lunedì 20 maggio 2013

Frittata con pecorino di Farindola e erbe aromatiche

Frittata alle erbe aromatiche 5

Fuori fa - ancora - freddo. Pioviggina, o piove, in questi giorni ho sentito anche qualche tuono.
Il cielo è livido, nuvoloso, grigio.
Insomma, siamo a maggio ma la primavera latita. Ogni tanto fa capolino, aria mite, cielo terso eppoi, puf! in un attimo ritorna il clima uggioso.
Ma io ho voglia di primavera, di tepore, di sole, di passeggiate in campagna.
Ho voglia di vedere la città illuminata da una una lice sfavillante, ho voglia di cieli tersi e anche di vacanze, ma questa è un'altra storia, d'altra parte se una rondine no fa primavera, la primavera non fa vacanza.
Però, tant'è, la sua presenza aiuterebbe!
Comunque, almeno in casa, sebbene con la tuta invernale, la primavera c'è!
Niente cambio di stagione, ma teiera giapponese di porcellana bianca, luminosa. Tanto tè verde.
Rispetto al nero ha delle note floreali e fruttate che sorso dopo sorso, danno la sensazione di passeggiare in un prato all'alba, ancora bagnato dalla rugiada.
Inoltre, richiede temperature di infusione più basse, e quindi risulta più primaverile.
Fiori, tanti fiori. Sulle stoviglie, sulle mie - amate - tazze da tè, nei vasi.
E tante tante tante erbe aromatiche. Sul balcone, of course!, in cucina nei vasetti, pronte all'uso e in tanti piatti.
La pasta, le frittate, anche l'insalata, con l'erba aromatica giusta acquistano un sapore nuovo, intenso, ma nello stesso tempo riconducibile ad aromi e sensazioni che fanno parte della tua vita e sono ben sedimentati nella memoria.
E in attesa che - finalmente - la primavera arrivi, sto cucinando comunque molto, ma piatti più semplici e veloci - pane a parte, ma impastare, lo sapete, mi piace - per assecondare la voglia di lettura che, sebbene in me è permanente, in questo periodo è dirompente.
Un paio di fine settimane fa, nonostante sia stata al lago e quindi ho girato molto, ho letto un libro intero.
In quella appena trascorsa ne ho letti due di Peter Cameron. 
Tornando alla cucina dicevo, semplice, ma curata. 
Come la frittata di oggi. Indubbiamente semplice e veloce, lo sapete non amo enfatizzare quello che cucino infarcendolo di aggettivi per renderlo più originale o creativo.
No, la mia è proprio una semplice frittata, preparata con molta cura e con ingredienti scelti con attenzione.
Dunque, stavolta niente km zero, come formaggio ne ho utilizzato uno abruzzese, il pecorino di Farindola, dal sapore deciso, preparato con caglio suino, poi cipollotto - stufato in padella - la sua dolcezza contrastava molto bene col pecorino, pinoli, per una nota di croccantezza, tanta maggiorana, adoro il suo aroma, un mezzo rametto di rosmarino e qualche foglia di basilico.
Una frittata semplicissima, ma buonissima. Abbinata ad una fresca insalata e a qualche fettina di pane tostato ha rappresentato un pranzo leggero e veloce.
Il tè! In questo caso un oolong, il Wuyi Jun Zi Lan, proveniente dalla provincia cinese del Fujan

Frittata con pecorino di Farindola e erbe aromatiche

ingredienti per due persone:

3 uova,
60 g. di pecorino di Farindoli,
un cipollotto,
parmigiano reggiano,
una manciata di pinoli,
erbe aromatiche - qualche rametto di maggiorana, qualche foglia di basilico, mezzo rametto di rosmarino,
latte q.b.,
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho tagliato a fettine sottili il cipollotto, l'ho posto in una padella con un filo d'olio extravergine e un po' di acqua e l'ho stufato fino a quando è diventato morbido ma non sfatto e ha rilasciato tutto il suo aroma.
Intanto ho battuto le uova, tagliato il formaggio a listarelle sottili, grattugiato il parmigiano reggiano, più o meno un cucchiaio e mezzo, tritato a coltello le erbe aromatiche.
Ho unito alle uova i pinoli, le erbe aromatiche, il parmigiano grattugiato, i pinoli, un po' di latte, il sale e i cipollotti, ho amalgamato bene e versato la pastella nella padella - la stessa di cottura dei cipollotti - riscaldata e con un filo di olio extravergine.
A fiamma medio bassa ho atteso che si rapprendesse e aggiunto il pecorino, poi, con l'aiuto di un piatto l'ho girata e continuato la cottura dall'altro lato. L'ho servita calda, accompagnata da una fresca insalatina.

Frittata alle erbe aromatiche 1

Primavera in casa e nei piatti? No, anche in cucina, nella lavastoviglie, la mia fedele alleata.
Di recente la Pril mi ha chiesto di testare tre prodotti per la cura della lavastoviglie, ho accettato e ho fatto bene. 
Ho cominciato col profumatore: Prio Deo Perls, fantastico!
Grazie all'esclusiva tecnologia delle perle attive a rilascio controllato del profumo, sia la lavastoviglie che le stoviglie hanno ritrovato una nuova freschezza e un profumo di primavera.
Io ho provato la profumazione limone, la prossima sarà mela verde.
Però, devo aspettare: Prio Deo Perls è attivo per 60 lavaggi, quasi due mesi!
Che dire? Risparmio unito alla qualità!
Per me che sono molto attenta alla pulizia - e al profumo - delle stoviglie è stata davvero una piacevole scoperta.


Alla prossima!

Buona settimana

Giovanna

giovedì 16 maggio 2013

Cake con prosciutto cotto, robiola e maggiorana.

Cake 12

"Il mare mi manca tanto, tantissimo! Non me n'ero resa conto fino a che non è arrivata l'estate."
"Perché non vai a Sirmione, sul lago di Garda? Il paesaggio con ulivi e pini, ti ricorderebbero il tuo adorato mare."

Questo dialogo, si svolse tra me e una mia ex collega, allora ancora insegnavo, in una giornata di autunno dei primissimi anni a Milano.
Una di quelle giornate di settembre di una bellezza struggente. L'aria limpida e frizzante, il cielo tersissimo, colori vividi e cristallini.
Con la mia collega ero andata nel parchetto vicino alla scuola per mangiare un panino, in attesa di qualche impegno scolastico, neanche più ricordo quale.
Invece, la conversazione è rimasta viva nella mia memoria.
Eravamo partite dalla letteratura, lei insegnava lettere io scienze e parlavamo di Balzac.
Ero nel pieno del trip della letteratura francese e per una serie di associazioni di idee, dalla Parigi di Balzac eravamo arrivate al mare.
La mia collega, intelligente e sensibile, capì che provavo nostalgia dopo le vacanze estive trascorse nella mia città, ed invece di darmi quei consigli inutili e banali, mi ascoltò e mi suggerì di fare una passeggiata sul lago di Garda, un "lago mediterraneo" come lo definì lei.

Papaveri 3

Quanto c'aveva ragione! Il Garda, ci incantò. Fra noi e il lago fu amore, un grande amore, a prima vista.
Ci piacque tutto. L'atmosfera, la natura, la bellezza del lago, il castello di Sirmione, la profusione di pini.
I pini, i miei amati, adorati pini. Sono cresciuta in una zona ricca di questi alberi stupendi e vederli è ritrovare l'aria, il profumo, l'atmosfera di casa.
Papaveri 6

Si, di Sirmione ci innamorammo, un colpo di fulmine diventato amore, un amore profondo e duraturo, se dopo tanti anni, continua a piacerci e ad emozionarci.
In quella domenica di settembre solo una cosa non fummo in grado di apprezzare, il cibo.
Il motivo è semplice, quasi banale. Volevamo fare un pic nic di fine estate e il giorno prima preparai alcune cose, fra le quali una torta salata.

Cake 4

Papaveri 5

Lo scorso fine settimana siamo stati al lago, ci siamo rilassati con una lunga passeggiata nella campagna che circonda il lago.
Ad un certo punto, eravamo in macchina, abbiamo visto questa enorme macchia rossa ondeggiante. Papaveri che venivano cullati dal vento, sullo sfondo del fiume Mincio.
Non aggiungo altro, qualunque parola non renderebbe la bellezza di quel momento e di quel luogo.

Papaveri 8

Cake 10

Papaveri 9

Il cake, sebbene non l'abbia preparato per il giro al lago è ideale per un brunch, una cena, un buffet e per un pic nic.
Una tovaglia allegra, un thermos di tè caldo, qualche bottiglia di succo di frutta, una macedonia, qualche dolcetto e un cake salato, goloso e saporito.
Tutti prodotti che in primavera entrano spesso nel cestino del pic nic.

Cake 20

Questo di oggi l'ho preparato con prosciutto cotto Lenti, il Lenti & Lode, robiola e maggiorana.
Volevo un cake morbido e saporito, che esaltasse la bontà del prosciutto cotto.
La robiola mi sembrava indicata, cremosa, dal gusto delicato ma deciso ha conferito al cake un sapore straordinario, enfatizzato dalla maggiorana, un'erba aromatica che mi piace molto e non manca mai sul mio balcone e nei miei piatti! :-)

Sirmione 1

Come tè ne ho abbinato uno nero indiano, della regione del Darjeeling il Selimbong. 
Bevuto a colazione accompagnato da un piccolo panino col prosciutto cotto, sorso dopo sorso ne avevo apprezzato l'abbinamento col salume ed ero curiosa di provarne l'effetto col cake.
Strepitoso! Il suo gusto morbido, le sue note fruttate armonizzavano alla perfezione con l'intera gamma di sapori del cake.
Anche questa ricetta fa parte del Ricettario eclettico.

Sirmione 3

Cake con prosciutto cotto, robiola e maggiorana

ingredienti:

250 g. di farina,
200 g. di prosciutto cotto Lenti & Lode,
200 g. di robiola,
150 g. di latte,
3 uova,
una bustina di lievito per dolci,
3 cucchiai di olio extravergine più un po',
qualche rametto di maggiorana,
un pizzico di sale.

In una terrina ho setacciato la farina e il lievito, ho unito le uova, il latte, la maggiorana tritata a coltello, l'olio extravergine, il sale e con un cucchiaio di legno ho amalgamato bene.
Quindi, ho aggiunto il prosciutto cotto tagliato a dadini e la robiola e li ho amalgamati bene all'impasto che ho versato in una teglia da cake, foderata di carta forno e spennellata con olio extravergine di oliva.
Ho posto lo stampo in forno preriscaldato a 180° e cotto per 55 minuti, coprendo con carta argentata a metà cottura per non far scurire la superficie.
Dopo sfornato l'ho sformato e posto su una gratella da pasticcere a raffreddare.

Cake 21

Ho abbinato il tè nero Selimbong

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 13 maggio 2013

Muffin integrali al tè verde Matcha e confettura di frutti di bosco

Muffin 4

La primavera fa capolino lentamente e con lei il mio desiderio di sole, aria aperta, passeggiate nei boschi.
Probabilmente, se vivessi in uno dei miei amati romanzi di Jane Austen, potrei godere del piacere della  campagna, quella inglese :-), di lunghe passeggiate, ore intere dedicate alla lettura, ma visto che invece vivo a Milano, lavoro e non ho, come le eroine di Jane Austen cameriere e persone che si occupano dell'andamento della casa, alle passeggiate e affini posso dedicare non molto tempo.

Muffin 3

Il tempo, ecco è sempre lì l'arcano! La scorsa settimana, tra mille impegni, il lavoro, tante commissioni e una degustazione di tè, stavolta oolong, il tempo è volato via così, senza neanche poter aggiornare con calma il blog.
Però, tra mille faccende - e la degustazione di tè :-) - ho anche letto tantissimo. Ma tanto veramente.
Ho iniziato e finito un bellissimo romanzo di Irene Nemirovsky, scritto negli anni '30 la sua tematica, ahimè, è ancora attuale.
E poi? E poi, altri libri e passeggiate nella campagna del....e ma questo ve lo racconto nei prossimi post, foto comprese.

Muffin 7

In questo periodo, come ho scritto qualche post fa, sto mangiando quantità industriali di insalate. Ne sento proprio il bisogno.
Dopo il lungo e freddo inverno e quintali di verdure cotte, adesso sento il bisogno di insalate fresche, croccanti, aromatiche, depurative.
Ne sto preparando davvero tante, di tutti i tipi. Anche con i pomodori da quando al consorzio agrario ne ho trovati di belli, non di serra, ma provenienti da una cascina del lodigiano.

Muffin 1

I muffin, invece, li ho preparati qualche settimana fa, quando mi solleticava l'idea di un dolcetto con una confettura rossa, ovvero fragola, ciliegie, frutti di bosco, insomma il colore era legato al gusto. :-)
Senza indugi, fra quelle presenti in dispensa ho scelto il gusto frutti di bosco.
Inoltre, memore di una degustazione di tè di qualche mese fa, veramente molti mesi fa, era lo scorso autunno, dove ai tè erano abbinati dei dolci buonissimi preparati proprio col tè, alla farina ho aggiunto il tè verde Matcha.
Infatti, fra i dolci offerti, c'era un rotolo al tè Matcha e confettura ai frutti di bosco, o qualcosa di simile, e mi piacque molto il contrasto dei sapori.
Invece dello zucchero ho aggiunto il miele di melo.
Quando li ho preparati era il periodo della farina integrale e dopo aver sfornato tanto pane e panini, ho deciso di provarla con i muffin.
Risultato? Dei muffin golosissimi, sofficissimi, molto gustosi.

Tè? Oh yes! Il verde al gelsomino era perfetto sia col muffin che con la confettura.

Muffin al tè Matcha e confettura di frutti di bosco

ingredienti per 6 muffin:

85 g. di farina per dolci Molino Quaglia,
85 g. di farina integrale,
4,5 g. di tè verde Matcha,
8 g. di lievito per dolci,
115 g. di latte,
un uovo,
due cucchiai di olio extravergine di oliva,
un cucchiaio di miele di melo Rigoni di Asiago,
fior di frutta ai frutti di bosco Rigoni di Asiago.

Ho setacciato le farine col tè verde Matchae e il lievito, avendo cura di porre nella bacinella la crusca setacciata della farina integrale.
Ho unito l'uovo, il miele, l'olio extravergine di oliva, il latte e amalgamato con un cucchiaio di legno.
Ho posto metà della pastella in una teglia da muffin ricoperta di pirottini, ho aggiunto in ogni incavo un cucchiaino di confettura e coperto con la restante pastella.
Posto la teglia in forno preriscaldato a 185° e cotto per circa 20 minuti, o fino a quando i dolcetti risultano gonfi e dorati.
Dopo averli sfornati li ho posti su una gratella da pasticciere e li ho fatti raffreddare.

Muffin 5

Ho abbinato il tè verde al gelsomino

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

mercoledì 8 maggio 2013

Tramezzini di pane integrale farciti con carciofi e manzo affumicatoLenti

Tramezzini con manzo e carciofi 1

Senza scomodare la storia dei panini & Co, ammesso che una storia ci sia, tralasciando il celebre aneddoto del Conte di Sandwich, riconosco di amarli tantissimo.
Il paninetto farcito con prosciutto crudo è stato il leit motiv gastronomico della mia infanzia.
Completamente insensibile ai dolci, poco amante della frutta, con tendenza a mangiare poco, di fronte ad un paninetto farcito col prosciutto crudo capitolavo.
Negli anni, la mia passione per i cibi salati è diventata sempre più forte e il feeling con i panini è diventato vero amore.
Il panino mi ha accompagnata nel corso degli anni universitari, durante le gite, nelle giornate in spiaggia, nei pic nic in campagna.
E alla lista aggiungo quelli preparati per la merenda. Ancora oggi.

Tramezzini con manzo e carciofi 2

Eppoi, dopo aver letto due libri di seguito di Jane Austen, dove c'era sempre un vassoio di carni fredde, qualche verdura, un trionfo di frutta, pane di diversi tipi e un pic nic da organizzare, potevo non aver voglia di mettere le mani in pasta, preparare il pane e dare il via libera alla fantasia?
Ovviamente no, non potevo e quindi dopo aver preparato il pane è cominciata la seconda fase ovvero quella della farcitura.
Una fase di grande divertimento. Mi piace scegliere gli ingredienti giusti, creando un equilibrio tra loro.
E ho sempre voglia di sperimentare qualcosa, o agganciarmi al ricordo di un sapore e rielaborarlo.
Come nel caso dei tramezzini presentati oggi.
Dunque, oltre al panino farcito col crudo, ce n'era uno più sofisticato e indubbiamente delizioso: carciofini sott'olio, prosciutto cotto e un velo di burro.
Da qui l'idea di rielaborarlo, ovvero, carciofi cotti velocemente in tegame e ancora tiepidi, il sughetto di cottura dei carciofi e il manzo affumicato della Lenti.
Assaggiarlo ed innamorarmene è stato un tutt'uno. Aggiungo che il pane era quello integrale preparato, appositamente per i sandwich, da me.
Anche questa ricetta la potete leggere nel Ricettario eclettico. :-)

I tramezzini, accompagnati da un'insalata fresca hanno rappresentato la cena, insieme ad una teiera di tè caldo, in questo caso ne ho abbinato uno proveniente dal Kenia il Marinyn, dal gusto deciso perfetto con i sapori complessi dei tramezzini.

Tramezzini con manzo e carciofi 7

Tramezzini di pane integrale farciti con carciofi e manzo affumicato Lenti

ingredienti per 4 tramezzini:

8 fette di pane integrale,
160 g. di manzo affumicato Lenti,
3 carciofi del tipo mammole,
olio extravergine di oliva,
2 agli,
prezzemolo,
sale.

Ho pulito i carciofi lasciandoli interi, li ho aperti con molta delicatezza e con uno scavino privati della barba, dopo averli lavati li ho farciti con un mix di aglio e prezzemolo grossolanamente tritati.
Li ho posti in una casseruola, ho aggiunto l'altro aglio, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, un dito di acqua, salato, coperti col coperchio e cotti per una decina di minuti, in maniera che fossero morbidi ma sodi.
Li ho fatti intiepidire e li ho tritati grossolanamente.
Ho aromatizzato 4 fette di pane col sughetto di cottura, ho aggiunto i carciofi tritati, 2 fettine di manzo affumicato, coperto con l'altra fetta di pane e servito subito.

Tramezzini con manzo e carciofi 4

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 6 maggio 2013

Pane con farina di farro e integrale

Pane 3

La domenica mi piace alzarmi presto, vedere il giorno nascere, preparare il tè e nella solitudine della cucina, sorseggiarlo con calma sfogliando una rivista, magari con un sottofondo musicale.
Gli altri giorni, invece, corro talmente tanto che il tè lo bevo portandomi la tazza in giro per casa, a volte dimenticando dove l'ho lasciata, facendo mille cose insieme, fra le quali cercare la tazza del tè. :-))
La domenica, invece, vado piano e mi gusto con calma il primo tè del mattino.
Ieri mattina, mentre la giornata si definiva, e il sole faceva capolino mi è venuta una voglia irresistibile di fare un giro al parco.
Senza curarmi delle cose da fare, pane e insalata di riso, ho indossato le ballerine, avvisato mio marito e in un lampo ero al parco.
Bellissimo! Era prestissimo, l'aria limpida e pulita, le foglie e i fiori ancora bagnati di rugiada.
Peraltro non c'erano molte persone. Qualche pensionato, i cani con i loro proprietari e gli amanti dello jogging.
Immersa nei miei pensieri, fermandomi di tanto in tanto a vedere il fiume, eh si nel parco dove vado passa il fiume, o a contemplare gli alberi di giuda, sentivo il buonumore aumentare passo dopo passo.

Pane 21

Una volta a casa, con Max Gazzè a tutto volume, :-) ho preparato l'impasto per i panini, poi ho fatto colazione con yogurt e fragole, acquistate sabato al consorzio agrario.
Buonissime! Succose e polpose, le ho utilizzate in un sacco di piatti, a parte quelle che ho mangiato in purezza.
Avrei tanto voluto anche leggere, ma la mattinata è volata in un lampo.

Pane 2

Ultimamente sto cucinando tantissime insalate e molto pane.
Lo sapete, trovo la preparazione del pane un potente antistress. E non mi riferisco solo alla parte manuale, ovvero impastare, pezzare, dare forma al pane o ai panini e porre la teglia nel forno, attività indubbiamente molto distensive.
Ma altrettanto rilassanti, quasi zen, trovo la lievitazione e la cottura nel forno.
Il profumo che si sprigiona è antico, autentico, riconoscibile. E' primitivo, impresso nella nostra memoria.
A me, evoca il forno dove andavo da bambina e tra nuvole di farina, tavole di legno, vedevo il pane appena sfornato, le brioscine, i panini al latte, le friselle e le focacce.

Pane 12

Pane 15

Il pane presentato oggi l'ho preparato con diversi tipi di farine, quella per pizze del Molino Quaglia, la farina integrale e quella integrale di farro.
Lo scopo era ottenere un pane più naturale, meno raffinato, dai profumi intensi e con crosta croccante e una mollica compatta, atta per dei sandwich.
Probabilmente leggo troppa letteratura inglese, ma ultimamente sto sempre con la testa in un libro, una tazza di tè in mano e l'idea di qualche sadwich, tramezzino o panino da preparare.

Pane 9

D'altra parte da pochi giorni ho terminato l'ennesima rilettura di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Intanto ho cominciato e terminato un altro libro e adesso sono incerta se leggere ancora Jane Austen, passare a Irene Nemirovsky o leggere qualche contemporaneo americano.
Ma sto divagando. Tornando al pane, come sempre ho utilizzato un catalizzatore della lievitazione, stavolta ho optato per il miele scegliendo il gusto al melo della Rigoni.
Mi piace preparare i lievitati variando i gusti del miele, per valutare i sapori che regala al pane.
In questo caso ha conferito un sapore delicato, che si abbinava bene con le farine integrali.
Il pane era delizioso, proprio come lo volevo io, ovvero con la crosta croccante e la mollica compatta, ma morbida.
Ottimo anche con un velo di burro e un po' di marmellata. Ideale per i miei tramezzini, poi vi racconterò.

Pane 19

Pane con farina di farro e integrale

ingredienti per una pagnotta:

300 g. di farina per pizza Molino Quaglia,
100 g.di farina integrale,
100 g. di farina di farro integrale,
12 g. di lievito,
15 g. di sale,
2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
un cucchiaio di miele di melo Rigoni di Asiago.

Ho setacciato le tre farine sulla spianatoia, fatto la fontana, al centro ho posto il miele, il sale, l'olio extravergine di oliva e il lievito sbriciolato, ho aggiunto l'acqua ed impastato fino ad ottenere un panetto morbido, non appiccicoso, liscio e setoso.
L'ho posto in una ciotola, coperto con un panno umido e lasciato lievitare fino a quando è raddoppiato.
L'ho lavorato brevemente, gli ho dato la forma di una pagnotta che ho posto su una teglia ricoperta di carta forno, con un coppapasta e un coltello ben affilato ho formato un cerchio al centro e dei tagli laterali, l'ho coperto con un canovaccio umido e lasciato lievitare per circa un'ora, quindi l'ho posto in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti.
Dopo averlo sfornato l'ho posto su una gratella da pasticciere a raffreddare.

Pane 20

Alla prossima!

Buona settimana!!!!

Giovanna

giovedì 2 maggio 2013

Croissants salati farciti con Gran Fesa di Tacchino Arrosto Lenti, robiola e rucola per il Ricettario eclettico

Croissant 15

"Certi giorni basta il semplice fatto di esistere per essere felici. Ci si sente leggeri leggeri, ci si sente talmente ricchi che viene voglia di condividere con qualcuno una gioia troppo grande.
Il ricordo di quei momenti è il mio bene più prezioso. Forse perché sono così rari.
Un centesimo di secondo qui, un altro là, sommati insieme non saranno che due o tre secondi rubati all'eternità." Robert Doisneau

Amo molto le mostre fotografiche, e vado a vederle spessissimo. Di recente ne ho viste alcune, tutte molto belle e significative, ma quella che mi è particolarmente piaciuta è stata quella di Robert Doisneau "Paris en liberté" che sono riuscita a vedere ieri mattina, pochi giorni prima che chiudesse.

Croissant 8

Bellissima, palpitante, emozionante. La mostra raccoglie più di duecento fotografie realizzate a Parigi tra il 1934 e il 1991.
Duecento fotografie, tutte in bianco e nero, molto intense che mostrano la Parigi delle periferie, del mercato de Les Halles, della Senna, dei bistrot, della moda e ovviamente i volti dei parigini.

Nel corso dell'esposizione, sulle pareti del Palazzo Oberdan, sede della mostra, sono riportate delle bellissime frasi di Doisneau, fra le quali quella che ho scritto all'inizio del post che mi ha particolarmente colpita per la felicità e la gioia di vivere che racchiude e che sento molto vicini al mio modo di essere.
L'amore per la vita, la felicità di sentirmi viva, la consapevolezza che la felicità duri un istante e l'importanza di riconoscerlo quell'istante, sono principi che, da sempre, mi guidano e anche quando il malumore imperversa, la stanchezza si fa strada, la cupezza è in agguato, mantengo un atteggiamento positivo ed ottimista.

Insomma, la mostra fotografica mi ha folgorata ed emozionata. A fine mostra, allegra e contenta ho fatto una passeggiata lungo il corso, fino a raggiungere la metropolitana, acquistando nel frattempo anche una sciarpa di seta che mi era tanto piaciuta, sulla bancarella di un indiano.

Croissant 3

Quando vado a vedere mostre e affini, non mi pongo limiti di orario. Giro con calma le varie sale, mi prendo tutto il tempo che mi serve per osservare le opere in esposizione, se c'è uno shop dedicato alla mostra lo visito, senza badare all'orario.
Quando torno a casa mangio qualche torta salata preparata per l'occasione, o dei piatti freddi.

Anche i croissants della ricetta di oggi, sono perfetti, per un pranzetto goloso da fare dopo una visita ad una mostra, uno spettacolo teatrale, un bel film a cinema.
Basta organizzarsi e prepararli il giorno prima....

Croissant 5

I croissants sono stati preparati con la ricetta super collaudata de La Cucina Italiana, apportando come unica modifica l'utilizzo di due uova, invece che di un solo uovo e due tuorli.
Inoltre, invece di dargli la forma di una brioche ho preferito quella del classico croissant.
Il motivo è semplice, intendevo farcirle con la Gran Fesa di Tacchino Arrosto della Lenti.
Prodotto col petto di tacchino, aromatizzato con aromi naturali, la prelibatezza della carne e l'eccellente qualità richiedevano uno scrigno golosissimo.
Per completare la farcitura del croissants, alla Gran Fesa di Tacchino ho aggiunto della robiola fresca e delicata, e per dare una nota lievemente piccantina un velo di senape, qualche foglia di rucola ha regalato freschezza.
I croissants erano deliziosi e sono stati molto apprezzati.
Come sempre il tè. In questo caso ho scelto uno dei miei amati tè del Darjeeling, il Namring, abbinamento davvero ben riuscito.
Anche questa ricetta la trovate nel Ricettario eclettico.

Croissant 11

Croissants salati farciti con Gran Fesa di Tacchino Arrosto Lenti, robiola e rucola

ingredienti per 10 croissants:

650 g. di farina,
250 g. di latte,
50 g. di burro,
20 g. di lievito di birra,
2 uova,
zucchero,
sale,
semi di sesamo,

per la farcitura:

400 g. di fesa di tacchino arrosto Lenti,
200 g. di robiola,
rucola,
senape.

Per preparare le brioche ho fatto intiepidire il latte e vi ho aggiunto il burro, le uova, lo zucchero, il sale e il lievito.
Ho mescolato bene e aggiunto il composto alla farina, lavorando il tutto fino a formare un impasto liscio e setoso.
Ho formato una palla, posta in un contenitore, coperto con un canovaccio umido e lasciato lievitare fino a quando è raddoppiato di volume.
Quindi l'ho lavorato brevemente, steso, ritagliato dieci triangoli che ho avvolto dandogli la forma di croissants che ho posto su una teglia ricoperta di carta forno, quindi li ho spolverizzati con i semi di sesamo, ricoperti con un canovaccio umido e lasciati lievitare per 30 minuti.
Quindi, li ho cotti in forno preriscaldato a 200° per circa 25 minuti.
Dopo averli sfornati, li ho posti su una gratella da pasticciere e li ho lasciti raffreddare.
Li ho tagliati a metà, spalmati con un velo di senape, aggiunto la robiola, 2 fette di tacchino, la rucola e servito.

Croissant 6

Ho abbinato il tè nero indiano del Darjeeling Namring

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 29 aprile 2013

Risotto alla Zucca, Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale

Zucca 11

Rediscover Italy è un progetto teso alla scoperta del "Quadrilatero dell'Unesco" ovvero il territorio compreso tra le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Bologna, Mantova, Rovigo e Delta del Po, luoghi bellissimi, affascinanti, ricchi di storia, tradizioni, cultura, buon cibo.
Quando sono stata invitata a partecipare al progetto ho accettato senza esitazione.
Amo moltissimo quei luoghi, alcuni lo conosco molto bene avendoli visitati a lungo, altri un po' meno, ma, li trovo tutti affascinanti e suggestivi.
Mi piacciono le atmosfere rarefatte e nebbiose del Delta del Po, le oasi naturalistiche della zona del Mincio, la vita artistica e culturale delle città del Quadrilatero dell'Unesco, le bellezze artistiche ed architettoniche di cui queste città sono ricchissime.
Aggiungo che due scrittori italiani che amo moltissimo e dei quali ho letto tutto, ma proprio tutto, ovvero Giorgio Bassani e PierVittorio Tondelli, erano nati nei territori del Quadrilatero e nei loro libri le città, Ferrara per Bassani e Carpi per Tondelli, nonché tutta la zona della bassa sono sempre ampiamente descritte e presenti.

Zucca 2

E veniamo alla parte golosa. Le zone del Quadrilatero dell'Unesco sono famosissime in tutto il mondo per l'eccellenza dei prodotti gastronomici.
Il parmigiano reggiano, la mortadella, l'aceto balsamico, il risotto alla zucca, i tortellini, le lasagne sono prodotti e piatti tipici molto noti in Italia e all'estero.
La mia partecipazione al progetto prevedeva proprio di preparare un piatto tipico della zona, con i prodotti locali, perfino l'aria e l'acqua..... :-)

Zucca 9

Il piatto è il risotto alla zucca, Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale realizzato con tutti prodotti della zona.
Ogni prodotto che mi è stato inviato ha una sua storia ed è stato accuratamente scelto,  il Riso Vialone Nano della provincia di Mantova, selezionato dall'Associazione Strada del Riso e dei Risotti Mantovani, la zucca, il Parmigiano Reggiano selezionato dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, selezionato dal Consorzio Produttori Antiche Acetaie e l'olio extravergine di oliva rigorosamente italiano.

Zucca 16

Con questi prodotti, tutti pregiatissimi, e con una ricetta rielaborata per il Quadrilatero dell'Unesco dalla chef Alessandra Buriani, del ristorante Buriani di Pieve di Cento, ho realizzato il risotto.
Ovviamente, ho seguito la ricetta fedelmente, senza apportare alcuna modifica.
Lo sapete quando preparo il risotto, non sfumo mai col vino e difficilmente manteco col burro.
Stavolta, invece, ho sfumato, mantecato, ho fatto tutto quello che una ricetta storica e così significativa richiedeva.
Il risultato è stato eccellente, il risotto era delizioso e l'aceto balsamico tradizionale conferiva un aroma speciale.

Tè? Oh si! Tanto, tanto tè! Con un risotto dai sapori dolci e delicati ho abbinato un pregiato oolong cinese, proveniente dalla provincia del Fujuan, il Wuyi Jun Zi Lan, che ha accompagnato molto molto bene il piatto.

Zucca 4

Risotto alla zucca, Parmigiano Reggiano e Aceto Balsamico Tradizionale

ingredienti per 4 persone:

400 g. di riso Vialone Nano,
400 g. di zucca,
1 scalogno,
1,5 l. di brodo vegetale,
60 g. di burro,
60 g. di Parmigiano Reggiano,
olio extravergine di oliva,
1 dl. di Aceto Balsamico Tradizionale,vino bianco, un po'sale e pepe.

Rosolare lo scalogno tritato, aggiungere la zucca tagliata a cubetti grossolani, sale e pepe. Coprire con acqua calda e portare a cottura.
Frullare fino ad ottenere una crema. Ridurre l'Aceto Balsamico Tradizionale fino alla consistenza di uno sciroppo.
Tostare il riso con poco olio extravergine di oliva, bagnare con un po' di vino bianco e portare a cottura, aggiungendo man mano brodo caldo e verso la fine la crema di zucca.
A cottura ultimata, mantecare fuori dal fuoco con burro e Parmigiano Reggiano.
Adagiare il riso sul piatto e decorarlo con l'Aceto Balsamico Tradizionale.

Zucca 14

Ho abbinato il tè oolong Wuyi Jun Zi Lan

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

domenica 28 aprile 2013

World's 50 Best

Cosa fate di bello domani sera? Io seguirò in diretta streaming la premiazione del miglior ristorante del mondo.

Infatti, domani, 29 aprile, a Londra ci sarà la premiazione del miglior ristorante, sulla base della classifica World's 50 Best, la classifica dei 50 ristoranti migliori del mondo, redatta da Restaurant Magazine.
Il sito FineDiningLovers trasmetterà lo streaming live.
Per poter seguire la diretta, è sufficiente collegarsi al link: live.finedininglovers.com.
Il sito ufficiale dell'evento è: http://www.theworlds50best.com/

Inoltre, da martedì sarà online il sito: finedininglovers.it, la versione italiana del celebre sito dedicato alla tavola. Dalle interviste agli chef a notizie dai ristoranti, novità gastronomiche e idee dal mondo.

In attesa di sapere quale sarà il miglior ristorante del mondo 2013, ho letto la classifica degli anni scorsi, molto interessante per capire l'evoluzione del mondo della gastronomia: 

2002 El Bulli, Ferran Adrià Spagna
2003 The French Laundry, Thomas Keller USA
2004The French Laundry, Thomas Keller USA
2005 The Fat Duck, Heston Blumenthal United Kingdom
2006 El Bulli, Ferran Adrià Spagna
2007 El Bulli, Ferran Adrià Spagna
2008 El Bulli, Ferran Adrià Spagna
2009 El Bulli, Ferran Adrià Spagna
2010 Noma, René Redzepi Danimarca
2011 Noma, René Redzepi Danimarca
2012 Noma, René Redzepi Danimarca

......chi sarà il vincitore di quest'anno?

Alla prossima!

Buona domenica!

Giovanna

mercoledì 24 aprile 2013

Carciofi ripieni con prosciutto cotto e scamorza fresca

Carciofi 1

Tic tac, tic tac ticchettavano i tacchi sul selciato. Tic tac, tic tac, ticchettavano ancora sulle lisce, e poco idonee ai tacchi, scale in pietra che collegavano i vari istituti universitari.
Il ticchettio si distingueva  chiaro e preciso anche sugli scaloni di marmo della facoltà universitaria.
I tacchi erano i miei che, accantonato ogni principio di buon senso, avevo deciso di indossarli, sicuramente sarebbero state più adeguate le ballerine che ero solita indossare.
In facoltà ci andavo per seguire i corsi, studiare, incontrarmi con i colleghi - che erano anche i miei più cari amici - e sebbene curassi molto il mio abbigliamento, gonnelline, pantaloni, camicie bianche, pulloverini in inverno,  t-shirt in estate, indossavo - sempre - scarpe basse, solitamente ballerine, per potermi muovere agevolmente tra un corso e l'altro e per i vari dipartimenti.
E' inutile aggiungere che ero molto più interessata a libri, studio, corsi, esami che a curare mise particolari.

Carciofi 8

Ma quel giorno c'era un motivo specifico che mi aveva indotta ad indossare delle calzature così scomode.
Essendo vicine le vacanze pasquali, avevamo organizzato con i colleghi fuori sede un pranzo per salutarli.
Pranzo, forse è una parola esagerata, poco adatta ai nostri parchi, ma soprattutto economici, propositi.
Una pizza, un panino, un pezzo di focaccia sicuramente non possono essere definiti pranzo, ma per noi l'importante era stare insieme, parlare, progettare, pianificare, raccontare e raccontarci.
L'amicizia era così forte e stretta che - quasi - non badavamo a quello che mangiavamo.
Quasi, perché sia io che un'altra mia amica eravamo molto attente a mangiare cibi sani e salutari - e gustosi. Anche se di tanto in tanto uno strappetto....
Quel giorno, tra un corso e l'altro, una nostra amica ci propose di andare a mangiare a casa sua.
Alle nostre perplessità, eravamo una decina di persone, lei fece spallucce aggiungendo che la zia e la madre erano abituate ad avere ospiti improvvisi a casa e, comunque, prima di uscire aveva visto la madre fare scorte di carciofi.
Ahia, i carciofi, pensai. Adesso mi piacciono tantissimo, ma all'epoca li amavo moltissimo sott'olio e - se fatti bene, ovvero con una ricca farcitura - li mangiavo volentieri ripieni, per il resto non rientravano tra le mie verdure più gradite .
Evidentemente la madre e la zia della mia amica trascorrevano la loro vita cucinando carciofi, infatti li prepararono in molti modi ed erano deliziosi. :-)
E' ovvio, lo scopo del pranzare insieme era il piacere della compagnia, però, appena varcato la soglia della villetta, ci accolse un profumo fantastico di carciofi che venivano grigliati in giardino.
In cucina, invece la zia e la nonna, eh si c'era anche lei, erano alle prese con la pulizia dei carciofi.
Io e le mie amiche, sebbene più interessate a programmare il successivo esame, quindi appunti da reperire, turni di sbobinamento e così via, iniziammo a guardare incantate le signore.
La zia toglieva le foglie, la nonna tagliava l'estremità e li torniva.
Muovevano le mani con fare esperto ed erano così veloci, ma nel contempo così armoniose che sembrava danzassero.
Alcuni, con mia grande gioia, venivano preparati per essere farciti, un paio di colpetti sul tagliere, un giro veloce per aprirli et voilà in un lampo il carciofo era pronto per essere riempito.
Di cosa non l'ho mai saputo. I nostri amici, molto poco interessati alla cucina, reclamavano la nostra presenza  ed attenzione.
Certo c'era il pane, le uova, l'uva passa, i pinoli, li vedevi e ne percepivo il sapore. Eppoi? Forse l'aglio, avvertivo un sapore piccantino, un formaggio filante, ma quale?, e il salame, quello si si vedeva.
A tavola, quando chiedemmo cosa ci fosse nel ripieno, la risposta fu laconica: mangia!
E noi mangiammo. Ah se mangiammo!!!!

Carciofi 4

I carciofi ripieni da allora li ho mangiati con grande frequenza, ma quando li ho preparati qualche settimana fa, sarà stata l'aria della primavera, sarà che stavo leggendo La società letteraria di Guernsay che - non so perché - mi ricordava il mio periodo universitario - sarà che la Pasqua era appena passata, mi sono ricordata questo episodio.
In questo caso, però, so cosa c'è nel ripieno: un sacco di cose buone! :-)
Ovviamente la mollica di pane e uova. Uva passa, pinoli e aglio? Certo, fanno parte della cucina napoletana, delle mie tradizioni e potrei non metterli?
Eppoi il parmigiano e la scamorza fresca e il prosciutto cotto Lenti 10 & Lode.
I carciofi erano buonissimi, probabilmente anche nonna e zia della mia amica avrebbero approvato e apprezzato.
Come carciofi ho scelto le mammole, li adoro e in questo periodo ne faccio scorpacciate.
Tè? Si, grazie! In questo caso un  oolong cinese ovvero il Ti Kuan Yin D'or perfetto sia con i carciofi che con la farcitura.
Anche questa ricetta la potete leggere sul Ricettario eclettico.

Carciofi ripieni

ingredienti per tre carciofi:

tre mammole,
220 g. di mollica di pane,
80 g. di prosciutto cotto Lenti,
60 g. di scamorza fresca,
un uovo,
una manciata di pinoli,
una manciata di uva passa,
due agli,
parmigiano reggiano,
latte q.b.
olio extravergine di oliva,
sale.

Ho tagliato il pane a cubetti, l'ho posto in una ciotola e ricoperto a filo col latte.
Intanto ho ammollato l'uva passa, tagliato a dadini la scamorza e il prosciutto cotto, tritato l'aglio.
Dopo aver strizzato bene il pane, l'ho posto in una terrina e unito il prosciutto cotto, la scamorza, l'uva passa, i pinoli, l'aglio, due cucchiai di parmigiano grattugiato, l'uovo battuto e un pizzico di sale.
Ho amalgamato bene fino ad ottenere un composto sodo.
Ho pulito i carciofi, lasciandoli interi, con molta delicatezza li ho aperti e con uno scavino li ho privati della barba interna.
Facendo attenzione a non romperli li ho farciti. Ho riscaldato una padella antiaderente, ho aggiunto un filo di olio extravergine di oliva. Quindi vi ho posto i carciofi, uno per volta per seguire bene la cottura, capovolti e li ho fatti cuocere per 3-4 minuti a fiamma medio bassa, fino a quando la calotta è diventata bella dorata.
Quindi li ho posti diritti, ovvero con la calotta verso l'alto, in una pentola, ho unito un filo d'olio extravergine, un aglio, il sale, un dito di acqua, li ho coperti e li ho fatti cuocere per circa 15 minuti, in modo che i carciofi fossero morbidi, ma ancora belli consistenti. Li ho serviti col loro sughetto.

Carciofi 7

Ho abbinato il tè oolong Ti Kuan Yin D'Or

Alla prossima!

Giovanna

sabato 20 aprile 2013

Una mattina allo Spazio Lavazza Experience al FuoriSalone

Food & Design 21

Il Salone e il relativo Fuori Salone del Mobile è terminato da quasi una settimana, ma fra una serie di impegni, un fine settimana - lo scorso, caldo e soleggiato - fuori città, appunti e foto da rivedere, solo oggi riesco a pubblicare il post dedicato ad uno degli eventi.
Ma ci tenevo davvero tanto a scrivere di una settimana - quella del Salone - interessante, bella e vivace.
Già, vivace! Milano è di suo una metropoli ricca di fermenti, iniziative ed eventi. E' già di suo una città viva e attiva, ma nella settimana del Salone si trasforma. Aumenta il numero dei visitatori, dei turisti, dei designer, creativi e potrei continuare a lungo.

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Passeggiare per la città nei giorni del Salone è bellissimo, ci sono tante iniziative e tanti eventi FuoriSalone, stimolanti e creativi.
Mi piacerebbe scrivere di aver dedicato l'intera settimana a questi eventi, ma tra il lavoro e una serie di impegni non ho potuto girare quanto avrei voluto.
Sono, però, riuscita a partecipare a Conversazioni di gusto e design intorno ad un caffè Lavazza, iniziativa organizzata al Lavazza Center di Milano.

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Le conversazioni, nello specifico erano fra tre chef stellati - Massimo Bottura, Davide Oldani e Antonino Cannavacciuolo - e Camilla Baresani, giornalista e scrittrice gastronomica.
Ascoltarli prima e provare le loro creazioni gastronomiche dopo è stato molto interessante e stimolante.

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Come sempre, Massimo Bottura, con la sua classe,  la sua cultura, il suo parlare in maniera elegante, calma ed incisiva mi conquista.
E' un piacere ascoltare come nascono le sue creazioni, come dalla lettura di un libro, dall'ascolto di una musica, dalla visione di un quadro elabori ricette ed idee.
Il suo Camouflage - per fare un esempio -  nasce dalla lettura di un libro di Gertrude Stein, dal cubismo, da Picasso.

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Per Oldani la cucina è fantasia, nutrire le persone, lasciare un buon ricordo del cibo, attenzione alla materia prima, adeguamento al territorio.
La cucina è anche rispetto per il suo team, i fornitori.

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Cannavacciuolo, chef delle due acque in quanto nato in penisola sorrentina e piemontese di adozione, dove ha il suo ristorante, spiega che la sua cucina è frutto di ispirazione.

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Ho apprezzato tutti gli interventi e mi è piaciuto moltissimo anche quello di Francesca Lavazza, Direttore Corporate dell'Azienda, che ha spiegato il connubio che da sempre c'è tra la Lavazza e il Design.
A partire dalla Carmencita Lavazza la celebra caffettiera, passando per le tazzine, fino ad arrivare alla cookie cup, una tazzina commestibile fatta di biscotto, o all'espoon e l'ecup rispettivamente il cucchiaino forato e la tazzina disegnati da Davide Oldani, per consentire una migliore degustazione del caffè nonché di girare il caffè senza rovinare la schiuma.

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Francesca Lavazza ha anche spiegato che la Lavazza non è solo all'avanguardia con le miscele di caffè, ma anche con i prodotti creati col caffè come il caviale di caffè di Ferran Adrià o la Coffee Lens inventata da Carlo Cracco.

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Tra la conversazione degli chef, una tazza di caffè, un bicchiere di vino e l'assaggio dei piatti che gli chef hanno preparato - a base di caffè, of course! - la mattina passa molto piacevolmente.
Dopo ci sono ancora altri incontri e Milano e i suoi eventi....

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Alla prossima!

Buon fine settimana! :-)

Giovanna