giovedì 28 ottobre 2010

Frittata col radicchio



Che delizia l'autunno! Tante verdure deliziose sui banchi del mercato, tante sagre, la vendemmia, l'olio novello.

Ebbene si, l'autunno, lo dico a voce alta, anche se so che gli amanti dell'estate dissaproveranno, è una delle mie stagioni preferite.

Sarà il retaggio degli anni universitari, quando l'autunno rappresentava la ripresa dei corsi, la vita universitaria a tutto tondo, intere giornate trascorse tra corsi, esercitazioni e ricerche in biblioteca, una vita che mi dava gioia e mi entusiasmava moltissimo.

Anche perchè tutte queste attività erano condivise con colleghi, che nel corso degli anni sono diventati cari amici.

Quindi, tra un corso e un'esercitazione c'erano tante chiacchierate, tanti sogni, tante speranze.

E tanto cibo. I tranci di pizza presi al volo al chioschetto all'angolo, la pizza, i dolci in una delle pasticcerie più importanti di Napoli, e, ovviamente, panini.



Farciti in mille modi diversi, formaggi, salumi, tonno, verdure, latticini e frittate.

Che meraviglia il panino con la frittata. Preparata la mattina, profumava ed insaporiva il panino, e si aspettava la pausa pranzo già pregustando quel panino e le tante chiacchiere.

Insomma, un po' la stagione, un po' la frittata, preparata appositamente per la raccolta di
Federica, mentre affettavo il radicchio e battevo le uova, ho ricordato questo importante periodo della mia vita, che oggi ho condiviso con voi.

Per la raccolta di Federica volevo preparare una frittata con una verdura.

Mi piaceva tanto l'idea del radicchio, verdura che mi piace tanto, così dopo averlo abbinato agli
gnocchi, preparato al forno, grigliato, ho pensato di prepare una frittata.

Dunque, con questa frittata, partecipo alla raccolta:
un uovo per amico, organizzata da Federica.



Frittata arricchita da una manciata di nocciole, tritate grossolanamente e del pecorino di fossa.

Veramente gustosissima.

Peraltro, per renderla più leggera, l'ho cotta in forno, ma si potrebbe anche friggerla.




E da bere? Vino? Acqua? Birra? Noooo. Ancora una volta il TE'.

Anche in questo caso, il tè nero cinese, il Grand Keemun, si è rivelato decisivo.

Il suo gusto affumicato, contrastava con quello leggermente amaro del radicchio e si abbinava col pecorino di fossa.

Prima di passare alla ricetta mi fa piacere segnalarvi il
Candy natalizio di Viola.

Viola sente già l'atmosfera del Natale, e con questo Candy, l'ha comunicata anche a me!

Io mi sono già iscritta.



Frittata di radicchio

ingredienti per due persone:

3 uova,
1 cespo di radicchio,
30 g. di pecorino di fossa,
una manciata di nocciole,
rosmarino,
olio extravergine di oliva,
sale e pepe.

Mondate e lavate il radicchio, tagliate il cespo in quattro parti, conditelo con del rosmarino e cuocetelo in forno, per circa 20 minuti, girandolo un paio di volte.
Quindi, condite con un filo d'olio e cuocete per altri 5 - 6 minuti, tagliatelo a tocchetti.
Tritate grossolanamente le nocciole, tagliate a la fetta di pecorino di fossa. Battete le uova, unite il radicchio, le nocciole, il pecorino di fossa, salate, pepate.
Ponete in una teglia e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Servitela tiepida.



Come scritto, ho abbinato il tè nero Grand Keemun.

lunedì 25 ottobre 2010

Facciamo un break?



Sarà perchè non mi piace mangiare in maniera eccessiva a pranzo, sarà questione di abitudine, ma a metà pomeriggio mi piace molto fare uno spuntino.

Se ho poco tempo, quindi quasi sempre, mi limito a qualcosa di semplice, un frutto o uno yogurt.
Se invece sono a casa, ed ho tempo, preparo qualcosa di più stuzzicante.

Per la bevanda, mi oriento su uno dei miei e scelgo.

Per lo spuntino, solitamente preparo qualcosa di salato. E' inutile precisare, l'ho scritto e riscritto, che il tè lo bevo indifferentemente sia con pietanze dolci che salate.

E' un'abitudine che ho coltivato fin dai tempi di quando ero studentessa universitaria.

Ancora ricordo lo stupore col quale fu accolta da molti miei amici la scena del bellissimo film "Casa Howard" di J. Ivory, nella quale il tè veniva abbinato a dei sandwich con cetriolini.

Episodio che, a onor del vero, nel libro non c'è.

Ma, secondo me, la scena del film era un tributo ad una radicata abitudine inglese. E contestualizzata ad una precisa situazione.



Ma non divaghiamo e torniamo a discorsi mangerecci: qualche giorno fa, ho preparato questi tramezzini.
Molto veloci e semplici. Ma veramente buoni.
Per alcuni ho utilizzato la crema di olive della linea OrtoCori, prosciutto crudo e qualche gambo di sedano.




Gli altri sono stati preparati con la crema di carciofi sempre della linea OrtoCori, tonno e decorati con qualche rondella di carota e olive nere.





Erano entrambi buonissimi. Sia la crema di olive, che quella di carciofi erano deliziose e avevo voglia, dopo averle assaggiate nei fagottini e nel risotto, di gustarle a crudo.

Peraltro, anche se sembra più scontato l'abbinamento crema di olive/tonno, vi assicuro che invece il tonno si abbina molto bene con i carciofi e il connubio crema di carciofi - tonno era fantastico.

Mi sentivo creativa e ho realizzato i mini sandwich crema di carciofi e tonno, come dei pasticcini.
Cosa ne dite? Sono simpatici?



E come tè? Ho abbinato un tè nero indiano del Darjeeling, profumato al bergamotto, l'Earl Gray Imperial.

L'aroma al bergamotto si abbinava molto bene sia con la crema di olive, che quella di carciofi e a al tonno.

Per la preparazione non indico le dosi, ma semplicemente gli ingredienti.

Mini sandwich con crema di olive e prosciutto crudo:

Pan carrè,
prosciutto crudo,
crema di olive OrtoCori,
sedano.

Private il pan carrè della crosta, tagliate ogni fetta a metà, spalmatela con la crema di olive, unite una fetta di prosciutto e coprite con un'altra fetta di pan carrè.
A piacere decorate con gambi di sedano tagliati a julienne.

Mini sandwich con crema di carciofi e tonno sott'olio:

Pan carrè,
una scatoletta di tonno,
crema di carciofi OrtoCori,
una carota,
olive nere di Gaeta.

Private il pan carrè della crosta, tagliate ogni fetta in quattro parti, spalmatele con la crema di carciofi, unite il tonno sott'olio, coprite con un'altra fetta di pan carrè, spalmate con altra crema di carciofi e decorate con qualche rondella di carota e olive nere.



domenica 24 ottobre 2010

Smilla Magazine: il mondo della cucina in un clic!

Sono stata contattata dalla gentile Benedetta di Smilla Magazine, che mi ha proposto di aggregare il mio blog al loro sito.

Incuriosita ho fatto un "giro" virtuale, ed ho scoperto un bel sito, ben organizzato, dedicato al mondo della cucina.

In pratica una rassegna stampa, di ciò che i blog e i siti dedicati alla cucina, pubblicano quotidianamente.

Come tutti gli aggregatori di blog, non riporta integralmente il testo del post, ma uno snippet, col rimando al blog tramite il link.

Smilla Magazine mi è piaciuto. Ho trovato molto bella la grafica, e ben evidenziati i vari articoli.

Così ho accettato di farne parte.

Se volete aggregarvi, basta un clic, e il gioco è fatto!

mercoledì 20 ottobre 2010

Baccalà in umido




Riflettevo su quanto sia semplice ricavarsi uno spazio di pace e tranquilità, anche nelle giornate più caotiche.

Oggi dopo una lunghissima giornata di lavoro, sono tornata a casa, ho iniziato a preparare la cena, poi ho preparato il tè. Un tè verde cinese al gelsomino. Così ho iniziato a sorseggiarlo, appoggiata al davanzale della finestra, osservando il passeggio, gli alberi che sono sempre più spogli, la natura che piano piano si prepara ad affrontare l'inverno.

Ed io, ero completamente immersa in tutto questo, e sorso dopo sorso, mi sentivo sempre più leggera e in pace con tutto.



Sono veramente convinta che basta leggersi dentro, capire cosa ci rende sereni e coltivare le proprie passioni.

Questo baccalà in umido è un esempio delle mie passioni. La ricetta, sebbene molto gustosa, è davvero molto semplice.

La passione è entrata in gioco con l'abbinamento col tè.

Basandomi sulle conoscenze dei vari tipi di tè, ho pensato che i tè verdi, sarebbero stati troppo leggeri e coperti dal sapore del baccalà, pesce di suo molto sapido, e dal sugo preparato con i pomodori olive e capperi.

Così mi sono orientata su un tè nero, e ho optato per il Grand Keemun, un tè nero cinese, dalle note legnose e affumicate.

Ho valutato che i formaggi e i latticini affumicati, tipo le scamorze e le provole, reggono bene il pomodoro, e che il pesce si presta anche all'affumicatura, come per esempio il salmone.

Scelta felice. Il Grand Keemun ha ben esaltato il sapore complesso del baccalà in umido, e il suo aroma si espandeva senza essere coperto dal sapore del pesce.

Sicuramente da rifare. Questa volta, però, cucinerò le triglie alla livornese.

Come baccalà ho utilizzato quello essicato, lo preferisco a quello ammollato, e in un paio di giorni in acqua e qualche risciacquo è pronto.
Avendolo preparato in questi giorni, ho utilizzato i pomodorini datterini in scatola. Quelli freschi non sono più di stagione e, come sapete, rispetto sempre la stagionalità dei prodotti.
Inoltre non ho salato il sugo essendo i capperi e il baccalà piuttosto sapidi.
Eventualmente, prima della fine della cottura, verificate e regolate di sale.

Baccalà in umido

ingredienti per 2 persone

un trancio di baccalà essiccato di circa 400 g,
400 g. di pomodorini datterini in scatola,
olive nere,
capperi sottosale di Pantelleria,
olio extravergine di oliva,
1 aglio,
prezzemolo,
sale.

Fate soffriggere l'aglio in tre cucchiai di olio, unite i pomodorini, il prezzemolo, le olive i capperi e fate cuocere per circa 10 minuti.
Unite il baccalà, precedentemente ammollato, e suddiviso in tranci e fate cuocere per circa 35 - 40 minuti.
Regolate il sale e servite caldo.



Come già scritto ho abbinato il tè nero Grand Keemun

domenica 17 ottobre 2010

Un tocco internazionale in tavola: pane francese



Giornata uggiosa, una pioggerella fine e persistente scende su Milano. Gli alberi mano a mano stanno perdendo le foglie, passando dai caldi colori aranciati, ad un aspetto più invernale.
Il grigiore pervade ogni cosa.
La mia casa profuma di tè, tisana e pasta al forno. Il pranzo di oggi.
E il pane delle foto? L'ho preparato a fine giugno, quando ormai il caldo imperversava e accendere il forno era una follia.
Ma come ho scritto e riscritto le cotture al forno mi piacciono e se ho deciso di preparare qualcosa, il caldo non mi fa desistere.
Avrei tanto voluto preparare il pane anche oggi, ma ho alle spalle una settimana intensa e stressante e non volevo impegnare tutta la domenica mattina nella preparazione del pane.



Senza considerare che avrei dovuto preparare la biga ieri sera e, sinceramente, ho preferito dedicarmi ad altro.



Anche questa ricetta l'ho vista al corso dedicato al pane, svolto presso La Scuola de La Cucina Italiana.



Ho seguito le istruzioni riportate sul manuale ad eccezione del quantitativo d'acqua: l'ho dovuto diminuire, altrimenti l'impato sarebbe venuto troppo molle.
D'altra parte il docente ha più volte suggerito di aggiungere l'acqua pian piano, perchè non sempre è necessario tutto il quantitativo indicato nella ricetta.

Poi, si sa, la quantità d'acqua, varia molto in base alle condizioni climatiche.
Se il clima è umido ne occorre molto meno.

Il pane era delizioso. Morbido dentro, croccante fuori, molto ben alveolato.
L'ho anche surgelato e una volta scongelato risultava ancora molto buono e gustoso.

Pane francese

ingredienti per la biga:


200 g. di farina,
100 g. di acqua,
5 g. di lievito,

ingredienti per l'impasto:

700 g. di farina,
400 g. di acqua,
20 g. di lievito,
20 g. di zucchero,
25 g. di sale.

Impastate gli ingredienti della biga e lasciate riposare per circa 12 ore in una ciotola coperta.
Versate la farina sulla spianatoia e formate la fontana.
Versate una parte di acqua, la biga, il lievito, lo zucchero e mescolate. Aggiungete la restante acqua, il sale e lavorate molto bene l'impasto avendo cura di ottenere una pasta morbida ed elastica, lasciatela riposare per 30 minuti, date una piegatura e rimettetela a riposare in una ciotola unta d'olio e coperta per altri 30 minuti.
Spezzate dei pezzi dal peso desiderato e formate delle ciabattine, rimettetele su un canovaccio infarinato per altri 15 minuti circa e copriteli.
Allungate i filoncini e terminate la lievitazione sulla teglia, avendo cura di capovolgere il filoncino dalla parte infarinata verso l'alto, tenendo sempre coperto, per altri 50 minuti.
Infornate con vapore, utilizzando possibilmente la funzione ventilata, a 220° per circa 20 - 25 minuti.

mercoledì 13 ottobre 2010

Risotto con crema di carciofi



Ambientazione giapponese, per uno dei più tipici piatti, riso a parte che comunque rievoca l'Oriente, della nostra cucina: il Risotto.

Lo scrivo con la maiuscola, perchè lo ritengo uno delle preparazioni più importanti della nostra cultura gastronomica.

Versatile, si può preparare con verdure, carne, pesce, formaggi.
Veloce da preparare, ma con una serie di regole da seguire: un buon soffritto di cipolla o porro, la tostatura del riso, la sfumatura del vino, la mantecatura finale.
Il risultato: un piatto delizioso, che riscalda il cuore.

Preparare un risotto, per me è un piacere. Da un lato c'è tutto il rituale descritto, dall'altro la consapevolezza che in pochi minuti, quelli che occorrono affinchè il riso si cucini, devi dare il meglio, altrimenti se il riso non è ben mantecato, non salato e pepato nella giusta misura, non c'è più tempo di rimediare.

Un rito dicevo, al pari della preparazione per il tè: giusta quantità di acqua e tè, rispetto del tempo di infusione, temperatura da adattare ai vari tipi di tè.

Per il risotto presentato ho utilizzato la crema di carciofi della OrtoCori.
Deliziosa! La crema rende al meglio la delicatezza e la bontà dei carciofi.
Ha insaporito e profumato il risotto armonizzando col porro e l'emmentaler.

Come sempre, per una preparazione salata ho abbinato un tè.
In questo caso ho scelto l'Earl Gray Imperial, un tè nero indiano, proveniente dalla zona del Darjeeling, profumato al bergamotto.
I carciofi armonizzano molto bene con gli agrumi, questo tè sembrava fatto apposta proprio per il "mio" risotto.

E l'ambientazione giapponese, cosa c'entra con un tè indiano e un piatto italiano?
Forse niente, forse una commistione tra cibi, bevande e utensili di nazioni diverse.
Forse la voglia di giocare e di usare le zuppierine giapponesi e le ciotole per il tè, anch'esse giapponesi.



Risotto con crema di carciofi

ingredienti per due persone

180 g. di riso,
100 g. di emmentaler,
crema di carciofi OrtoCori,
brodo vegetale,
1 porro,
olio extravergine di oliva,
sale e pepe.

Tagliate a rondelle molto sottili il porro, lavatelo velocemente, asciugatelo bene e fatelo soffriggere a fiamma non molto alta, per circa 3 minuti in 2 cucchiai di olio extravergine di oliva.
Quindi aggiungete 2 - 3 mestolini di brodo, mescolate in continuazione e fate cuocere fino a quando il brodo si è consumato e i porri sono teneri.
Aggiungete il riso, tostatelo, salate, pepate e portate a cottura aggiungendo mano a mano il brodo.
Pochi minuti prima della fine della cottura unite l'emmentaler tagliato a dadini, mescolate bene.
Una volta pronto, unite tre cucchiai di crema di carciofi amalgamate il tutto.
Fate "riposare" il risotto per un paio di minuti e servite.



Ho abbinato il tè nero indiano Earl Gray Imperial

domenica 10 ottobre 2010

Cake arancia e cioccolato



Che stress! Settimana lunga e impegnativa. Week end pieno di lavoro e varie.
Finalmente sono riuscita a ritagliarmi uno spazio per aggiornare il blog...
Questo cake l'ho preparato qualche settimana fa, adesso ne mangio virtualmente una fetta. (Sigh!).

Nella preparazione del cake ho fatto un percorso inverso: sono partita dal tè, e ho pensato di preparare un dolce che si abbinasse con il suo aroma.

Il tè è il Dajeerling Rose D'Himalaya, un tè indiano dalle note fruttata sulle quali spicca l'aroma della rosa.
Veramente ottimo!

Così ho pensato ad un cake, preparato con yogurt per renderlo morbido, ma nel contempo leggero e aromatizzato dalle scorzette d'arancia candite e da gocce di cioccolato fondente.
Alla farina ho aggiunto nocciole tostate e macinate che hanno arricchito il sapore del cake.



L'abbinamento si è rivelato molto felice e la mia colazione pure...

Per altro si è mantenuto morbido e fragrante per diversi giorni.

Cake arancia e cioccolato

200 g. di farina 00,
150 g. di frumina,
100 g. di nocciole,
150 g. di zucchero di canna,
150 g.di yogurt bianco,
2 uova,
60 g. di gocce di cioccolato fondente,
60 g. di arancia candita,
olio extravergine d'oliva,
1 dl di latte,
1 bustina di lievito per dolci.

Montate le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete lo yogurt e 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, unite mano a mano il composto di farina e frumina, le nocciole, precedentemente tostate e tritate col mortaio, il lievito e il latte tiepido. Incorporate, delicatamente con l'aiuto di una leccapentola l'arancia candita e le gocce di cioccolato.
Versate il composto in uno stampo da plum cake, oliato e rivestito di carta forno anch'essa oliata; fate cuocere in forno già a 180° per circa 35 minuti; se la superficie dovesse scurirsi molto coprite il plum cake con carta forno.
Sfornatelo, vale sempre la prova stecchino, fatelo raffreddare, sformatelo e lasciatelo raffeddare su una gratella da pasticciere e poi ponetelo su un vassoio.



Ho abbinato il tè nero Dajeerling Rose D'Himalaya

giovedì 7 ottobre 2010

Fagottini con crema di olive e scamorza


Come ho più volte scritto, ho un'autentica passione per le preparazioni lievitate salate.
Pizza, focaccine, panini ripieni, briosce salate,
tortani e casatielli mi piace cucinarli e mangiarli.
Lo so, non scopro nulla di nuovo, ma per me partire da un pugno di farina, acqua e lievito e vedere l'impasto "crescere", raddoppiare in volume mi sembra una "magia".

Alla luce di queste considerazioni, ho voluto provare la crema di olive nere, della ditta
OrtoCori, in una preparazione lievitata.



Così mi sono decisa per questi fagottini di pasta per la pizza farciti da una noce di crema di olive nere, prosciutto cotto e scamorza affumicata.

Il prosciutto cotto con la sua dolcezza ha creato un interessante contrasto con la crema di olive saporita e dal gusto più deciso, la scamorza affumicata ha regalato un effetto filante e il gusto affumicato ha reso molto bene con la crema di olive.



Anche in questo caso ho giocato ad abbinare il tè. I fagottini li ho preparati per cena, ma un paio li ho utilizzati come merenda abbinati ad un Earl Gray Silver Tips, un tè proveniente dalla Cina, con un consistente numero di gemme argentate, le Silver Tips, dal delicato profumo di bergamotto.

Abbinamento riuscitissimo.



Li ho riproposti a cena con una teiera calda e fumante di Earl Gray Silver Tips.

Ancora una volta mi (ci) è piaciuto questa fusion di sapori: il tè cinese, dal gusto al bergamotto, che accompagna un fagottino salato, con una farcitura alla crema di olive e scamorza che più mediterranea non si può.

Inutile aggiungere che sono stata invitata a prepararle di nuovo....

Fagottini con crema di olive nere e scamorza

per l'impasto:

250 g. di farina 0,
12,5 g. di lievito di birra,
1 cucchiaio di malto,
olio extravergine di oliva,
1 cucchiaino raso di sale,

per la farcitura:

100 g. di scamorza affumicata,
100 g. di prosciutto cotto,
crema di olive nere OrtoCori.

Per la preparazione dell'impasto, fate con la farina la fontana, aggiungete al centro 1 cucchiaio di olio, il malto, il lievito sbriciolato, mescolate bene, e iniziate a lavorare, aggiungendo mano a mano acqua tiepida nella quale avete sciolto il sale. Lavorate energicamente l'impasto, fino a quando diventa liscio e non più appiccicoso; formate un panetto e ponetelo in un recipiente, copritelo con un panno umido e mettete il tutto in un luogo tiepido e privo di correnti d'aria a lievitare.
Intanto tagliate la scamorza a dadini e il prosciutto a listarelle. Quando l'impasto sarà pronto lavoratelo brevemente per sgonfiarlo, tagliatelo a rettangoli distribuite al centro la scamorza e il prosciutto, aggingete una nocciola di crema di olive. Chiudete il fagottino e spennellatelo con un'emulsione preparata unendo due cucchiaini di olio extravergine e 4 di acqua.
Cospargete con qualche grano di sale grosso e fate lievitare per trenta minuti.
Cuocete in forno preriscaldato a 210° per circa 25 minuti, o fino a quando saranno dorati in superficie.
Appena pronti spennellateli subito con la restante emulsione.



Come già scritto ho abbinato il tè nero Earl Gray Silver Tips

lunedì 4 ottobre 2010

Relax! Prima il piacere e poi...il piacere!


Com'è piacevole trascorrere un paio d'ore a leggere e sorseggiare un tè o una tisana.

Un paio d'ore da dedicare a se stessi, immersi nella lettura, nei propri pensieri, nei progetti che favoriti dal relax e dall'ozio mano a mano diventano sempre più consistenti.

Io credo molto nei momenti di ozio creativo e rigeneranti. La vita col suo scorrere impetuoso, a volte ci fa dimenticare della nostra essenza, dei nostri sogni.

Poi, come per magia, basta un po' di tempo da trascorrere con calma e una serie di idee, prima, timidamente, incominciano a fare capolino e poi piano diventano sempre più corpose.

Fino a darci un nuovo impulso e via di nuovo nella mischia, con tante idee da accarezzare e progetti da attuare.

E fra una pausa e l'altra, cosa si mangia????

Una cenetta veloce e gustosa realizzata con fichi, mirtilli, formaggi e prosciutto.

Effettivamente io ho preparato entrambe le cose per cena, ma sia il pecorino con i mirtilli, al mercato ancora ne ho visti, io li ho preparati alla fine di agosto, che i fichi col prosciutto possono essere un gustoso e veloce antipasto, o utilizzati per un brunch, o un buffet.

Per ottimizzare i tempi ho preparato il pecorino con i mirtilli, mentre i fichi erano nel forno.

Le ricettine le ho viste su La Cucina del Corriere, i numeri di agosto e settembre 2010, mi sono piaciute e le ho volute provare.

Mi allettava in particolar modo la rivisitazione del classico abbinamento fichi - prosciutto, arricchito col gorgonzola e passato velocemente nel forno.

Delizioso!

Il gorgonzola si è leggermente sciolto, il prosciutto ha profumato i fichi, creando un connubio di sapori intenso e gustoso.

Le ricette le ho seguite fedelmente, fatta eccezione per i fichi: ho preferito pelarli e li ho cotti utilizzando solo il miele per creare un contrasto dolce salato più spiccato; inoltre ho preferito utilizzare la marmellata di mirtilli pura e non scaldata a bagnomaria come suggeriva la rivista.



E la bevanda della foto iniziale? Una tisana molto aromatica, preparata con foglie di mora e di ribes nero, pezzi di mela, semi di finocchio, menta piperita, rosa canina, ribes neri.

Ottima in ogni ora della giornata e molto digestiva.



Sono irriducibile, lo so, ma anche in questo caso oltre ad un vino bianco di Orvieto, ho voluto abbinare un tè.
Un tè specifico, un pregiato Darjeeling, che come ho più volte scritto, lo trovo perfetto abbinato alle pietanze salate.

Involtini di prosciutto con fichi e gorgonzola

ingredienti per 2 persone

6 fichi,
3 fette di prosciutto crudo,
40 g. di gorgonzola piccante,
miele di acacia.

Lavate bene i fichi, asciugateli, incideteli dalla parte del picciolo con un taglio a croce, dividendoli in quarti, senza staccarli dalla base.
Tagliate a dadini il gorgonzola.
Tagliate il gorgonzola a dadini, aprite leggermente ciascun fico come fosse un fiore e disponetevi nel centro un paio di dadini di gorgonzola.
Tagliate le fettine di prosciutto a metà, nel senso della lunghezza, poi avvolgete un fico in mezza fetta di prosciutto.
Fate sciogliere in una pirofila un paio di cucchiai di miele con qualche cucchiaio d'acqua, poi disponete gli involtini e passateli nel forno, precedentemente riscaldato a 160° per circa 20 minuti.

Stuzzichini di formaggio e confettura di mirtilli

ingredienti per 2 persone:

60 g. di pecorino giovane,
marmellata di mirtilli,
mirtilli.

Ricavate dal formaggio alcune fette spesse circa 1/2 cm, quindi tagliatele a quadrati di circa 1,5 cm di lato.
Servendovi di un cucchiaino adagiate la confettura al centro di metà dei quadrati di formaggio, adagiate su questi i restanti pezzi di pecorino e completate ponendo al centro di questi ultimi ancora un poco di confettura.
Pulite tanti mirtilli quanti sono gli stuzzichini, infilzateli con altrettanti stecchini, posizionando i mirtilli in modo che siano a contatto con la confettura.
Disponete sul piatto di portata e servite a temperatura ambiente.



Come scritto ho abbinato un vino bianco di Orvieto e un tè nero indiano Darjeeling.