
Dopo alcuni giorni di assenza, rieccomi!
Diciamo che la scorsa settimana il lavoro mi ha letteralmente fagocitata, sembra quasi un paradosso, e ovviamente lo è, ma ho fatto gli straordinari degli straordinari!
Poi nel week end, mi sono presa, finalmente un attimo di respiro, e via dai fornelli, sono stata un pò in giro.
In giro anche a riordinare le idee, a capire cosa fare, ad avere nuove idee, per il blog, la cucina, riflettere su una serie di cose.
E a capire che non bisogna comprare libri di scrittrici americane "giovani e brillanti", anche se come voi hanno un blog di cucina, e volete leggere come le è venuta l'idea del blog, come ha fatto a coniugare il lavoro, il blog, e un'impresa molto più complicata di chi ha un blog di cucina, ovvero preparare tutte le ricette, se non ricordo male più di 500, di un vecchio ricettario francese, ovviamente autentico, in un anno.
Come avrete capito sto parlando del libro Julie e Julia, scritto da Julie Powell, in questi giorni a cinema, nell'omonimo film.
Mamma mia! Una noia terribile. Pagine e pagine di crisi isteriche per una maionese non montata, pianti e malumori per una salsa non perfettamente riuscita; eppoi ricette, sommariamente descritte, che solo a leggerle si ingrassava e il colesterolo raggiungeva picchi elevatissimi!
Burro, carne e interiora, questi, grosso modo gli ingredienti.
E tutti i problemi, crisi, pianti, salse riuscite e non, ricette fantastiche e roba immangiabile, innaffiata da ettolitri di vodka.
Insomma, mi sono annoiata come non mai. Ma, anche se sono dell'avviso che un libro che non piace si può, anzi si deve, lasciare, questo l'ho terminato, non fosse altro per vedere cos'altro riusciva a mangiare, e come poi dal blog, è arrivata ad un film.
Comunque è colpa mia: lo so che questo non è proprio per niente il mio genere, che dopo dieci pagine già sto pensando ad altro, e che comunque fatta eccezione per pochi, pochissimi autori, quali Philip Roth, e Paul Auster, non leggo mai, dico mai, libri appena usciti, perchè mi butto in queste "imprese"?
Per fortuna di Philip Roth è appena uscito il suo ultimo libro: Indignazione, che è già pronto sul tavolino in soggiorno insieme ad una tisana ai frutti di bosco ad aspettarmi.
Comunque, tra il lavoro, il libro e le passeggiate "rivelatrici", ovviamente di niente tranne che fa freddo, ho anche cucinato, e la ricetta di oggi, è proprio adatta ad una serata fredda, umida e piovosa, almeno a Milano, come questa: risotto allo zafferano e funghi porcini secchi. La ricetta è un classico che non necessita di alcuna spiegazione, aggiungo solo che il brodo l'ho preparato senza sale, in quanto ho valutato che il risotto comunque si condisce col sale, i funghi secchi sono abbastanza sapidi, e comunque ho mantecato col grana padano. E come sempre, in nome della leggerezza niente burro e vino. Inoltre una macinatina di pepe nero sarebbe stata ideale, peccato che ho dimenticato di aggiungerla!

Risotto allo zafferano e funghi porcini secchi
Ingredienti per 4 persone
340 g. di riso,
50 g. di cipolla dorata,
1 bustina di zafferano,
20 g. di funghi porcini secchi,
grana padano grattugiato,
olio extravergine di oliva,
per il brodo vegetale:
1 piccola patata,
1 carota,
1 costola di sedano,
1 cipolla,
2 foglie di alloro.
Per prima cosa preparate il brodo vegetale; una volta pronto tritate finemente la cipolla e fatela soffriggere per qualche minuto in 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, unite il riso e quando sarà traslucido salate, unite il brodo mescolate bene, e aggiungendo poco per volta il brodo ben caldo, portate a cottura.
Pochi minuti prima della fine della cottura aggiungete lo zafferano sciolto in una tazzina di brodo, e i funghi precedentemente ammollati, secondo le istruzioni riportate sulla confezione, e tritati grossolanamente; mantecate con un paio di cucchiai di grana e servite subito.

Come vino ho abbinato un Valpolicella superiore.