
Un argomento che mi appassiona molto è il binomio arte e cibo, nello specifico cibo e letteratura.
Il cibo è vita. E' cultura. Definisce le abitudini di un popolo. Rappresenta la nostra mediazione col mondo.
Gli artisti, da sempre, hanno utilizzato il cibo per definire, contestualizzare, rappresentare un'opera d'arte.
Nella letteratura il cibo è quasi sempre presente, è difficile leggere un libro dove non se ne si parli mai.
Allorquando il cibo non ha una particolare funzione all'interno dell'opera, c'è sempre la descrizione di una scena nella quale i protagonisti sono seduti intorno ad un tavolo a mangiare.
Se pietanze gustose e ricche, o un tozzo di pane poco importa.
Proprio per questo ho pensato di dedicare uno spazio del mio blog alla contestualizzazione di un cibo, in un'opera letteraria.

Come prima ricetta vi propongo le madeleines di Proust.
Perchè parto da Proust e dalle madeleine, "quei dolci corti e paffuti che chiamano petites madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una cappasanta"?
Perchè "Alla ricerca del tempo perduto", il capolavoro di M. Proust è un'opera sul valore della memoria, sull'importanza del ricordo.
Un'opera che ho molto amato, letto e riletto, e ad ogni rilettura ho sempre trovato una nuova sfaccettatura, una diversa interpretazione per alcuni argomenti trattati, una risposta ad alcune domande che inevitabilmente nel corso della lettura di un libro mi pongo, nuove domande su un qualcosa che rivedevo con mente e cuore diversi rispetto alla precedente lettura.
Proust affermava: "Il passato è nascosto in alcuni oggetti concreti".
E in un oggetto concreto, quale la madeleine, Proust, ormai adulto, in un giorno d'inverno ritrovò il flusso dei ricordi, a partire dalle amate vacanze a Combray.
"Un giorno d'inverno, al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine una tazza di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perchè, cambiai idea....E tutto ad un tratto il ricordo è apparso davanti a me. Il sapore era, quello del pezzetto di madeleine, che la domenica mattina a Combray, quando andavo a dirle buongiorno nella sua camera da letto, zia Léonie mi offriva dopo averlo intinto nella sua tazza di tè o di tiglio. "
E' difficile stabilire perchè un libro, un brano musicale, un film, diventino per noi oggetto d'amore, di culto, di venerazione.
Per questo libro potrei trovare mille motivi, ma mi limiterò a dirne soltanto due.
Il primo è legato proprio al tema del libro, il ricordo, la memoria.
Due valori, secondo me importanti sia a livello personale, ma anche in senso più ampio, la memoria di un popolo. Il non dimenticare mai la storia, e considerare sempre che il presente è figlio del passato.
E poi perchè, la mia professoressa di lettere nel corso degli anni, parlando di quest'opera e comparandola alla nosta letteratura, me l'ha fatta molto amare.
La ricetta delle madeleine mi è stata fornita dalla Sig.ra Barbara Sighieri de La Teiera eclettica.
Nella ricetta, quindi, è ovviamente presente il tè, ma non come bevanda d'accompagnamento, ma proprio come ingrediente.
Probabilmente le madeleine di Proust non erano preparate col tè, ma la cultura del tè in Francia, ha radici fin dal 1600, e i dolci a base di tè in Francia sono da sempre molto diffusi.

Comunque, volevo provare un tipo di madeleine diversa dal solito, e l'idea di prepararla col tè verde giapponese, mi è sembrata una piacevole fusion tra le mie passioni: cibo, tè e letteratura.

Le madeleine sono venute buonissime, hanno riscosso successo un tale successo, che il giorno dopo ho dovuto preparle di nuovo per i colleghi di mio marito.
Madeleine
ingredienti per 20 madeleines grandi
100 g. di farina,
100 g. di zucchero,
100 g. di burro,
2 uova,
1 cucchiaio di miele,
1 cucchiaino di lievito per dolci,
1 cucchiaio di tè sencha tokomushi.
Unite la farina con il lievito e il tè e setacciate almeno un paio di volte. Sbattete le uova in una ciotola larga, unite quindi il miele sempre mescolando, e lo zucchero poco alla volta, continuando a sbattere bene.
Aggiungete il composto di farina, quindi il burro, ammorbidito a temperatura ambiente, poco alla volta, sempre mescolando bene.
Imburrate e infarinate gli stampini da madeleines, quindi mettete il composto negli stampi e lasciate cuocere, in forno preriscaldato a 170°, per circa 15 minuti.
Eventualmente verificate con uno stuzzicadenti che la parte centrale dell'impasto sia asciutta.

Come tè ho abbinato il sencha tokomushi.
