minuti.
Quindi cuocete in forno preriscaldato a 200°, fino a quando risulterà dorata in superficie.
Stendete anche la seconda porzione di impasto, ricopritela col radicchio, unite la mozzarella e il gorgonzola tagliati a dadini, condite con un filo d'olio e il pepe macinato al momento.
Fate lievitare per una decina di minuti e cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti.




Ho abbinato una birra doppio malto

domenica 9 gennaio 2011

L'inverno in tavola: crema di patate e porri




In questi giorni in città e nei negozi, sto assistendo ad uno "strano" e "noioso" fenomeno: da un lato le strade, i palazzi, alcuni negozi, sono ancora addobbati a festa, luminarie, babbi natale, alberi e tutto il corollario natalizio.
Dall'altro è già pronta sugli scaffali dei supermercati l'offerta di dolci tipici del carnevale.

Quindi da una parte panettoni, pandori e torroni in offerta, dall'altro, new entry del week end, i dolci del carnevale.

Ma dopo l'Epifania, il Natale non dovrebbe essere solo un ricordo? Perchè fino a metà gennaio, a volte anche oltre, gli addobbi non vengono tolti? E poi, dov'è finito quel periodo di transizione tra le festività natalizie e il carnevale? Quel periodo, dove si viveva l'inverno per quello che era, con sobrietà, senza pensare di passare da una festività all'altra?
La risposta è scontata, banale.
Quel periodo è stato stritolato dalle logiche di mercato, che ci vuole tutti consumatori, neanche tanto attenti alla qualità, e come tali dobbiamo spendere e comprare senza sosta tutto l'anno.

Con queste parole non voglio sembrare Savonarola, semplicemente penso che dovremo essere consumatori più consapevoli, comprando il meglio, concedendoci anche un milione di coccole, ma senza lasciarci "guidare" dal mercato.

Vi assicuro che ieri, vedevo in molti carrelli, "spuntare" confezioni di chiacchiere...

Io intanto medito mangiando questa crema calda, vellutata e molto invernale. Accompagnata da una tazza di buon è una supercoccola.
Ho abbinato il
Grand Keemun, il suo sapore legnoso e affumicato, si adattava molto bene alla morbidezza e alla dolcezza della crema.

Crema di patate e porri

ingredienti per 2 persone

600 g. di patate,
3 porri,
40 g. di burro,
alloro,
brodo vegetale,
sale,
pepe.

Pelate le patate, lavatele, tagliatele a pezzettoni, mondati i porri, tagliateli a rondelle e lavateli.
Ponete il tutto in una pentola, aggiungete il brodo vegetale, una foglia di alloro, il burro, salate, pepate e fate cuocere per circa un'ora, poi col minipimer frullatela. Servitela calda.



Ho abbinato il tè nero cinese Grand Keemun

mercoledì 5 gennaio 2011

Lasagne con radicchio e salsiccia





In inverno, cosa c'è di più "coccoloso", caldo, confortevole e buono, di un piatto di lasagne al forno?
Se poi, per il ripieno, si utilizzano verdure di stagione, quali il radicchio tardivo,la sensazione di benessere aumenta.

Sull'onda di questi pensieri gourmand/coccolosi, nonchè dall'esigenza di consumare una salsiccia "triste e sola" nel freezer, ho pensato di fare le lasagne farcite con besciamella, salsiccia, radicchio stufato, scamorza e nocciole.

Ho ottenuto un piatto ricco di sapore, nel quale tutti gli ingredienti erano ben amalgamati ed equilibrati.




Anche in questo caso, oltre ad un buona bottiglia di vino, mio marito ha stappato un Riesling, ho abbinato il .
Le lasagne di questa ricetta, rappresentavano una sfida molto stimolante. L'amaro del radicchio, anche se molto sfumato, avendo utilizzato quello tardivo, la sapidità della salsiccia, la besciamella, la scamorza affumicata, le nocciole, mi hanno "indirizzata" verso un tè verde cinese. Ho optato per il pregiato Yun Wu Cha.
Il suo gusto di nocciola mi sembrava molto indicato per queste lasagne.

Rimanendo in tema di , spesso ricevo qualche e-mail di lettori che seguono il mio blog, nelle quali mi chiedono come è nata la passione di abbinare il ai piatti salati.
La stessa domanda mi viene posta dagli amici.

Ebbene, la risposta è molto semplice. Come ho più volte detto, sono una "grande sperimentatrice", se da un lato amo molto la nostra cucina regionale, dall'altra la mia curiosità innata, mi spinge sempre a conoscere nuovi cibi, nuove culture, nuovi mondi.
Ed il tè è proprio un mondo. Dove convivono tè di tutti i tipi, dai neri ai verdi, dai bianchi ai gialli, passando per gli oolong e i pu-erh.

A questo si unisce la passione per la letteratura. Soprattutto nei classici della letteratura russa, il è una bevanda bevuta continuamente, spesso abbinata a pietanze salate.

Così, vuoi per curiosità, vuoi per "divertimento", vuoi perchè mi piace lanciarmi sfide e giocare ad abbinare cose, a prima vista, improbabili, ho iniziato ad accompagnare i pasti col tè.
A mio marito, anche per condividere un'"esperienza", ho offerto il tè, a lui è piaciuto abbinato ai cibi salati e ha continuato a berlo.

Piano piano, è diventata una vera abitudine.

Lasagne con radicchio e salsiccia

per 2 porzioni

per l'impasto:

160 g. di farina 00,
40 g. di grano duro,
2 uova,

per il ripieno:

500 g. di radicchio tardivo,
1 salsiccia,
1 porro,
80 g. di scamorza affumicata,
60 g. di nocciole,
parmigiano reggiano,
olio extravergine di oliva,
sale.

per la besciamella:

40 g. di burro,
40 g. di farina,
1/2 l.di latte,
noce moscata,
sale.

Per prima cosa preparate la pasta all'uovo. Intanto stufate il radicchio, in un tegame ponete il porro mondato, lavato e tagliato a rondelle, fatelo ammorbidire per 3 - 4 minuti in un cucchiaio di olio extravergine di oliva, aggiungete il radicchio lavato e tagliato a listarelle. Salate e fate stufare fino a quando sarà diventato molto morbido.
Nel frattempo cuocete in padella la salsiccia. Poi preparate la besciamella, seguendo le indicazioni riportate qui.
Tagliate la salsiccia a rondelle e la scamorza a fettine sottili.
Tirate la sfoglia, ottenendo dei rettangoli di dimensioni adattabili alla pirofila prescelta; l'importante è che il numero di sfoglie sia tale da preparare almeno 6 - 7 strati.

Lessate le sfloglie in abbondante acqua bollente, salata. Ponetele su un canovaccio ad asciugare, poi preparate le lasagne.
Ungete il fondo di una pirofila, o di due pirofili monoporzioni, con l'olio extravergine, ricoprite con la sfoglia di pasta, unite la besciamella, un po' di parmigiano grattugiato, la salsiccia, la scamorza, le nocciole, precedentemente tostate.
Continuate fino ad esaurimento degli ingredienti.
L'ultimo strato l'ho ricoperto con besciamella, parmigiano e nocciole.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°, per circa 25 minuti, gratinate per circa 5 minuti col grill.



Ho abbinato il vino bianco Riesling e il tè verde cinese Yun Wu Cha.

domenica 2 gennaio 2011

Gnocchi di ricotta gratinati al forno e swap natalizio





Buon 2011 a tutti!!!!

In questi giorni ho seguito ritmi più slow, e ho capito che non è così difficile ritagliarsi angoli e spazi, senza dover correre tutta la giornata.
Basta capire cosa è veramente importante, cosa si può rimandare senza creare problemi agli altri e a se stessi, e cosa è veramente superfluo.
Per quello che mi riguarda, devo imparare a distribuire bene le attività, evitando, come faccio spesso, di concentrare tante cose nella stessa giornata.

Gli gnocchi di ricotta, sono proprio la ricetta ideale per i ritmi slow.
Come ho
già scritto, sono veramente veloci da preparare. Sono gustosissimi. Si possono preparare con diversi sughetti. Inoltre, rispetto a quelli preparati con le patate, non richiedono sughi particolari, anche conditi con abbondante parmigiano reggiano e pepe, sono buonissimi

Proprio come nella ricetta di oggi. Gli gnocchi li ho preparati al ritorno dal lavoro, dopo una giornata caotica in tutti i sensi.

Il frigo non pienissimo, la poca voglia di uscire di nuovo per fare la spesa, mi hanno spinta a preparare gli gnocchi, e poichè non avevo niente di particolare per condirli, visto che gli gnocchi, tra la ricotta e l'uovo, sono già ricchi di sapore, ho pensato che una semplice gratinatura in forno col parmigiano grattugiato e il pepe, poteva essere sufficiente.
Ed è stato proprio così. Ancora una volta ho fatto la dose per 4 persone, li abbiamo mangiati tutti e mio marito mi ha anche detto: "potevi farne di più....".

Come sempre ho abbinato il . In questo caso, la serata freddissima, mi ispirava un tè nero caldissimo, preparato con la teiera di terracotta.
Così ho abbinato il
Grand Keemun, un tè proveniente dalla Contea di Qimen, da qui il nome.
Il Grand Keemun è ideale abbinato con i latticini, in questo caso, il suo gusto affumicato e le sue note legnose, hanno aiutato a conferire carattere ad un piatto dai sapori delicati.



Ringrazio Maria, la mia compagna di Swap, per il pacco che mi ha inviato. E' stata molto carina a regalarmi i dolci tipici natalizi, preparati da lei.



Gnocchi di ricotta gratinati al forno

ingredienti per 4 persone:

per gli gnocchi:

250 g. di ricotta piemontese,
180 g. di farina,
6 cucchiai di parmigiano reggiano,
1 uovo,
noce moscata,

per il condimento:

parmigiano reggiano,
pepe.

Per la preparazione degli gnocchi, cliccate
qui. Una volta pronti, conditeli con abbondante parmigiano grattugiato e pepe. Disponeteli in teglie monodosi, e cuoceteli in forno, preriscaldato
a 180°, per circa 1o - 15 minuti. Fateli gratinare con la funzione grill per qualche minuto.



Ho abbinato il tè nero Grand Keemun