giovedì 23 ottobre 2014

Girello di bovino Lenti con insalata misticanza e uva condita con vinaigrette all'aceto balsamico

Insalata con girello 10

Se la settimana scorsa nel Ricettario eclettico ho proposto una ricetta della tradizione, questa settimana invece, innovazione.
Mi spiego meglio, la ricetta di oggi, o meglio ancora l'idea di oggi, visto che vi sto presentando una semplice insalata, indubbiamente non è innovativa, però, è stata preparata con un nuovo prodotto della Lenti, ovvero il girello di bovino.

Vigneti 11

Quando ho scelto i prodotti per questo nuovo ciclo di ricette, mi sono incuriosita e l'ho voluto provare.
E ho fatto bene, anzi benissimo. Il girello è delizioso. Morbido, aromatico, delicato.
Come sempre, i prodotti nuovi, li assaggio in purezza. Mi piace sentirne il sapore netto, non coperto da altri ingredienti.

Insalata con girello 3

Vigneti 9

Insalata con girello 4

Considerata la bontà del girello, volevo che il suo sapore venisse percepito al massimo, quindi avevo deciso di proporlo con un'insalata e crostini di pane.

Vigneti 1

Insalata con girello 12

Vigneti 13

Mentre riordinavo le foto scattate tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, in campagna, nei vigneti, ho pensato di dare all'insalata in tocco autunnale utilizzando la misticanza e aggiungendo qualche chicco d'uva.
Per condire, senza esitazione, una vinaigrette con aceto balsamico e olio extravergine di oliva umbro, perfetto con l'insalata, ma soprattutto col girello.

Vigneti 6

Insalata con girello 6

Le insalate mi piace proporle monoporzioni, risultano più eleganti e gli ingredienti vengono abbinati e dosati bene.
Da bere, ho abbinato il Lugana, un delizioso vino bianco che si produce nel basso Garda, perfetto con la mia insalata.
Anche questa ricetta la potete leggere nel Ricettario eclettico.

Vigneti 7

Girello di bovino Lenti con insalata misticanza e uva condita con vinaigrette all'aceto balsamico

tempo di preparazione: 10 minuti,
tempo di cottura: nessuno,
difficoltà: facilissima,

ingredienti per 4 persone:

200 g. di girello di bovino Lenti,
100 g. di insalata misticanza,
una decina di acini d'uva bianca,
8 cucchiaini di olio extravergine umbro,
4 cucchiaini di aceto balsamico di Modena.

Lavate e asciugate bene l'insalata e gli acini d'uva.
Preparate i piatti alternando l'insalata alle fette di girello. Unite gli acini d'uva tagliati a metà.
Ponete in un contenitore l'olio extravergine e l'aceto balsamico, emulsionate, condite e servite subito l'insalata.

Insalata con girello 8

Ho abbinato il Lugana bianco, perfetto con i sapori del piatto.

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 20 ottobre 2014

Glassware Party di Assovetro e Friends of Glass

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Qualche settimana, presso InKitchen, fa ho partecipato al Glassware Party "Gli InVasati", organizzato da Friends of Glass e Assovetro.
Per me che sono "friend of glass" da sempre, è stata una serata molto piacevole ed istruttiva.

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Nel corso della serata, abbiamo appreso i benefici del vetro, materiale al 100% naturale ed inerte.
Proprio per le sue qualità è il materiale preferito dal 79% dei genitori italiani, che preferiscono acquistare, il cibo per bambini in materiale in vetro.

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Col vetro, il timore che qualche elemento possa trasmettersi dal contenitore ai cibi, è completamente annullato.
Il dott. Giuseppe Pastorino, Presidente della Sezione contenitori di Assovetro, e presente alla serata,  ha affermato che il vetro è, in generale, il materiale preferito dai consumatori, per quanto riguarda la tutela della salute.

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Anche il nutrizionista e dietologo Giorgio Calabrese, è un sostenitore del vetro. Ritiene che sia il materiale più sicuro e "garantisce una corretta ed attenta conservazione degli alimenti, per prevenire patologie e godere realmente dei benefici di un regime alimentare equilibrato e salubre."

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Lo chef Fabio Campoli, ci ha dimostrato che nel vetro si può cucinare un intero menù, e sotto la sua guida, ci siamo cimentati a preparare l'antipasto e il primo.

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Si parte dall'antipasto, Trasparenze d'aMare, ovvero alici, calamari, gamberi rossi e vongole, abbinati a zucchine, carote, sedano, prezzemolo e cotti per pochi minuti in acqua bollente.
Abbinato ai cracker preparati dallo chef, era davvero delizioso.

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Altrettanto gustoso era FutuRiso, il primo piatto, ovvero riso Carnaroli, condito con salsa di pomodoro, pomodori freschi, maggiorana, menta.
La cena si è conclusa con In3pido, una deliziosa crema cotta con pere speziate, uvetta sultanina, abbinata a cookies e cantuccini preparati dallo chef. Un dessert davvero strepitoso.

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Col menù ideato dallo chef Fabio Campoli e realizzato da tutti noi, ho imparato che il vetro non è soltanto un ottimo materiale per conservare gli alimenti, ma è anche ideale per preparare degli autentici manicaretti, in pochissimo tempo.
Il vetro, fra le sue qualità annovera anche quella di non alterare gusto e sapore degli alimenti, sia confezionato ed acquistato, sia quello preparato in casa e conservato in dispensa.

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Friends of Glass è un importante forum di consumatori a livello europeo che promuove il diritto di scegliere alimenti confezionati in vetro.
Il movimento di Friends of Glass è nato nel 2009 grazie a FEVE, la Federazione europea dei produttori di contenitori in vetro, a seguito di una ricerca commissionata dalla stessa FEVE, nel settembre 2008 a InSites, in base alla quale il 74% degli europei, preferiva imballaggi in vetro per cibi e bevande. 
Oggi è l'87% degli europei a preferire il vetro.
Friends of Glass può essere seguito su twitter: twitter.com/FriendsGlassIT, oppure su Facebook: facebook.com/friendsofglassitalia.

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Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna

giovedì 16 ottobre 2014

Agnolotti alla piemontese con prosciutto cotto Lenti & Lode Cuore spinaci e coste

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Questo è un post molto speciale, il motivo è presto spiegato.
Di solito, le ricette che vi propongo, hanno un significato particolare per me, e nascono da un ricordo, un'emozione, da un momento di felicità, dalla voglia di condividere un piatto che amo molto.
Spesso cucino ricette ispirate da una rivista o da un libro di cucina, oppure, più che la ricetta è la foto che mi emoziona e da questa nasce il piatto.
Però, lo sapete, la mia vera passione, i piatti che amo profondamente sono quelli della tradizione, cibi che hanno il gusto e il sapore del passato, del nostro passato.
Piatti che hanno il potere di riportarci all'infanzia, alla prima giovinezza, ad un giorno speciale.
Ma i piatti della tradizione, hanno anche il potere, almeno per me, di evocare intere generazioni che con amore, fantasia, gioia, hanno inventato ed elaborato una ricetta.

Scanned Document
Attilio Lenti, il fondatore dell'Azienda

Piatti nati dalla necessità di riciclare gli avanzi, o preparati con pochi ingredienti e tanta fantasia.
I piatti della tradizione contadini sono una miniera di bontà, creatività e saggezza.
Ma  fanno parte dei piatti della tradizione anche ricette elaborate  preparate con molti ingredienti pregiati, i piatti delle corti.
In tutte le nostre regioni ci sono piatti simbolici, che rappresentano tradizione, cultura gastronomica, storie familiari.

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Il piatto che vi presento oggi, indubbiamente un piatto della tradizione, non appartiene alla mia storia e nemmeno alla mia regione, ma è un piatto cardine della cucina piemontese ed è una ricetta storica per la famiglia Lenti.
Il piatto per eccellenza della domenica.

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Quando mi hanno proposto di prepararlo ed inserirlo nel Ricettario eclettico, ho accettato con grande gioia.
Come ho già scritto, amo i piatti che hanno una storia, e soprattutto, dopo aver preparato tante ricette con i prodotti Lenti, mi faceva davvero piacere realizzare il piatto simbolo della loro famiglia.

Agnolotti alla piemontese 33

Per la ricetta mi sono avvalsa di quella storica della loro famiglia, io mi sono limitata a fare le proporzioni dei vari ingredienti.
Rispetto alla ricetta storica c'è una variante. Dunque, nella ricetta di famiglia l'ingrediente principale erano i rifili del prosciutto, ovvero la parte di carne che fuoriesce dagli stampi dopo la cottura del prosciutto.
In base al detto, in cucina non si butta mai niente, men che meno del maiale, i rifili, venivano utilizzati per la farcitura.
Oggi, invece, vengono venduti alle aziende per preparare i mangimi per i cani.
Per prepararli, invece dei rifili, ho utilizzato il Lenti & Lode Cuore, un pregevole prosciutto cotto, un nuovo prodotto che arricchisce la serie Lenti & Lode.
Per quanto riguarda il condimento, mi hanno raccontato che in passato si utilizzava un sugo preparato con pomodoro e carne di maiale, in seguito si è passato al burro e salvia.
Ho preferito condire gli agnolotti con burro e salvia, per esaltare al massimo il sapore della farcitura e del Lenti & Lode Cuore, che vi assicuro è davvero eccezionale.

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Gli agnolotti venivano preparati il sabato pomeriggio per il pranzo della domenica.
Io li ho preparati di sabato mattina e hanno allietato il pranzo della giornata, ero troppo golosa e curiosa di assaggiarli per aspettare la domenica.

E al Lenti & Lode Cuore, come da ricetta fornita, ho aggiunto gli spinaci, le coste, la noce moscata, l'uovo.
La pasta l'ho preparata seguendo la mia solita ricetta, ovvero il 20% di semola e l'80% di farina.

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Lo scorso sabato, con Le Quattro Stagioni di Vivaldi in sottofondo, ho iniziato a cucinare prestissimo.
Sono partita, come sempre,  dalla preparazione dell'impasto per la pasta.
Durante il riposo dell'impasto ho preparato la farcitura.

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L'intestazione della Gastronomia - salumeria dalla quale è nata poi, l'Azienda

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Accompagnata dalle note di Vivaldi, ho iniziato ad impastare e poi preparare i vari ingredienti per il ripieno.
Lo sapete, per me la cucina rappresenta moltissime cose, fra le quali, un rito che si perpetua e l'atmosfera che si crea, prima cucinando e poi mangiando.

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Mentre preparavo gli agnolotti, pensavo ad una famiglia piemontese, raccolta intorno ad un grande tavolo di legno, o meglio, immaginavo diverse generazioni di donne che impastavano, tagliavano, affettavano, tritavano, chiacchieravano, si raccontavano la settimana, mentre realizzavano il pranzo della domenica.
Pensavo a mani sapienti che tiravano la sfoglia e con pazienza e perizia preparavano gli agnolotti.
Immaginavo piccole mani, alle quali erano affidati compiti semplici e che scalpitavano per essere "promosse" e fare le "cose dei grandi".
Immaginavo un rito che di settimana in settimana si rinnovava.
Pensavo ai riti della mia infanzia, alla preparazione degli gnocchi e del ragù, ricette diverse, regioni diverse, ma accomunate dallo stesso amore per la cucina.

Gli agnolotti erano deliziosi. Il sapore del Lenti & Lode Cuore spiccava e si fondeva con gli altri ingredienti.
Tutti i commensali hanno apprezzato e mi è stato richiesto di rifarli. :-)
Da bere, senza esitazione abbiamo abbinato un Barolo che era da tanto in serbo per un grande piatto e quale occasione migliore degli agnolotti tipici piemontesi?

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Agnolotti alla piemontese con prosciutto cotto Lenti & Lode Cuore, spinaci e coste

tempo di preparazione: 2 ore, più il tempo di riposo della pasta,
tempo di cottura: 15 minuti,
difficoltà: media,
ingredienti per 4 persone:

per l'impasto:

160 g. di farina 00,
40 g. di semola di grano duro,
2 uova,
un pizzico di sale,

per la farcitura:

220 g. di prosciutto cotto Lenti & Lode Cuore,
70 g. di spinaci lessati e strizzati,
70 g. di coste, private della parte bianca, lessate e strizzate,
50 g. di parmigiano reggiano,
un uovo,
un piccolo scalogno,
olio extravergine di oliva,
noce moscata,
sale,

per il condimento:

una noce di burro,
salvia.

Setacciate le farine su una spianatoia, fate la fontana, aggiungete al centro le uova e il sale. Iniziate a mescolare gli ingredienti, fino a formare un impasto che porrete nella pellicola a riposare per un'ora.
Tritate finemente lo scalogno, riscaldate una padella antiaderente, ponete metà dello scalogno tritato, un filo d'olio extravergine e fate soffriggere dolcemente lo scalogno.
Unite gli spinaci ben strizzati e tritati e saltateli velocemente. Poneteli in una terrina a raffreddare. Ripetete la stessa operazione con le coste.
Tritate finemente a coltello il prosciutto cotto.
In una terrina ponete il prosciutto cotto, gli spinaci, le coste, l'uovo, 40 g. di parmigiano grattugiato e un pizzico di noce moscata grattugiata al momento.
Amalgamate bene i vari ingredienti. Tirate la sfoglia, farcitela con una noce di ripieno, copritela con altra sfoglia, premete bene per far fuoriuscire l'aria e con una rotella dentellata tagliateli a rettangolo.
Poneteli mano a mano su un canovaccio cosparso di farina.
Lessateli in abbondante acqua salata e conditeli con burro fuso aromatizzato con foglie di salvia grossolanamente spezzettate e il restante parmigiano reggiano.
Serviteli subito.

Agnolotti alla piemontese 16

Ho abbinato il Barolo. 

Alla prossima!

Giovanna

lunedì 13 ottobre 2014

Pane di kamut con semi di zucca e di girasole

Pane con i semi 14

Nel primo fine settimana d'autunno, sono stata con mio marito sul lago di Garda.
Volevamo trascorrere un paio di giorni a contatto con la natura, seguendo i nostri ritmi, leggendo, passeggiando.
E così abbiamo fatto. 
Una puntatina a Desenzano, di mattina presto, prima che la cittadina si affollasse.
Un giro al porto, e poi tra le bancarelle di un mercatino allestito al momento.
Dopo, un giro in campagna tra i vigneti.

Torri del Benaco 2

Pane con i semi 2

Adoro la campagna in autunno. I colori aranciati, il profumo di legna bruciata e di terra, rendono il paesaggio molto affascinante.
Quel giorno, poi, non c'era il sole, ma una leggera foschia, che sfumava i contorni, rendendoli ancora più interessanti.
Poi vi farò vedere che meraviglia di colori.

Torri del Benaco 6

Pane con i semi 11

La domenica, invece, la giornata era calda e soleggiata e siamo andati a Torri del Benaco, meta d'elezione di quest'anno.
Torri è una cittadina deliziosa. Un bel lungolago, qualche negozio all'interno, una piazzetta, con annesso porticciolo, dove i turisti, pigramente sorseggiano cappuccini e caffè sfogliando i quotidiani.
La domenica, sul lungolago, oltre ai soliti turisti ci sono i pescatori, gli amanti della vela, i sub, persone, a giudicare dalla dimestichezza con la quale compiono le varie attività, appassionate di questi sport.

Torri del Benaco 3

Pane con i semi 16

Al ritorno, allegri e contenti, e molto molto affamati, siamo rimasti bloccati nel traffico causato da una deviazione per una manifestazione sportiva.
Quindi, niente pizza come avevamo programmato, e considerato l'orario nemmeno spaghetti, visto che era tardi e la fame incalzava.

Così, abbiamo comprato pane, formaggio, acqua e abbiamo improvvisato una colazione al sacco.
Sarà che, se non ho fretta e non devo fare nulla di particolare, questi imprevisti mi piacciono, ma il pane e formaggio, mangiato conversando e ridendo, mi è piaciuto molto di più della pizza che avevamo programmato.

Torri del Benaco 9

Pane con i semi 10

Questo pane, invece, l'ho preparato, sempre al lago, ma durante le vacanze di luglio.
Quel giorno il mio umore era abbastanza down, pensavo al mio micetto e la pioggia incessante sicuramente non migliorava il mio umore.
Così, avevo deciso di fare il pane, sperando e pensando di sfogare il mio malumore nella preparazione dell'impasto.
Invece, il mio umore non migliorò, impastavo e pensavo a due occhi verdi, belli, dolci, luminosi, fiduciosi che mentre cucinavo, mi guardavano e mi facevano compagnia.
Pensavo, pensavo e le lacrime sgorgavano da sole.
Però, in compenso, il pane mi riuscì benissimo.

Torri del Benaco 1

Pane preparato col kamut, ormai c'ho proprio una passione per questo grano, un po' di farina 00, un altro po' di semola e poi semi di zucca e girasole che nel pane mi piacciono moltissimo, rendendolo molto stuzzicante.
Noi lo abbiamo molto apprezzato abbinato a verdure e formaggi, nonché per colazione spalmato con la marmellata.
L'impasto l'ho lavorato con la tecnica delle pieghe appresa nel libro di Emmanuel Hadjiadreou.

Pane con i semi 6

Pane di kamut con semi di zucca e girasole

tempo di preparazione: 25 minuti, più la lievitazione
tempo di cottura: 30 minuti,
difficoltà: media,

ingredienti per una pagnotta:

370 g. di kamut,
230 g. di farina 0,
200 g. di semola di grano duro,
20 g. di semi di girasole,
30 g. di semi di zucca,
12,5 g. di lievito di birra,
12 g. di zucchero,
16 g. di sale.

Setacciate sulla spianatoia le farine, fate la fontana e ponete al centro, il lievito, il sale, lo zucchero, entrambi i semi.
Aggiungete mano a mano acqua a temperatura ambiente ed impastate fino ad ottenere un impasto non appiccicoso, abbastanza morbido e liscio.
Ponetelo in un contenitore capiente, coprite con un canovaccio umido e dopo 10 minuti tirate un lembo dell'impasto dall'esterno verso il centro. Ripetete l'operazione per 10 volte, girando mano a mano la ciotola.
Coprite ancora con il canovaccio e dopo 10 minuti ripetete l'operazione suddetta. A distanza di dieci minuti ripetetela ancora due volte.
Poi, coprite con un canovaccio e fate lievitare per circa un'ora e mezza o fino a quando l'impasto risulta raddoppiato.
Quindi, lavoratelo brevemente per sgonfiarlo, ponetelo su una teglia ricoperta di carta forno, dategli la forma che preferite, cospargetelo con la farina, copritelo ancora col canovaccio umido e fate lievitare per 45 minuti, o fino a quando risulta raddoppiato.
Ponetelo in forno preriscaldato a 200° e cuocetelo per 30 minuti, o fino a quando risulta gonfio e dorato.

Torri del Benaco 7

Alla prossima!

Buona settimana!

Giovanna